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ITALIA TV. Il cielo giallorosso sopra Berlino (e pure sopra Wimbledon)

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La ginocchiera più famosa del mondo in questo momento è… Made in Italy. Ce ne parla Claudio Soldi, così come della super domenica sportiva che ha incoronato (nuovamente) Alcaraz e la Spagna. Il cielo è giallorosso sopra Berlino, ed anche sopra Wimbledon. Buona lettura

di Claudio Soldi – La domenica ‘europea’ appena trascorsa ha visto tingere il cielo di giallorosso, prima con la vittoria del murciano Alcaraz a Wimbledon poi con la coppa alzata dalle furie rosse sotto il cielo di Berlino.

Il tennista spagnolo Carlos Alcaraz ha trionfato battendo Djokovic per il secondo anno consecutivo. Ha vinto la partita giocando in modo straordinario, non concedendo al serbo occasioni per entrare in gara; una superiorità che rare volte si è vista in una finale contro il giocatore più vincente della storia del tennis.

Lo scorso anno la finale tra i due tennisti fu ben più combattuta: finì al quinto set, dopo quasi cinque ore, una partita molto intensa; quest’anno è durata poco meno di due ore e mezza e non c’è stata storia.

Bisogna dire che Djokovic non era al top della forma dopo la rottura e successiva operazione al menisco (6 giugno 2024), che lo ha portato a giocare il torneo con una vistosa ginocchiera grigia, dopo il permesso richiesto e ottenuto a Wimbledon (si può giocare solo total white).

La ginocchiera sembrerebbe essere della “Incrediwear”, brand italiano all’avanguardia che utilizza una tecnologia che incorpora elementi semiconduttori di germanio e carbonio nel tessuto; questi, quando stimolati dal calore corporeo, rilasciano ioni negativi . Dunque sarebbe un ginocchiera contenitiva e allo stesso tempo curativa, usata anche in altri tornei da tennisti come Zverev e Tiafoe.

Con questa vittoria a Wimbledon Alcaraz diventa il più giovane vincitore di 4 slam della storia. Non solo, è appena il sesto tennista dell’Era Open a realizzare la doppietta Roland Garros-Wimbledon nella stessa stagione.

Vincere consecutivamente Roland Garros e Wimbledon è un risultato eccezionale: sia per il grande sforzo fisico sia per le superfici molto diverse, la terra rossa e l’erba, che richiedono colpi e movimenti specifici diversi se si vuole essere efficaci su entrambe. Non è scontato essere adatti a giocare bene su entrambi i campi e soprattutto non è scontato ottenere su ambedue grandi risultati.

L’esultanza dei tifosi spagnoli iniziata nel pomeriggio è continuata durante la sera dove la nazionale di calcio è salita sul tetto d’Europa per la quarta volta grazie alla vittoria per 2-1 sull’Inghilterra.
Dopo un primo tempo senza grandi emozioni, le Furie Rosse passano in vantaggio con i “ragazzini”, gol di Nico Williams su assist di Lamine Yamal. Cole Palmer riporta la partita sul livello del mare ma all’86esimo arriva la rete decisiva siglata da Oyarzabal.

Per l’Inghilterra è la seconda delusione di fila negli europei, un’altra finale persa nei campionati europei dopo la sconfitta ai rigori contro l’Italia nel 2021.

La banda di Luis De la Fuente ha strameritato il titolo vincendo sette partite su sette gare disputate, non solo: miglior attacco, miglior difesa e almeno sempre sul podio in ogni statistica nel torneo; giù il cappello!
Ha battuto tutte le big del Vecchio Continente e ha salvato la faccia a un Europeo deludente, dove hanno steccato squadre e giocatori chiave.

E l’Italia? L’Europeo di calcio è stata una oggettiva delusione, di risultato e di gioco. Spalletti non sembra essere ancora riuscito nell’impresa di un nuovo corso vincente. Il punto è che “il popolo” adesso è amareggiato e vorrebbe già un cambio; ma non è con le volate d’emozione che si governa un progetto ambizioso. Lui non sembra proprio voler passare al mano, anzi rilancia. Con Mogol e Battisti, di come andrà a finire tutto questo “lo scopriremo solo vivendo…”.

Per il tennis è tutta un’altra cosa: Wimbledon non ci premia ma Sinner si è sentito male e ha finito col russo solo per la sua proverbiale eleganza, per onorare sede e avversario. Fognini, “vecchia gloria”, ha venduto cara la pelle e che dire del grandissimo Musetti?! Bruciare poi Berrettini nei primi turni contro proprio il roscio è stato crudele da parte del Destino. Ma il Matteo più piacione e desiderato d’Italia è in grandissima forma, ha ritrovato il suo tennis migliore e, “udite!udite!” è concentrato. Una menzione d’onore per Jasmine Paolini, che ci ha fatto battere il cuore fino all’ultima palla del torneo.

ITALIA TV. Crypto. Il centimetro che ha cambiato tutto.

(italiatv) – “IL” centimetro, che stavolta ha fatto la differenza fra vita e morte di quello che ormai è “l’uomo del destino”. Con JFK furono precisi, stavolta no. Quel centimetro ha cambiato le sorti politiche, da un sostanziale testa a testa ad adesso, dove non c’è più spazio per rimonta e tantomeno vittoria per i Dem. Eppure l’economia va bene, i tassi di intersse stanno per essere tagliati e l’inflazione è scesa; ma quel centimetro è un piccolo “cigno nero”, ovvero un evento di grande impatto che non era prevedibile.

Nel grafico c’è Bitcoin, che racconta la storia, la cronaca, in numeri, con una precisione stupefacente. Interessante la lettura del grafico anche per chi non sa assolutamente niente di Borsa, economia ecc..: è proprio un racconto in infografica.

Bitcoin all’inizio dell’anno è entrato “nel salotto buono” della finanza perchè dopo 15 anni è stato “sdoganato”. Da febbraio è comprato e venduto nei Fondi di Investimento privati, e soprattutto da quelli che cambiano le sorti del destino, come Blackrock, Fidelity ecc..
Ecco che all’interno degli ETF decolla (prima riga rossa a sinistra).
In primavera esplode e tocca i massimi e ci resta pure per mesi, fino a Giugno, quando con l’estate ci si attendeva un ritracciamento fisiologico ovvero un ritorno alla resistenza rappresentata dalla riga rossa dei 48-52mila.
Stava iniziando a calare, molti hanno venduto, “ci rivediamo a settembre…” e invece l’attentato. Boom!
Notate il momento della notizia “Attentato a Trump, è stato ferito” (x gialla in alto): giù a piombo, la finanza crypto perde il suo eroe e inizia la vendita panico.
Dopo pochi minuti “E’ solo di striscio, sta bene e combatte”: tempo di verificare la notizia e boom again! Impennata epica che interrompe la traiettoria rossa.
La linea verde in alto è la ATH, all time high, che da adesso è destinata a polverizzarsi. Perchè Trump è in piedi, ha capitalizzato al massimo la cosa, è andato alla convention a fissare l’immagine di super-eroe e tra qualche giorno è ospite d’onore al Bitcoin 2024, l’evento mondiale annuale della crypto-economy. A settembre il denaro costerà meno e novembre sarà eletto (al momento la macro-agenda è questa).
Ecco perchè la finanza, balene e più piccoli indistintamente, stanno comprando Bitcoin a piene mani. Poi com’è noto, il Mercato “anticipa gli eventi” e l’agenda è sopra detta.
Un centimetro che ha cambiato tutto.

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AVVERTENZA. Quanto sopra non sono consigli finanziari.
L’investimento nelle criptovalute può rivelarsi rischioso e va operato con consapevolezza e responsabilità.
Chi scrive non ha conflitti di interesse.

ITALIA TV. Crypto. L’orecchio di Trump fa schizzare Bitcoin e i token per finanziare la sua campagna.

(italiatv) – Lunedi mattina, riapertura dei grandi giochi finanziari, anche se il mercato crypto è “on” 24/7 e nelle sessioni asiatiche (le notti europee) spesso accadono movimenti rilevanti.
Nelle ultime 24ore il prezzo di Bitcoin è salito di circa il 10%. L’unica notizia di grande impatto di questo brevissimo periodo è l’attentato a Donald Trump. L’esito fortunato per il 45° lo ha rafforzato e al momento è favoritissimo tanto far sembrare tutto inevitabile e i prossimi 3 mesi una sua passeggiata di gloria.
A conferma della correlazione fra l’attentato e l’impennata di Bitcoin c’è la salita, sempre in 24ore, delle monete legate alla campagna presidenziale del Tycoon. #MAGA e #STRUMP hanno registrato un salto di circa il 40%.
Ciò è motivato dal recente schieramento pro-crypto di Trump in contrapposizione alle scelte “più tradizionali” della Casa Bianca e della SEC. Trump è arrivato a dire “sarò il primo crypto-president!” e sarà ospite relatore al prossimo #Bitcon2024, il più grande evento mondiale crypto previsto per il 25-27 luglio a Nashville.

Gli analisti fino all’attentato contro Trump, erano divisi sull’andamento del prezzo di Bitcoin fra una possibile ripresa per tornare a 59.000-60.000 USD e quelli che invece avevano impostato gli short, dai 57.000 ai 50.000, zona nella quale c’è molta liquidità. Invece Bitcoin è schizzato a 63.000 e tutto ci dice che sia stato “l’orecchio di Trump”.
Ora qualche presa di profitto, è sempre estate alla fine dei conti…, ma anche rilancio: è adesso il momento di shortare duro fino a 50.000 per poi fare la grande bull a 100.000 per il 4 novembre?
Mogol e Battisti; ovvero “lo scopriremo solo vivendo”.

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L’investimento nelle criptovalute può rivelarsi rischioso e va operato con consapevolezza e responsabilità.
Chi scrive non ha conflitti di interesse.

ITALIA TV. El domingo caliente

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Una domenica caliente all’insegna della Spagna. Ce ne parla dalla redazione sportiva, Claudio Soldi.

di Claudio Soldi – Lei a Wimbledon, lui a Berlino. Nessun “giallo” per una domenica impegnativa per la casa reale inglese: Kate è madrina di Wimbledon, sembra stia meglio e ha confermato presenza e premiazione; William non poteva che essere allo stadio, nel catino della gloria, con la nazionale inglese per la finale degli Europei. Re Felipe di Spagna invece potrebbe essere presente ad entrambi gli eventi. Ma non sono William e Kate, o re Felipe VI, i protagonisti della giornata: protagonista è la Spagna.

Potrebbe essere “el dia”, il giorno perfetto per lo sport spagnolo: la nazionale di calcio è oggettivamente favorita, per quanto le finali sono come i derby, può succedere letteralmente tutto; a Wimbledon anche è lo spagnolo a godere di un leggere favore in più. certamente Djokovic, qualora perdesse questa finale come l’anno scorso sempre contro lo spagnolo, venderà cara la pelle. Con Battisti, ciò che sarà “lo scopriremo solo vivendo”.

