(italiatv) A Roma, nella storica sede di Gangemi Editore in Via Giulia, è stato presentato il volume che ripercorre la secolare eredità dell’Accademia di Storia dell’Arte Sanitaria e il recente percorso di rinascita.
L’opera, a cura dei professori Marco Sani e Giuseppe Marceca e sostenuta dal Presidente Gianni Iacovelli, si propone come un prezioso biglietto da visita per l’istituzione, sia a livello nazionale che internazionale. Attraverso immagini inedite e un rigoroso apparato documentale, il libro narra una storia che attraversa i secoli, dal Medioevo alla modernità, restituendo lustro e respiro scientifico a un’eccellenza della cultura medica italiana. Un grande futuro alle spalle per l’Accademia di Storia dell’Arte Sanitaria.”
Prof. Marco Sani: “È un libro che serve a rendere acquisibile la visione e l’informazione di quello che c’è nel museo dell’Arte Sanitaria di Roma. Da una parte, a chi lo viene a visitare, permette di portarsi a casa il ricordo di quello che ha visto. Invece, per quelli che compreranno il libro e potranno vederlo, serve a stimolare il bisogno, e forse la necessità, di venire direttamente a Roma. Così, insieme a un giro in centro, possono venire anche a visitare una storia che risale dal Medioevo fino ai nostri giorni.
Diciamo che dobbiamo cercare di trovare dei finanziamenti, pubblici o privati, che possano permettere, per esempio, di rendere il museo visitabile online, ovunque nel mondo. Questo ha chiaramente dei costi, ma è anche necessario che questa situazione venga conosciuta. Il libro è un passaggio di una modesta contribuzione economica che può servire ad abituare la gente al fatto che i musei non vivono soltanto di contributi, ma anche di lavoro interno.
Penso che nessun altro editore avrebbe potuto essere diverso da Gangemi: primo per la sua storia, secondo per un catalogo pazzesco che ha, terzo perché da sempre ha voluto creare un’immagine editoriale e di libro, cosa che oggi invece viene fatta tutta in maniera virtuale. Il libro resta. Il contatto virtuale online… ne arrivano centinaia al giorno e il giorno dopo non si ricordano più. È un po’ come il discorso dei quotidiani: finita la notizia, il quotidiano va nel cestino.
L’Accademia, prima della presidenza Iacovelli, era in una condizione centripeta: tutto si svolgeva a Roma e veniva focalizzato con dei personaggi che si muovevano senza dare lustro all’Accademia, ma andando a trovare degli elementi particolari delle varie gestioni che si sono susseguite negli anni. Abbiamo dei centri regionali che stanno cominciando a dimostrare e a portare avanti quello che è veramente il percorso culturale della storia della medicina, non soltanto sul punto fondamentale romano, ma sul punto fondamentale italiano. E questo ci permetterà di sviluppare quelle che sono poi le possibilità di coagulare intorno all’Accademia le menti migliori e soprattutto quelle più interessate. Non si diventa accademici per avere un papier o avere una cosa da appendere al muro: si diventa accademici perché si contribuisce e si sviluppa l’attività in compartecipazione di tutti quanti.
Il libro è importante perché è un elemento fondamentale a livello italiano che, purtroppo, per tutte queste vicissitudini che ci hanno visto, non ha potuto essere valorizzato nella maniera giusta e appropriata. Lo stiamo facendo, ci siamo molto vicini e l’elemento fondamentale è stato che l’anno scorso, per la prima volta dopo 15 anni, grazie all’interessamento proprio del Presidente e di Eleana che l’ha seguito e che lo segue quasi quotidianamente, siamo riusciti ad avere anche un piccolo contributo dal Ministero. Il problema non è il piccolo contributo, il problema è essere riusciti ad avere un riconoscimento: questo è l’elemento fondamentale. Perché se tu hai un riconoscimento puoi fare tante cose. Se non hai un riconoscimento puoi anche andare in giro con la Rolls Royce, ma nessuno ti guarderà in faccia.
È un libro importante che deve essere tradotto in inglese perché deve andare in giro per il mondo. Il nostro biglietto da visita deve essere portato in giro. Parlo un po’ qua da amministratore, da quello che ogni anno deve cercare di fare i conti con le spese e con le necessità degli introiti. Allora noi abbiamo fatto questo libro cercando di renderlo al meglio possibile: chi lo prenderà potrà vedere che ci sono centinaia di fotografie a colori, quindi è un libro costoso che soltanto un grande editore avrebbe potuto permettersi di fare. È chiaro che il nostro obiettivo sarà quello di riuscire a proporlo e a vendere copie di questo libro per due motivi fondamentali: primo perché è un elemento fondamentale per quanto riguarda il rispetto nei confronti dell’editore che ha investito su quest’opera e deve comunque rientrare dei costi di produzione, considerando che non ci ha chiesto un centesimo; ma soprattutto, avendo noi rinunciato a qualsiasi diritto editoriale sull’opera, ogni copia che verrà comprata porterà degli euro a carico dell’Accademia. Quindi, se riusciremo (e invito a parlarne), dato che è un libro che non ha scadenza, non è un romanzo, non è una cosa che… però potrebbe essere anche, teniamolo presente, una strenna natalizia da regalare ai nostri amici, ed è, ritengo, un bel regalo. Nel momento in cui riusciremo ad avere un certo numero di copie vendute, e quindi ci sarà un introito per l’Accademia, abbiamo finalmente costruito un percorso anche qua di rinascita per cercare di riuscire ad avere delle condizioni di sovvenzionamento in attesa di quello che potrà essere dal Ministero. Sarà anche nei confronti del Ministero dei Beni Culturali un importante biglietto da visita per ricordargli che anche noi esistiamo. Non possono dare i finanziamenti solo agli altri. Ci sono stati tolti per ovvi motivi di tanti, tanti anni fa; diciamo che abbiamo passato il periodo di limbo. Il libro credo che possa servire a far riconoscere la nostra esistenza, la nostra capacità e soprattutto le idee che, insieme con questa giunta esecutiva esistente, stiamo portando avanti e che porteranno e potranno determinare quella che intendiamo poi scrivere e mettere nero su bianco: la rinascita dell’Accademia di Storia dell’Arte Sanitaria. Grazie a tutti.”
Prof. Giuseppe Marceca: “Permettetemi un’aggiunta, perché Marco l’ha detto però forse non è tutto chiaro. Ci sono dei proventi che vanno all’Accademia, ma sono quelli delle royalties degli autori. Noi abbiamo rinunciato a queste royalties e abbiamo detto al nostro editore che quello che doveva essere dato a noi dovrà essere devoluto all’Accademia. Quindi, di fatto, è un gesto importante perché, secondo me, tutti quelli che lavorano nell’Accademia dovrebbero fare altrettanto. Ma non voglio creare polemiche o altre cose: significa che per noi già il fatto di scrivere qualcosa, di trovare chi crede in noi, per noi è già un riconoscimento.
Io so solo che da quando ho scritto questa cosa dormo di meno. Perché, dirà qualcuno? Perché gli anni passano? No, perché mi è venuta voglia di scrivere e siccome si scrive bene di notte, praticamente questo mi riduce… è qualcos’altro ho scritto.
E dato che questa è la prima presentazione del libro, a Roma ne faremo sicuramente altre due: una già ce l’hanno richiesta in Campidoglio e un’altra sicuramente la faremo in Accademia e ci metteremo d’accordo con il Direttore Generale in modo tale da poterlo avere con noi, che non possiamo assolutamente farne a meno.”