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ITALIA TV. Montalcino Confidential, Giovanna Neri, Col di Lamo

italiatv.it – Ha iniziato facendo vin de garage, dentro un fienile che pitturò tutto arancione, “la zucca”; ha creduto nel suo sogno e ha trasformato quella zucca nella scarpina di Cenerentola. Arrivando a Montalcino da nord, ai piedi di un anfiteatro naturale di viti, la cantina di Col di Lamo si distingue per la sobrietà delle sue linee architettoniche, eleganza moderna, ordine e pulizia maniacale nelle bottaie. Giovanna Neri si concede per dieci minuti “in confidenza”. Cosa serve al Brunello e a Montalcino, l’amatissima Diletta che le ha regalato due nipoti in due anni, il Piccolo Principe, il mondo e…. Buona visione.

(di Dario Pettinelli)

ITALIA TV. Comunichiamo poco la sostenibilità? No, il giusto, ma si dovrebbe essere di più

italiatv.it – Fuggire dal rischio di banalizzare la sostenibilità.

Sempre stimolante Donatella Cinelli Colombini e sempre “sul pezzo”; sulla sostenibilità, argomento del suo ultimo intervento, riferisce di una Ricerca che tratta della comunicazione di questa. Si sostiene che in Italia “la sostenibilità” è più praticata che comunicata”. In tempi come questi fa notizia perchè si presenta quasi come un paradosso. La moglie di Cesare non deve solo essere al di sopra di tutto ma deve curarsi anche di apparire tale: amen. Attenzione però.

Utile è avere sempre la linea di confine in mente: la sostenibilità di un’azienda non equivale alle buone pratiche. Ovvero: la conduzione agronomica, la raccolta differenziata, l’abbattimento degli sprechi e via dicendo, sono tutte conditio sine qua non è possibile rendere sostenibile la propria realtà, ma siamo nel territorio appunto delle buone pratiche. Si può parlare di sostenibilità di una realtà produttiva quando questa fornisce un Bilancio, un Report, una qualsivoglia dichiarazione, volontaria, che rendiconti la situazione: punto di partenza, progettualità, tappe intermedie, obbiettivi raggiunti. La sostenibilità richiede anche la visione completa, ovvero tutto ciò che afferisce alla sostenibilità sociale e a quella gestionale (economica); e a completare il quadro, la comunicazione, che ha regole precise, diverse da quella per il mercato.

Capitolo a parte, delicatissimo, è quello appunto della comunicazione della sostenibilità. Per titoli: errore gravissimo pensare di procedere con lo stesso approccio e fine della comunicazione commerciale; requisito essenziale, indispensabile per una buona e corretta comunicazione della sostenibilità è la “coerenza”. Che vuol dire? Vuol dire non solo che tutto ciò che viene comunicato deve avere corrispondenza esatta coi fatti, deve essere documentato e verificabile ma non basta: la comunicazione della sostenibilità deve tenere toni misurati, deve essere esaustiva, non deve alludere, non deve trattare ciò che non si è conseguito. Deve seguire le regole del giornalismo di agenzia: stile asciutto, essenziale, terzo, verificato, “continente”. La regola della continenza del giornalismo è sottovalutata. (“Raccogli 10 informazioni di una notizia, verificale tutti, pubblica le 7 più importanti e tieniti le altre 3 per eventuali repliche, precisazioni e approfondimenti”; ascoltarlo dalla viva voce del maestro Sergio Lepri alla Formazione è stato finanche emozionante. Fiuggi 2006).

La questione delle certificazioni è importante ed ha ragione DCC a dire che ci sono troppi soggetti certificatori che generano confusione. Intanto poniamoci la domanda essenziale: perchè devo certificare? Non è un devo: c’è la questione che alcuni mercati evoluti hanno iniziato a richiedere certificazioni di sostenibilità per far entrare i vini (in questo caso) nel loro Paese; ma non serve terrorizzare l’imprenditore. Non concordo affatto né col terrorismo ecologico né con quello sulle aziende, penso siano addirittura controproducenti, che stimolino avversità al tema; e poi eruttano solo paura senza soluzioni realistiche. La scelta è soprattutto di stile, riguarda chi si vuole essere e apparire. Il vantaggio di immagine c’è oggi per chi ha un programma di sostenibilità: non rompiamo il giocattolo.

Comunichiamo poco? No, il giusto. Magari sarebbe meglio essere di più e fare squadra.
Per quanto sopra detto, nella comunicazione della sostenibilità un’azienda, una realtà, deve curarsi di esserci e farsi ricordare, più che farsi notare. Ne abbiamo parlato a Siena giusto tre settimane fa in Fortezza col S.Chiara Lab, UniSiena, Fondazione Prima, Fondazione MPS e Istituzioni. Casi di successo li abbiamo in casa, ma solo Argiano e Banfi sono ancora troppo poche per quanto prestigiose come realtà. Il Consorzio è in oggettivo ritardo sul tema: si può fare molto in una realtà come quella di Montalcino, si potrebbe essere leader. Confido nel futuro, il presidente è esperto, i consiglieri bravi e saggi non mancano.

A chiudere: qui a seguire alcuni link a sostegno del pezzo. Un ringraziamento a DCC per la sensibilità che non certo da ieri ha per il tema.

ARGIANO PRESENTA IL PRIMO REPORT: AZIENDA IN CARBON NEUTRALITA’.

BERNARDINO SANI, GREEN WINE FUTURE 2022 (in inglese)

CONSORZIO NOBILE MONTEPULCIANO: PRIMI ALLA CERTIFICAZIONE DI SOSTENIBILITA’ TERRITORIALE

BANFI, BILANCIO DI SOSTENIBILITA’

btr

ITALIA TV. Montalcino Confidential. Viola Gorelli, Le Potazzine.

italiatv.it – Viola100%. Intelligenza brillante, favella rapida, pensa veloce parla veloce; Viola Gorelli si concede per un “caminetto”: il caminetto c’è ma spento, considerando i 38°C durante l’intervista. The Queen Gigliola, la mamma, si raccomanda come se avesse ancora 14 anni e dovessi portar fuori la figliola: “Oh mi raccomando, trattamela bene, te le do eh!”. Viola sorride e anche se “…noi in casa di bianco si beve Villa Bucci e Marisa Cuomo…”, sboccia un Champagne di saluto (“…te te la fai coi francesi lo sappiamo…).

Viola Gorelli (foto: DP)

Nomen omen se si pensa al regal Purple. Il viola, colore delle élite e dei reali britannici. Il destino nel nome perchè Viola ha trovato in Londra il luogo del cuore, dopo Montalcino s’intende. La ha cercata, l’ha scelta, ci ha vissuto e “…la preferisco: è una città vibrante, stimolante, riservata, elegante”. E con Londra il legame, se già non bastasse, è ancor più forte perchè Le Potazzine sono le principesse del Brunello all’ombra del Big Ben.
Lo status di élite del viola, il regal Purple, deriva dalla rarità e dal costo della tinta utilizzata per produrlo. Il tessuto viola era così scandalosamente costoso che solo reali e governanti potevano permetterselo. La tintura inizialmente usata per produrre il viola proveniva da un piccolo mollusco che si trovava solo in una specifica regione del Mar Mediterraneo. Conoscendo la giovane donna di questa intervista, il nome Viola non potrebbe essere più appropriato.

Cambiamento climatico, la questione femminile del Brunello, le scelte agronomiche e in cantina, ma anche suggerimenti, idee, segreti da sfruttare.
Intervista lunga: per facilitare la visione, la lista delle domande e dei temi trattati col punto secondo, così da poter sapere di cosa si parla e quando. Ogni voce ha poi delle domande di rafforzo e/o approfondimento. Buona visione >

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Apertura: Come si sta profilando questa annata in vigna?
1’30”: Qual è il decennio d’oro di Montalcino?
1’53”: Formazione. Lauree e stage a Londra…
2’42”: Come mai Londra e non gli USA come la maggiorparte dei suoi colleghi/amici?
3’58”: La questione femminile a Montalcino, Consorzio e suggerimenti…
5’32”: Le Potazzine
7’36”: Le scelte agronomiche bio sono per scelta etica, tradizione o perchè il vino viene meglio?
8’10”: Il mondo de Le Potazzine. London first…
8’55”: Il tema del gap di prezzo fra Italia e Francia.
9’42”: Quali consigli per Montalcino, il Consorzio e il Brunello?
10’05”: I Consorzi devono garantire tutti e la velocità potrebbe essere quella del più lento: sono pensabili cordate di scopo per operazioni mirate di promozione?
10’55”: Cosa beve Viola Gorelli a cena?
11’13”: Fuori i nomi delle aziende…
12’02”: Cosa dice mamma Gigliola del clima, di come vanno le cose….?
12’48”: Che adolescenza è stata la sua qui in campagna?
13’31”: Si è dimessa da Presidente della Ruga…..
14’36”: In che senso… “Non ho più le chiavi del Quartiere?”
15’11”: I Quartieri si sfidano nel Trofeo delle Cacce: salutiamoci con questo appuntamento. Rivalità fra quartieri e tiro al cinghiale….

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Tenuta “Le Potazzine”

Loc. Le Prata, 262
53024 Montalcino (SI)

Tel./FAX: (+39) 0577.846168
Email: tenuta@lepotazzine.it

ITALIA TV. Roma, nuove aperture: SCOTTADITO, il bruco è diventato una farfalla.

Ci sono quintali di silenzi, tonnellate di pensieri, mani che carezzano da su a giù la barba; c’è il mento sul palmo e lo sguardo nel vuoto del pensatore di Rodin. A volte come questa, per trovare il coraggio di aprire un ristorante ci vuole la determinazione di chi ha capito di essere stato sfidato dalla vita e che gli tocca indossare la fascia di capitano, di capitano di se stesso.

Questa è la storia di Stefano e Simone, già più di un decennio di cucina di rango a soli trent’anni. La scena è Roma, “Montesacro giù” dicono i residenti, ovvero Jonio-Tirreno, via Veglia per la precisione. “Questa è una zona dove c’è chi arranca e chi sciala”, dice Simone. Sta di fatto che il 6 maggio Scottadito apre: c’è il tempo per mettere a punto tutto e affrontare l’estate.

Stefano Deli e Simone Coletti

Volano nomi grossi guardando ai curricula dei due: Convivio Troiani, Metamorfosi Restaurant, Acquolina per il sous chef Simone, e fuochi stellati per Stefano anche in Portogallo oltre che con Heinz Beck, a Bologna e Firenze. Insomma: il timore del “Sapranno cucinare?” è fuori luogo.

Ma che ristorante è Scottadito?

Simone: “Avevamo desiderio, e bisogno proprio, di un rapporto più vicino con gli ospiti; e parlo di ospiti e non solo di clienti perchè quando iniziamo a preparare il servizio ci pensiamo a chi potrebbe venire, a cosa sceglieranno, se vorranno sapere di più sugli ingredienti… A trent’anni ci siamo chiesti se non fosse arrivato il momento, quel momento: prendere in mano la situazione e iniziare a costruire il futuro, le nostre vite. E’ stato come accorgersi che tutti quei servizi, tutti gli anni fino al 5 maggio 2022 fossero la preparazione, la formazione; era chiaro che toccava a noi, era chiaro che eravamo davanti alle famose sliding doors del destino, davanti al fiume. Ci siamo guardati e abbiamo saltato di là”.

Stefano: “Qui abbiamo fatto pure i muratori: fino a una settimana prima dell’apertura non immagina come stavamo… E poi i contratti, gli allacci, i fornitori, Roma…..”

Mancava un pezzo. Bello il progetto, bello il ristorante, bello tutto: ma la sala?

S. e S.: “La sala è delicata, non certo meno della cucina. Andava però trovata la quadra fra conoscenza (di cucina, birre e vini), fiducia, affidabilità e modi. A Luca Branconi questo vestito calza a pennello. Vede, con Scottadito non inizia un progetto con la stella Michelin come fine, come obbiettivo; vogliamo vedere le facce delle persone con la virgola di Amatriciana ancora su baffo sorridere ai commensali, vogliamo sentire i calici che rintoccano per una gioia, per un successo che si è scelto di festeggiare da noi, con noi. Avevamo bisogno di sentire il cuore oltre il calore delle fiamme”.

Il cronista si emoziona: i loro occhi sono brillanti quando parlano, si sforzano di tenere a freno l’entusiasmo, chissà poi perchè. Prima di mangiare l’occasione è ghiotta e la domanda s’impone: qual è il vostro pensiero sul gravoso problema della ricerca di personale nella ristorazione?