Cos’è un anno se non una semplice parentesi? Scrupolosamente rispettoso dello spessore storico oltre che tennistico del serbo, Alcaraz, già strepitoso a 21 anni, sogna una domenica trionfale per sé a Londra e per la Spagna a Berlino, come ha inavvertitamente auspicato dopo la vittoria in semifinale su Daniil Medvedev facendosi travolgere dai ‘buu’ del pubblico inglese. A Berlino invece, lo spagnolo con gli occhi del mondo addosso festeggia 17 anni con la maglia della nazionale: Lamine Yamal. E’ già titolare in uno dei top5 club del mondo, il Barcellona che fu di Maradona prima e Messi poi, e stasera potrebbe essere campione d’Europa.
Una domenica caliente.
Alle 15 il tennis, alle 21 il calcio.

ITALIA TV. Crypto. Focus on #RNDR, “la Nvidia delle criptovalute”

(italiatv) – E’ soprannominata “la Nvidia delle criptovalute”, da Febbraio sua partner, Render Network è un protocollo che sfrutta la tecnologia blockchain per democratizzare l’accesso alle risorse necessarie, prevalentemente schede video (GPU), per il rendering di contenuti. È una sorta di ponte che mette in contatto coloro che necessitano di potenza di calcolo delle GPU con i fornitori che la possiedono.
L’obiettivo della rete è creare una soluzione GPU decentralizzata per il rendering 3D. Il suo caso d’uso è in settori come effetti visivi e grafica in movimento, risorse virtuali e NFT, produzione virtuale e mapping di proiezione, tra gli altri.

Per comprendere a pieno cos’è e come funziona Render (#RNDR) bisogna quindi conoscere, a grandi linee, l’iter del processo.
Il rendering, in parole semplici, è il procedimento che permette di ottenere, a partire da un modello 3D, un’immagine artificiale molto realistica. Allo stesso tempo, però, è estremamente dispendioso in termini di tempo e risorse hardware. Soprattutto se si vogliono renderizzare contenuti che soddisfino gli elevati standard grafici attuali, in particolar modo quelli destinati alla realtà virtuale e aumentata. (cryptonewsitalia)

Questo problema ci aiuta ad introdurre il motivo principale che ha portato Jules Urbach a considerare la tecnologia blockchain: sfruttare la potenza di calcolo in eccesso e permettere a tutti di accedervi in maniera decentralizzata. Per raggiungere questo scopo Render Network ha scelto la blockchain di Ethereum, un “luogo” virtuale dove i possessori delle GPU e i creatori si incontrano e collaborano utilizzando il token RNDR come moneta di scambio. Il punto di forza principale del protocollo è che democratizza l’accesso alle risorse necessarie per svolgere questo compito. Anche i creator che lavorano in proprio, partecipando alla rete, possono creare contenuti 3D di alta qualità senza dover acquistare costosi componenti.

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ITALIA TV. Crypto. Focus on #ASI, il più promettente progetto AI.

(italiatv) – “Fetch.ai”, da pochi giorni con Ocean e Singularity Net in #ASI, si fa notare in quanto uno dei progetti più innovativi del momento: parliamo di una piattaforma open source e decentralizzata, che utilizza l’AI per costruire un’economia digitale basata su agenti autonomi, ovvero entità software capaci di eseguire in completa autonomia attività complesse, come le analisi predittive o le negoziazioni.

Il progetto ha diversi ambiti di utilizzo, come la logistica, la finanza, e così via.
“Il fulcro del progetto è il token nativo FET, ora #ASI, che ha registrato una forte crescita nel 2024, dimostrando quanto sia alto l’interesse degli investitori per questo nuovo settore. (cryptonomist.ch)

Utilizzando gli Agenti Economici Autonomi (AEA), Fetch.ai facilita transazioni di dati sicure ed efficienti, promuovendo un’economia basata sulle macchine in cui gli agenti autonomi possono svolgere diversi compiti, dall’ottimizzazione dei servizi di trading DeFi al miglioramento dei sistemi sanitari.
Attraverso la sua architettura scalabile e l’utility token FET (ora #ASI), Fetch.ai non solo sta abbattendo i monopoli dei dati, ma sta anche tracciando un percorso rivoluzionario nel panorama delle criptovalute, indirizzando potenzialmente la rete blockchain verso una nuova epoca caratterizzata da autonomia, efficienza e decentralizzazione.
Continuando la sua traiettoria ascendente, Fetch.ai si pone come un faro nel fiorente spazio delle crypto, promettendo soluzioni innovative e una solida opportunità di investimento.

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ITALIA TV. Wimbledon, sale la febbre tricolore. Jas in finale, Lollo domani

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Onori e gloria per la pattuglia italiana a Wimbledon: due toscani tengono il Paese col fiato sospeso. Dalla redazione sportiva, Claudio Soldi >

di Claudio Soldi (italiatv) – Torneo di Wimbledon: il più antico evento nello sport del tennis; siamo alle fasi finali e sale la febbre in Italia.
La terza tappa del Grande Slam non ha mai visto così tanti azzurri protagonisti come quest’anno. Il dato sensazionale è che il primo semifinalista italiano, nel singolare maschile, fu Nicola Pietrangeli nel 1960; poi 61 anni di “nulla”.
Nel 2021 l’impresa di Matteo Berrettini che arrivò fino all’atto finale, unico italiano a riuscirci, poi sconfitto da Novak Djokovic.
Nel 2023 fu lo stesso serbo ad eliminare in semifinale Jannik Sinner. Ed oggi, quando tutti si aspettavano Sinner un’altra volta in semifinale, l’altoatesino viene fermato in 5 set dal russo Medvedev che ha mandato in fumo le speranze di vederlo trionfare a Wimbledon. Ma…

Lorenzo Musetti con la strepitosa vittoria nei quarti di finale contro Taylor Fritz diventa l’undicesimo giocatore italiano ad approdare in semifinale in uno Slam, il quarto a riuscirci a Wimbledon, il tempio del tennis. Domani, venerdì, sul Centrale, dove da tempo sogna di giocare come il suo idolo Roger Federer, troverà Sua Maestà Novak Djokovic…: avrà dalla sua tutta l’Italia e probabilmente anche il pubblico, soprattutto dopo le recenti intemperanze del serbo dopo l’incontro con Rune.

La notizia del giorno è la magnifica vittoria di Jasmine Paolini che entra nella storia. È la prima azzurra a raggiungere la finale di Wimbledon, nessuno prima di lei fra le atlete italiane era riuscita a centrare questo obiettivo sull’erba.
La toscana, allenata dal coach Renzo Furlan, raggiunge la posizione in classifica che aveva 11 anni fa la sua compagna di doppio Sara Errani, la N5, e punta dritto a scalzare il best ranking per una tennista italiana, la quarta piazza mondiale che fu di Francesca Schiavone.

Sabato si giocherà la finalissima con la vincente tra Elena Rybakina e Barbora Krejcikova (in campo al momento della pubblicazione).

ITALIA TV. “bitcoiners italia – S1”, puntata pilota. Nuova serie per capire e trarre vantaggio dalle cripto-valute.

(italiatv) – Il settore delle cripto-valute, nell’immaginario collettivo, è ancora ostaggio di una cattiva reputazione. I motivi principali sono due: la questione dell’anonimato e il rischio di truffe.

A ben vedere però, sono rischi altrettanto presenti e diffusi nell’economia “tradizionale”: l’informatizzazione della finanza non ha certo impedito le diverse possibilità di operare in anonimo (cosa peraltro legata alle diverse normative degli Stati sovrani, alcuni eccezionalmente efficienti per l’anonimato dei loro clienti); e vogliamo dire del rischio truffe fra schemi Ponzi, Madoff, fallimenti e bancarotte pilotate….?

Tutto ci dice che le differenze fra economia tradizionale e crypto-economy attengono alle modalità piuttosto che al livello di rischio.

Altra cosa è la percezione. Senza dare ossigeno al fuoco complottista, è lecito pensare che i soggetti forti dell’economia “tradizionale” remino contro. Ma senza scadere nel complottismo perchè questi soggetti si stanno adeguando e con la recente approvazione degli ETF prima su Bitcoin e ora su Ethereum, beh…, le cose cambiano; nel senso che l’argomento “è tutta una truffa…!” non regge più.

Blackrock, il re fra i re della finanza mondiale (e non solo), spinge anche per gli ETF su Solana: non è la sede per un’analisi finanziaria ma basti sapere che la cosa è finanziariamente rilevante.

La percezione anche circa l’argomento truffe: perchè è vero che sono più d’uno i casi di “cripto-truffa”, ma certamente non sono da meno dei tanti casi Ponzi nel “tradizionale”. Tutto sommato, i pregiudizi di cui sopra non reggono; ma ci sono: a chi legge i perchè allora…

Potente l’argomento dei detrattori della cripto-economia quando dicono: stai comprando calcoli matematici, non c’è niente dietro. Vero, ma anche no.

E’ vero che in teoria con i miei 100 Euro io posso richiedere l’equivalente in oro (diciamo così per semplicità), ma è anche vero che… “in teoria”.
Scambiamo moneta, banconote, assicurandoci solo che non siano false; ecco, con Bitcoin è lo stesso ed in più la validità della moneta è matematicamente dimostrabile in ogni istante, così come tutta la sua storia di passaggi di mano da quando è stata creata al momento in cui la abbiamo noi. Con una banconota questo non è possibile.

E c’è anche un aspetto non da poco in più: le cripto-valute sono in una quantità specifica, finita, e di ogni unità si può sapere chi la ha e dove la ha e da quanto tempo, se in wallet o nell’exchange pronta per il trading. Sono le banconote il vero paradiso del truffatore criminale evasore, non Bitcoin.

“Già ma hai visto i grafici? Montagne russe continue, da infarto quotidiano…”; ecco si, è così e aggiungo: e quindi? Se si ricerca protezione dall’inflazione bisogna stare alla larga dalla cripoteconomia e comprare BTP Valore; se si vuole far fruttare capitale e risparmi ci sono le big companies nei mercati a rischio pressoché zero; se invece si vuole speculare, se si è disposti al rischio del trading, beh allora è il paese delle meraviglie di Alice. Perché a parte le cosiddette stable-coin agganciate al prezzo di un asset materiale, tutte le altre si muovono con percentuali di guadagno o perdita a due cifre tranquillamente. Meno 20% al mese o + 36% in una settimana sono l’ordinario; è la normalità.

Per il viaggio nella crypto-economy è bene prima studiare, capire e poi ascoltare; ascoltare chi sta in prima linea e vive di trading ed investimenti crypto, ed anche i divulgatori; spesso sono le stesse persone. In Italia ce ne sono una ventina degni di nota e con seguiti di pubblico interessanti. Saranno guide, novelli Virgilio per questo viaggio destinato ai curiosi dell’argomento, che quindi non sono ancora “esperti”; ma anche agli esperti, per sapere cosa capisce chi non è esperto; e un viaggio destinato anche agli operatori del settore, per capire come diffondere conoscenza e coinvolgimento a chi ancora non è della partita (i capitali freschi nuovi).

Il viaggio parte da Roma e quindi non poteva che iniziare con Stefano Gabbianelli, “Il Marchese del Crypto”.

