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ITALIA TV. Panzano in Chianti, 30 anni di Unione Viticoltori

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ITALIA TV. Panzano in Chianti, 30 anni di Unione Viticoltori

Dal sogno visionario a primo biodistretto vitivinicolo d’Europa.

(italiatv) Nel 1995 a Panzano in Chianti alcuni viticoltori decisero di unire le forze per dare vita a un progetto comune, quello di produrre vini di altissima qualità nel pieno rispetto della terra e delle sue peculiarità, anche con l’intento di affrontare insieme le difficoltà e le sfide del mercato. Nacque così l’Unione Viticoltori di Panzano in Chianti, una realtà che oggi celebra trent’anni di storia, di vendemmie e di successi.
Nella scelta della parola Unione c’era l’immagine di un cammino condiviso con la volontà di mantenere l’identità di ciascuna azienda, con la consapevolezza che la forza collettiva avrebbe contribuito a rendere più solido e riconoscibile il nome di Panzano nel mondo. In tre decenni, questo percorso ha portato a risultati molto importanti: 450 ettari di vigneti coltivati esclusivamente in regime biologico e la nascita del primo biodistretto vitivinicolo d’Europa, un modello che è servito da ispirazione anche a altre zone del Chianti Classico e territori oltre la Toscana.

La storia dell’Unione si intreccia con quella di “Vino al Vino”, la manifestazione che dal 1995, ogni terzo weekend di settembre anima la piazza di Panzano. Nata da un’idea di alcuni “visionari”, produttori e appassionati, oggi è un evento molto seguito anche a livello internazionale perché capace di richiamare visitatori da tutto il mondo. Non è solo una rassegna di grandi vini, ma anche un palcoscenico che valorizza il paesaggio, la cultura e l’ospitalità del territorio, oltre che una vera e propria festa di Panzano.
L’edizione di quest’anno è stata arricchita da una retrospettiva dal titolo “Tre decenni dell’Unione Viticoltori di Panzano in Chianti”, presso la Galleria di Tenuta Casenuove, con degustazioni che hanno raccontato nel calice le annate 1995, 2005 e 2015, attraverso un viaggio nel tempo, tra sorsi che custodiscono la memoria del clima, delle vendemmie e delle mani che li hanno prodotti. Ogni bottiglia ha raccontato una storia, tra ricordi di momenti passati, racconti di metodi ormai in disuso, evoluzione tecnica e fedeltà alle radici.

Un’esperienza che ha sicuramente aiutato a capire quanto il microclima unico di Panzano e la competenza dei viticoltori riescano insieme a esaltare la personalità e longevità dei vini, anche attraversando anni (in questo caso ben 30) di profonda evoluzione, con cambiamenti climatici e richieste del mercato decisamente evolute, celebrando la famosa Conca d’Oro. Già dalla metà degli anni Novanta, i viticoltori di Panzano hanno dimostrato una forte sensibilità circa la riduzione progressiva dei trattamenti invasivi fino all’adozione di pratiche biologiche condivise. Un lavoro costante, coordinato e lungimirante che ha permesso di trasformare e gestire un intero comprensorio viticolo secondo i principi dell’agricoltura biologica, contribuendo a diffondere un approccio rispettoso dell’ambiente e del prodotto.

Accanto alle degustazioni e alla masterclass dedicata ai versanti est e ovest di Panzano, l’edizione 2025 di Vino al Vino ha visto anche la presentazione del volume “Le mappe degli antichi cabrei di Panzano in Chianti (1565-1785)”, un affascinante viaggio storico-geografico che lega la viticoltura odierna alle radici profonde del territorio. L’Unione Viticoltori di Panzano continua a essere un laboratorio di idee e un punto di riferimento per chi crede che il vino non sia soltanto un prodotto, ma l’espressione viva di una comunità e di un paesaggio. Trent’anni dopo quel brindisi del 1995, Panzano in Chianti festeggia con orgoglio e gratitudine, perché ogni vendemmia, ogni ricordo, ogni sorso rappresentano un tassello di una storia.

LE ANNATE E LA DEGUSTAZIONE

Tre annate molto diverse tra loro che hanno saputo narrare uno stile diverso anche per il clima diverso in ciascuna di esse, grazie a assaggi di Chianti Classico Docg e Toscana Igt.

