(italiatv) Sul promontorio che va da Tavernelle ad Argiano, costeggiando uno dei laghi di Banfi, una diagonale di cipressi tra terra e cielo conduce all’antica grancia di Quercecchio. La storia qui è molto antica perché dalla fine del Trecento alla fine del Seicento Quercecchio ospitava i monaci benedettini olivetani di Monte Oliveto Maggiore, un piccolo convento con podere agricolo che dipendeva dal grande monastero poco distante.
L’azienda agricola appartiene alla famiglia Salvioni da cinque generazioni e l’attuale proprietaria, Maria Grazia, ha creduto pienamente nella sua vocazione vitivinicola facendola crescere sempre di più occupandosene direttamente. La tenuta copre 150 ettari a 320 metri s.l.m., tra boschi, pascoli, seminativi, oliveti e vigneti quasi a costituire un microcosmo autosufficiente. La parte vitata si estende su 16 ettari, di cui la metà è iscritta a Brunello di Montalcino, l’altra metà è destinata al Rosso di Montalcino e ai rossi IGT toscani. Poi ci sono gli oliveti per circa 10 ettari e il resto è campagna, campi e boschi, così importante per il clima e per la biodiversità.
Qui il Sangiovese è l’attore indiscusso che cresce su terreni argillosi e sabbiosi e dove l’altitudine e le escursioni termiche aiutano le sue uve a maturare con la giusta freschezza, per arrivare in cantina dove un lavoro attento ricerca l’eleganza e la finezza del Brunello.
Matteo Benvenuti fa parte della “colonna romana” a Montalcino. Capitolino di origine, nel 2005 si è trasferito a Quercecchio per occuparsi dell’agriturismo per poi dedicarsi alle vigne e al vino. Oggi è il direttore dell’azienda che cura l’idea di un vino che non dimentica il passato, ma è decisamente attento ai cambiamenti della nostra epoca.
Lo abbiamo incontrato durante l’edizione di Benvenuto Brunello appena terminata e immediatamente è apparso il suo carattere riservato e schietto, di chi il vino lo vuole produrre più che raccontare, e ancora prima farlo bere.
D. Cosa pensi dell’annata 2021 appena presentata?
R. Mi aspetto molto da questa annata perché per noi è un momento particolare: veniamo da un’annata nella quale si è parlato molto del nostro prodotto e con soddisfazione abbiamo notato che è stato molto apprezzato e tutto ciò ha contribuito a farci conoscere sempre di più. Quindi c’è aspettativa. Mi auguro che il consumatore possa divertirsi e godere responsabilmente anche di questa 2021.
D. Al tavolo di degustazione oggi ho sentito noti giornalisti ed esperti di vino che ti annoverano tra le scoperte più interessanti tra i “meno “ blasonati.
R. Mi fa molto piacere, ne sono davvero molto soddisfatto. Italia Tv se n’è accorta per prima, già da un po’, ve lo riconosco.
D. Uno dei temi del momento è la “pOssessione salutista” circa il vino: quale è la tua opinione?
R. E’ un argomento recente, non sufficientemente approfondito. Con i nostri clienti o con chi viene in azienda a trovarci per le degustazioni non è mai uscito fuori. Sul fatto che faccia così male, per quanto mi riguarda, io non accuserei il vino di recare importanti danni alla salute ma lo vedo invece come un fattore di aggregazione, convivialità, di certo sempre nelle giuste dosi e senza esagerare.
D. Quanto esportate negli Stati Uniti? State avendo problemi con i dazi?
R. Il 90% della produzione va ai mercati esteri ma gli Stati Uniti sono per noi il più piccolo che abbiamo e quindi ora sui dazi non lamentiamo grandi difficoltà. Il nostro è un Brunello apprezzato soprattutto in nord Europa.
D. Si parla di lavorare sul grado alcolico del Brunello per andare incontro alla recente tendenza di bere vini più leggeri o addirittura dealcolati, cosa ne pensi?
R. Noi in etichetta siamo al 15% di alcol con la 2020 per esempio, perché l’andamento climatico ci ha portato a questo risultato ma per Quercecchio non ritengo sia un grande problema se a volte si esce a 13,5% o a 15%. Il grado alcolico è un tema, ma non sono favorevole alle manipolazioni in cantina e il tempo di vendemmia deve essere quello che deve essere: ogni annata ha la sua storia, il suo andamento e il suo grado. Facciamo vini di pregio, prima di tutto sinceri.
Una persona schietta e vera Matteo, che somiglia molto al suo vino.