Buona visione > www.italiatv.it

ITALIA TV. Esclusiva. Paolo Carito, DG Europei Atletica Roma 2024

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La prima intervista dopo il grande successo degli Europei di Atletica di Roma. Un trionfo sportivo per l’Italia che svetta in testa al medagliere, ma anche un capolavoro organizzativo.
Di questi Europei di Atletica ne parliamo con il Direttore Generale, Paolo Carito, docente universitario ed autore di “Sport, Intrattenimento e Digitalizzazione” (Edizioni Franco Angeli, 2022). Intervista esclusiva. Buona lettura >

di Claudio Soldi

italiatv.it – Si sono appena conclusi i Campionati Europei di Atletica. “Roma 2024” è stata straordinaria in termini di prestazioni sportive, partecipazione, spettacolo e copertura mediatica. Un europeo ricco di innovazioni orientate a consegnare un’esperienza memorabile, sia per il pubblico sia per gli atleti.
Per la prima volta, le pedane dei salti sono state allestite a pochi metri dalla Tribuna Tevere, portando gli atleti praticamente a contatto con il pubblico; il rinnovato Stadio dei Marmi, luogo di allenamento e riscaldamento, è stato reso accessibile gratuitamente a tutti gli appassionati; le competizioni della marcia e della mezza maratona si sono concluse con l’ingresso all’interno dello Stadio Olimpico, momento iconico con il richiamo a Roma’60; infine la cerimonia delle medaglie, che si è svolta nella rinnovata Piazza della Fontana della Sfera, regalando a medagliati e pubblico altri momenti di grande emozione.

Europei super innovativi: come è arrivato alla programmazione di un evento così brillante?

P.C.: “È frutto di un grande lavoro di squadra all’interno della Fondazione che ha organizzato gli europei, ma soprattutto del partecipante e socio Sport e Salute S.p.A. Il suo amministratore delegato, Diego Nepi Molineris, aveva già previsto la ristrutturazione dello Stadio dei Marmi e quindi l’abbellimento, l’arricchimento e anche una legacy, per l’atletica leggera e la città. Dapprima una ristrutturazione bellissima, e poi l’intuizione di permettere ai fan, quindi agli spettatori, di poter vedere lì allenamenti, il warm up pre-gara degli atleti in modo completamente gratuito.
In seguito il rifacimento della pista all’interno dello stadio Olimpico e l’intuizione della pedana sopraelevata per i salti che permettesse sia una migliore visione da parte degli spettatori sia una migliore organizzazione di produzione televisiva: una cosa di cui un po’ tutti ce ne siamo avvantaggiati. Bisogna però riconoscere che è merito e frutto di visione, intuizione e implementazione da parte di Sport e Salute S.p.A., che è il gestore anche dell’impianto dello Stadio Olimpico e dell’impianto dello Stadio dei Marmi”.

E invece il richiamo iconico ai giochi olimpici di Roma 1960 con il traguardo all’ingresso dello Stadio Olimpico di marcia e mezza maratona?

P.C.: “Chiaramente una valorizzazione, che da un lato ha reso iconici i due arrivi all’interno dell’Olimpico e d’altro ha permesso di dare un’idea e una concezione di Roma, città che è in grado di unire la bellezza del proprio patrimonio artistico con la possibilità di gareggiare al suo interno. La mezza maratona con il circuito cittadino ha regalato agli spettatori uno spettacolo straordinario”.

Cosa ha provato vedendo, nell’evento da lei organizzato, questa Italia da record?

P.C.: “Allora devo dire che…, qui è una triplice emozione! Ovviamente noi eravamo il comitato organizzatore locale dei campionati e quindi il nostro lavoro inevitabilmente deve essere decontestualizzato e terzo, rispetto al risultato delle singole nazionali e in particolar modo della nazionale italiana; però è chiaro che il sangue è quello, e quindi aver avuto questo ruolo in una manifestazione che ha visto la nazionale italiana dominare, con l’incetta di tutte quelle medaglie, ha creato una triplice emozione. L’emozione di un evento riuscito, all’interno del quale la nazionale italiana ha recitato il ruolo da protagonista e il suggello del Presidente della Repubblica, per ben due volte, un giorno in visita ufficiale e un giorno per passione e attaccamento personale.
Tutto ciò è stato un miscuglio di emozioni che chiaramente ha coinvolto l’italianità di cui sono fiero”.

Ascolti brillanti e interesse mediatico senza precedenti, nonostante l’open di Francia e le amichevoli pre-europeo: si sarebbe mai aspettato questo successo dell’evento?

P.C.: “Magari non in questi termini, ma la premonizione c’era, perché comunque nel corso degli anni l’atletica leggera, pur mantenendo intatte le caratteristiche di sport di sudore, di sacrifici e di purezza, è comunque diventata sempre più una disciplina che si sta prestando a un’unione, una fusione con momenti di spettacolo e di intrattenimento.
Se mi immagino lo sforzo messo in campo che prima da noi, poi dai partner Eurovision ed EBU per la produzione televisiva, dà l’idea di quanto ormai l’atletica possa avere anche una resa in termini di visione televisiva. Quindi la spettacolarizzazione dell’evento dal vivo, che poi viene valorizzato televisivamente, dà il senso di uno sport bellissimo da vedere dal vivo e altrettanto bello in televisione.
Considerando che in questo momento in Europa sia l’Italia sia campioni tipo Armand Duplantis ormai hanno un riconoscimento internazionale, penso che la televisione abbia permesso a coloro i quali non potessero essere presenti fisicamente di vedere uno spettacolo così bello, e quindi di aver avuto dei risultati in termini mediatici e televisivi anche leggermente superiori alle attese”.

Queste sue capacità di organizzatore a servizio di quali eventi futuri le metterà?

P.C.: “Ancora qui per il momento, poi la sfida professionale e manageriale che farà parte del mio futuro non è ancora in pista per usare una metafora calzante, fermo restando che la mia poliedricità fa sì che io continuo ad essere un docente universitario, e sicuro di voler ancora insegnare”.

ITALIA TV. Italia-Spagna: agli Europei il trentennale della “gomitata”

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di Claudio Soldi

italiatv.it – Ricorre il trentennale della gomitata, la più celebre della storia del calcio moderno. Era il 1994, erano i mondiali in USA e quella Italia-Spagna finì 2-1 per gli azzurri, con un gol in zona Cesarini. L’arbitro non vide Mauro Tassotti dare appunto la famosa gomitata a Luis Enrique. Sangue e liti furiose. Nel tempo i due si sono riappacificati. Importante ricordare come quest’evento fu la prima “prova tv” del calcio, infatti Tassotti venne squalificato per 8 partite, dal giudice sportivo, per condotta violenta, solo dopo aver rivisto le immagini il giorno seguente.

Da quel giorno fino ad oggi le due nazionali si sono affrontate in competizioni ufficiali per ben 10 volte, dove l’Italia è uscita vittoriosa nei novanta minuti solo una volta, 5 sono stati i pareggi e 4 le vittorie delle “furie roje”.
Nel 2008, la nazionale campione del mondo in carica, si è dovuta arrendere alla Spagna dopo i tiri dal dischetto; al 120esimo minuto il risultato era ancora fermo sullo 0 a 0.
Da quell’anno inizia il “dominio spagnolo”: vinsero Euro 2008, il mondiale in Sudafrica del 2010 e tornarono in finale nuovamente a Euro 2012.

Il 1° luglio 2012, allo stadio Olimpico di Kiev, va in onda la finale dell’europeo tra la favorita Spagna e la sorpresa Italia. A vincere fu proprio la nazionale spagnola, che si impose per 4-0 e conquistò il trofeo per la terza volta nella sua storia, nonché seconda consecutiva.
La prima e unica vittoria, nei 90 minuti degli azzurri, dal mondiale 94, avvenne ad Euro 2016 dove la nostra nazionale, allenata da Conte, fece una straordinaria impresa vincendo per 2-0 e approdando ai quarti, nonostante la differenza tecnica tra le due Nazionali.

L’ultimo precedente europeo è la semifinale del 2021 ad Euro 2020, successivamente vinto dagli azzurri. Sicuramente la partita più complicata è stata proprio la Semifinale contro le “furie roje”. La partita finita in parità 1-1, dopo il triplice fischio dei supplementari, venne decisa ai rigori, con la vittoria della nazionale italiana.
La semifinale viene ricordata per un episodio che ha suscitato un momento di ilarità della terna arbitrale e non solo: infatti durante il sorteggio dei rigori, forse il momento con più pathos, c’è una incomprensione tra i capitani, Giorgio Chiellini e Jordi Alba. I due si trovano in disaccordo sul sorteggio e indicano quasi contemporaneamente le due porte opposte. Il difensore azzurro non ci sta e tra le risatine degli arbitri urla più volte all’avversario: “Mentiroso, mentiroso” ovvero “Bugiardo, bugiardo”, salvo poi abbracciarlo.

Questa sera, quindi, va in scena una “classica” tra le squadre nazionali, Italia-Spagna valida per la seconda giornata del girone B di Euro 2024. Entrambe hanno iniziato al meglio il viaggio in Germania. L’Italia allenata da Spalletti dopo un avvio shock, ha subito il gol dopo 20 secondi, il più veloce nella storia degli europei e poi ha vinto in rimonta per 2 a 1 contro l’Albania sprecando molte occasioni per dilagare il punteggio. Dall’altra parte la formazione guidata da Luis de la Fuente ha liquidato agevolmente la nazionale croata con il risultato di 3 a 0.
Essendo già a conoscenza del risultato di 1 a 1 tra Albania e Croazia col match di questa sera, a scanso di colpi di scena clamorosi, ci si giocherà il passaggio del turno come primi della classe.
Allora in bocca al lupo e buona visione!!

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ITV-CS

Email: dir@italatv.it

ITALIA TV. UE e Vino. Contrastare la pOssessione salutista.

italiatv.it – L’Organizzazione Mondiale della Sanità rilascia l’ennesimo report nel quale sostiene che “tabacco, petrolio, vino e cibi ultra-processati sono responsabili del 34% dei decessi mondiali”. Accusa altresì questi settori produttivi di sfruttare le “persone vulnerabili attraverso strategie di marketing mirate, ingannando i consumatori e facendo false affermazioni sui benefici dei loro prodotti, fino a manipolare le evidenze della ricerca”. Lo ha affermato Hans Henri P. Kluge, direttore OMS Europa.

La tempistica del report, ad elezioni appena avvenute e in fase di formazione della nuova guida politica, potrebbe essere interpretata come una pressione. Tra i tanti dossier europei c’è infatti la questione precedentemente denominata “la pOssessione salustista”.
Questione scivolosa, perchè il concetto di “fa bene o fa male alla salute” è assai controverso, al contrario di quanto si possa pensare.

Ecco perchè per il vino torna il tema della ricerca della giusta misura: perchè la UE deve trovare il punto di equilibrio, che è saggezza; il punto di equilibrio fra consapevolezza dei rischio e benessere reale. Il benessere reale è l’unico vero obbiettivo, che NON corrisponde alle analisi chimiche nei parametri medici delle analisi.