E qui, prima della risposta, uno sguardo fra loro e qualche secondo di silenzio che già erano più della risposta. Vorrebbero rispondere con più…intensità, si vede chiaramente, ma optano per un forma comunque compita, impeccabile: “Noi ci riteniamo dei fortunati ad aver avuto la formazione che abbiamo avuto; queste sono cose di grande valore. Cucinare accanto ai mostri sacri che ti dicono cosa fare è il massimo della preparazione che si possa immaginare. E ci devi pensare con onestà intellettuale: è uno scambio. Ricevi molto: quanto costa questa formazione? Noi per un anno e mezzo abbiamo fatto stage, senza troppe storie: testa bassa, occhi e orecchie aperti. Ruba, chiedi, copia… Solo così; il resto sono chiacchiere. Ma poi, scusi: ma Leonardo da Vinci, Michelangelo e tutta la tradizione della bottega rinascimentale? Mi faccia dire anche un’altra cosa: perchè non si considera mai il rischio di danni che l’imprenditore si accolla con un novizio?”

Cristallino. Giriamo pagina. Alessandro Borghese fa il tutto esaurito per tre mesi a Venezia, prima di inaugurare; Masterchef…, e sappiamo di poter continuare a lungo. Voi siete stati condizionati da questa grande onda food in tv?

S. e S. “Anche noi siamo stati condizionati, ed anche ispirati da tutti questi anni di programmi tv e chef star ovunque; ora le cose stanno cambiando, la moda sembra passare e molti chiudono, complice il Covid; perchè la cucina, gestire un ristorante, è un’impresa faticosa. Ora che, come dicono gli inglesi “si scrolla l’albero”, resta chi deve restare” (…fanno l’occhiolino – n.d.r.).

Il gioco si fa duro e i duri iniziano a giocare: sui vini c’è da fare. Simone: “Si, è solo una prima carta. Siamo stagionali in cucina, c’è rotazione e si lavora sempre sul fresco; alcune referenze sono già centrate ma è vero, c’è da fare ancora molto”.

La bottiglia la si trova già ora per cenare bene, le tovaglie sono perfette, i calici e le posate tutto pulito bene. Non ci sono odori in sala, il verde che abbraccia il dehor rinfresca l’aria. Bene le birre. Ora è davvero tempo di mangiare.

Scottadito web site

ITALIA TV. Montalcino Confidential. Giacomo Bartolommei. New leader starting

italiatv.it – La questione del grado alcolico, i vini Vigna e le sfide del prossimo triennio. La conferma della vice presidenza del Consorzio del Brunello, un’idea per la Riserva e le sfide internazionali. A Montalcino Confidential a confidarsi questa volta è Giacomo Bartolommei: “Spero che la certificazione di denominazione possa aprire il nuovo corso”. New leader starting. (Intervista video 9’45”)

Qui a seguire il lancio di 1 minuto.

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ITALIA TV. Montalcino Confidential. Alex Bianchini, debutto in società di un golden boy.

Debutto in società per Alex Bianchini che entra nel board del Consorzio del Brunello di Montalcino.

Alex Bianchini, 32 anni, entra nel board del Consorzio del Brunello di Montalcino. Rappresenta un’azienda importante, un marchio forte e fortissimo per il Brunello e Montalcino: Ciacci Piccolomini d’Aragona. Alex e sua sorella Ester sono la terza generazione dei Bianchini. Per al sua prima uscita ufficiale da nuovo leader ci parla del perimetro del Brunello e di Montalcino, tra cambiamento climatico e siccità, mutevolezza e tradizione, tecnica e cuore. Ad oggi è scapolo e a Montalcino si parla già di lui come uno dei pochi golden boy rimasti… Qui a seguire, l’intervista completa. Buona visione.

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ITALIA TV. Vino Nobile: certificazione di sostenibilità territoriale. Rossi: “Siamo i primi. E’ indispensabile. Disponibile ad altri 3 anni di presidenza Consorzio”.

italiatv.it – Toscana, Montepulciano. Allo scadere del primo mandato che lo vede alla guida del Consorzio del vino Nobile di Montepulciano, il presidente Andrea Rossi annuncia il terzo successo importante della sua presidenza: la certificazione di sostenibilità territoriale Equalitas, in linea con lo standard unico nazionale di recente pubblicazione. Terzo successo dopo la soluzione della spinosa questione di riconoscibilità e distinzione dal Montepulciano d’Abruzzo e dopo l’innovazione delle Pievi, ovvero la valorizzazione di specifiche unità poderali: la zonazione secondo il Nobile. Il presidente Rossi, già sindaco dal 2009 al 2019, il periodo nel quale la città di Montepulciano è cresciuta del 6% di media ogni anno per dieci anni, in questa intervista per la prima volta, rende anche nota la sua disponibilità per un secondo mandato alla Fortezza Medicea, e ripercorre questo triennio Covid per il mondo snocciolando numeri di crescita del Nobile a doppia cifra. Importante il messaggio agli altri Consorzi: la sostenibilità migliora l’efficienza, abbassa i costi operativi e fin da subito conferisce il valore immateriale della ottima reputazione.

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ITALIA TV. Nuovo video per la California e QR code: I Tirreni di Bolgheri al Vinitaly 2022

BREVI.
COMUNICAZIONE E ADV. I Tirreni, Bolgheri DOC, in occasione del Vinitaly 2022 rilascia il nuovo video per Italia e Stati Uniti. Il recente tour “Meet the producer” con i due toscani protagonisti, ha toccato le principali città del midwest e si è concluso in California, dove da tre anni i vini de I Tirreni sono un piccolo fenomeno commerciale. Oltre al video, il QR code aziendale, con lo slogan che comunica la mission: “Everyday Luxury”, bere di lusso, ogni giorno.

www.itirreni.com

ITALIA TV. Vinitaly 2022, Valentina Papandrea presenta l’evento. VIDEO

ITALIA TV, Verona, Vinitaly 2022 – Valentina Papandrea

ITALIA TV. Vino e suolo. Carta canta: vince chi ha puntato sulla sostenibilità. Montalcino regna; ora la sfida del rinnovo della guida del Consorzio.

Argiano, Villa Bell’Aria, in novembre.

italiatv.it – Mentre a Verona si consumano i giorni più intensi dell’anno dal punto di vista commerciale, nelle vigne italiane nasce la nuova vita. Non di consumo in questo caso ma di cura del suolo: l’argomento si impone e se ne parla perchè “è origine del tutto” per il vino, certo, ma se si caratterizza come protagonista dei vini che “vincono tutto”, allora interessa anche gli addetti alle vendite. I due “campioni” (quello in Italia e quello italiano nel mondo) sono entrambi a Montalcino, sostenibili, etici, biologici: Argiano e Le Chiuse.

“Riuscire a garantire a tutti la tutela e la salvaguardia del suolo, dei territori e della biodiversità terrestre”. E’ il quindicesimo obiettivo del piano d’azione dell’umanità per un futuro sostenibile. Il suolo protagonista per l’equilibrio della biodiversità, target dell’Agenda 2030, ma anche protagonista dei due successi enologici dell’anno: il miglior vino rosso assoluto italiano e il quinto miglior vino assoluto mondiale. Parliamo di due Brunello di Montalcino: il Vigna del Suolo 2016 di Argiano e il Le Chiuse 2016.

Francesco Monari, “Jedi”.

Argiano ha una conduzione organico-rigenerativa, sono 7 anni che investe nei suoi 59 ettari di vigne dal passato glorioso, fa dell’equilibrio della biodiversità la sua stella polare. E’ stata la prima a Montalcino a fare il famoso studio di microzonazione e ad essere plastic-free, seguita poi da Biondi Santi ed altri. Non usa mai insetticidi, lancia insetti antagonisti nelle vigne, ha portato le arnie delle api tra i filari e si avvale della confusione sessuale per difendere le piante, come anche di reti funginee che partecipano all’equilibrio della vigna (micorrize). Argiano sta conducendo da tre anni uno studio su vecchi cloni di Sangiovese Grosso che non esistono più: ne ha individuati cinque e brevetterà a breve il più qualitativo.

Francesco Monari, agronomo e direttore tecnico di Argiano: “I vecchi cloni di Sangiovese Grosso, quelli che non sono stati selezionati per fare tanta concentrazione, quelli se vogliamo più naturali, sono quelli che regalano eleganza, grande identità e che meglio affrontano alle criticità ambientali, ovvero che rispondono meglio al troppo caldo, alla siccità, così come alle strizzate di freddo”. Lo fanno perchè il loro germoplasma è antico, ricco, tanto forte da poter affrontare le sfide del futuro”.
Il programma per la sostenibilità di Argiano è leader: prima azienda a Montalcino a registrare la carbon neutrality, l’azienda ha presentato da poche settimane il suo primo Report di Sostenibilità (QR code al video). Slogan aziendale: “Argiano, l’equilibrio della biodiversità”.

QR code video.

Un caso che il vino campione sia proprio quello di un’azienda che fa del suolo uno dei suoi obiettivi primari, tanto da chiamare Vigna del Suolo il suo super vino?

Il caso di Le Chiuse suggerirebbe “No” come risposta.
Siamo sulla Provinciale del Brunello, tra Montalcino città e Montosoli; erano le vigne dove Franco Biondi Santi faceva la sua Riserva. Simonetta Valiani, sua nipote, con Niccolò suo marito e Lorenzo loro figlio, da tempo in quelle terre hanno creato il fenomeno Le Chiuse.
Valanghe di premi e riconoscimenti, biologici della prima ora, a Le Chiuse l’armonia naturale si percepisce dal come sono inseriti nel paesaggio e segue fino in cantina, dal bosco all’uliveto e alle vigne, dove appunto al suolo è riservata una cura speciale. Il terreno è di origine oceanica, quindi ricco di materiale fossile.
Le Chiuse, non da ieri, considera il suolo centrale; tanto che è nello slogan, è identitario: “Le Chiuse: dove il suolo incontra l’anima”.
Il Brunello di Montalcino 2016 di Le Chiuse è primo vino italiano classificato nella Top2021 by WS, quinto assoluto, e parliamo di mondo.
Tornando alla domanda di cui sopra, non sembrerebbe un caso che il suolo sia ancora una volta protagonista di un successo. Folkloristicamente si può anche aggiungere che, date le evidenze, se non altro “il suolo porta fortuna”.

Le Chiuse: la famiglia in cantina.

Montalcino la vera vincitrice.
Miglior performance italiana e migliore italiana nel mondo: non sfugge sia Montalcino la grande vincitrice. I due vini dell’anno vengono dalla stessa denominazione e da aziende che fanno della dimensione etica della produzione e della cura per l’ambiente due dei loro punti di forza. Non sfugge nemmeno che è questa la partita, questa la sfida del momento.

Le Chiuse, Lorenzo Magnelli

Il rinnovo del Consorzio.
Montalcino si avvicina ad una scadenza importante, il rinnovo della guida del Consorzio. Tutto dice che sarà un “passaggio Mattarella”; e si può aggiungere che squadra che vince non si cambia; con le sue fragilità ma anche con i suoi punti di forza, che per ora almeno, prevalgono. Qui che si sia vinto è fuori discussione.
Per consolidare i successi delle singole aziende e del Consorzio, il Brunello che è già per la maggiorparte a conduzione biologica, deve fare un salto di due caselle sulla sostenibilità, perchè rispetto ad altri Consorzi è indietro con il piano per la certificazione di denominazione. Per la sostenibilità i modelli Argiano per la carbon neutralità e Banfi sulle certificazioni non bastano.

Approfondimento. Cos’è “il suolo”.
La UE, partendo dalle evidenze scientifiche, definisce il suolo quale “ecosistema essenziale, complesso, multifunzionale e vitale di importanza cruciale sotto il profilo ambientale e socioeconomico, che svolge molte funzioni chiave e fornisce servizi vitali per l’esistenza umana e la sopravvivenza degli ecosistemi affinché le generazioni attuali e future possano soddisfare le proprie esigenze”.
Il ruolo del suolo è essenziale anche nella cattura del carbonio per il conseguimento degli obiettivi climatici al 2030 e al 2050. Il Parlamento europeo invita gli Stati membri “a rafforzare il ripristino e l’uso sostenibile del suolo come strumento per la politica climatica nei loro piani nazionali per l’energia e il clima e, in particolare, nelle misure che si applicano ai settori dell’agricoltura e di uso del suolo, cambiamento di uso del suolo e silvicoltura, e a preservare, ripristinare e migliorare i pozzi di assorbimento del carbonio (soprattutto nelle aree con terreni ricchi di carbonio, come le praterie e le torbiere), oltre ad adottare azioni volte a promuovere l’uso sostenibile del suolo nella politica agricola e a ridurre le emissioni agricole”.

