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ITALIA TV. Viticoltura di montagna e delle isole: un racconto di territori che resistono con l’ANCI

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ITALIA TV. Viticoltura di montagna e delle isole: un racconto di territori che resistono con l’ANCI

(italiatv) L’incontro dedicato alla viticoltura di montagna e delle isole che si è tenuto alla Sala Convegni del Florence Welcome Center il 6 febbraio scorso, è stato uno dei momenti più significativi del programma di Fuori di Taste. Presenti il sindaco di Montespertoli e delegato all’agricoltura di Anci Toscana Alessio Mugnaini e il direttore di Toscana Promozione Turistica Francesco Tapinassi.

L’iniziativa, promossa da ANCI Toscana, ha riunito a Firenze amministratori, produttori, tecnici ed esperti per dare voce a chi vive e difende ogni giorno i territori più fragili della regione. L’appuntamento ha mostrato un quadro chiaro della viticoltura definita “eroica” dove la vite cresce su estreme pendenze, all’interno e sul mare, dove la coltivazione richiede fatica, ingegno e un rapporto intimo con il paesaggio. Le testimonianze dalle aree montane e dalle isole hanno raccontato storie di resistenza, di costante cura e dedizione e è emersa chiara la consapevolezza che questi vigneti non sono solo un settore produttivo, ma un patrimonio culturale e ambientale che va difeso perché definisce l’identità della Toscana.

“Da tempo abbiamo iniziato un percorso sul tema della viticoltura di frontiera”, spiega Alessio Mugnaini. “Una viticoltura che prende vita in luoghi che hanno alcune complessità in più ma che ha delle qualità incredibili ed è una vera e propria sentinella per i cambiamenti climatici promuovendo l’innovazione tecnologica. Per questo come Anci Toscana, stiamo facendo un percorso che provi a valorizzare questi produttori e a metterli a sistema magari con la futura nascita di una rete o di un distretto della viticoltura di frontiera della Toscana”.

Il ruolo di ANCI e perché questo tema.

La scelta di ANCI Toscana di focalizzarsi sulla viticoltura di montagna e delle isole non è casuale. L’associazione rappresenta tutti i Comuni italiani e ne protegge gli interessi presso le istituzioni nazionali ed europee e tra le sue missioni c’è quella di sostenere i territori più vulnerabili e valorizzarne le peculiarità.

A livello nazionale, ANCI è guidata dal presidente Gaetano Manfredi, sindaco di Napoli, mentre in Toscana, l’associazione lavora da anni per rafforzare il dialogo tra amministrazioni, imprese e comunità locali. La struttura regionale è particolarmente attiva sui temi della montagna, delle aree interne e dello sviluppo sostenibile, con gruppi di lavoro dedicati e un supporto per i Comuni nella gestione di progetti e bandi.

Per questo motivo ANCI Toscana ha deciso di mettere in evidenza un settore che racconta la complessità dei territori marginali e dove la viticoltura di montagna e delle isole dimostra come agricoltura, paesaggio e comunità siano collegati da un equilibrio delicato e da difendere, al fine di proteggere la presenza umana in aree dove lo spopolamento è una minaccia vera. Preservare quindi anche i paesaggi storici e sostenere economie locali che dipendono da produzioni piccole ma preziose è sicuramente tra i compiti che Anci si è data.

Durante l’incontro si è parlato di cambiamento climatico, di come innovare senza tradire la tradizione e di come i Comuni possano aiutare i produttori nel loro percorso e il risultato è stato quello di sottolineare l’importanza di un lavoro condiviso tra istituzioni e realtà produttive per garantire un futuro a queste aree a chi ci abiti e a chi ci lavora.

I vini di frontiera.

Presentati dodici vini rappresentativi nella veste di ambasciatori di altrettanti territori, grazie al racconto di un produttore e di un amministratore comunale per ogni etichetta “eroica”: un viaggio attraverso le esperienze di chi con coraggio sfida i cambiamenti climatici e porta innovazione.

Per le isole, ecco l’Ansonica, il bianco dell’azienda agricola Arrighi dell’isola d’Elba, quello delle terrazze degli Orti Grandi dell’azienda agricola Orti Grandi dell’isola di Capraia e quello dell’azienda agricola Parasole dell’isola del Giglio, che hanno raccontato questo vitigno in diverse sfumature di freschezza o di macerazione, tutte accomunate dalla tipicità del territorio di provenienza.

Il Pinot nero è stato narrato dalle proposte di Bacco del Monte di Vicchio con il suo “943” annata 2023 dalla Montagna Pistoiese, quello di “Quota millecento” di Terre dei Lontani di Pian degli Ontani, quello del Casentino “Viola di Ornina” 2022 di Ornina di Castel Focognano e infine dall’Alta Versilia “Atto primo scena sé seconda”, Pinot nero 2024 di Casale alle Piane (Stazzema).
Quattro declinazioni per questo vitigno che in Toscana sta trovando una peculiarità regionale di alto livello e che hanno reso chiaro cosa vuol dire interpretarlo secondo le aziende, i terreni e il microclima.

Poi la Valle del Serchio presente con il rosso Lucino della Fattoria Le Luci di Borgo a Mozzano in provincia di Lucca e la Garfagnana con un interessante Riesling 2023 di Maestà della Formica, prodotto nei vigneti alla Foce di Careggine a 1050 metri sul mare a pochi chilometri dalla costa, su terreni rocciosi famosi per il marmo bianco. Dai colli in provincia di Prato altro vino rappresentativo e storico, il Carmignano di Santa Cristina in Pilli 2023 della Fattoria Ambra mentre per la zona della Lunigiana presentato in anteprima il Vernero 2018 di Podere Scurtarola di Massa, un Vermentino nero da vigneti disposti su terrazze con una pendenza del 70-80% e infine, dall’Amiata, il “Cenere”, Montecucco Sangiovese riserva 2016 dei Vini del Vulcano di Castel del Piano.

La degustazione è stata condotta dal giornalista, sommelier e divulgatore Leonardo Romanelli.

Il messaggio forte è stato quello di far capire quanto dietro ogni bottiglia prodotta in montagna o su un’isola ci sia molto più di un vino: una storia di tenacia, un paesaggio e soprattutto una comunità da proteggere grazie anche al lavoro e al supporto di ANCI Toscana.