Il problema principale in Europa al momento sono gli ossessivi: i salutisti ossessivi. A volte sembrano posseduti da un sacro fuoco e si spingono ad affermazioni che, nel più gentile dei casi…

La nuova UE deve trovare la giusta misura, il punto di saggezza sul tema. La pOssessione salutista va contrasta con tutte le forze, perchè non rema verso il bene negando anche il celebre bicchiere di vino al pasto.
“Se c’è alcol allora è veleno e deve essere impedito”: è ragionevole? L’ossessione è una brutta bestia e soprattutto non coincide con la Ragione e tantomeno con il benessere reale, al contrario di quanto i posseduti pensano.

In foto “Posseduto”, di Federica Barattè.

ITALIA TV. Enoturismo. Intervista a Ludmila, l’italo-carioca preferita dai brasiliani in Toscana

italiatv. it – Estate alle porte, nell’Italia del vino e del cibo è experience-mania. C’è una figura molto strategica nel “circus dell’enoturismo”, della quale non si parla mai abbastanza: sono le guide. Guide, ma non quelle con il gruppo di 900 cinesi fuori ai musei; guide personali, private e specializzate in un territorio. Perchè promettono e consentono esperienze altrimenti impossibili.

Ottima conoscenza più lingue straniere, capacità organizzative, disponibilità e flessibilità nel lavoro. La figura deve essere competente e si rivela strategica, perchè sono le persone che stanno fisicamente insieme all’ospite, al turista: scelgono per loro gli itinerari, angoli, curiosità e “vini da vedere” e assaggiare. Sono responsabili della soddisfazione dell’esperienza e il loro ruolo si gioca fisicamente, a stretto contatto.
E’ con la guida che tutto il lavoro di immagine, di desiderabilità, di sogno, prende forma e soprattutto sono determinanti per il futuro, perchè con una buona performance generano il più potente degli stimoli: il passaparola.

In Toscana, per la Maremma in particolare, la regina dell’enoturismo è Ludmila Junqueira.
Brasiliana, biondissima, sorriso potente e senza fine. A 13 anni si trasferisce in Veneto, dove ha le radici familiari, studia e si trasferisce poi a Milano per il Master in Marketing.
L.J.: “Mi sento una donna tanto brasiliana quanto italiana: brasiliana di nascita, italiana di destino. Vivo tra Maremma, Forte dei Marmi e Milano. Da adolescente il mio sogno era lavorare agli Uffizi, a Firenze, tra arte e cultura. Più di metà dell’anno la passo in Italia: l’ho scelta, ho qui il lavoro, ma soprattutto la mamma e l’amore. I miei clienti sono brasiliani per i tour, e italiani per gli eventi”.

Ludmila, in Instagram @italiacomlud, è l’approdo carioca in Maremma.
D.P.: I brasiliani che cosa cercano…, cosa sognano dell’Italia?
L.J.: “Per la mia esperienza, soprattutto le radici, la loro storia: l’origine italiana in Brasile è molto comune”.

D.P.: Quando pensano ad una vacanza in Italia, cosa chiedono, cosa si aspettano?
L.J.: “Venezia, Roma, Firenze, vino, pizza, stare bene. In Toscana cercano soprattutto vino e cultura”.

D.P.: E fra 5 anni, Ludmila chi è, dove abita e che fa?
L.J.: “Sarò in Maremma col mio uomo a fare vino, con le galline”.

D.P.: Lei viene da una famiglia che conosce l’agricoltura?
L.J.: “Ah, si, certo: io ho avuto un’infanzia molto fortunata, in una famiglia che mi ha permesso di conoscere la terra, i suoi frutti e gli animali; so andare a cavallo”
D.P.: Una perfetta buttera.

D.P.: Quando hai scoperto la passione per il vino?
L.J.: Da adolescente, in Veneto.

D: Per italiani e brasiliani il calcio è molto importante; di che squadra è?
L.J.: Sono interista. In Brasile dico Palmeiras.

D.P.: Alla fine di tutto, nelle confidenze a lume di caminetto: ma se le chiedessi qual è la cosa che l’ha colpita di più scoprendo l’Italia e gli italiani, d’istinto a caldo, che mi risponde?
L.J.: “Gli anziani. Per me sono biblioteche che camminano… In Italia poi sono sempre molto disponibili, ti raccontano storie, importanti, per loro e non solo per per loro; donano confidenze e ricordi; gioielli di vita vera, autentica che non sempre e non tutti sanno cogliere. Questo è, se mi chiede a caldo e d’istinto cosa mi colpisce di più. Senza prezzo”.

D.P.: Grazie. Prima di salutarci: come viene ingaggiata?
L.J.: Instagram! https://www.instagram.com/italiacomlud/

ITALIA TV. Milano Best Wine Stars, Kantina Belba, Durazzo, Albania

Mentre la Nazionale si prepara agli Europei, introduciamo la sfida con l’Albania di sabato partendo dal vino. 1 minuito di Kantina Belba, 20km da Durazzo. Varietà autoctone ed un Sangiovese che trova un suo spazio.
Al @bestwinestars si presentano per trovare la distribuzione in Italia: l’azienda è nota, con Google si trovano tutte le info di dettaglio.

Buona visione 

ITALIA TV. Milano Best Wine Stars, Dario Iannella, Cantine del Maresciallo

Giovani, ambiziosi, tradizionalisti: “….i vini no-alcol non fanno per noi”. Campani, dalla zona di Benevento, Cantine del Maresciallo debutta a Milano e sceglie il @bestwinestars
Aglianico e Falanghina, quest’ultima anche spumantizzata.
Ne ho parlato con Dario Iannella: buona visione

ITALIA TV. Milano Best Wine Stars, Katja Magdic, Maro Wine Slovenia

italiatv.it – Con una storia secolare circa 25mila bottiglie all’anno, Maro Wine punta l’Italia e Milano in particolare. Diversi vitigni in suoli vocati, si distingue per freschezza ed eleganza il Pinot Noir, prossimamente disponibile a Milano a 17 Euro. Buona visione >

ITALIA TV. Milano Best Wine Stars, Edoardo Corino, Francedo

Con una produzione totale di 4.000 bottiglie, Francedo dalle Langhe punta Milano, il suo mercato, la sua ristorazione. Per questo sceglie Best Wine Stars. “Alla richiesta di vini dealcolati rispondiamo cortesemente no, non da noi”. Buona visione >

ITALIA TV. Milano Best Wine Stars, Luca Pallottini, Agricola Le Canà

italiatv.it – Luca Pallottini dell’agricola Le Canà: tra gli altri fa un Montepulciano appassito che ti fa chiudere gli occhi e sognare.
Alla domanda “come si mette con la moda” dei #nolo (no alcol low alchol)” perchè questo vino supera i 15 gradi, ha risposto “Lo so…: io faccio questo, così, in direzione ostinata e contraria”.
E’ la dichiarazione senz’altro più chiara, carica di passione e rivoluzione di tutto il Best Wine Stars 2024.

ITALIA TV. Milano Best Wine Stars, Federico Malatesta “theilervini” (Svizzera)

Federico Malatesta, theilervini, Canton Ticino, al primo Best Wine Stars. Viticoltura eroica, per il 70% Merlot, poi anche Pinot Noir, Chardonnay e presto il primo Muscaris. Molto soddisfatto dell’evento, Malatesta dice che il pubblico milanese sembra attratto dal Merlot vinificato in bianco. Alta qualità, tutto a mano, 20mila bottiglie/anno; la fascia di prezzo è quella medio-alta. Buona visione

ITALIA TV. Milano Best Wine Stars, Varvaglione AGIVI: “Zero alcol, perchè no?!”

Marzia Varvaglione, presidente AGIVI (Associazione Giovani Imprenditori Vinicoli Italiani ), si dice possibilista sul ruolo dei “vini zero alcol”: potrebbero essere utili per avvicinare al vino e alla sua cultura. Buona visione

ITALIA TV. Milano Best Wine Stars 2024: centro pieno. Video Enzo Carbone

Successo per la quinta edizione della kermesse milanese. L’intervista all’organizzatore, Enzo Carbone e il comunicato stampa finale.

Milano, 21 Maggio 2024 Patrocinato dal Comune di Milano, Best Wine Stars ha visto la partecipazione di oltre 6000 i visitatori, di cui il 45% buyer e il 20% giornalisti. Dal 18 al 20 Maggio il pubblico che ha visitato la manifestazione, ha avuto modo di scoprire oltre 1200 etichette e di partecipare ai vari momenti di approfondimento che si sono svolti nei tre giorni di Best Wine Stars.

Le aziende partecipanti si sono interfacciate con circa 3900 operatori di settore, italiani e stranieri, provenienti da 15 Paesi: stampa, buyer, distributori, importatori, enotecari, ristoratori, ma anche con tanti appassionati, confermando ancora una volta l’interesse di un grande pubblico.

Enzo Carbone, Fondatore di Prodes Italia, l’azienda ideatrice di Best Wine Stars, ha dichiarato: “Siamo estremamente soddisfatti del risultato ottenuto durante i tre giorni di manifestazione, grazie anche all’ampia partecipazione degli operatori del settore. Questo premia il duro lavoro svolto nei mesi precedenti. Il successo di pubblico è stato straordinario e siamo grati per l’apprezzamento dei contenuti e degli interventi di alta qualità. Desidero ringraziare tutte le aziende che hanno partecipato con grande entusiasmo, presentando i propri prodotti e territori al pubblico.”

Durante le tre giornate di evento, attraverso numerosi incontri, sono state approfondite le varie tematiche legate al mondo del vino e dei distillati, presentando ai partecipanti le diverse realtà produttive e i loro prodotti, accompagnati dai tipici prodotti da forno dell’azienda Love Gargano.

Riconfermato per l’ennesimo anno anche il successo di masterclass e talk, che all’interno della Sala Piranesi hanno registrato il tutto esaurito nelle tre giornate di evento. Fabio Bacchi, Fondatore di BarTales e Roma Bar Show, Adua Villa, Winewriter e Imprenditrice digitale, Valentina Vercelli, Giornalista professionista de La Cucina Italiana, Condé Nast Traveller, Slowine e Civiltà del Bere, Francesco Quarna, Speaker di Radio DEEJAY e Vignaiolo, Stefania Vinciguerra, Caporedattrice DoctorWine, Mattia Asperti, Sommelier e Degustatore professionista: Creatore della community Il Sommelier Divino e Giambattista Marchetto, Wine Journalist – Direttore Vinonews24, sono intervenuti durante i vari momenti di approfondimento per raccontare la storia e l’unicità delle varie aziende di wine e spirits presentate.

Molto apprezzata anche la novità dell’anno, il BWS Village, un’area elegante e confortevole, posizionata sulla Balconata di Palazzo Del Ghiaccio e arricchita con le straordinarie creazioni di Non di solo Legno, dedicata a stampa e operatori del settore, in cui si potevano ammirare in esposizione alcune delle etichette delle aziende presenti nel parterre.

La giornata di Domenica 19 Maggio si è aperta con la cerimonia dei Best Wine Stars Awards. La premiazione, condotta dall’imprenditrice, sommelier e wine writer Adua Villa, ha visto la presenza dell’aziende espositrici e di numerosi giornalisti e ristoratori.