ITALIA TV, il Gallo Nero al Vinitaly, successi e solidarietà: numeri in verde a due cifre e asta vini per la pace

(In foto: Castello di Monsanto)

Il Consorzio Vino Chianti Classico si presenta al Vinitaly in un momento molto positivo per la denominazione. Il 2021, infatti, pur caratterizzato dall’evento eccezionale della pandemia, si è concluso con un bilancio migliore delle aspettative, con un + 21% rispetto al 2020  e +11% rispetto al 2019. Un trend di crescita che continua anche nel 2022.

italiatv.it – Appuntamento a Vinitaly (10-13 aprile 2022) con il Consorzio Vino Chianti Classico nel consueto stand situato nel Padiglione 9 della Regione Toscana (in posizione D2-3-4): una vetrina importante per la denominazione del Gallo Nero che a Verona presenta in degustazione 192 etichette di Chianti Classico, con le ultime annate destinate al mercato nelle tre tipologie Annata, Riserva e Gran Selezione, di 98 diverse aziende produttrici.

Il Consorzio Vino Chianti Classico si presenta al Vinitaly in un momento molto positivo per la denominazione. Il 2021, infatti, pur caratterizzato dall’evento eccezionale della pandemia, si è concluso con un bilancio migliore delle aspettative, con un + 21% rispetto al 2020 e +11% rispetto al 2019. Un trend di crescita che continua anche nel 2022 che, fa registrare già un +7% rispetto ai primi mesi del 2021. In generale, è aumentato il valore globale della denominazione, anche a partire dalle uve: la quotazione al quintale della vendemmia 2021 è stata più alta del 20% rispetto all’anno precedente, offrendo una maggiore remuneratività anche alle aziende che non imbottigliano. Per quel che riguarda il prodotto imbottigliato, si è confermata la tendenza alla crescita del peso – in volumi venduti e in valore – delle tipologie “premium” del Chianti Classico, Riserva e Gran Selezione. Nel 2021 le due tipologie hanno rappresentato, congiuntamente, il 43% della produzione e il 55% del fatturato (fonte Maxidata).
Il Consorzio Vino Chianti Classico si presenta al Vinitaly in un momento molto positivo per la denominazione. Il 2021, infatti, pur caratterizzato dall’evento eccezionale della pandemia, si è concluso con un bilancio migliore delle aspettative, con un + 21% rispetto al 2020 e +11% rispetto al 2019. Un trend di crescita che continua anche nel 2022.

Guardando ai mercati del Chianti Classico, gli USA si confermano ancora una volta al primo posto, una posizione che ormai detengono da oltre 15 anni: una bottiglia su tre di Chianti Classico trova infatti sbocco in questo Paese (33% delle vendite totali); stabile al secondo posto il mercato interno dove oggi viene venduto il 20% del totale dei vini Chianti Classico commercializzati. Segue il Canada al terzo posto (10%), un mercato che negli ultimi anni ha dato ai produttori del Gallo Nero grandi soddisfazioni. Buona anche la performance del Regno Unito che si attesta al quarto posto (8%): un paese dove il Consorzio Vino Chianti Classico continuerà ad investire anche nel 2022 con vari eventi e attività promozionali. Poi, fra i mercati consolidati, la preziosa Germania, anch’essa oggetto di particolare attenzione nella strategia consortile (6%). A seguire i Paesi Scandinavi, la Svizzera, il Benelux e il Giappone.

Il Consorzio presenta agli operatori di Vinitaly le principali novità della denominazione fra cui il progetto delle Unità Geografiche Aggiuntive del Chianti Classico. Lo farà con una serie di seminari guidati da esperti del settore che si terranno nel corso dei 4 giorni di fiera: il progetto “UGA” prevede una suddivisione del territorio di produzione del Chianti Classico in aree geografiche più ristrette ma dotate di una maggiore omogeneità per andare ad indicare in etichetta il nome della frazione e del comune da cui provengono le uve che hanno dato origine al vino.

Uno degli obiettivi è quello di soddisfare il desiderio sempre più crescente dei consumatori più attenti: quegli appassionati che partecipano alle degustazioni, che leggono la stampa specializzata, che vanno in visita per cantine e che sono sempre più interessati a conoscere i dettagli (come l’altitudine, la natura geologica del suolo, l’esposizione del vigneto) del vino che stanno assaggiando. Un progetto che mira ad un ulteriore rafforzamento del binomio vino-territorio: un territorio, quello del Chianti Classico, unico al mondo per la sua bellezza e la sua biodiversità: su 70.000 ettari solo un decimo dell’areale è infatti a vigneto, e di questo oltre il 50% (52,5%) è certificato biologico. Un’altra caratteristica che contraddistingue la produzione vitivinicola del Gallo Nero.

Infine, in occasione di Vinitaly, il Consorzio Vino Chianti Classico in collaborazione con il Consorzio Vino Brunello di Montalcino e il Consorzio Tutela Vini Bolgheri e Bolgheri Sassicaia parteciperà all’asta benefica Vini per la Pace, il cui ricavato sarà devoluto alla Caritas Diocesana di Siena-Colle di Val D’Elsa-Montalcino, per essere destinato ad una serie di strutture di accoglienza per famiglie di profughi ucraini. Nel corso dell’asta saranno battuti lotti contenenti bottiglie di pregio di vino Chianti Classico, provenienti dalle cantine e dagli archivi storici delle aziende del Gallo Nero. L’asta è organizzata in collaborazione con Sotheby’s Italia, e sarà possibile parteciparvi sia di persona che online, attraverso la piattaforma viniperlapace.bidinside.com.

ITALIA TV. Vino, le 5 settimane del destino. Parola a 23 produttori.

Bene la settimana piovosa, ma non basta: le terre del vino chiedono altra acqua.
Nei programmi per la sostenibilità la chiave anche per difendere le viti dalla siccità.

italiatv.it – 4 Aprile 2022 – E’ un momento delicato; più di altri. Le piogge dell’inizio di primavera in Italia sono arrivate dopo un centinaio di giorni di siccità, giorno più giorno meno. Rara la grandine e solo in certe zone, è piovuto nel modo giusto quasi dappertutto; ma non abbastanza. Spietati i dati: quest’inverno l’Italia ha ricevuto il 60% di neve e l’80% di pioggia in meno rispetto alla media stagionale. Già a Gennaio i millimetri di pioggia rilevati erano dieci volte in meno dell’anno scorso, 46 vs 450. All’assenza di precipitazioni si associa un fine inverno caldo: la media stagionale è di 1.7° C in più rispetto al trentennio 1981-2010.

Il clima è cambiato, fa e farà più caldo, lo stress per le piante è aumentato nell’ultimo ventennio. L’eco-catastrofismo, il terrorismo ambientale non è una risposta al cambiamento climatico, ne è solo un grido d’allarme. Andiamo alle idee per rispondere agli eventi, in particolare cosa possono fare i produttori di vino, per difendersi dalla siccità e non solo.

Prima azione di difesa per le aziende è la presa di coscienza, la consapevolezza del dover prendere in mano la situazione; quindi avviare un programma per la sostenibilità, che rafforza le difese, ottimizza i costi e conferisce la medaglia d’oro della reputazione.

In primis, bisogna “aggiornare la fotografia”, misurare, verificare i processi produttivi e la salute del capitale naturale aziendale (vigne, boschi, suoli…). Con una gestione accorta ed esperta le piante si rafforzeranno e risponderanno meglio anche alla siccità.

Ho chiesto a 23 produttori vinicoli di questa pioggia, e a che punto stanno le loro vigne, quanto le piante sono pronte alla nuova vita; (e al rischio di Aprile).

Azienda per azienda, la situazione.

Giacomo Bartolommei, Caprili, Montalcino (SI):

Una mansanta, ma non sufficiente! Nella zona di Tavernelle sono caduti circa 25mm che dopo 120 giorni sono pochissimi. Avevamo bisogno di almeno 100mm per tornare in equilibrio. Tuttavia la pioggia è caduta bene, non ci sono state delle burrasche e questo è positivo poiché l’acqua era filtrata bene nel sottosuolo. Prima della pioggia eravamo nella fase fenologica del pianto, che stava a significare la ripresa dell’attività vegetativa con molte gemme già in fase cotonosa, ovvero pronte a sbocciare. Abbiamo già ad oggi un bel po’ di gemme schiuse e crediamo che a fine settimana prossima saremo al 99% a gemme schiuse. Abbastanza in linea con gli ultimi anni.

Stefano Cinelli Colombini, Fattoria dei Barbi, Montalcino (SI):

Alla Fattoria dei Barbi sono venuti 25-30mm, per ora sufficienti. Bisogna tenere conto che i terreni di Montalcino ormai ovunque sono molto più “vivi” e ricchi di materiale organico rispetto a venti o trenta anni fa, e tengono molto di più l’umidità.

Francesco Monari, Argiano, Montalcino (SI):

Pioggia importante, desiderata, ma non sufficiente. Ci vorrebbero 15gg di pioggia così come ha fatto la settimana appena passata; altre due settimane, con 100mm a settimana. In totale saranno venuti 25mm oltretutto distribuiti in piccole tranche da 7-9mm. Al terreno profondo occorrono piogge più sostanziose più lunghe. Siamo ancora in tempo ma per adesso niente. Le viti stanno germogliando in questi giorni, la fase fenologica è corretta per il periodo. Per il momento, almeno ad Argiano, non vedo motivi di preoccupazione; farà caldo, serve acqua, ma le nostre scelte agronomiche hanno rafforzato molto le piante in questi ultimi 5 anni.

Giacomo Neri, Casanova di Neri, Montalcino (SI):

E’ piovuto…, non tanto; ma per il momento basta. Speriamo in altre pioggia in Aprile. A Tenuta Nuova le piante sono partite, le altre vigne stanno iniziando a germogliare adesso. Tutto sotto controllo.

Gigliola Giannetti, Le Potazzine, Montalcino (SI):

Si, è piovuto abbastanza, soprattutto è piovuto bene, lentamente, così da filtrare in modo omogeneo nel terreno. Le nostre viti sono gemmate, non sono ancora germogliate e le temperature basse faranno sì che per altri giorni restino così; e a noi questo piace molto…

Alex Bianchini, Ciacci Piccolomini d’Aragona, Montalcino (SI):

Per fortuna dopo quasi 2 mesi di assenza di precipitazioni sono venuti giorni di pioggia leggera che sono stati davvero un toccasana ma sicuramente non sufficienti a riequilibrare la carenza idrica, quindi speriamo in altre precipitazioni ad Aprile. Le piante sono tutte con gemme cotonose e siamo alle porte del germogliamento, ma per il momento in linea con l’andamento fenologico. Bene così; con una settimana di pioggia tranquilla ancora meglio.

Lorenzo Magnelli, Le Chiuse, Montalcino (SI):

La pioggia è sempre la benvenuta in questo periodo, soprattutto dopo mesi di siccità. Bisogna anche dire che a 30cm di profondità la terra era umida, fa da riserva idrica per la stagione. Se piovesse ancora sarebbe opportuno, perchè la stagione è lunga e farà caldo. Le piante si stanno svegliando, le gemme si stanno gonfiando: se si alza di qualche grado la temperatura “scoppia tutto” in un attimo.

Santiago Marone Cinzano, Col d’Orcia, Montalcino (SI):

A Col d’Orcia questo autunno-inverno abbiamo visto poco più di 300mm di pioggia. I terreni avevano un gran bisogno di ulteriore pioggia per “ricaricare” la riserve idriche, la pioggia della scorsa settimana è un buon punto di partenza, sia per il vigneto che per tutto l’ecosistema. Lo stato vegetativo delle viti sta iniziando ad entrare in primavera, come al solito in modo più precoce rispetto ad altre zone di Montalcino, in particolar modo i vigneti a guyot sono più avanti di quelli a cordone speronato. Presto per fare previsioni, ma serve che piova ancora.

Daniele Giorgi, Corte dei Venti, Montalcino (SI):

Più di qualsiasi commento parlano i numeri: 30mm di acqua su terreni lavorati e impianto nuovo sono una benedizione, perchè è piovuto bene, senza danni. Se piove ancora un pò ancora meglio. Stiamo piantando la vigna nuova e le barbatelle sembra sentirle ringraziare il cielo. Nelle vigne le piante sono in partenza vegetativa.

Monica Tiezzi, Tiezzi, Montalcino (SI):

Si, è piovuto e ci voleva. A Montalcino ieri è anche nevischiato. Nevischio misto ad acqua. L’acqua ancora non basta, ne serve ancora, serve quella “buona” , senza eccessi. Non servirebbe il nevischio, la grandine o la gelata, il freddo intenso; insomma abbiamo sempre paura ultimamente delle gelate primaverili, che possono veramente danneggiare le viti che sono appunto “partite”.

