(italiatv) Si sono aperte le porte della Città Nomade, come da 22 anni accade ogni estate per magia, tra la bruma mattutina ed il vociare di sciami festanti di ragazzi provenienti da tutto lo stivale, carichi di tende, vettovaglie e costumi. Ed è sold out già dalle prime ore, in un ordinato accampamento di tende colorate, piccole contee e camper. In migliaia si sono accampati in un mega villaggio all’insegna della gioia, dell’incontro, del divertimento puro, in un parco di 55 ettari, organizzatissimo, con numerosi punti di ristoro, assistenza medica, giochi per l’infanzia e servizi e docce calde 24 ore.
Tende letterarie, cinema, scuole di musica ed artigianato tradizionale, mercatino ricchissimo, dal 6 di agosto fino al 9 sera, in concomitanza di Lughnasa, ha preso il via il Montelago Celtic Festival. Premiato come il primo festival italiano per eco sostenibilità, la manifestazione è patrocinata da Legambiente e vanta la certificazione di EcoEvents e in collaborazione con la Regione Marche, Provincia e Università di Macerata e Camerino.

Partenza alla grande: sul main stage Davy Spillane, il più acclamato e celebrato interprete di pipes al mondo, ha condiviso la magia della sua cornamusa uilleann e il low whistle con gli Ogam, qui di casa. Maestro innovativo e ineguagliabile, vanta numerose collaborazioni di rilievo, Elvis Costello, Mike Olfield, Van Morrison, Bryan Adams e molte altri, oltre alla composizione di colonne sonore come Rob Roy, e Cime tempestose, ieri ci ha incantato con melodie tradizionali e commistioni pop.
A seguire i Kan con Brian Finnegan, forse il miglior interprete innovativo di irish flute. Quindi i Wind rose, un rock celtico ispirato al Signore degli anelli in versione power metal, tutti italianissimi.
I Corte de Lunas, dal Friuli che hanno incantato con melodie fiabesche di racconti medievali, e poi l’evento che ha calamitato un numero impressionante di pubblico: i Warduna, progetto musicale norvegese che dal 2003 si impone prepotentemente con uno stile mistico evocativo, temporizzato al mondo nordico-vichingo. Di indubbio fascino Einar Selvik ha ipnotizzato una platea in estasi, iscrivendosi magnificamente nel contesto del festival.
I Peatbog faeries, tradizione tipica scozzese e contaminazioni afro jazz ed elettronica, e sempre dalle Highlands i mandolini e violini funk celtic modernissimi.
Ma tantissime sono state le band che hanno accompagnato questi quattro interminabili giorni, tra l’Europa celtic contest (il concorso che premia ogni anno la miglior band emergente), il programma del main stage e del Mortimer pub, dove è un susseguirsi di sessioni e concerti.
Oltre le tante attività di intrattenimento per chi vuole altro: danze tradizionali, lezioni di lettura e storia tradizionale del fantasy; le tende Arwen e Eowyn per la consacrazione dei matrimoni celtici; la tenda giochi nel the Riddle pit, i numerosi gazebo musicali di arpa, bagpipes, guitar, whistle, organetto, armonica e percussioni, e ancora i voli in paramotore, lezioni di yoga, la cupola geodetica, l’accampamento storico medioevale con battaglie rievocative, e i laboratori di fusione del bronzo e lavorazione al telaio e della pelle, tecniche di lavoro del legno, il tiro con l’ascia, arceria storica e le olimpiadi celtiche, e anche percorsi organizzati alla scoperta del territorio circostante, ricchissimo di testimonianze storiche di tutto rilevo.
“Il Montelago” è una sorta di armistizio temporale tra terra e cielo, tra quotidianità e routine, dove il popolo in festa continua a celebrarsi per 4 giorni ininterrottamente e dove il tempo è come sospeso in un racconto del passato, dove il sogno percorre le strade della condivisione festante, in un continuum di allegria, dove i folletti, le fate, i draghi, gli stregoni, gnomi e pirati, sono di casa.
Insomma un’esperienza, quella di Montelago che diventa indimenticabile, unica emozionale e sensoriale, che si rinnova e stupisce ogni anno ad agosto, nell’altopiano di Colfiorito, che chiude l’incanto con l’accensione del fuoco sacro l’ultima notte, attorno al quale si chiude la ritualità della magia che Montelago promette di regale ancora ogni estate