Il Best Red Wine è stato vinto dall’azienda Albino Armani Viticoltori Dal 1607 per l’etichetta Egle Valpolicella DOC Classico Superiore 2022, per aver individuato e investito sulle colline più alte della Valpolicella Classica, a Marano, dove i vigneti occupano l’ultima fascia di terra coltivabile prima del limite estremo della montagna. Cantine Mastrangelo si è aggiudicata il Best White Wine con l’etichetta Margherì Matera Greco DOC 2021, un vino che ha sorpreso per la sua freschezza ed evoluzione in chiusura dato dalle sue note più dolci e morbidi, figlie non di un passaggio in legno bensì frutto di una lenta evoluzione. Il Best Rosè Wine è stato assegnato a Château de Saint-Martin, rappresentata in Italia da Vini di Francia,per l’etichetta Eternelle Favorite Cru Classe 2023, Cotes De Provence AOC, che ha conquistato tutti per la sua estrema raffinatezza ed eleganza e per il tipico colore rosa provenzale. Raineri Franciacorta è stata riconosciuta con il Best Sparkling Wine per il suo Blanc de Blancs prodotto con Chardonnay in purezza, che riposa per 30 mesi sui lieviti, Raineri Franciacorta DOCG Satèn 2020.

Selezionati dalla stessa Adua Villa sono anche i vincitori dei premi Best Vinum Innovation, Best Hospitality Project e Best Green Project. Il progetto Resveratrolo aumentato dell’azienda Le Vigne di Isabella e Cecilia si è aggiudicato il premio Best Vinum Innovation. All’azienda Colle Delle 100 Bottiglie S.S. Soc. Agricola è stato assegnato il premio Best Green Project per il recupero paesaggistico di due cru storici lucchesi (Maolina e Segale) e per il salvataggio e la valorizzazione di antiche cultivar. Infine, il premio Best Hospitality Project è stato vinto dall’azienda Corte San Ruffillo, per aver reinterpretato le canoniche attività ricettive in una chiave contemporanea ed attrattiva investendo sulla qualità dei servizi, sul bello.

L’esperto Fabio Bacchi, invece, è stato incaricato di assegnare i premi Best Herbal Liqueurs e Best Spirits. In particolare Amaro Amaravigghia 2024 dell’azienda siciliana Maravigghia Srl si è aggiudicato il premio Best Herbal Liqueurs. Best Spirits, invece, è stato vinto da Saint Bernard Distillery Srl con il suo Gin Alpine 2023, grazie alla sua testimonianza di un’artigianalità dal sapore antico.

La giornalista di StarZ N TV, programma in onda su Sky Italia, Stefania Conti ha premiato l’azienda Ca’ Boschi srl per il Best Logo e The Sea is Life Poseidon Gin con il premio Best Label. All’azienda Bulfon è stato assegnato, invece, il Premio Landini consegnato da Filippo Pappagallo, Sales Area Manager del Gruppo Argo Tractors.

Per queste edizione, sono stati infine assegnati altri due importanti premi: Best Buyer Selection e MILANO WINE EXPLORER – I consigli di Best Wine Stars. Quest’ultimo riconoscimento è stato assegnato alle realtà del panorama milanese e lombardo, che si distinguono per le loro proposte di vini e spirits: Metodo Froma, Armonia Restaurant & Bar, Ciz Cantina e Cucina, Cocciuto, Langosteria, La cantina di Manuela, Al Cortile, Cantina Piemontese, Bicerìn Milano, drinc. Group, Cantine MILANO – WINE & RESTAURANT, Cantine Isola dal 1896 e The Doping Bar – Aethos Milan.

John Azucena, Wine Importer ID Beverage & Wine Ddistibutor PW Distributors NY, Paola Longo, proprietaria di Enoteca Longo, e Niccolò Giancarlo Cavrioli, Wine Specialist Partesa, hanno invece assegnato il premio Best Buyer Selection, delle menzioni speciali dedicate a quelle etichette che hanno ritenuto più interessanti per i loro mercati. Ad aggiudicarsi il premio sono state le aziende Aljano, Casal Dell’Arco – 1932, Azienda Agricola Col Parè, Cantina Cerbero e Cantina La Lignite premiate da John Azucena. Niccolò Giancarlo Cavrioli, invece, ha premiato Attanasio Giuseppe, Cantina Colle Mora, Cantina Ferrari, Colesel, Tenuta di Artimino. Infine, Tenuta Massanova è stata selezionata da Paola Longo.

Infine, anche quest’anno Best Wine Stars ha varcato i confini di Palazzo del Ghiaccio con una Best Wine Stars Business Dinner. La cena, organizzata presso il ristorante Armonia Restaurant & Bar, ha permesso ad ospiti selezionati di scoprire più da vicino le eccellenze delle aziende Arche’ srl, Borgoverde Società Agricola, Champagne Jarry Heritage, Feudo del Balio, Le Vigne di Isabella e Cecilia e Sensi Vini – Fattoria di Calappiano, abbinate a piatti appositamente pensati per ciascuna etichetta.

Best Wine Stars è già pronta per affrontare una nuova sfida in vista della sesta edizione, con l’obiettivo di continuare a proporre al pubblico realtà nazionali e internazionali, e di promuovere sempre di più il settore enogastronomico e dei distillati.

Tutte le etichette delle aziende partecipanti all’evento sono in vendita sulla piattaforma e-commerce www.bestwinestars.com.

ITALIA TV. Chianti Classico 100 anni – Il libro

italiatv.it – “…E’ UN GALLO NERO IN CAMPO GIALLO” (G. VASARI)”. Molti appassionati magari ancora non sanno che il gallo nero, simbolo del Chianti Classico, è il gallo del Vasari, in uno dei riquadri del magnifico soffitto a cassettoni del Salone dei Cinquecento in Palazzo Vecchio. Ecco perchè la celebrazione del centenario del Consorzio non poteva che svolgersi qui.

1260, 1716, 1924: tre momenti miliari di una storia che ripercorre e documenta Daniele Cernilli nel libro “Sulle Tracce del Gallo Nero”, col prezioso contributo di Paolo De Cristofaro. Cernilli: «Non è un libro celebrativo, ma vuole essere un lungo racconto che parte dalla battaglia di Montaperti del 1260 fino ad arrivare ai giorni nostri. È ovviamente la storia del Consorzio e dei personaggi che ne sono stati artefici, ma è anche la storia del simbolo, di quel Gallo Nero che, unico nel suo genere, ha caratterizzato il Chianti Classico fin dai suoi esordi, esattamente 100 anni fa».

Il volume di 256 pagine è edito da Giunti Editore, nel maneggevole formato 14 x 21,5 ed è arricchito da due preziosi inserti fotografici a colori di 16 e di 24 pagine. Tradotto anche in inglese, sarà distribuito nelle librerie a partire dal 22 maggio, al prezzo di copertina di 20 euro.

ITALIA TV. Cambiamento climatico: una sana e pragmatica diffidenza.


L’impossibilità di escludere la demografia.

Sono due, più di tutte, le componenti essenziali che determinano il destino del pianeta nella sfida del cambiamento climatico; sono le coordinate cartesiane, indispensabili per capire il presente e scegliere come comportarsi: il trend demografico e l’impatto antropico.

Innanzitutto la loro relazione, che è presto detta: qualsiasi siano le risorse energetiche dell’Umanità o lo stile di vita dei Popoli, l’impatto antropico sul pianeta di 1 miliardo di persone è molto diverso da quello di 10 miliardi. La relazione fra demografia e clima è portante. Non è pensabile parlare di Ambiente senza demografia.

Una rivoluzione in due tempi distanti.

Negli ultimi due secoli di Umanità sono due i mutamenti-madre, quelli più determinanti per il clima: la lenta evoluzione delle fonti energetiche e il vertiginoso aumento della popolazione mondiale, quest’ultima in particolare dal secondo dopoguerra ad oggi.

Dalla scoperta del fuoco abbiamo sfruttato la combustione per i più diversi usi; oggi nel secondo decennio del XXI secolo d.C., iniziamo a pensare ad un futuro diverso, senza combustione. Legno, grassi, olii, carbone, fino a quel 27 Agosto 1859, quando a Titusville (Pennsylvania), fu realizzato il primo pozzo petrolifero della Storia. Una storia che si sarebbe subito fatta strada con la Standard Oil di John D. Rockefeller.

L’era del petrolio e poi del gas; l’era nella quale l’Umanità ha vissuto sviluppi clamorosi, a tutto tondo. Ma è anche l’era nella quale l’Umanità è passata da 1 miliardo di persone dell’anno 1800 ai 7,888 miliardi di oggi; l’era nella quale parlare di impatto antropico non era un tema da affrontare.

Due cambiamenti (l’evoluzione delle fonti energetiche e l’aumento della popolazione mondiale) che hanno rivoluzionato la storia dell’Umanità in centocinquant’anni; una più determinante dell’altra. La combustione è parte integrante della storia dell’Umanità, ed è stata “sostenibile” fino a quando la popolazione mondiale non è decollata; ovvero fino a quando l’impatto antropico era considerabile come “trascurabile”.

Perché non va dimenticato che il Pianeta impatta naturalmente: emette quantità di gas climalteranti di dimensioni potenti, con i vulcani, con i mega-incendi, con i terremoti…

Ma ha in sé anche gli “anticorpi”, ovvero il Capitale Naturale, la biodiversità che consente di mitigare questi impatti e di catturare i gas climalteranti con le foreste, i suoli…

Poi c’è l’impatto dell’Umanità.

La convivenza armonica ed equilibrata di Uomo e Natura, ovvero quando l’Uomo è parte dell’equilibrio generale e la sua presenza non impoverisce l’ambiente, è superata.

Con “l’era del petrolio” e l’esplosione demografica l’impatto dell’Uomo è diventato dannoso per l’ambiente. Se prima le emissioni climalteranti erano parte di un ciclo vitale in un sistema-ambiente in equilibrio mutante, ricco di foreste e biodiversità, da tempo l’Uomo ha aggredito queste riserve, in modo predatorio, aumentando a dismisura le emissioni dannose, oltre quanto il pianeta poteva sopportare. Ecco quindi l’impoverimento delle risorse naturali e l’eccesso di emissioni, con il conseguente “effetto serra”, ovvero: i raggi solari che rimbalzano sulla Terra restano intrappolati nella nostra atmosfera a causa delle molecole di Anidride Carbonica e Metano che emettiamo. Come conseguenza la temperatura globale aumenta, e più emettiamo questi gas più aumenta la temperatura. A cascata tutto il resto, a partire dallo scioglimento dei ghiacciai e l’innalzamento del livello dei mari.

Oggi siamo al bivio:

il rapporto spazio/risorse/popolazione è molto cambiato, non è più sostenibile e il tempo per fare è ridotto. La vita, come la conosciamo, è possibile su questo Pianeta per una serie di condizioni; prima fra tutte è la proporzione ambiente/spazio – popolazione. In uno spazio immenso l’impatto antropico di una tribù è meno che minimo.