Giovanna Neri, Col di Lamo, Montalcino (SI):

E’ piovuto molto bene ma non è ancora sufficiente. Saranno caduti circa 25mm. Le viti per adesso stanno gemendo ma non hanno germogliato; solo alcune anche perché la notte è freddo. Speriamo che nelle prossime settimane ci siano altre piogge. Comunque per adesso è stata una vera benedizione!

Matteo Benvenuti, Quercecchio, Montalcino (SI):

Ottima settimana di acqua giusta, ma ancora poca: a Quercecchio un’altra settimana così ora sarebbe gradita. Le piante: noi non abbiamo potato e quindi non ti so dire con precisione quando partiranno. L’anno scorso lo scherzetto della gelata ci ha fatto propendere quest’anno per una misura più prudente e quindi potatura senza nessuna fretta. Acqua: serve altra pioggia.

Fabio Tassi, Tassi, Montalcino (SI):

L’acqua ha fatto molto bene, non pioveva più da troppo tempo. Soprattutto l’acqua ha aiutato in zone con problemi di stress idrico come le vigne a Velona. Le vigne sono partite alcune sono un po’ avanti, ma se non arriva il gelo dell’anno scorso è tutto sotto controllo e siamo sulla tabella di marcia.

Stefano Bambagioni, Fossacolle, Montalcino (SI):

La pioggia è stata veramente utile ha un po’ riequilibrato la situazione dando un importante aiuto alla pianta in questo momento di ripartenza. Noi non avevamo una situazione pericolosa prima di questa pioggia: qualche millimetro in più di pioggia poteva essere ancora più utile ma l’assenza di eccessi piovosi è comunque una vittoria. Le mie piante quest’anno sono state potate tardissimo anche considerando la gelata dello scorso anno quindi sono appena appena partite.

Samuele Falciani, I Tirreni, Bolgheri (LI):

Piovuto, e anche grandinato da noi, ma per fortuna ancora non c’è vegetazione. Ancora non è sufficiente per poter dire che non sarà un annata siccitosa perché anche in autunno di pioggia ne è venuta ben poca. Se continua negli anni questo clima anche le falde si ritireranno e l’irrigazione di soccorso impossibile. Serve almeno un’altra settimana così, di pioggia senza grandine intendo. Altri 100mm. Ancora le piante sono ferme e le gemme neanche rigonfie. È un dato che oramai ci accompagna da qualche anno, il germogliamento avviene a metà Aprile. Si tratta di una risposta fisiologica anche questa al cambiamento climatico. Si sa che le gemme iniziano a contare le ore sotto ai 4 gradi al momento dell’entrata a riposo per capire quanto è finito l’inverno. Dopodiché contano le ore calde fino a raggiungere un certo “fabbisogno” per germogliare. Sulla costa gli inverni non sono più sufficientemente freddi per raggiungere le ore e quindi sono solo le giornate di caldo intenso a favorire il germogliamento che è non solo ritardato ma anche disomogeneo. Aumenta il rischio gelate per via del clima perché in realtà il germogliamento tardivo sarebbe un vantaggio. Aumentando l’energia nel sistema è più probabile che un enorme massa di aria fredda si sposti da Siberia o artico e arrivi in poche ore sull’Italia come è successo lo scorso anno. Noi si cerca di potare prima il guyot lasciandolo però da piegare e poi si pota il cordone. Se germoglia il guyot germoglia la gemma distale in alto sul capo a frutto e le altre qualche giorno dopo. Si sacrifica una gemma in pratica ma una sola. Inoltre lasciamo due speroni sul guyot invece di uno per essere sicuri di avere materiale per l’anno successivo.

Eleonora Pieri, Poggio Stenti, Montecucco (GR):

Finalmente! Possiamo dire che le piogge di questa settimana (35 mm circa) siano state assolutamente provvidenziali soprattutto per le piante giovani, che non esplorano ancora strati molto profondi del suolo. I terreni lavorati hanno incamerato tali piogge come una spugna ed almeno in parte grazie a queste piogge abbiamo superato lo stato di stress da carenza di pioggia, che purtroppo l’inverno secco ed asciutto ha provocato. Adesso bisogna sperare in un inizio primavera piovoso, che ci permetta di rimpinguare le riserve idriche dei terreni nell’ottica di un estate lunga ed asciutta, come le ultime annate ci hanno abituato a sopportare.

Massimo Pastura, Cascina La Ghersa, Colli Tortonesi (AL):

Si, bene ma non benissimo; è piovuto ma speriamo non sia tutto qui: con 10mm ci si fa poco. Le temperature, soprattutto di notte, sono scese, anche a zero ed in alcuni punti poco sotto. Nel basso Monferrato c’è stata la grandine… In vigna le piante stanno piangendo, siamo in linea col periodo. Ora, con la fase vegetativa, il timore è sempre e solo uno, la gelata. Qui da noi in passato è successo anche a Maggio; le prossime sei settimane sono quelle della vita/morte di un’intera annata. Spero ricominci a piovere, l’ideale qui sarebbero almeno altri 50mm in una settimana, costante, silenziosa, salvifica.

Sergio e Gabriella Dezzutto, Santa Clelia, Mazzé (TO):

Ahimè sulle nostre colline, pioggia quasi inesistente per l’Erbaluce! Per ora ancora tutto fermo, sia perché fa ancora freddo, sia, soprattutto, perché essendo asciutto la pianta non lavora. Per ora situazione gestibile, molto preoccupato per il proseguo della stagione. Terra ormai arida e non c’è assolutamente umidità dal basso!

Vittorio Garda, Il Sorpasso, Carema (TO):

Non è stato sufficiente perché sono piovuti in media 10-15mm, ossia una minima parte di quello che sarebbe dovuto piovere nella media annuale (150-300mm almeno negli ultimi 2 mesi, dei quali una parte ideale in neve). Le viti sono partite comunque ma i problemi si stanno notando con le viti vecchie, molte delle quali muoiono a causa dello stress eccessivo… Non un buon inizio diciamo.

Mario Notaroberto Futani, Albamarina, Palinuro (SA):

Una settimana di pioggia a giorni alterni non ha risolto i problemi, ma almeno per il momento ha dato una boccata d’ossigeno ad una vigna che stentava a partire. A differenza dello scorso anno, causa il clima abbastanza freddo dei primi 2 mesi dell’anno la fioritura è in ritardo almeno di un mese. Ritardo dovuto in parte anche alla mancanza di acqua.

Alberta Nesci, Nesci 1898, Palizzi (RC):

Non è sufficiente,ma è già qualcosa. Per fortuna noi abbiamo i pozzi all’internò della tenuta, per aiutare la pianta però il cambiamento climatico non è cosa da non tenere in considerazione. I vitigni autoctoni, rispetto a quelli internazionali, possono gestire meglio la siccità. Però le piante, come gli uomini , dopo un po’ hanno necessità di bere. Quest’anno si presume possa essere una fioritura miglior della precedente. Fino ad ora sta procedendo bene, germogliamento in ritardo ma solo di circa 10 giorni. Ci si augura un altro poco di pioggia e poi un periodo che non veda caldo afoso come la scorsa stagione.

Marco Muscari Tomajoli, Muscari Tomajoli, Tarquinia (VT):

Finalmente questi ultimi giorni è arrivata la tanto desiderata pioggia. Dopo diversi mesi di siccità. E’ sempre più chiaro, anche nella nostra zona, di un radicale cambio nelle condizioni climatiche. Infatti i temporali sono stati brevi ma molto intensi arrivando fino, purtroppo, a forti grandinate. Per fortuna soltanto il vermentino si trovava nella prima fase del germogliamento, correndo un bel rischio, mentre le varietà rosse sono attualmente ancora in fase dormiente. Sono convinto che questi cambiamenti, ormai evidenti, imporranno a tutti di rivedere gli approcci agronomici e le strategie in campo. Nonostante l’evidente siccità che ci troveremo ad affrontare in futuro, il nostro approccio rimarrà lo stesso, lasciando che le piante trovino da sole un proprio equilibrio, senza nessun tipo di aiuto esterno.

Giulia D’Alema, La Madeleine, Narni (TR):

Le piogge di questi giorni sono state assolutamente ben accolte ma insufficienti. Nel nostro territorio non pioveva da Gennaio e il terreno non è ancora completamente soddisfatto. Ad oggi le nostre piante non sono ancora partite. Stiamo subendo ritardi nel germogliamento a causa delle basse temperature registrate a Marzo.

Maurilio Chioccia, enologo, Lazio e Umbria:

“Si finalmente è piovuto per alcuni giorni, in modo equilibrato, lentamente e la terra ha assorbito bene e per chi ha lavorato la vigna (erpicatura del terreno) sicuramente i benefici saranno migliori, con miglior assorbimento, dando così maggior agio alla vite. La quantità di acqua al momento è da considerarsi sufficiente ma sarà necessario che entro fine Aprile e prima decade di Maggio ne venga altra. L’acqua primaverile è molto utile per la vite e per l’agricoltura in genere. Non ci sono state grandinate dannose se non in qualche zona, ma pallini come vaghi di pepe che non hanno causato danni. Sui rilievi oltre i 500mt. è apparsa di nuovo la neve. Ad oggi non si registrano gelate dannose. Le varietà precoci sia nell’alto Lazio sia in Umbria, soprattutto zona lago Trasimeno, hanno già messo le foglioline (1-2cm). Fortunatamente al momento non si lamentano danni”.

Dario Pettinelli

(dir chiocciola italiatv punto it)

ITALIA TV. Durazzi: “Il Morellino verso la certificazione di sostenibilità di Denominazione”

https://youtu.be/hcCwBPOqbKY

Il Direttore del Consorzio del Morellino di Scansano, Alessio Durazzi, su sostenibilità e sfide del presente per i Consorzi del vini toscani. “Puntiamo dritto alla certificazione di sostenibilità per la Denominazione: è necessaria e conferisce da subito maggiore prestigio. Maremma tour destination e luogo accogliente per la mobilità elettrica: abbiamo tessuto una rete di 10 punti ricarica in posizione strategica per far visitare la Maremma a impatto zero”.

VIDEO intervista di Valentina Papandrea su www.italiatv.it

ITALIATV. Chianti Classico in grande forma. UGA e sostenibilità al centro. Castello di Monsanto commuove.

di Valentina Papandrea – italiatv.it – Firenze – Tornare nel circus delle Anteprime Toscane, alla Leopolda, con il Chianti Classico, è stato il miglior segnale che il vino italiano ed in particolare il Gallo Nero, poteva dare per segnare un nuovo rilancio. Numeri tutti in verde per il Consorzio e orizzonti impegnativi ma ben delineati. Qualità dei vini altissima: almeno oltre venti le aziende da segnalare e perfetta riuscita dei due momenti più coinvolgenti, quello sulle UGA con Aldo Fiordelli e la verticale di Filippo Bartolotta. Tanti gli assaggi, com’è giusto diverse le interpretazioni, Castello di Monsanto però…
Il comunicato del Consorzio:

Si è chiusa ieri la ventinovesima edizione della Chianti Classico Collection. In 2000, fra giornalisti e operatori di settore, sono venuti alla Leopolda per degustare le ultime annate della prestigiosa denominazione del Gallo Nero. Visita a sorpresa del sottosegretario Gian Marco Centinaio.

Dopo due anni di pandemia, il Chianti Classico continua a crescere. Ottima la performance delle tipologie “premium”. L’export in primo piano, con ancora in testa il mercato nord-americano e buona tenuta del mercato interno.

Barberino Tavarnelle, 23 marzo 2022 – Si è chiusa ieri la ventinovesima puntata della Chianti Classico Collection: dopo l’edizione dello scorso anno, la manifestazione è tornata a svolgersi alla Stazione Leopolda, con la presenza di 180 produttori di Chianti Classico.

Un’edizione di successo se si considerano i numeri importanti dei partecipanti: sono infatti oltre 2.000 i rappresentanti del trade e della stampa che si sono accreditati alla due giorni per poter degustare le ultime annate del Gallo Nero.

Ottimi anche i riscontri sui due seminari che si sono svolti nell’ambito della Collection e che hanno registrato il tutto esaurito: uno sul progetto delle Unità Geografiche Aggiuntive, leitmotiv della Collection, condotto da Aldo Fiordelli, collaboratore, fra le varie testate, di Decanter, Espresso e Corriere Fiorentino e l’altro guidato dal giornalista-degustatore Filippo Bartolotta che ha proposto un viaggio nella storia della denominazione con un’inedita degustazione di etichette storiche a partire dal 1949 fino al giorno d’oggi.

