(italiatv) Nel weekend del 14 e 15 novembre 2025, Firenze ha ospitato le Solenni Investiture di Parte Guelfa, cerimonia celebrata secondo l’antichissimo rituale nelle monumentali rettorie di San Carlo e Orsanmichele, nella basilica di Santa Croce e nel Palagio di Parte Guelfa. Le Consorelle e i Confratelli dell’Arciconfraternita hanno accolto i novizi ammessi dal Consiglio di Credenza, seguendo una tradizione che si tramanda da secoli. L’evento è culminato con la suggestiva Veglia delle Armi, momento di raccoglimento spirituale che ha preceduto l’investitura cavalleresca.

Ma cos’è esattamente Parte Guelfa? Per chi non conosce la storia di Firenze, si tratta di un’istituzione unica nel suo genere, fondata da Papa Clemente IV nel 1266 in piena epoca delle lotte tra guelfi e ghibellini. Nata come fazione politica a sostegno del papato contro l’impero, Parte Guelfa si trasformò nel corso dei secoli in un’arciconfraternita e istituzione cavalleresca, dedicandosi progressivamente alla tutela ambientale.
Un momento cruciale fu il 1549, quando Cosimo I de’ Medici, Granduca di Toscana, affidò a Parte Guelfa la salvaguardia dell’ambiente attraverso la Legge dell’Unione. Da allora, l’istituzione ha mantenuto questo impegno fino ai giorni nostri, evolvendosi da organizzazione fiorentina a realtà universale con oltre mille membri distribuiti in più di cinquanta paesi.
Oggi Parte Guelfa rappresenta un ponte tra passato e futuro: custodisce rituali medievali e simboli storici, ma si occupa concretamente di temi attuali come i cambiamenti climatici, la biodiversità e la tutela del patrimonio naturale. L’arciconfraternita accoglie tutte le confessioni religiose e nazionalità, organizza missioni di monitoraggio ambientale con i droni, partecipa alle conferenze ONU sul clima e promuove iniziative di solidarietà sociale.
Un esempio di questa doppia anima è la recente partecipazione alla COP30 in Brasile, dove Parte Guelfa sarà rappresentata per il terzo anno consecutivo, o il pellegrinaggio giubilare a Roma dell’ottobre 2025, che ha visto la partecipazione di delegazioni provenienti persino dagli Emirati Arabi e dal Marocco. Un’istituzione medievale che guarda al futuro del pianeta, mantenendo viva una tradizione fiorentina lunga otto secoli.