Per la fine di questo secolo si prevede che la popolazione mondiale tocchi i 10 miliardi di individui e il progressivo riscaldamento del pianeta non è un’opinione. Antonio Guterres, segretario generale ONU, al Forum economico mondiale di Davos: “Oggi siamo molto vicini al punto di svolta che renderà la catastrofe irreversibile. Stiamo flirtando con il disastro climatico. Siamo sull’orlo di cambiamenti irreversibili che minerebbero il futuro del pianeta, manca il senso di emergenza sul clima. Le conseguenze saranno devastanti: diverse parti del nostro pianeta saranno inabitabili e per molti questa è una condanna a morte”.

La COP28. Il cuore pulsante del documento finale delle due settimane a Dubai (5-13 dicembre 2023), il “Decision -/CMA.5 Outcome of the first global stocktake”, a proposito dell’impegno delle Nazioni per la decarbonizzazione, recita: “…in modo giusto, ordinato ed equo…”.
L’impegno però è risultato al di sotto delle aspettative, non solo per gli ambientalisti, perchè risulta più una dichiarazione di intenti piuttosto che un serio programma operativo; la gravità del momento lasciava pensare di poter aspirare a qualcosa in più.

In questa ultima COP a Dubai si registra per la prima volta, contrizione. Gli Stati ammettono di non aver onorato gli impegni, da Parigi in poi; ammettono anche che la situazione è peggiorata, perchè la decarbonizzazione è più lenta del previsto.
Gli Stati non riescono a tenere fede ai loro impegni, presi in sedi ufficiali ed internazionali: perchè?

Anche stavolta sono due le componenti-chiave: l’incremento demografico, India in primis, e la diffusione dei Valori del liberal-capitalismo nei Paesi ex socialcomunisti, come Russia e Cina.

La “ricerca della felicità” passa attraverso proprietà e consumo, meglio se intensivo. Significativo quanto disse il 45° Presidente del Paese più ricco e potente del mondo, D.J. Trump, il 23 Maggio 2005, quando la sua Trump University formally launched its education program. At the opening presentation, Trump said, “If I had a choice of making lots of money or imparting lots of knowledge, I think I’d be as happy to impart knowledge as to make money.”

Ciò è legato alla delusione per i risultati della COP di Dubai perchè, a partire dall’India (la cui popolazione è aumentata di 1 miliardo di individui in poco più di cinquanta anni, passando da 446 milioni del 1960 ai 1,408 del 2021), questi grandi Paesi si stanno misurando con la sfida della crescita vertiginosa della popolazione e dell’economia; quest’ultima sempre più interconnessa globalmente. Per certi versi differente il caso cinese, da tempo ormai “la fabbrica del mondo”, ma con conseguenze e posizioni simili, ovvero: la necessità di garantire sviluppo e ricchezza ai propri popoli. E quale sviluppo? Quello del modello capitalista, di produzione/profitto/consumo. Un modello che però fino ad oggi è stato lineare, basato sull’approccio predatorio verso il pianeta e le sue risorse naturali, e che ha smaltito rifiuti indifferenziatamente, senza trarne beneficio, sulle spalle dell’ambiente.

Quando si parla di “modello circolare” si intende proprio questo: ridurre al minimo il rifiuto, promuovere il riuso e il riciclo, creando la virtuosa circolarità fra risorse e loro uso.

Conclusioni.

Oggi sembra che la Felicità si identifichi con proprietà e consumo, in un contesto sociale dove l’esibizione è parte integrante dell’identità. “Consumo, quindi sono”. Non è un caso che la rivoluzione della consapevolezza sia iniziata alla fine degli anni ’80, con la formazione dell'”isola di plastica”, il Pacific Trash Vortex, una zona di concentrazione di plastiche usa e getta nel Pacifico, la cui estensione, che varia a seconda del metodo di misurazione, va da 700.000 km² fino a più di 10 milioni di km² (cioè da un’area più grande della Penisola Iberica a un’area più estesa della superficie degli Stati Uniti). E non è l’unica regione di accumulo: di “isole di plastica” ve ne sono in tutti gli oceani.

La risposta delle Nazioni non sembra essere puntuale ed adeguata alla sfida del presente; la direzione di marcia è quella di un innalzamento della temperatura globale media ben oltre il 1,5 gradi per la fine di questo secolo. Indispensabile perseverare nella diffusione della cultura ambientale e perseguire gli obbiettivi di decarbonizzazione.

Ma nel mentre: che sia più pragmatico programmare la seconda metà del secolo a 3 gradi Celsius in più, prevedendone gli sconvolgimenti con la Ricerca e l’innovazione, piuttosto che affidarsi alla saggezza delle Nazioni?

ITALIA TV. Intervista al Presidente di Coldiretti, Ettore Prandini

italiatv.it – L’inviato al Vinitaly, Adriano Romano, ha intervistato il presidente di Coldiretti, Ettore Prandini. Identità, biodiversità, unicità e strategia alla luce dell’evoluzione del mercato del vino italiano nel mondo. Buona visione

ITALIA TV. Io Vino 2024: i protagonisti di Campania e Marche a Roma

Video interviste: Ferrante di Somma, Marika Socci, Alessandro Marra e Manilo Frattari >

di Adriano Romano

ITALIA TV. 26’ Forum della Cultura dell’Olio Evo

L’Hilton Cavalieri a Roma ospita annualmente un evento dedicato interamente all’Olio ExtraVergine d’Oliva e alla sua importanza culturale e nutrizionale, oltre che economica, nel mondo. 245 EVO premiati con le Cinque Gocce, tra migliaia selezionati da FIS, sono offerti in degustazione a banchi serviti dai Sommelier FIS Bibenda. L’evento ricade in concomitanza con i preparativi della presidenza italiana del G7 per il secondo semestre dell’anno: le attività si svolgeranno in Puglia e non è affatto casuale che sia l’Ulivo Secolare l’emblema scelto dal Governo Italiano.

Intervista ad Alessia Borrelli, FIS Bibenda, e la cronaca dell’evento. Di Adriano Romano. Buona lettura > https://www.italiatv.it/italia-tv-26-forum-della-cultura-dellolio-evo/

ITALIA TV. Bolgheri e Montalcino in Penisola Sorrentina

Salutiamo con piacere la “salita a bordo” di Adriano Romano. Sommelier FIS, lunga esperienza come export manager in U.S.A., Adriano con questo primo intervento avvia la sua collaborazione con ITALIA TV: benvenuto!

La sua prima missione è stata a Castellamare di Stabia, con la cucina locale e i vini di Bolgheri e Montalcino: è andata così > https://www.italiatv.it/italia-tv-magnifica-contaminazione-quella-fra-la-penisola-sorrentina-con-i-vini-di-bolgheri-e-montalcino/

Buona lettura e visione

ITALIA TV. Il Gallo Nero del vino fa 100 anni. E canta forte e chiaro.

La notizia. 100 anni di Consorzio: il Gallo Nero celebra il centenario presentando la Collection 2024 alla Stazione Leopolda di Firenze.

Due giorni di assaggi e incontri, con le visite delle Autorità regionali. Il presidente Manetti ha illustrato la fotografia del presente: malgrado le disavventure internazionali e il sempre più arcigno cambiamento climatico, la Denominazione è in salute e ben distribuita nel mondo. Il Consorzio registra un nuovo record di adesioni all’evento: 211 aziende.

VIDEO. Giovanni Manetti, Presidente Consorzio Chianti Classico Gallo Nero:

VIDEO. Eugenio Giani, Presidente Regione Toscana sul significato del simbolo del Gallo Nero:

Macro-numeri del Chianti Classico. Circa 35 milioni di bottiglie all’anno, delle quali il 22% è per l’Italia, il 45% per il nord America (USA-Canada) e poi il nord Europa. 70.000 ettari totali, 10.000 vitati, 7.000 iscritti all’Albo del Chianti Classico. 345 gli imbottigliatori, circa 500 i produttori (Il Consorzio rappresenta il 96% delle aziende).

Il tema più gettonato dell’evento. La Gran Selezione penalizza la Riserva? Il Consorzio sostiene e dimostra che è la Riserva che beneficia della Gran Selezione.

UGA cool. Panzano e Radda: per due giorni, i banchi sempre più frequentati; dalla stampa il primo giorno e dal pubblico il secondo.

ITALIA TV. Reportage. Speciale “Vendemmia 2023 a Montalcino”.

Il reportage di una delle vendemmie più dure, difficili e diaboliche degli ultimi decenni per le aziende di Montalcino.

Con i suoi 40anni di critica enologica sulle spalle, Andrea Gabbrielli ci accompagna nelle vigne e nelle cantine, illustrando come non troverete da nessun’altra parte, una stagione per alcuni “da mani nei capelli”.

Ringrazio menzionandoli tutti i produttori che ci hanno ricevuti nei giorni per loro più impegnativi.

Cosa vedrete (senza abbonamenti o moleste iscrizioni): un reportage speciale di 25 minuti, integrale, in italiano. Nei prossimi giorni vi proporremo anche le singole interviste e i momenti salienti separatamente.

GUARDATELO IN TV, o al desktop posando il mouse, in alta definizione.

Buona visione >

DP

TRACK LIST DEL REPORTAGE:

Presentazione dell’annata. Cos’è la peronospora e perchè ne dobbiamo parlare.

L’alta qualità delle uve di Caprili.

Il punto di Giuseppe Gorelli (GGorelliWine).

Grandinate, sbalzi termici, temperature record e malattie fungine: l’impossibile posizione dei “negazionisti climatici”.

A Col d’Orcia col Conte Francesco Marone Cinzano

A Mastrojanni Wine con Luigi Magnolfi.

Palle di grandine frantumano i parabrezza delle auto accanto alle vigne.

Da Elisa Fanti.

Ad Argiano con Roberto Caporossi per gli assaggi di tutte le micro-parcelle.

A Casanova Di Neri con Giacomo Neri, accompagnati da Giovanna Neri Col Di Lamo.

Sul trattore in vigna con Matteo Benvenuti di Az. Agr. Quercecchio Vino&Agriturismo.

Le buone notizie.

Da Patrizia Cencioni Cantina Patrizia Cencioni per l’assaggio dei mosti.

Al Passo del Lume Spento e nelle vigne di Poggio Antico Montalcino.

Da Filippo Bellini a Tenuta Buon Tempo.

Quadro della situazione e resoconto finale.

Da Giulio e Mirella Salvioni per turare le fallanze e reimpiantare le nuove barbatelle: il futuro ha inizio.

www.brunelloindependent.com

ITALIA TV. Buone notizie. Montalcino, doppio centro per Col d’Orcia

italiatv.it – Montalcino – Col d’Orcia, storica azienda vitivinicola di proprietà della Famiglia Marone Cinzano dal 1973 e interamente biologica dal 2013, è oggi l’unica Cantina in Toscana ad aver ottenuto due importanti riconoscimenti: la Certificazione Equalitas, standard che affronta la sostenibilità nel settore del vino secondo i tre pilastri: sociale, ambientale ed economico, – e la Chiocciola di Slow Wine – simbolo assegnato alle cantine che condividono la filosofia di Slow Food, operando in modo consapevole e responsabile nei confronti dell’ambiente e territorio.