Una degustazione davvero particolare che il Presidente Giovanni Manetti ha  definito addirittura “commovente”: ed in effetti è stata davvero una forte emozione per tutti gli ospiti partecipanti poter degustare etichette degli anni Quaranta, Cinquanta, Sessanta, Settanta e Ottanta (solo per citare quelle più in là nel tempo), ancora così ricche di vita e di carattere. Quel carattere fiero che solo il Sangiovese di qualità prodotto nell’area del Chianti Classico può continuare a mostrare così a distanza di tempo e “a tutte le età”.

La kermesse si è chiusa poi con l’arrivo, gradito, del sottosegretario Gian Marco Centinaio che dopo una visita alla tradizionale sfilata di bottiglie (oltre 650 etichette in degustazione), è rimasto a lungo a colloquio con il Presidente Giovanni Manetti. “Ringraziamo il senatore Centinaio per l’attenzione che da sempre dedica alla DOCG Chianti Classico – dichiara il Presidente Manetti. – E’ stata una preziosa occasione di confronto sulla storia del Gallo Nero  e sulle importanti  prospettive future della denominazione”.

Il Consorzio Vino Chianti Classico si è presentato alla Collection in un momento molto positivo per la denominazione. Il 2021, infatti, pur caratterizzato dall’evento eccezionale della pandemia, si è concluso con un bilancio migliore delle aspettative, con un + 21% rispetto al 2020  e +11% rispetto al 2019. Un trend di crescita che continua anche nel 2022 che, a fine febbraio, fa registrare già un +7% rispetto al primo bimestre del 2021. In generale, è aumentato il valore globale della denominazione, anche a partire dalle uve: la quotazione al quintale della vendemmia 2021 è stata più alta del 20% rispetto all’anno precedente, offrendo una maggiore remuneratività anche alle aziende che non imbottigliano. 

Per quel che riguarda il prodotto imbottigliato, si è confermata la tendenza alla crescita del peso – in volumi venduti e in valore – delle tipologie “premium” del Chianti Classico, Riserva e Gran Selezione. Nel 2021 le due tipologie hanno rappresentato, congiuntamente, il 43% della produzione e il 55% del fatturato (fonte Maxidata).

Guardando ai mercati del Chianti Classico, gli USA si confermano ancora una volta al primo posto, una posizione che ormai detengono da oltre 15 anni: una bottiglia su tre di Chianti Classico trova infatti sbocco in questo Paese (33% delle vendite totali); stabile al secondo posto il mercato interno dove oggi viene venduto il 20% del totale dei vini Chianti Classico commercializzati. Segue il Canada al terzo posto (10%), un mercato che negli ultimi anni ci ha dato grandi soddisfazioni.

Buona anche la performance del Regno Unito che si attesta al quarto posto (8%): un paese dove il Consorzio Vino Chianti Classico continuerà ad investire anche nel 2022 con vari eventi e attività promozionali. Poi, fra i mercati consolidati, la preziosa Germania, anch’essa oggetto di particolare attenzione nella strategia consortile (6%). A seguire i Paesi Scandinavi, la Svizzera, il Benelux e il Giappone.

Da evidenziare, fra i mercati emergenti che hanno mostrato maggiore dinamicità ed interesse verso la denominazione Chianti Classico, la Corea del Sud che nel 2021 ha raddoppiato le importazioni di Chianti Classico rispetto all’anno precedente e  addirittura quadruplicato il numero delle bottiglie importate nel 2019.

“Siamo molto soddisfatti dell’affermazione del Chianti Classico sui mercati internazionali – dichiara Giovanni Manetti, Presidente del Consorzio – e, in particolare, del trend positivo degli Stati Uniti e del Canada e della tenuta di tutti gli altri mercati storici per i vini del Gallo Nero.  Apprezziamo anche il risultato del mercato interno, che premia il lungo lavoro di rilancio della denominazione svolto negli anni che ha visto l’introduzione della tipologia Gran Selezione nel 2014 e che oggi presenta il  progetto UGA del Chianti Classico. Ancora molto può e deve essere fatto ed è uno dei principali obiettivi del mio mandato di Presidente quello di “valorizzare ulteriormente” la denominazione continuando a consolidarne il valore e l’immagine nella sfera delle eccellenze enologiche mondiali.

Dall’indagine sulle vendite del Gallo Nero effettuata dal Consorzio, il Chianti Classico vanta una penetrazione commerciale davvero particolare; pur rimanendo infatti spiccata la concentrazione delle vendite nei suoi mercati storici, i vini del Gallo Nero raggiungono anche mete insolite, al di fuori dalle normali rotte commerciali e in tutti i continenti: i vini a denominazione sono infatti distribuiti in oltre 130 paesi in tutto il mondo.

Da alcuni anni il Consorzio sta investendo sul potenziamento dei suoi mercati storici, anche con alcune attività innovative che ci permetteranno di avere una presenza sempre più costante e capillare nei vari paesi di riferimento” afferma il Presidente Giovanni Manetti. “Il progetto delle Unità Geografiche Aggiuntive è stato pensato anche in quest’ottica. Fra i suoi obiettivi principali, vi è quello di rafforzare la comunicazione del binomio vino-territorio, aumentare la qualità in termini di identità e territorialità, consentire al consumatore di conoscere la provenienza delle uve e anche di stimolare la domanda attraverso la differenziazione dell’offerta. L’introduzione del nome dell’Unità Geografica in etichetta servirà infatti ad intercettare e soddisfare l’interesse dei consumatori che, in numero sempre maggiore, desiderano approfondire la conoscenza del rapporto fra i vini del Gallo Nero e il loro territorio origine.”

ITALIA TV. Montalcino Confidential, Giacomo Neri

italiatv.it – Giacomo Neri e l’estetica del Brunello.

Il già campione del mondo si confida in esclusiva su lusso, figli e futuro di Montalcino. Del gap fra Francia e Italia dice: “Centinaia di anni di storia di differenza. Nell’era moderna aver vinto l’ultima Guerra mondiale ha avuto il suo peso”.
“Ho sempre ricercato la bellezza del vino”.
“Migliorare quando sei in alto è questione di piccole cose difficili”.
“Ai giovani dico: fame e scarpe nella terra”.
“Il lusso è…”


Buona visione

ITALIA TV. Zonazione a Montalcino, parla Andrea Gabbrielli

italiatv.it – Stefano Cinelli Colombini ci ha concesso un’intervista importante; il tema principale è la zonazione a Montalcino. Ne abbiamo parlato con Andrea Gabbrielli, una vita al Gambero Rosso, oggi “Tre Bicchieri”.

D. Caro Andrea, dalla micro-zonazione di Argiano, che poi anche Biondi Santi ha commissionato per se, alle ultime UGA del Chianti Classico, dal modello borgognotto a quello piemontese, le carte le ha giocate Stefano Cinelli Colombini, con la generosità dei grandi. Ne parliamo?

R. Dario, certo, conosco Stefano da molti anni. Diciamo così: il Brunello di Montalcino è uno dei grandi rossi italiani e del mondo. Da questo punto di vista credo che il confronto con la realtà internazionale sia il contesto più adatto per comprendere il panorama entro cui è situato. La storia del vino evidenzia che la differenziazione territoriale è sempre stata un valore aggiunto per le aree vocate alla grande qualità. La caratterizzazione dei territori (Champagne, Bordeaux, Borgogna, Rheingau, ecc.) ha favorito la costruzione di una filiera sia dell’immagine sia della reputazione e sia del valore, internazionalmente riconosciuta e accettata, che ancora oggi permette di vendere i vini di queste zone a prezzi nettamente superiori ai nostri equivalenti, Brunello compreso. Nella classifica dei primi 50 vini più costosi del mondo secondo Wine Searcher, i Grand Cru sono più di 40. Prezzo minimo medio 3809 USD e prezzo medio massimo 32.857 USD.

D. E i “nostri”?

R. Nessun italiano è in classifica. I nostri vini top quality, più cari e richiesti a livello internazionale, nel caso del prezzo più alto, solo in 2 casi superano i 1.000 euro (1 Barolo e 1 Amarone ) e i due Brunello in classifica veleggiano tra i 500 e i 700 euro. Le zonazioni (e classificazioni) pagano e pure molto bene.

D. Cinelli Colombini dice che siamo noi giornalisti a decretare “i cru”, anno per anno e che la storia della zonazione piace più a noi che ai produttori.

R. No, non sono un vezzo dei giornalisti ma una evidente richiesta del mercato e dei consumatori disponibili a pagare le caratterizzazioni. L’impressione è che la zonazione a Montalcino, in qualche modo, possa rischiare di influenzare il giudizio sulla qualità dei vini e ancor di più, i valori immobiliari e fondiari, è una possibilità che non piace anche se è un’eventualità tutta da dimostrare. In Borgogna dove ogni metro quadrato è classificato, nessuno se la passa male: come sempre, i grandi vini trainano anche i meno grandi. In Chianti Classico le nuove Uga e a Montepulciano le neonate Pievi, hanno iniziato un nuovo percorso di valorizzazione e di caratterizzazione territoriale dei loro prodotti di alta gamma. Ci vorrà del tempo ma sono convinto che i risultati non mancheranno.

ITALIA TV. Montalcino Confidential, Stefano Cinelli Colombini

italiatv.it – Stefano Cinelli Colombini, Fattoria dei Barbi: “Non credo alla zonazione, è contro la nostra storia. I Cru? Solo qui e ora”. E ancora: “La straordinaria serie di annate di qualità per Montalcino coincide con gli anni del cambiamento climatico”.

Buona visione

ITALIA TV – “SEC, senza fronzoli”. Tommaso Squarcia, Castello Tricerchi

italiatv.it – Dario Pettinelli e Olivier Tosseri questa volta sono a Castello Tricerchi, Montalcino. Di scena Tommaso Squarcia; dritto, secco, senza fronzoli.

Buona visione >

ITALIA TV. “Mi ha confidato Caprili che…”

italiatv.it – Quando è stato il momento di scegliere la foto, questa dapprima era stata scartata; perchè il viso non è correttamente illuminato, il taglio non è perfetto e altri piccoli dettagli… Ma poi, a bene vedere, potrebbe essere l’immagine che veste meglio di altre Giacomo Bartolommei. Perchè Giacomo è capace di…shining, di brillantezza, ma è molto riservato; tanto che malgrado di luce per il suo viso non ne mancasse, era più a suo agio offrendo un sorriso più intimo.


Siamo da Caprili, le vigne confinanti con Soldera Case Basse. Il promontorio è quello di Argiano, il play geologico è lo stesso, marna oceanica, a qualche centinaio di metri da dove Francesco Monari ha rinvenuto la ormai celebre conchiglia gigante (piena, per altro…). Giacomo è un ambasciatore: 8 bottiglie su 10 vanno all’estero, le comprano i nord-americani. Ha un suo posto, il suo spazio quando negli Stati Uniti si sceglie un Montalcino.
La famiglia? Prima mezzadri, poi l’occasione della vita: poter comprare. Tante delle aziende di Montalcino hanno questa storia.
Caprili fa vini a marca dall’inizio degli anni ’70, non è “Horeca oriented” quindi ha sofferto commercialmente molto poco per il Covid.


Giacomo è commissario valutatore del Consorzio, e mi fa l’onore dell’assaggio in super anteprima del suo Brunello 2017, che è appena imbottigliato, si potrà rilasciare da Gennaio 2022 e quindi non ha ancora fatto l’affinamento in vetro; e per questo non mi sembra corretto anticipare note organolettiche.

Giacomo mi ha confermato che rilascerà il 30% in meno rispetto alla media, ma siccome Caprili alloca/vende già prima di imbottigliare, non è certo la vendita dell’annata il punto. Il punto è che per fare la qualità world class s’è dovuto rinunciare alla quantità, e quindi lo sforzo sarà quello di trovare un modo per non scontentare i clienti abituali con le loro quantità abituali.
Ce la farà? Glielo chiederò la prossima volta, con tante altre domande; e in video.

ITALIA TV. “Parla con me”: Chef Raniero di Benedetto, Mastrojanni Relais Montalcino

italiatv.it – Colpo grosso quello del Relais Mastrojanni che per il Ristorante della Tenuta a Montalcino si è aggiudicata Raniero di Benedetto, che ci concede la sua prima intervista. Subito le carte in chiaro:

D. “Chef, prima di arrivare a Montalcino, Castelnuovo dell’Abate per la precisione, dove ha lavorato?”

R. “Appena finito l’Alberghiero, subito a Porto Cervo al Cala di Volpe Resort. Da li Milano, naturalmente; prima lo Sheraton e poi al Mandarin Oriental. Ma la prima vera cucina è stata in Basilicata al Marinagri Resort quando ancora ero al quarto anno scolastico”.