La 1995 ha regalato assaggi emozionanti, quasi meditativi, che sebbene con una nota evolutiva hanno mostrato ancora una freschezza e una persistenza sorprendente.

Il Chianti Classico Le Cinciole 1995, ancora con la sua vecchia etichetta che racconta la storia dell’azienda, ha rappresentato un viaggio a ritroso nel tempo, quando la famiglia Viganò era da poco approdata a Panzano, dando vita con Valeria e Luca ad una avventura che ancora continua. Un granato luminosissimo e scarico introduce a un naso ancora intenso e complesso, tra fiori secchi, note speziate, cuoio e una chiusura balsamica. L’assaggio racconta un vino integro nella sua maturazione, un tannino setoso che porge il fianco a una sapidità persistente e fresca, elegante e fine, profondamente godibile.

Fontodi Flaccianello della Pieve Colli della Toscana Rosso Igt 1995 ha rappresentato un assaggio di altissimo livello: rosso rubino luminosissimo incorniciato da accenni intensi granati. Al naso ancora una esplosione intensa di prugna e ciliegia, arancia sanguinella, fiori rossi secchi, terra, corteccia, spezie e chiusura mentolata. In bocca ancora fresco e teso, entra sottile e il tannino si manifesta con una presenza vellutata che conduce a un finale sapido e lungo. Elegante racconta lo stile dell’azienda di pulizia e verticalità.

Vignole Chianti Classico Riserva 1995. Color mattone luminoso, sprigiona intense note di pot-pourri di fiori secchi, prugna, chiodi di garofano, cuoio, tabacco e eucalipto. Assaggio sottile e intrigante sorretto da una freschezza ancora presente e un tannino setoso. Sapido e persistente nel finale fine e elegante.

L’annata 2005 ha avuto un clima più variabile ma senza problematiche e ha dimostrato agli assaggi una buona integrità.

Rignana Chianti Classico 2005. Rubino luminoso con accenni granati. Ciliegia e prugna sotto spirito, rosa appassita, chiodo di garofano, cannella, tabacco, cuoio, liquirizia e chiusura balsamica. Attacco ancora fresco al sorso, tannino levigato, termina sapido abbastanza lungo e piacevole.

Il Molino di Grace Gratius Igt 2005. Rubino intenso con sfumatura aranciate, naso pieno, pulito e elegante di amarena sotto spirito, prugna matura, pepe nero, cacao, cuoio, tabacco dolce e mentolo. In bocca strutturato, tannini fitti ancora vivi ma levigati, acidità che sostiene il sorso, finale persistente con ritorni di liquirizia.

L’annata 2015 è una delle più riuscite, indubbiamente una grande annata con un potenziale di longevità altissimo.

Le Cinciole Camalaione Igt 2015. Il Supertuscan dell’azienda si presenta alla vista con un rosso rubino pieno e impenetrabile. Naso generoso e intenso con note di viola, ciliegia scura, mora, erbe aromatiche, rosmarino, rabarbaro, speziatura delicata e chiusura balsamica. Al sorso è decisamente di corpo, tannini piacevoli, caldo, sapido e decisamente persistente.

Vecchie Terre di Montefili Anfiteatro 2015 Igt. Rosso rubino con accenni granati, luminoso. Fiori secchi, prugna, mora, arancia rossa, tabacco, cardamomo e finale balsamico. Al sorso pieno e potente, tannini fini, bella sapidità che ne accompagna la lunghezza.

Monte Bernardi Retromarcia Chianti Classico 2015. Rubino scarico luminoso, al naso pulito e diretto con rimandi di ribes, lamponi, violetta, eucalipto e speziatura gradevole di chiodi di garofano e liquirizia. Al sorso risulta elegante e raffinato, fresco e con un tannino magistrale, finale teso e persistente.

Tenuta Casenuove Chianti Classico 2015. Rosso granato luminoso, al naso sentori di viola, amarena, liquirizia e tabacco dolce con uno sbuffo finale di eucalipto. Al palato di corpo, tannini ben presenti, piacevoli e densi. Buona acidità che dà un buon equilibrio al sorso, finale elegante e armonico.