La certificazione Equalitas ottenuta riguarda l’aspetto di “Cantina Sostenibile” per le attività di gestione del vigneto, produzione, invecchiamento, affinamento e imbottigliamento in bottiglia di vetro di vini bianchi e rossi fermi.
Un importante traguardo raggiunto all’inizio del mese di ottobre dopo uno scrupoloso audit da parte di Valoritalia, primo ente certificatore delle Denominazioni di Origine del Vino, che, assieme al quotidiano e consapevole impegno di Col d’Orcia per le pratiche sostenibili, sancisce la perfetta integrazione della Società con il territorio e la comunità locale.

Sempre in ambito di sostenibilità, la Guida Slow Wine 2024 ha da poco premiato Col d’Orcia con una Chiocciola, simbolo assegnato alle cantine per il modo in cui interpretano valori (organolettici, territoriali e ambientali) in sintonia con la filosofia di Slow Food, associati a un’eccellente qualità̀ della proposta, e ha insignito Francesco Marone Cinzano con il Premio Speciale alla Carriera. Un riconoscimento ancora più di valore se si considera l’estensione della tenuta che oggi conta 149 ettari vitati a conferma dell’estrema attenzione a garantire vini eccellenti nel rispetto della natura e del territorio.

“Questi riconoscimenti arrivano in un momento molto importante della storia di Col d’Orcia, a 50 anni dalla sua acquisizione. Sono numerosi i momenti da ricordare con orgoglio ma certamente il nostro impegno in ambito sostenibile ha un valore particolarmente grande perché significa che la nostra responsabilità è rivolta alle generazioni future. Col d’Orcia esprime la sostenibilità non solo istituzionale ma in particolare quella della gestione olistica dell’agricoltura, quella della comunità di intenti dell’imprenditore agricolo e di tutto l’universo produttivo che lo circonda”. Afferma Francesco Marone Cinzano, proprietario di Col d’Orcia.

Quest’anno, inoltre, ricorrono 10 anni dalla Certificazione Biologica. A partire dal 2010 è iniziato il processo di conversione al biologico non solo dei vigneti ma anche degli oliveti, seminativi, parco e giardini, che si è concluso nel 2013 rendendo Col d’Orcia un’oasi biologica a Montalcino.

La sostenibilità è un concetto cardine che ispira da sempre la filosofia di Col d’Orcia, dall’attività vitivinicola all’allevamento ovicaprino e di arnie, dalla cantina all’attività agricola fino a quella di agriturismo.

A dimostrazione del continuo impegno aziendale nella ricerca di equilibrio tra uomo e natura, quest’anno è stato redatto il primo Bilancio di Sostenibilità, documento che descrive gli obiettivi aziendali, i traguardi raggiunti e gli impegni futuri nei confronti dell’ambiente, dei lavoratori e della comunità locale.

Tre le direttrici principali che guidano le azioni aziendali verso un futuro più responsabile, che fanno di Col d’Orcia un modello virtuoso, dove tradizione ed innovazione convivono in un’azienda agricola e vitivinicola biologica.
In particolare:

  1. Cura per l’ambiente e salvaguardia della biodiversità: attraverso le coltivazioni secondo i principi dell’agricoltura biologica, la pratica del sovescio e i prodotti organici; la scelta di materiali sostenibili, tra cui un vetro più leggero per le bottiglie di vino, scatole di imballaggio in cartone riciclato e 100% riciclabile e la progressiva sostituzione di capsule in stagno in favore di quelle in polilaminato; la costruzione di strutture efficienti dal punto di vista energetico, per esempio, attraverso l’uso di pietre del luogo nelle ristrutturazioni dei fabbricati aziendali, o la presenza dal 2017 di un impianto di pannelli fotovoltaici; l’adozione di buone pratiche per preservare la risorsa idrica, facendo uso di un impianto di irrigazione a goccia e introducendo un impianto di depurazione biologica avanzata delle acque reflue; il rispetto della raccolta differenziata per lo smaltimento dei rifiuti; la salvaguardia del patrimonio forestale di 90,64 ettari di superficie boschiva fondamentale per contribuire all’assorbimento di CO2 dall’atmosfera, nonché per garantire la sopravvivenza di specie vegetali e animali autoctoni; la predisposizione di misure ad hoc per tutelare la biodiversità, il paesaggio e l’ecosistema della Val d’Orcia, riconosciuto dall’Unesco come patrimonio dell’Umanità.
  2. Attenzione ai dipendenti e collaboratori: attraverso programmi di formazione per i dipendenti al fine di accrescerne professionalità e valore; attenzione alle pari opportunità; sviluppo di un ambiente di lavoro sano e positivo, per esempio attraverso l’indagine di clima aziendale che ha permesso di ottenere degli ottimi spunti di riflessione sui quali la Società può migliorarsi; programma di welfare aziendale; introduzione dal 2019 del codice di condotta Amfori Bsci, che ha permesso di formalizzare una politica/procedura di comunicazione rivolta a tutti gli attori aziendali (dipendenti, collaboratori esterni) con lo scopo di garantire che il consumatore non sia mai tratto in inganno dalla comunicazione aziendale.
  3. Supporto alla comunità locale: promozione del territorio attraverso visite guidate, degustazioni ed esperienze gastronomiche a “Km zero”; collaborazioni con istituti formativi e università locali per percorsi di stage e progetti didattici che consentono lo sviluppo di competenze pratiche e professionali nel settore;; adesione ad associazioni per la promozione dei vini nei mercati esteri; partecipazione alla Fondazione Territoriale del Brunello di Montalcino per reinvestire parte dei profitti aziendali a beneficio del territorio, con particolare riguardo all’ambito socio sanitario, alla cultura ed al recupero del patrimonio storico ed artistico; socio fondatore del “Comitato per Montalcino Bio”, nato nel 2015 per promuovere nel Comune di Montalcino lo sviluppo dell’agricoltura e degli allevamenti biologici; incessante lavoro di Ricerca e Sviluppo condotto assieme a Università e Istituti di Ricerca, come quello iniziato nel 1989 con il Dipartimento di Ortoflorofrutticoltura dell’Università di Firenze, volta ad esaminare importanti temi viticoli che successivamente sono diventati veri e propri temi di ricerca di interesse per tutto il comparto viticolo italiano.

L’azienda, un profilo.
Col D’Orcia è una storica azienda vitivinicola di 540 ettari biologici di cui 149 vitati sita nel Comune di Montalcino. Di proprietà della Famiglia Marone Cinzano dal 1973, ha contribuito sin dagli anni ‘80 all’ottenimento della DOCG per il Brunello e a quello della DOC per il Rosso di Montalcino. Dal 1992 la guida è affidata al Conte Francesco Marone Cinzano che, ricevuto il testimone dal padre Alberto, ha contribuito all’incremento degli ettari vitati della tenuta, fino agli attuali 145 di cui 106 di Sangiovese Brunello, 7,5 di Sangiovese Sant’Antimo, 9 di Cabernet, 6 di Merlot, 4 di Pinot Grigio, 3 di Chardonnay e altrettanti di Moscadello, 2,5 di Syrah e 1 ettaro dedicato a vitigni vari a bacca rossa.
L’azienda produce 15 etichette certificate biologiche (Poggio al Vento Brunello di Montalcino Riserva Docg, Cogronol d’Orcia Brunello di Montalcino Docg, Col d’Orcia Brunello di Montalcino Docg Nastagio, Olmaia Cabernet IGT Toscana, IGT Toscana Nearco, IGT Toscana, Banditella Rosso di Montalcino, Rosso di Montalcino Doc, Gineprone Chianti Docg, Spezieri Igt Toscana, Ghiaie Bianche Chardonnay IGT Toscana, Pinot Grigio IGT Toscana, Pascena Moscadello di Montalcino DOCG Vendemmia Tardiva, Grappa di Brunello Poggio al vento, Grappa di Cabernet Olmaia, Grappa di Moscadello Pascena).
Col d’Orcia possiede inoltre circa 5.500 piante di ulivo, alcune delle quali vantano oltre 400 anni, distribuite sulla collina che da Sant’Angelo in Colle degrada verso il fiume Orcia con una altitudine di 200/350 mt slm. Le varietà sono: Frantoio, circa il 70%, Leccino e Moraiolo.

ITALIA TV. Caprili. Et alors, le jours de gloire est-il arrivè?

Con il ritorno della Riserva di Brunello di Montalcino torna anche l’annosa questione della troppa differenza di prezzo fra grandi vini italiani e francesi. Ma…

italiatv.it – Chi ama il Brunello di Montalcino sa che la Riserva non viene prodotta in tutte le annate; è una tipologia con presupposti, impostazione e finalità diverse dal Brunello annata. E’ il “vino di punta”, il più pregiato e nella storia di Montalcino, la tipologia che ha contribuito maggiormente al mito del Brunello.
A breve sarà presentata la Riserva 2018 di Caprili, “AdAlberto”, che ho avuto la possibilità di assaggiare recentemente in una degustazione delle più “recenti” annate della casa, ovvero dalla metà degli anni ’90 ad oggi.

“AdAlberto” è prodotto nel vigneto “Madre”, che risale al 1965. Ciò che rende particolarmente interessante la Riserva di Caprili è che l’azienda non produce un Brunello Vigna: “il Vigna è la Riserva”.
Uno dei punti forza di questa tipologia, che Caprili rilancia anche per quanto segue, è la sua competitività nel segmento alto, nel quale verso i francesi soffriamo un gap di prezzo. Quanti anni sono che ci si lamenta “i nostri vini non sono di qualità inferiore eppure costano anche meno della metà dei corrispondenti francesi?”.
Caprili ha tutte le carte in regola, enologiche e storiche; la Riserva AdAlberto 2018 è straordinaria; et alors, le jour de gloire est-il arrivé?

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Scheda vino: https://www.caprili.it/brunello-di-montalcino-adalberto-2/

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ITALIA TV VALORITALIA, La sostenibilità è solo quella certificata.

Al SIMEI 2022, Valoritalia presenta scenari, tendenze e strategie del mercato del vino sostenibile.

Milano, 16 Novembre 2022 – Sostenibilità: una parola inflazionata, onnipresente, quasi un claim ormai. Ogni azienda che desidera essere competitiva sul mercato sa che deve includere questa parola all’interno delle proprie strategie di marketing, di comunicazione, di posizionamento. L’effetto che si rischia è però quello della sovraesposizione, della perdita di significato e nei casi peggiori, del greenwashing.
A tal proposito, Valoritalia, società italiana leader nelle certificazioni agroalimentari, coglie la propria partecipazione al SIMEI 2022 (Milano Rho-Fiera, 15-18 novembre, pad.3, stand V10) per approfondire l’importanza delle certificazioni green, le uniche a garantire l’effettiva sostenibilità di un prodotto, di un territorio, di una denominazione.
Ieri, alle ore 11, presso la sala Convegni del Padiglione 3, si è tenuto l’incontro “Il futuro del vino è sostenibile” – Le tendenze di mercato tra scelte dei consumatori e strategie delle imprese”. Il convegno, moderato da Giorgio dell’Orefice, de Il Sole 24 Ore-Radiocor ha visto il susseguirsi di approfondimenti sulle opportunità offerte dalle certificazioni green (Equalitas, Viva, VEGANOK, Vinnatur per citarne alcune) e nuove prospettive, come le certificazioni per il turismo sostenibile, tra scenari e case histories.