D. “Un’ inizio di carriera niente male. A Il Campaccio lei è Resident Chef: l’asticella è sempre più alta”.

R. “E’ così, ne sono consapevole. E’ la mia strada; anzi, spero sia il mio aeroporto”.


D. “Mi dica una cosa, la prima che le viene in mente, della Proprietà (Mastrojanni Gruppo Illy – n.d.r.)”

R. Le potrei dire che sono stato accolto bene e tutto il resto, ma le voglio dire il perchè penso sia il posto giusto con le persone giuste. Perchè sono eleganti e valorizzano le persone. Qui è un paradiso naturale, c’è attenzione alla sostenibilità, cura del dettaglio. Forse è quella costante tensione verso il meglio, in tutti gli aspetti, che mi stimola più di tutto.

D. ” A questo punto mi lasci svelare quello che avevo tenuto da parte apposta: Raniero di Benedetto ha 25 anni.

R. “E sono romano, Garbatella”.


D. “Quello si capisce dalla pasta, non voglio anticipare niente, ma la confidenza con il cacio e pepe s’è fatta notare subito. Prima di salutarla col menu, mi dica una citazione, un verso di canzone nel quale si riconosce, e che fa suo”.

R. “La frase che più mi si avvicina è: Miro alla Luna; se sbaglio cado tra le stelle”.

Il menu di Raniero di Benedetto a Il Campaccio, Relais Mastrojanni:

Risotto cacio e pepe, cozze e fave.

Raviolini di faraona, zucchine, burrata e jus della stessa faraona.

Pancia di maiale cotta a bassa temperatura, insalata di cavolo cappuccio, mela e senape.

Mousse al lampone glassata fondente, ganache cioccolato bianco e basilico, salsa al lampone e olio d’oliva.

Carpaccio di manzo, panzanella liquida, salsa al basilico e cipolla rossa caramellata.

Petto d’anatra rosa, piselli, fave e more, scampi e riduzione di bisque.

“Il mio Magnum”: nocciola, carota e passion fruit.

Bavarese alla nocciola, torta soffice di carote, gel di passion fruit, ganache cioccolato al latte e passion fruit, copertura cioccolato al latte e granella di nocciole.

btr

ITALIA TV. Il vino, le persone. Bolgheri, Tommaso Rindi

italiatv.it – Questa volta siamo a Bolgheri, quasi in riva al Tirreno bandiera blu, quello dell’alta Maremma. Qui negli ultimi 5 anni c’è una coppia di fiorentini che è passata da 5.000 a 100.000 bottiglie: niente male davvero. E dire che siamo in uno di quei pochissimi territori dove si produce il vino “world-class”. Samuele l’agronomo e Tommaso l’enologo, coppia dai tempi dell’Università.

Si citano sempre come modelli quei giovani americani che nel garage danno vita ad aziende poi di grande successo; ecco qui da noi non c’è il garage ma un bel campo, vitato. E non c’è il trucco, non sono figli di produttori ricchi con l’azienda pronta: no, qui 5 anni fa si è partiti dal foglio bianco.

Parla Tommaso Rindi, I Tirreni; genesi di un successo toscano oggi in 4 continenti. Buona visione.

www.itirreni.it

ITALIA TV. Tre Vigne 2012 Gattinara Travaglini: emozione in purezza

italiatv.it – Eleganza straordinaria. Sono rapito dal Tre Vigne, il Gattinara di Travaglini che si imbottiglia solo nelle grandi annate. Di scena la 2012. Nebbiolo in purezza dalle tre vigne storiche: Alice, Lurghe e Permolone. E’ un vino emozionante, che fa dell’unicità una delle sue ricchezze: microclima particolare così come la composizione dei terreni, vigne a diverse altimetrie per quel che poi risulta il primo ambasciatore di Gattinara. Qui siamo al decennio e sappiamo che i primi 4 anni ha dormito in botti di rovere, poi in vetro. Granato, nel naso il bouquet del Monte Rosa ed anche una suggestione che potremmo dire orientale, riferita alla ricca speziatura. La frutta è matura, calda, avvolgente. In bocca colpisce il dominio assoluto dei tannini, semplicemente perfetti. La mineralità subito, la sapidità per il lungo finale. Il primo frutto è senz’altro la prugna ma poi arriva la ciliegia; e poi continua, implacabile. Il secondo calice allarga l’orizzonte, memoria di cuoio e tabacco, e c’è ancora. Sembra incenso ma non c’è il profumo di Chiesa.

Consiglio la degustazione con Mark Knopfler – Local Hero Original Soundtrack.
Standing ovation.

ITALIA TV. 700, il Brunello di Dante Alighieri firmato Tiezzi.

italiatv.it – Montalcino – In occasione del settecentenario dantesco, Enzo e Monica Tiezzi presentano “700”, Brunello di Montalcino Poggio Cerrino 2015 Edizione Celebrativa dedicata al Sommo Poeta. Ricevuti dal presidente Fabrizio Bindocci e dal Direttore Michele Fontana, Enzo e Monica Tiezzi sono stati ricevuto presso la sede del Consorzio del Brunello dove hanno donato le bottiglie numerate 002-003-004; la 001 è di Rachele Tiezzi. L’idea nasce in onore alla nipote di Enzo e alla sua passione per Dante. L’azienda fa sue le parole di Aldo Cazzullo: “Dante è il poeta che inventò l’Italia. Non ci ha dato soltanto una lingua; ci ha dato soprattutto un’idea di noi stessi e del nostro Paese. Una terra unita dalla cultura e dalla bellezza. L’Italia non nasce da una guerra o dalla diplomazia; nasce dai versi di Dante”. Il Brunello, da diversi anni ormai, è uno dei principali ambasciatori italiani nel mondo; ci rappresenta, ci racconta. Enzo e Monica Tiezzi omaggiano Dante riconoscendolo come inventore, padre, di quella che nel tempo sarebbe diventata Italia; noi. Ma non solo. Enzo Tiezzi ha voluto questa edizione celebrativa pensando a Dante e alle donne. Il Sommo è il poeta delle donne. Ancora con Cazzullo: “È solo grazie alla donna – scrive Dante – se la specie umana supera qualsiasi cosa contenuta nel cerchio della luna, vale a dire sulla Terra. La donna è il capolavoro di Dio, la meraviglia del creato; e Beatrice, la donna amata, per Dante è la meraviglia delle meraviglie. Sarà lei a condurlo alla salvezza”. L’etichetta raffigura Poggio Cerrino, col celebre verso finale dell’Inferno nel cielo. La scelta è anche il chiaro augurio per tempi migliori rispetto all’era Covid. Sopra il nome “700” in rosso-Tiezzi. La produzione è limitata a 700 bottiglie, numerate a mano, in cassa di legno, solo su prenotazione. L’azienda redige e conserva il registro numerato.

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ITALIA TV. Argiano Carbon Net, gli esperti: “Oasi di biodiversità, suolo straordinario”

Report dal campo e intervista d Dario Pettinelli al dott. Marco Allocco, SEA Coop – UniTorino

italiatv.it – Argiano per il 2021 sta conducendo il progetto per la Carbon Neutrality. Il desiderio dell’azienda è quello di calcolare e misurare sia l’impatto ambientale della produzione sia la capacità di assorbimento del carbonio da parte del grande bosco della Tenuta. Il team dedicato sta completando i rilievi: il dott. Marco Allocco di SEACoop Uni Torino in questi giorni è sul campo. VIDEO >


Bernardino Sani: “La carbon neutrality è un tema molto importante per l’azienda, solo l’ultimo in ordine di tempo delle scelte virtuose intraprese. Prima lo studio per la microzonazione che ha consentito di mappare nel dettaglio ogni metro quadrato delle vigne; poi la scelta della conduzione agronomica organica e rigenerativa e il progetto Buona Agricoltura; poi ancora l’agricoltura di precisione, con il DSS Decision Support System; quindi le micorrize e l’allevamento delle api per la propoli in vigna; ed infine Argiano prima azienda a Montalcino plastic free. Per Argiano l’equilibrio delle produzioni con la biodiversità e il rispetto dei valori espressi dal capitale umano e sociale sono i presupposti dell’alta qualità. Con questo progetto Argiano si caratterizza sempre più per la sua sensibilità ambientale, parte della dimensione etica che si è data e che distingue nome e marchio”.

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ITALIA TV. “L’ eletto”, Santiago Marone Cinzano.

italiatv.it – “L’ eletto”, Santiago Marone Cinzano. Come Col d’Orcia interpreta la comunicazione per l’era post-Covid e non solo. Intervista di Dario Pettinelli. Buona visione.

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ITALIA TV. Il Conte Bio, Francesco Marone Cinzano. Biodinamica, biologico, sostenibilità ed economia circolare

Intervista di Dario Pettinelli. – Sotto la luna piena di Montalcino abbiamo incontrato il Conte Bio, Francesco Marone Cinzano. 10 anni fa fondava “Montalcino BIO”, oggi la metà delle aziende del Brunello è biologica o in conversione. Parliamo di economia circolare e sostenibilità, e circa la polemica sulla presunta scientificità della biodinamica ci dice: “Funziona: le mie terre sono più ricche e trionfa la biodiversità”.

Buona visione.

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ITALIA TV. Aldo Fiordelli sulla comunicazione delle aziende vinicole dopo il Covid. VIDEO

italiatv.it – Intervista di Dario Pettinelli. Come è cambiata la comunicazione del vino nei 18 mesi Covid? Aldo Fiordelli (Decanter) risponde sul ruolo dei social network, su come sono cambiati i contenuti, sulla necessità di andare oltre anche lo storytelling. E consiglia alle aziende di…..

Buona visione.

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ITALIA TV. Chianti Classico Connection: “Rinascimento presente”

italiatv.it – Firenze, 20/21 Maggio. “Rinascimento presente”. La Chianti Classico Connection, quella dell’era Covid, ha lasciato l’amata Leopolda e ha ospitato i giornalisti invitati nella meravigliosa area del Chiostro dl Museo di Santa Maria Novella. Gli impedimenti di quest’anno hanno fatto scalare la presentazione delle nuove annate di ben tre mesi: le Guide vini erano di fatto al secondo assaggio, avendo dovuto recuperare i campioni per avviare le schede, ma com’è noto gli assaggi a Febbraio non sono certo ideali. I vini sono in un momento dell’anno nel quale sarebbe meglio lasciarli stare un pò e quindi alla fine, non tutto il male viene per nuocere.

La copertina va a Valentina Papandrea, al suo debutto per ITALIA TV. A Valentina abbiamo chiesto di regatare in acque diverse da quelle delle pure degustazioni.La sua esperienza in azienda (Biondi Santi prima fra tutte) e la sua straordinaria capacità di interpretare i social nel modo più efficace (IG vino_tacchi_e_sushi) sono state arricchite dalla sua curiosità per la comunicazione e come questa rappresenti un volano per la crescita. ITALIA TV e la comunicazione del vino hanno trovato una risorsa.

Valentina ha indossato abiti della Maison Lavinia Turra, la borsa di Arte & Fantasia Firenze e gioielli Wine Jewels, con Sangiovese al loro interno.

Tobu Group, che ha supportato la due giorni, si è confermata la realtà tecnico-informatica garantita e affidabile della quale si parla da Siena in giù ormai da anni. Duccio Bianchini ed Alessio Casi coprono aziende di caratura mondiale, come a Montalcino Argiano e Casanova di Neri, per citarne solo due.

Video interviste in remoto con i produttori e in presenza con Antonio Boco, Giambattista Marchetto e l’Ambassadeur du Champagne Chiara Giovoni.

Buona visione!

DP

ITALIA TV. New star starting: Valentina Papandrea e il “di vino senza il vino”

italiatv.it – Quanto è importante in un vino tutto ciò che non è il vino stesso?
Valentina Papandrea è a Firenze, capitale del Rinascimento, culla di ogni bellezza. Chianti Classico CoNNection: i nuovi Gallo Nero. Reportage, analisi ed incontri con il mondo de vino che conta: il grande saggio Daniele Cernilli, gli opinion leader più influenti, Chiara Giovoni, Giambattista Marchetto e Antonio Boco. Il Chianti Classico nasce prima della Rivoluzione Francese; negli Stati Uniti c’erano le vacche e il mito del West; l’Italia semplicemente non esisteva. Ma in quella che prima di Italia è Enotria, in Toscana, si faceva vino da…. prima.
ITALIA TV vi vuole proporre un ulteriore salto: se vogliamo conoscere le note organolettiche di un vino abbiamo mille alternative; ma no. Noi vogliamo farvi scegliere il vostro Gallo Nero considerando ciò che c’è di liquido nel calice ma anche ciò che significa, ciò che rappresenta. Comunicazione, brand, valori: Valentina Papandrea per ITALIA TV promette futuro. Siete pronti?

