Home Attualità ITALIA TV. Figli, genetica e marketing: a NY una startup sceglie gli embrioni migliori

ITALIA TV. Figli, genetica e marketing: a NY una startup sceglie gli embrioni migliori

0
ITALIA TV. Figli, genetica e marketing: a NY una startup sceglie gli embrioni migliori

(italiatv) Immaginate di scendere in metropolitana e trovarvi davanti un manifesto che promette il figlio perfetto. Non è la trama di una nuova puntata di Black Mirror, ma la realtà della campagna pubblicitaria di Nucleus Genomics che sta facendo discutere New York. A guidare questa rivoluzione c’è il venticinquenne Kian Sadeghi, che ha lasciato gli studi per lanciare una sfida che mescola medicina d’avanguardia e marketing aggressivo: il servizio “Nucleus Embryo”.

La proposta è tanto affascinante quanto inquietante. Alle coppie che affrontano il percorso della fecondazione in vitro, la startup non offre solo lo screening standard per evitare gravi malattie, ma una lettura completa del genoma dell’embrione. Attraverso complessi calcoli statistici, l’algoritmo promette di stilare una classifica degli embrioni disponibili, prevedendo non solo il rischio di patologie future come diabete o cancro, ma anche tratti estetici e cognitivi, dall’altezza al colore degli occhi, fino al potenziale quoziente intellettivo. È fondamentale chiarire un punto: non si tratta di editing genetico. Non stanno riscrivendo il DNA, ma permettono ai genitori di scegliere la “mano migliore” tra quelle servite dalla natura.

Tuttavia, mentre la startup vende il sogno del controllo, la Scienza invita alla cautela: circa il QI molti esperti ricordano che l’ambiente e l’educazione contano quanto o più dei geni, rendendo queste previsioni spesso illusorie. Da studentessa e coetanea del fondatore, ciò che mi preoccupa di più è il bivio etico. Stiamo scivolando verso una forma di “eugenetica liberale” accessibile solo a chi ha la carta di credito giusta? Stiiamo parlando di una scenario caratterizzato dalla differenza tra chi nasce “programmato ottimizzato” e chi è frutto del caso, trasformando la genitorialità nell’ultimo, esclusivo bene di lusso?