Il 18 novembre 2022, sempre al SIMEI, Valoritalia torna a dialogare con il pubblico durante un evento organizzato dalla Fondazione Edmund Mach, nell’ambito del progetto EIT Climate-KIC “MEDCLIV” con il supporto di Unione Italiana Vini in qualità di organizzatrice della fiera SIMEI – dal titolo “Costruire la rete collaborativa per il cambiamento climatico nella filiera vitivinicola italiana “. Sarà un vero e proprio confronto attivo con gli stakeholders sulle sfide del cambiamento climatico alla filiera vitivinicola nazionale.
L’evento sarà strutturato in una prima parte introduttiva, dedicata ad alcuni spunti di rilievo sulle attuali prospettive di innovazione in tema vite-vino-clima, e una seconda parte, in forma di dialogo, dove si proporrà la partecipazione ad un’esperienza nazionale di rete collaborativa per le tematiche in questione.
Interverranno: Michele Faralli (C3A – UNITN) e Marco Stefanini (FEM), Raffaele Giaffreda (FBK, TESSA Agritech), Sandra Furlan (Valoritalia) e Mariadonata Bancher (CASACLIMA hotel).
Segue link al programma e modalità di partecipazione:
http://www.simei.it/edizione-2022/eventi/edmund-mach?bz=1

ITALIA TV. La sostenibilità spiegata bene.

Ogni premialità, bancaria, finanziaria, governativa…, prevede punti di vantaggio solo per le aziende sostenibili. La convenienza sta nella sostenibilità. Se ne parla, sempre più spesso: ma cosa significa essere sostenibili e certificare la propria azienda come tale? Quanto costa? E a chi affidarsi? Parla Giuseppe Liberatore, direttore generale di Valoritalia, l’ente che ha certificato l’80% delle aziende italiane.

L’intervista: http://www.pettinelli.it/darioliberatoreimpaginata.pdf

ITALIA TV. Zonazione a Montalcino, parla Andrea Gabbrielli

italiatv.it – Stefano Cinelli Colombini ci ha concesso un’intervista importante; il tema principale è la zonazione a Montalcino. Ne abbiamo parlato con Andrea Gabbrielli, una vita al Gambero Rosso, oggi “Tre Bicchieri”.

D. Caro Andrea, dalla micro-zonazione di Argiano, che poi anche Biondi Santi ha commissionato per se, alle ultime UGA del Chianti Classico, dal modello borgognotto a quello piemontese, le carte le ha giocate Stefano Cinelli Colombini, con la generosità dei grandi. Ne parliamo?

R. Dario, certo, conosco Stefano da molti anni. Diciamo così: il Brunello di Montalcino è uno dei grandi rossi italiani e del mondo. Da questo punto di vista credo che il confronto con la realtà internazionale sia il contesto più adatto per comprendere il panorama entro cui è situato. La storia del vino evidenzia che la differenziazione territoriale è sempre stata un valore aggiunto per le aree vocate alla grande qualità. La caratterizzazione dei territori (Champagne, Bordeaux, Borgogna, Rheingau, ecc.) ha favorito la costruzione di una filiera sia dell’immagine sia della reputazione e sia del valore, internazionalmente riconosciuta e accettata, che ancora oggi permette di vendere i vini di queste zone a prezzi nettamente superiori ai nostri equivalenti, Brunello compreso. Nella classifica dei primi 50 vini più costosi del mondo secondo Wine Searcher, i Grand Cru sono più di 40. Prezzo minimo medio 3809 USD e prezzo medio massimo 32.857 USD.

D. E i “nostri”?

R. Nessun italiano è in classifica. I nostri vini top quality, più cari e richiesti a livello internazionale, nel caso del prezzo più alto, solo in 2 casi superano i 1.000 euro (1 Barolo e 1 Amarone ) e i due Brunello in classifica veleggiano tra i 500 e i 700 euro. Le zonazioni (e classificazioni) pagano e pure molto bene.

D. Cinelli Colombini dice che siamo noi giornalisti a decretare “i cru”, anno per anno e che la storia della zonazione piace più a noi che ai produttori.

R. No, non sono un vezzo dei giornalisti ma una evidente richiesta del mercato e dei consumatori disponibili a pagare le caratterizzazioni. L’impressione è che la zonazione a Montalcino, in qualche modo, possa rischiare di influenzare il giudizio sulla qualità dei vini e ancor di più, i valori immobiliari e fondiari, è una possibilità che non piace anche se è un’eventualità tutta da dimostrare. In Borgogna dove ogni metro quadrato è classificato, nessuno se la passa male: come sempre, i grandi vini trainano anche i meno grandi. In Chianti Classico le nuove Uga e a Montepulciano le neonate Pievi, hanno iniziato un nuovo percorso di valorizzazione e di caratterizzazione territoriale dei loro prodotti di alta gamma. Ci vorrà del tempo ma sono convinto che i risultati non mancheranno.

ITALIA TV. 700, il Brunello di Dante Alighieri firmato Tiezzi.

italiatv.it – Montalcino – In occasione del settecentenario dantesco, Enzo e Monica Tiezzi presentano “700”, Brunello di Montalcino Poggio Cerrino 2015 Edizione Celebrativa dedicata al Sommo Poeta. Ricevuti dal presidente Fabrizio Bindocci e dal Direttore Michele Fontana, Enzo e Monica Tiezzi sono stati ricevuto presso la sede del Consorzio del Brunello dove hanno donato le bottiglie numerate 002-003-004; la 001 è di Rachele Tiezzi. L’idea nasce in onore alla nipote di Enzo e alla sua passione per Dante. L’azienda fa sue le parole di Aldo Cazzullo: “Dante è il poeta che inventò l’Italia. Non ci ha dato soltanto una lingua; ci ha dato soprattutto un’idea di noi stessi e del nostro Paese. Una terra unita dalla cultura e dalla bellezza. L’Italia non nasce da una guerra o dalla diplomazia; nasce dai versi di Dante”. Il Brunello, da diversi anni ormai, è uno dei principali ambasciatori italiani nel mondo; ci rappresenta, ci racconta. Enzo e Monica Tiezzi omaggiano Dante riconoscendolo come inventore, padre, di quella che nel tempo sarebbe diventata Italia; noi. Ma non solo. Enzo Tiezzi ha voluto questa edizione celebrativa pensando a Dante e alle donne. Il Sommo è il poeta delle donne. Ancora con Cazzullo: “È solo grazie alla donna – scrive Dante – se la specie umana supera qualsiasi cosa contenuta nel cerchio della luna, vale a dire sulla Terra. La donna è il capolavoro di Dio, la meraviglia del creato; e Beatrice, la donna amata, per Dante è la meraviglia delle meraviglie. Sarà lei a condurlo alla salvezza”. L’etichetta raffigura Poggio Cerrino, col celebre verso finale dell’Inferno nel cielo. La scelta è anche il chiaro augurio per tempi migliori rispetto all’era Covid. Sopra il nome “700” in rosso-Tiezzi. La produzione è limitata a 700 bottiglie, numerate a mano, in cassa di legno, solo su prenotazione. L’azienda redige e conserva il registro numerato.

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ITALIA TV. Il Conte Bio, Francesco Marone Cinzano.

Intervista di Dario Pettinelli. – Sotto la luna piena di Montalcino abbiamo incontrato il Conte Bio, Francesco Marone Cinzano. 10 anni fa fondava “Montalcino BIO”, oggi la metà delle aziende del Brunello è biologica o in conversione. Parliamo di economia circolare e sostenibilità, e circa la polemica sulla presunta scientificità della biodinamica ci dice: “Funziona: le mie terre sono più ricche e trionfa la biodiversità”.

Buona visione.

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ITALIA TV. Aldo Fiordelli sulla comunicazione del vino

italiatv.it – Intervista di Dario Pettinelli. Come è cambiata la comunicazione del vino nei 18 mesi Covid? Aldo Fiordelli (Decanter) risponde sul ruolo dei social network, su come sono cambiati i contenuti, sulla necessità di andare oltre anche lo storytelling. E consiglia alle aziende di…..

Buona visione.

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ITALIA TV. Saccardi ad Argiano per la Carbon Neutrality

ITALIA TV – 03/02/2021, Montalcino – (di Dario Pettinelli) La vice Presidente ed Assessore all’Agricoltura della Regione Toscana, Avv. S. Saccardi, venerdì u.s. ha visitato Argiano col sindaco di Montalcino Silvio Franceschelli.

La visita segue la presentazione del progetto “Argiano Carbon Neutral” che l’azienda aveva illustrato all’Assessore due settimane fa. Come promesso, l’Avv. Saccardi ha voluto conoscere di persona e sul campo tutti i dettagli del progetto ed ha incontrato il team di esperti di Argiano.

La visita è proseguita con la visita della Tenuta e della cantina storica, dove il CEO di Argiano Bernardino Sani ha illustrato la strategia dell’azienda in materia di sostenibilità, biodiversità ed economia circolare.

L’Ass. Saccardi, dopo l’intervista con Andrea Gabbrielli di Tre Bicchieri Gambero Rosso, ha salutato commentando: “Oggi ho visto una realtà modello: dalla Microzonazione all’agricoltura di precisione, dal biologico al plastic free, quello di Argiano per la neutralizzazione delle emissioni di carbonio è uno dei progetti che non solo la Regione ma anche la UE si aspetta e che sosterrà nei prossimi anni. Seguiremo da molto vicino”.

Bernardino Sani, CEO Argiano: “Onorati di aver ricevuto la visita dell’Ass. Saccardi. Argiano da oggi è capofila del settore vinicolo di Siena Carbon Neutral, l’Alleanza Territoriale partecipata da Regione Toscana, Provincia, Comune e Università di Siena e da Fondazione Monte Paschi. Lavoreremo di concerto con le Istituzioni per il bene comune”.

ARGIANO   

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ITALIA TV. Le condotte degli idrocarburi per la decarbonizzazione

di Dario Pettinelli (dir@italiatv.it)
(italiatv.it) – Il primo ministro norvegese Erna Solberg ha aperto ieri la più grande struttura di prova al mondo per il trasporto di CO2, Equinor.
L’impianto di prova trasporta anidride carbonica in condotte, sia in forma gassosa sia liquida. L’obiettivo è saperne di più su come si comporta il biossido di carbonio durante il trasporto mediante condutture, informazioni necessarie per aumentarne il trasporto e lo stoccaggio in futuro.

Equinor e i suoi partner hanno modificato la struttura delle pipeline degli idrocarburi per rendere possibile lo studio del trasporto di CO2 come gas e liquido, contemporaneamente.
Secondo il piano, questi test saranno in corso fino alla primavera del 2021. Dopodiché, l’impianto di prova sarà utilizzato per il trasporto di petrolio, gas e CO2, a seconda delle esigenze.

Questo mostra come le infrastrutture e le competenze dell’industria petrolifera e del gas possano essere utilizzate per accelerare gli sforzi per la decarbonizzazione. Un’opportunità ed un caso di scuola per un nuovo settore.

www.italiatv.it