Instagram @italiatvofficial

ITALIA TV. Sarà Valentina Papandrea a condurre da Firenze Gallo Nero Chianti Classico Collection

italiatv.it – Sarà Valentina Papandrea. E’ la lucano-senese che ha prevalso, miss @vino_tacchi_e_sushi_ : sarà lei a condurre le dirette video da Firenze Chianti Classico Collection per ITALIA TV.

Valentina si è laureata a Siena e ha conseguito il Master in Food & Wine business della LUISS; sales department da Biondi Santi ed oggi nostra principessa a Firenze, per introdurci l’annata del Gallo Nero.

Soffiamo tutti nella tua vela, Valentina: in gamba! 😉

Dario Pettinelli

#IOSIAMO. Storie di volontari che hanno cambiato l’Italia. Il 6 maggio la presentazione

Il 6 maggio Guolo e di Masi presentano il nuovo libro.
Gli autori: “L’amore non è mai inutile”

italiatv.it – L’ultima fatica di Andrea Guolo con Tiziana di Masi, edito da San Paolo, è il racconto del meglio dell’Italia. Nei suoi 12 capitoli sfilano le storie di autentici volontari del bene che hanno cambiato l’Italia prima, durante e dopo la pandemia, storie vere di personaggi, associazioni, sportelli, centri di ascolto, in tutto il Paese.
12 i capitoli, dodici diversi aspetti dell’aiuto a chi è più debole, a chi si vede negare i propri diritti, a chi deve ricostruire la propria vita, a chi ha bisogno di sostegno nella malattia e nelle calamità naturali, ai bambini, al patrimonio artistico del nostro Paese.
Sono storie provenienti da città diverse ma con la stessa missione: fare emergere le tante azioni “normali”, compiute dai miei eroi del quotidiano che non si sono mai interrotte; storie di volontari coraggiosi, indomiti, con un cuore grande, persone semplici ma testimoni di una vera fratellanza che superano l’Io per abbracciare il Noi.

Le 12 storie di #IOSIAMO sono dodici appelli a ciascuno di noi, per unirci, nei limiti delle nostre possibilità, a questo meraviglioso esercito del bene.

Tiziana di Masi

Chi è il vero protagonista?
Il volontariato come unico movimento in Italia capace di unire 6,5 milioni di persone non “contro”, ma “a favore di” qualcosa: 6,5 milioni di persone pronte ad agire per il bene di una società che non può più rimanere indifferente agli ultimi.

Alcuni nomi e importanti realtà che troverete nel libro?
Mamma Africa, Norina Ventre ormai ultranovantenne e la sua mensa per immigrati a Rosarno, nella Piana di Gioia Tauro. I volontari del Refettorio ambrosiano di Milano, la mensa per i disagiati realizzata con Caritas, i volontari nelle calamità naturali e nella salvaguardia del patrimonio artistico, con associazioni quali Chief onlus e Touring club, i volontari di Spi Cgil e Auser contro l’abbandono e l’isolamento degli anziani, i volontari per l’infanzia di tante realtà grandi o piccole ma pur sempre straordinarie fra cui fra cui Antoniano, Vip Onlus, Forrest Gump, La musica di Angela etc).
E poi ancora i volontari per la difesa dei diritti di omosessuali e transessuali del MIT di Bologna e Milano, gli instancabili attivisti nella Terra dei fuochi a sostegno dei malati e per la difesa della terra dalla criminalità organizzata, i volontari dei corridoi umanitari della comunità di Sant’Egidio, le volontarie di Loto Onlus per le donne in cura affette da tumore.
Gli ultimi tre capitoli sono le storia di Mario, volontario per l’assistenza a un disabile grave, a fianco di Auser, e poi le azioni dei volontari per assistere i senza tetto nei loro bisogni. In particolare raccontiamo a Roma dell’Esercito della salvezza e di Colomba express, il servizio lavanderia per i senza tetto creato da Claudia Koll, per finire con la speranza di recupero e costruzione di un nuovo futuro coi volontari nel carcere di Padova.

Il 6 maggio alle ore 17 la presentazione ufficiale sarà on line con un parterre di eccezione.
Con noi ci saranno il professor Stefano Zamagni (che ha firmato anche la prefazione del libro), la Comunità di Sant’Egidio, la Cooperativa Giotto e Ristretti Orizzonti (facenti capo alle associazioni di volontariato che operano nel carcere di Padova), poi proseguiremo con le presentazioni in tutta Italia, per raccontare storie di autentica umanità e farne emergere molte altre in altrettanti territori perchè il Bene è ovunque, basta solo farlo emergere.

“L’amore non è mai inutile”.

#iosiamo

ITALIA TV. Livorno. L’appello di Sanna al mondo del vino

italiatv.it – di Dario Pettinelli – Livorno. Quando si sciorina il dato secco, il bianco/nero di un fenomeno, non sempre se ne colgono poi anche i colori, le sfumature. E’ il caso dell’Ho.Re.Ca, il settore della distribuzione negli Hotel, Restaurant e Cafè. Il dato secco dice -37% rispetto all’anno precedente.
In questo scenario le produzioni di pregio, come nel vino il Brunello di Montalcino, registrano invece un aumento delle vendite, paragonabile a quello della perdita nell’Ho.Re.Ca., ma senza voler indurre suggestioni. Il delivery e l’e-commerce su tutti, quest’anno hanno condizionato PIL e tutto ciò che ne consegue.

Ristori, si, ma non è così semplice. Molte economie familiari, fondate sul “cassetto”, il sotto della cassa, non hanno potuto resistere ai tempi di erogazione, e sono capitolate; altre per non morire hanno dovuto fare patti col diavolo; ritardi e impegni di pagamento all’ordine del giorno; non si può licenziare ma solo chi è assunto….
La campagna vaccinale è partita, i numeri (per quanto affidabili, dopo il caso siciliano) iniziano ad essere incoraggianti.

Siamo ad un nuovo DPCM; il Governo mostra il sorriso ma sceglie prudenza ad ottimismo; forse però con pessimismo. Uno per tutti, il coprifuoco alle 22.
Per la ristorazione una beffa, involontaria magari, ma una beffa: ma che significa che devi cenare ed andartene entro, entro le 22?! E non sono le 23 a fare differenza.
Si dirà: “Ma il Governo non si diverte mica a rallentare l’economia e limitare alcune libertà: lo fa per necessità e per scopo nobile e comunitario”.
Cristallino; ma il timore che si facciano i conti solo sulla carta senza aver compreso davvero lo spessore del problema, senza conoscere davvero quelle professioni, c’è.

Fabio Sanna, ristorante “Cantina Senese” a Livorno: “Non voglio lamentarmi, vorrei solo che si dimostrasse maggiore conoscenza ed empatia verso un mondo che viveva, e cerca di sopravvivere ancora, andando a fare la spesa all’alba, che alza le serrande, che non guarda l’ora quando è notte fonda. Nei fatti un anno di blocco, per motivi che conosciamo bene e che non ci permettiamo di discutere. Chiediamo solo più vicinanza, un ascolto sincero. Siamo persone semplici, per vivere sorridiamo e tagliamo le verdure, apriamo le bottiglie per chi ci onora della sua stima. Ci sporchiamo, ci bruciamo, ci tagliamo. Non sappiamo sempre come si fa, come quando capita una cosa del genere”.

D. Il Governo vi ha ricevuti: non siete stati soddisfatti?
R. “I rappresentati del settore sono certo stiano facendo del loro meglio; ma mi creda, a volte come questa, potrebbe non bastare. Ora non basta”.

D. E allora cosa chiede? E a chi?
R. Penso al mondo del vino, che abbiamo supportato sempre, è il nostro primo alleato; penso soprattutto a chi è stato così bravo da riuscire a schivare il missile, come il Brunello, il Barolo. Torneremo a fare nuovi ordini, lo sanno, ma stiamo continuando a pagare i vecchi, anche senza incasso. A volte un carezza può fare tanto”.

ITALIA TV. “1 minuto con…” Hiro

italiatv.it – Nuovo format per ITALIA TV: “1 minuto con…”. Si inizia da Montalcino, con Hiroichiro Shikata.
Argiano. Sono lunghe e silenziose le sere in campagna. Buio e fruscii più che altro. Tante serate, solo apparentemente tutte uguali; e e notti poi. In quel di Montalcino c’è Hiro: classe 1969, uomo di mondo di origine giapponese, da diversi anni lo chef si è trasferito in Val d’Orcia, a Buonconvento, alle porte del mito, Montalcino. Private chef, si; ma con Hiro la sera di campagna cambia volto, si colora del fiore di pesco, suoni e profumi evocano Madama Butterfly. E tanta Italia c’è in Hiro: dalle origini alla terra eletta. Incontro Hiro ad Argiano, cucina per noi; Andrea da par suo arriva con un vino giapponese che ricorderemo, Bernardino scortato da 2 Vigna del Suolo. Buon appetito.

ITALIA TV. Saccardi ad Argiano per la Carbon Neutrality

ITALIA TV – 03/02/2021, Montalcino – (di Dario Pettinelli) La vice Presidente ed Assessore all’Agricoltura della Regione Toscana, Avv. S. Saccardi, venerdì u.s. ha visitato Argiano col sindaco di Montalcino Silvio Franceschelli.

La visita segue la presentazione del progetto “Argiano Carbon Neutral” che l’azienda aveva illustrato all’Assessore due settimane fa. Come promesso, l’Avv. Saccardi ha voluto conoscere di persona e sul campo tutti i dettagli del progetto ed ha incontrato il team di esperti di Argiano.

La visita è proseguita con la visita della Tenuta e della cantina storica, dove il CEO di Argiano Bernardino Sani ha illustrato la strategia dell’azienda in materia di sostenibilità, biodiversità ed economia circolare.

L’Ass. Saccardi, dopo l’intervista con Andrea Gabbrielli di Tre Bicchieri Gambero Rosso, ha salutato commentando: “Oggi ho visto una realtà modello: dalla Microzonazione all’agricoltura di precisione, dal biologico al plastic free, quello di Argiano per la neutralizzazione delle emissioni di carbonio è uno dei progetti che non solo la Regione ma anche la UE si aspetta e che sosterrà nei prossimi anni. Seguiremo da molto vicino”.

Bernardino Sani, CEO Argiano: “Onorati di aver ricevuto la visita dell’Ass. Saccardi. Argiano da oggi è capofila del settore vinicolo di Siena Carbon Neutral, l’Alleanza Territoriale partecipata da Regione Toscana, Provincia, Comune e Università di Siena e da Fondazione Monte Paschi. Lavoreremo di concerto con le Istituzioni per il bene comune”.

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ITALIA TV. “Argiano Carbon Neutral” al via. Saccardi: “E’ un esempio, lo sosterremo”.

Montalcino, 13/01/21 – Argiano ha presentato alla Regione Toscana l’ultima, solo in ordine di tempo, delle sue azioni di Responsabilità Sociale: il progetto per la gestione del bosco della Tenuta con obiettivo la carbon neutrality aziendale. L’Assessore all’agroalimentare e Vice Presidente Saccardi ha dichiarato: “Plaudo al progetto, che sosterremo, perché virtuoso e perché si inserisce perfettamente nella strategia regionale ed europea a difesa e valorizzazione dell’ambiente. La Toscana è ricchissima di bosco e questa è una risorsa sempre più importante, strategica, per tutti. Investire nella gestione del bosco è fare in bene della Comunità. Andrò ad Argiano entro la fine del mese”.

Il progetto prevede la misura dell’impronta, l’analisi del ciclo di vita del bosco e le relative certificazioni. Secondo le prime stime indicative, considerando le emissioni di gas serra di una cantina come Argiano e la tipologia del bosco di proprietà, gli esperti Marco Allocco e Benedetto Rugani confermano che il bilancio sarà positivo, ovvero il bosco di Argiano è un polmone che assorbe completamente l’impatto della produzione e che registra un credito ambientale per la Comunità, di Montalcino in primis.

Il progetto Argiano Carbon Neutral prevede anche l’ingresso dell’azienda come capofila del settore vinicolo in “Siena Carbon Neutral”, l’Alleanza fondata da Regione Toscana, Università, Provincia e Comune di Siena e Fondazione Monte dei Paschi. Simone Bastianoni, Ordinario di Chimica dell’Ambiente e dei Beni Culturali dell’Università di Siena: “Argiano è la benvenuta al nostro tavolo di volenterosi; la presenza di un’azienda con un marchio così prestigioso nell’Alleanza aiuterà la causa e sarà di esempio”.

