Home Attualità ITALIA TV. La 3Tre in tour: il mito fa tappa a Milano. Intervista a Ivano Edalini

ITALIA TV. La 3Tre in tour: il mito fa tappa a Milano. Intervista a Ivano Edalini

0
ITALIA TV. La 3Tre in tour: il mito fa tappa a Milano. Intervista a Ivano Edalini

(italiatv) A 50 giorni dallo slalom notturno più iconico della Coppa del Mondo, la 3Tre ha fatto tappa a Milano con tre grandi nomi dello sci azzurro: Giorgio Rocca, Ivano Edalini e Giuliano Razzoli. Lunedì 17 novembre, lo Studio 10 di Mediaset a Cologno Monzese si è trasformato in un piccolo Canalone Miramonti, accogliendo il pubblico e gli addetti ai lavori per una serata di racconti, emozioni e passione per lo sci.
L’evento milanese, parte del tour promozionale “3Tre on Tour”, ha visto protagonisti tre volti amatissimi dagli appassionati di sci italiani:

Giorgio Rocca, ultimo italiano a trionfare sul Canalone Miramonti nel 2005, ha sottolineato la durezza tecnica della gara: “È una pista che può cambiare una carriera e per me lo ha fatto.”
Giuliano Razzoli, oro olimpico a Vancouver 2010, non ha mai vinto a Campiglio, ma ha sempre sentito il calore del pubblico: “Il Canalone Miramonti è una sfida che ti mette davanti a tutto, anche senza vittoria, ogni volta lì è stata speciale.”
Ivano Edalini, vincitore della 3Tre nel 1986, ha ricordato con emozione un’epoca diversa ma un’identica magia: “Quella pista trasforma un paese in uno stadio naturale, è parte dell’identità di Campiglio.”
Nel 1986 Edalini scrisse una pagina indelebile della storia della 3Tre e il suo racconto è un viaggio nel tempo, tra emozioni, tecnica e ricordi personali.
L’intervista.
D. Cosa ha significato vincere la 3Tre ?
R. “Partecipai alla 3Tre dal 1982 al 1987, vincendola nel 1986 all’età di 25 anni. Avevo già raggiunto qualche podio con due terzi posti al Sestriere e avevo vinto lo slalom parallelo di Vienna, mentre l’anno precedente ero secondo proprio a Campiglio ma conclusi al quarto posto a causa di un palo sugli occhiali durante la gara. Avendo mancato il podio per pochissimo, l’anno successivo ero molto carico e motivato, ho sempre corso per il podio e quella vittoria fu un traguardo ‘in casa’ per me molto significativo”.

D. Perché dici in casa se sei bresciano della Val Trompia?
R. “Campiglio è sempre stata una costante per me; da bresciano, ero vicino di casa e fin da piccolo andavo con mio papà a vedere le gare della Valanga Azzurra, ammirando le prodezze di Gustav Thöni e Piero Gros. Era la stazione sciistica più in voga, ci andavamo spesso e volentieri.”

D. Che pubblico c’era allora e che atmosfera si respirava durante la gara?
R. “Il pubblico, allora come oggi, era parte integrante dello spettacolo,. Inoltre io conoscevo quasi tutti personalmente, arrivando molti da Brescia, dal Tonale e dalla Val Camonica. Durante la ricognizione, che allora si faceva in salita, si passava molto tempo sulla pista, ci si salutava e il pubblico si avvicinava calorosamente. Oggi l’atmosfera durante questa manifestazione è magica anche grazie allo spettacolo della gara in notturna, con una macchina organizzativa incredibile, che lo rende, a mio avviso, l’evento principale della Coppa del Mondo di sci, senza annullare l’aria di “paese” e di “casa” che riesce a coccolare il pubblico”.

D, Tecnicamente sulla 3Tre che cosa è cambiato da allora a oggi?
R. “Allora non si barrava la pista e questo la rendeva più difficile perché poteva esserci ghiaccio durissimo, buche o neve fresca. Oggi a Campiglio utilizzano tecniche davvero avanzate e ben mirate come per esempio preparare un grosso spessore di neve ma riuscendo a evitare quel ghiaccio che noi invece una volta trovavamo e questo dà la possibilità a tutti i partecipanti di fare una bella gara. Inoltre con la neve artificiale programmata e con queste barrature la pista viene resa più omogenea per tutti dando l’opportunità di qualificarsi anche a chi parte con numeri altissimi”.

D. Ormai per te la 3Tre è un appuntamento fisso…
R. “Assolutamente. Ogni anno torno con grande piacere anche perché ritrovo cari amici e vecchi compagni. La mia vittoria ha avuto anche il significato di aver battuto Ingemar Stenmark, e salutarlo qui nella scorsa edizione è stata una grande emozione.”

Da Londra a Milano, prossima fermata: Oslo
La tappa milanese di questo tour arriva a pochi giorni dall’evento londinese, confermando lo spirito internazionale della 3Tre. Poi si proseguirà con nuove tappe a Oslo, Bologna e Trento, dove si chiuderà il viaggio in attesa della gara del 7 gennaio 2026. “Con questo tour vogliamo raccontare un territorio che vive di accoglienza e innovazione,” ha spiegato Tullio Serafini, Presidente di APT Madonna di Campiglio. “La 3Tre è un ponte tra le Dolomiti e il mondo.”
Alla serata hanno partecipato anche Lorenzo Conci, Presidente del Comitato 3Tre, Monica Bonomini, Vice-Sindaco di Pinzolo, e Bruno Felicetti, Direttore Generale di Funivie Campiglio. “Ogni volta che la 3Tre arriva a Milano, sentiamo quanto forte sia il legame con questa città,” ha dichiarato Conci. “Stiamo lavorando per offrire un’esperienza sempre più intensa, una nuova pagina di storia da vivere insieme.”

(Lorenzo Conci)