ITALIA TV. Magnifica contaminazione quella fra la Penisola Sorrentina e i vini di Bolgheri e Montalcino

di Adriano Romano

italiatv.it – Come in una scena scarpettiana, nel cuore della Costiera Sorrentina troviamo una famiglia ricca di genuinità e talento a comporre un gioco di protagonisti assoluti, una trama avvincente tra i profumi e sapori di questo angolo di paradiso e il meglio della produzione enoica toscana. La scena è “C’è Posto per Te”, a Castellamare, il ristorante tipico per antonomasia, intriso come Stabia di commistioni greche e latine e pronto alle migliori contaminazioni enogastronomiche.

Pasquale Esposito e il giornalista sommelier Luca Matarazzo creano e coordinano l’evento che immerge in cibi di altissima qualità alcuni degli araldi bolgheresi e montalcinesi: contemporanei come Michele Satta e il suo Cavaliere del 2008 e il suo Piastraia, o storici come Caprili a Montalcino e come “il campione del mondo” secondo Wine Spectator: Argiano Brunello di Montalcino 2018.

Una volta stappati, i vini propagano già nell’aria profumi ricchi di tannini e frutta, mentre il servizio dei piatti di Angela Esposito riempie già i tavoli di colore e gioia. È proprio la ristorazione, genuina e di alta qualità come la sua famiglia nata dal commercio di carni pregiate, ad aver portato Pasquale Esposito alla cultura del vino e alle esperienze di studio iniziate in Sicilia, Toscana e Piemonte e proseguite nel Bordolese e nella regione dello Champagne. L’entusiasmo delle sue scoperte ha creato una carta dei vini fuori dall’ordinario, integrando produttori minori ma di grande prospetto: è lo specchio dell’umiltà e del talento con cui lui e la sua famiglia si sono distinti, in questa zona costiera tanto bella quanto travagliata socialmente, giungendo ai massimi livelli di offerta.

I brillanti racconti di storia dei vini di Montalcino e di Bolgheri descritti da Luca Matarazzo trovano notevole riscontro in un parterre di esperti e appassionati di vini provenienti dalle tante zone circonvicine della regione Campania e relativi gruppi AIS. Il servizio e l’accoglienza del ristorante mettono encomiabilmente ogni partecipante a proprio agio, a sentirsi come un amico di famiglia in questo luogo dove “..non l’oro o l’argento ma l’autenticità dell’animo” mettono ogni anno al tavolo più di 20mila bottiglie di vini pregiati.

Un clima schietto, conviviale ma fervido di attenzione motiva il confronto tra vini dei due celebri areali toscani. Ogni vino è accompagnato dalla descrizione puntuale e narrativa oltre che degustativa di Luca Matarazzo, che arriva alle radici, alle origini di ognuno dei calici proposti, celebrando alla fine le rime e le ragioni della tradizione di Ornellaia e del trionfo di Argiano e del suo Brunello di Montalcino 2018. I protagonisti, gli epigoni come Biondi Santi e Tiezzi o Incisa della Rocchetta e le loro scelte di percorso, chiamano i presenti a imparare i loro cammini di successo traendone, possibilmente, lezioni preziose per il presente della realtà enologica campana.
Una realtà territoriale che Matarazzo ed Esposito non esitano a descrivere come dimezzata nelle sue potenzialità da lotte intestine e divisioni, citando a contrappunto gli esempi della Toscana e del Piemonte e il loro successo nel mondo grazie alla ricerca del senso di squadra e del fare sistema.

Ed è proprio questa la motivazione, la sperimentazione delle eccellenze enoiche italiane per comprenderne le ragioni storiche e politiche di sviluppo, che spinge ad andare avanti i due organizzatori di questo evento, inserito in una programmazione puntuale di una serie distribuita nell’arco dell’anno. Attingere da pratiche d’eccellenza può educare sia al gusto sia alla cultura d’impresa nel settore vitivinicolo, poiché è l’unica strada percorribile per esprimere al loro degno livello le ricchezze immense del territorio campano e prossimo – in definitiva, di quel territorio che la Storia ci consegna col nome di Enotria e che annovera il maggior numero di vitigni certificati e originari di cloni di successo in Italia.
In fondo, il Sangiovese Grosso che informa il Brunello di Montalcino è un clone dal Gaglioppo di Calabria.

Aver scelto di contaminare i gusti e le glorie della tradizione toscana, dall’aristocratica Bolgheri alla operaia e popolare Montalcino, con l’anima popolare e nobile della Campania costiera, è stata una ricetta originale di Pasquale e Angela Esposito che si può replicare non solo nell’antica Stabia.

RISTORANTE “C’E’ POSTO PER TE”: Via Venezia, 80053 Castellammare di Stabia NA


VIDEO: Luca Matarazzo, Angela Esposito, Pasquale Esposito.

Buona visione >