Quello per la Carbon Neutrality è un progetto che segue le iniziative “Argiano prima cantina plastic free di Montalcino”e “Buona Agricoltura”, il manifesto dei Valori ai quali si ispira la conduzione organico-rigenerativa dell’azienda.

Link: > Pagina Comunicati ufficiali di Argiano

#argiano1580 #carbonneutrality #sienacarbonneutral

ITALIA TV. VINO, BOLGHERI. “I TIRRENI” RIVELAZIONE DELL’ANNO. Tutto quello che c’è da sapere sui pirati della DOC delle meraviglie

ITALIA TV (di Dario Pettinelli). Bolgheri 7 dicembre 2020 – “I Tirreni” è uno dei nomi che i Greci davano agli abitanti della costa: gli Etruschi. Abili navigatori, solcavano i mari con bandiere raffiguranti un delfino, dedicandosi sia alla pirateria sia alla produzione e al commercio del vino. Il marchio aziendale deriva da una leggenda greca nata dalle storie riguardanti il popolo dei Tirreni. Si diceva, infatti, che il giovane semidio Dioniso (promosso a divinità da Zeus proprio per aver inventato il vino) chiese, nel suo girovagare per il Mediterraneo, un passaggio ad una nave etrusca. I Tirreni pensarono allora di rapirlo per essere avvantaggiati nel commercio e nella produzione del vino e lo legarono all’albero maestro della nave. All’improvviso il vento divenne sfavorevole, i timoni della nave si trasformarono in tralci di vite e le cime in serpenti. Presi dallo spavento i marinai si gettarono in mare, ma Dioniso per salvarli li trasformò in delfini.

Il nome di questa azienda è un’idea di Samuele Falciani, l’agronomo e responsabile di cantina e Tommaso Rindi, enologo; i fondatori de I Tirreni. Appassionati di storia e leggende si sono sentiti calzare questo mito. E a ben vedere in effetti c’è tutto: c’è il vino, c’è il luogo e c’è la pirateria, che ovviamente non si riferisce alle scorribande in mare quanto allo “spirito dell’arrembaggio”, del lanciarsi all’avventura. E c’è il mito, la storia, che è suggestiva e desueta.

Attenti a quei due. I due fondatori si conoscono all’Università di Firenze, Dottorato di ricerca per Samuele e ricerca di Tesi di Laurea per Tommaso. “Valutazione di alcuni parametri predittivi del potenziale Red-Ox sul vino” è l’opera con la quale Tommaso si laurea in Enologia con l’aiuto di Samuele, i ragazzi “si prendono” e inizia la storia. In Argentina Samuele, in Francia Tommaso, i due si specializzano ancor di più e iniziano le collaborazioni importanti: Samuele nel Chianti, Tommaso con Paolo Vagaggini e Bernardino Sani a Siena e Montalcino. Qui la loro storia ricorda la sigla di “Attenti a quei due”, il celeberrimo telefilm a puntate con Tony Curtis e Roger Moore. Sono loro. Si perchè, pur avendo la stessa passione-guida e solo 2 mesi di differenza d’età, i due risultano complementari, e si completano. Tommaso più estroverso, sorriso morbido e accogliente, se vogliamo è il front esterno; Samuele è più introverso ma affatto timido, solo molto riservato, poche parole scelte, se vogliamo è quello che copre le spalle quando Tommaso è in giro.

Un bel giorno, la decisione. Tommaso faceva fatica a seguire il senese stando a Firenze, Samuele chiudeva i primi cerchi di vita e pianificava il futuro, insomma… le condizioni si erano manifestate. E qui la grande scelta: l’abbandono della consulenza per altri e l’inizio del percorso personale, con un nome, un marchio per raffigurare quei desideri di futuro. I due ragazzi, che a questo punto però hanno 35 anni, puntano Bolgheri e terre confinanti, puntano alto, e trovano i primi ed attuali 9 ettari. All’inizio terzismo con una cantina-magazzino di 200mq. Dice Tommaso: “Sai Tetris? Ecco, per muoverci dovevamo lavorare di coppia: te ti pieghi un pò di là così passo il tubo di qua e posso mettere la gamba…Era così. La pantera rosa ci faceva un baffo”.

Dopo i primi anni per prendere le misure, per trovare altri spazi e soprattutto per capire come fosse il suolo di Bolgheri, Rindi e Falciani escono con le prime bottiglie. Ma i pirati di Donoratico e Castagneto Carducci hanno sogni grandi e sfidanti e non dimenticano di avere il sangue di Giove nelle vene…. Samuele: “Non vogliamo abbandonare Bolgheri ma Tommaso guarda a Montalcino e io d’altronde vengo dal Chianti”.  

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D. Cos’ha di così speciale il terreno, il suolo di Bolgheri?

R. Samuele: “Io sono cresciuto nel Chianti; quando sono arrivato a Bolgheri ho trovato una realtà molto diversa, a partire ad esempio dalla stagione vegetativa che qui è molto più lunga. I terreni a Bolgheri sono iperfertili, più che stimolare si deve governare questa vitalità, questa spiccata vigoria. L’obbiettivo è di arrivare alla maturazione zuccherina dell’uva insieme a quella vinacciolo e quindi è tutta una ricerca di equilibrio e di controllo affinché per esempio non si arrivi a raccolta con i vinaccioli verdi. Questa grande vitalità va fatta sfogare ma senza eccessi produttivi”.

D. Entrambi avete Sangiovese nel DNA, ma a Bolgheri sono i vitigni francesi che trovano espressioni uniche ed irripetibili.

R. Samuele: “In terreni come questi il Sangiovese trova espressioni diverse rispetto al senese per esempio; qui c’è una spinta molto forte e ritrovarsi con degli acini enormi, che esplodono, è la normalità. A dirla tutta le condizioni sono perfette per il Cabernet Sauvignon, che infatti è quello che ci richiede attenzioni minime, fa da solo perfettamente. Col Cabernet Franc poi abbiamo grandi soddisfazioni: fin dalle prime volte che giravamo tra i filari abbiamo capito di non dover diradare, o comunque il minimo minimo. Pensi, all’inizio, quando cercavamo un rapporto con la pianta, quando devi costruire una relazione col suolo, lo devi capire, decidemmo di lasciare 2 germogli per sperone 10 gemme a pianta; beh, sono venuto fuori 10 germogli precisi, rimasi sbalordito, mai visto una cosa del genere”.

R. Tommaso: “Il nostro Bolgheri DOC è un orgoglio: 50mila bottiglie che volano via così… 40% Cabernet Sauvignon, 30% Merlot, 20% Cabernet Franc, 10% Petit Verdot, tutto qui di Bolgheri, con malolattica e affinamento in barriques. E’ un manifesto di Bolgheri: struttura, corpo, note varietali avvolte in quelle fruttate e più calde; armonia, larghezza, complessità.  

D. Ok, ma non solo grandi rossi… 

R. Tommaso: “Esattamente. Il Beccaia Vermentino Bolgheri DOC è una gioia. Sempre col Vermentino ed anche stavolta con la Malvasia e Trebbiano facciamo il Pigolaia, fresco e fruttato con note di zagara e frutta esotica; sapido, strutturato e corposo in bocca. Perfetto per la cucina del pesce; d’altronde siamo sul litorale, queste vigne guardano e sentono il mare”.

I TIRRENI

Via del Casone Ugolino, 29 Cap 57022 – Castagneto Carducci (LIVORNO)

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#itirreni #beccaia #pigolaia #bolgheri

ITALIA TV. Le condotte degli idrocarburi per la decarbonizzazione

di Dario Pettinelli (dir@italiatv.it)
(italiatv.it) – Il primo ministro norvegese Erna Solberg ha aperto ieri la più grande struttura di prova al mondo per il trasporto di CO2, Equinor.
L’impianto di prova trasporta anidride carbonica in condotte, sia in forma gassosa sia liquida. L’obiettivo è saperne di più su come si comporta il biossido di carbonio durante il trasporto mediante condutture, informazioni necessarie per aumentarne il trasporto e lo stoccaggio in futuro.

Equinor e i suoi partner hanno modificato la struttura delle pipeline degli idrocarburi per rendere possibile lo studio del trasporto di CO2 come gas e liquido, contemporaneamente.
Secondo il piano, questi test saranno in corso fino alla primavera del 2021. Dopodiché, l’impianto di prova sarà utilizzato per il trasporto di petrolio, gas e CO2, a seconda delle esigenze.

Questo mostra come le infrastrutture e le competenze dell’industria petrolifera e del gas possano essere utilizzate per accelerare gli sforzi per la decarbonizzazione. Un’opportunità ed un caso di scuola per un nuovo settore.

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Social network, se non corri sei fuori.

italiatv.it – Più di metà degli italiani ha almeno un account social attivo e gli dedica in media 1 ora e 51 minuti al giorno. In questo conto viene considerata tutta la popolazione, senza distinzione di reddito o status, e tantomeno di età.
Siamo circa 60 milioni e secondo i dati resi noti dal Corriere della Sera, il 2020 in Italia è iniziato proprio col superamento da parte di Facebook della soglia psicologica del 50% della popolazione italiana: 31 milioni di utenti, 19 milioni quelli di Instagram, 12 milioni per LinkedIn; solo 2,3 milioni quelli di Twitter.
Ma la notizia è che in Italia questi giganti iniziano la nuova decade dando segnali di rallentamento. In particolare, il numero dei nuovi iscritti si sta avvicinando sempre più a quello degli abbandoni, prefigurando una sorta di picco, raggiunto, o comunque molto molto vicino. Questo significa che nei prossimi anni assisteremo alla fase calante di Facebook, Instagram e LinkedIn? Non proprio; vediamo perchè.

Le ragioni dell’abbandono sono diverse, come diversi sono questi social network.
Trattamento disinvolto dei dati personali, troppa pubblicità, fake news, odio, ma anche la componente generazionale.
E’ su questo ultimo aspetto che è utile qualche riflessione.
Spesso dietro un abbandono c’è una migrazione, un trasloco da una app all’altra. A guidare questi spostamenti sono per lo più gli under 18, la gioventù che va a scuola. Le ragioni in questo caso sono più legate a fattori di tendenza percepita, a cosa è più o meno cool, quale social viene considerato più up to date.

Perchè, soprattutto in Italia, sono gli under 18 il motore di questi esodi?
Quando su Facebook sono arrivati i genitori, i figli sono migrati su Instagram; ma ormai anche l’Instagram in italiano sta diventando adulto e le generazioni con la lettera davanti stanno cercando nuovi luoghi, possibilmente al riparo dai post pubblici d’amore dei genitori verso di loro, da quei tag che imbarazzano come quando li si portava a scuola in macchina ma li si doveva lasciare all’angolo più lontano.

E poi un post può essere come un diamante, per sempre.
Se un genitore pubblica una foto con tag del proprio figlio, difficilmente lo leverà mai; perchè l’immagine dell’adorato è sacra ed è orribile anche solo il pensiero di doverla buttare via.
Oltre a ciò, poi, questo “puro amore genitoriale” viene condiviso per orgoglio, fa stare bene mamma e papà; un amore che diventa trofeo da mostrare.
Ora, com’è facile intuire, fino all’età adulta la maggiorparte di questi figli soffre questo amore condiviso in pubblico, magari lo apprezza anche ma si sente penalizzato in rapporto al suo gruppo sociale, generazionale; “non fa figo”, anzi.

Nuovi esodi sono inevitabili, la fuga è destinata a continuare.
Perchè questo scappare non ha a che fare con la tecnologia o con un app più o meno di moda: è sistemica, è la declinazione contemporanea del “Mà, io esco” per avere tempo e spazio non condiviso coi genitori, del “Papà, verranno amici mi serve casa libera”, e così via. E se un genitore pensasse che non è un problema rincorrerli da un’altra parte, sbaglierebbe, perchè ci sono social network che i più non hanno nemmeno mai sentito nominare; un’illusione quindi, pari a quella di quando si pensa di sapere sempre quando e cosa fanno, e con chi.

Le fughe, gli esodi da un’app all’altra, fanno parte del processo di definizione dell’identità, ci saranno sempre, perchè sono pochi i genitori disponibili a rinunciare a quella sensazione di controllo che danno i social e quindi smettere di rincorre i figli anche in rete.
Ciò che cambierà col tempo è il ruolo: da giovani si scappa, da adulti si rincorre.
Ma è come il leone e la gazzella: non importa che tu sia figlio o genitore, l’importante è che tu corra.

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