(italiatv) Sono almeno 6 le variabili, le componenti che fanno il risultato finale della performance, a Sanremo soprattutto. L’ascolto/visione superficiale si limita al risultato finale, ad un complessivo “mi piace o non mi piace”, ma a ben vedere, anche per i profani, sono sempre quelle 6 variabili che fanno appunto il risultato finale. Quali sono?
La prima è senz’altro il capitale reputazionale, ovvero tutto ciò che c’è dall’inizio della carriera dell’artista fino ad 1 minuto prima dell’esibizione. Si tratta del mix di aspettative e fermento che l’artista ha generato e che crea un atteggiamento specifico nell’ascoltatore/spettatore. Alcuni artisti arrivano a Sanremo proprio su questa scia più che per il valore del pezzo dell’anno.
La seconda e la terza sono la struttura musicale del pezzo e il testo. Sono da considerarsi separatamente: un testo straordinario potrebbe non essere accompagnato da altrettanto valore musicale e viceversa. Il valore intrinseco della composizione, sia testuale sia musicale è essenziale e indipendente dalla performance: il caso Cristicchi per dirne uno.
La quarta è l’interpretazione, che fa il paio con la quinta variabile, la capacità empatica. L’interpretazione attiene alla perfezione dell’esecuzione, tecnica; la capacità empatica fa parte di un altro bagaglio. Riuscire o meno a conquistare il teatro, il pubblico, è una variabile anch’essa indipendente dal valore del pezzo.
La sesta è banalmente l’outfit, che in questo genere di eventi soprattutto, conta, pesa. Magari non dovrebbe contare, ma almeno Sanremo è un evento televisivo prima ancora che musicale in senso stretto e quindi la bellezza, il fascino che può esaltare un outfit ben scelto…, pesa nel giudizio finale.
Con queste 6 chiavi di lettura è possibile arricchire l’esperienza di visione e magari cambiare opinione nel giudizio complessivo.