(italiatv) Incontriamo gli ideatori di Barchette di Carta: Martina La Malfa, Sabrina Martin, Francesco Donati e Manuela Ciferri. Barchette di Carta è un innovativo festival del libro itinerante che sta conquistando lettori e appassionati in tutta Italia: non solo un’occasione per scoprire nuovi libri e autori, ma un vero e proprio viaggio culturale che porta la magia della lettura direttamente nelle piazze, nei borghi e nei luoghi più suggestivi della nostra penisola. Ad Anagni il 13-14-15 Giugno.
In questa intervista ci addentreremo dietro le quinte del progetto, scoprendo le motivazioni, le sfide organizzative, le emozioni che animano questa iniziativa unica nel suo genere. Parleremo di come il festival riesce a coinvolgere comunità diverse e a trasformare ogni tappa in una festa della letteratura e della creatività. Un’occasione di conoscere da vicino chi ha dato vita a Barchette di Carta e di lasciarvi ispirare dalla loro passione per i libri e la cultura.
- Manuela, qual è la storia dietro la creazione di Barchette di carta?
Circa tre anni fa, insieme ad alcune persone, che fanno parte dell’Università popolare di Bracciano, abbiamo deciso di organizzare una festa del libro con l’entusiasmo e la consapevolezza di offrire un evento culturalmente interessante, e nel breve giro di pochissimi giorni hanno aderito tantissimi editori indipendenti, soprattutto del territorio del lago Sabatino. All’indomani dello straordinario successo, si è individuato un potenziale, per cui si è creato uno staff proprio operativo e si è deciso di realizzare un brand indipendente e così prende vita Barchette di Carta, festa del Libro itinerante.
- Martina, qual è il tema principale di quest’anno?
Quest’anno abbiamo proposto il Giubileo letterario in linea con l’attuale appuntamento, in collaborazione col Comune di Anagni, invitando i partecipanti a presentare dei lavori che offrissero uno spunto di riflessione, di raccoglimento, di speranza, un proposta culturale alla quale rivolgersi.
- Sabrina, quali sono in breve gli obiettivi del festival?
Il festival si pone al centro della realtà provinciale, come ricerca nel fermento spesso nascosto dei talenti, quindi di scoprire o riscoprire voci della realtà di provincia come polo culturale e di divulgazione; al contempo la valorizzazione del territorio, delle realtà locali culturali e ricreative, che ne sono il valore aggiunto. In particolare quest’anno abbiamo deciso di aprire la nostra esperienza ai social, e di focalizzare l’attenzione urgente al tema delle violenze, di ogni genere, partendo dal un messaggio didattico rivolto in primis alle scuole, proprio attraverso l’uso dei nuovi media. E in virtù di questa tematica ci sarà un momento importante con un editore durante il quale affronteremo la realtà di Gaza e del conflitto Israelo-palestinese.
- Francesco, come sono scelti autori e relatori?
La scelta è dettata dalla voglia di far emergere racconti di interesse sociale senza porsi limiti e di accogliere un messaggio che sia motivo di crescita personale ed ispirazione e condivisione collettive. Generare valore, attraverso la voce degli autori stessi e dei collaboratori al progetto, i quali per la durata dell’evento prestano la loro professionalità ed esperienza. Ad esempio in questa edizione avremo come ospiti l’Accademia Bonifaciana (Luca Crovi, Federico Bonati, Andrea Vitali) con la quale collaboriamo attraverso il fondo Andrea Camilleri per studiare e promuovere il genere giallo-noir; il Centro Anti Violenza di Sora, l’Associazione Risorse Donna e personaggi ed istituzioni che donano ulteriore lustro alla qualità dell’evento.
- Martina, quanti visitatori vi aspettate quest’anno?
Nelle scorse edizioni abbiamo registrato oltre cinquecento presenze giornaliere, quindi una notevole risposta: ma per scaramanzia non mi pronuncio, anche se obiettivamente il trend è sempre in crescita. Aumentano gli editori, gli standisti, il numero dei laboratori e soprattutto il pubblico. La sfida più importante è coinvolgere sempre più autori ai quali viene tributato una notevole e generosa risposta in termini di successo. Si aggiunge in questa edizione Giacomo Visconti col quale condividiamo il progetto scolastico “ Moderatori per un giorno” la scuola come nascita del dibattito letterario, proponendo la lettura dei testi dell’autore agli studenti che rivestono, in seguito il ruolo di moderatori del testimonial. Inoltre ospiteremo Esmeralda Moretti e Greta Cipriano, due book influencer, apprezzate divulgatrici di cultura, che parlando di loro creano un delicato dialogo attraverso le piattaforme dei social network. E Mario Moroni che si occupa di innovazione digitale, proponendo l’esperienza di giornalisti, imprenditori, format e tutto ciò che di attuale scorre velocemente proprio attraverso le realtà digitali.
- Francesco quali sono i generi più gettonati?
Sicuramente il nostro preferito è il Giallo, il più gettonato, ma sta riscuotendo notevole interesse il Romantasy, genere apprezzatissimo dal pubblico giovanile; poi le tematiche divulgative in genere, di interesse sociale, di settore e non ultimo quello per l’infanzia, come i Silent book, testi illustrati senza descrizione, supportati dall’esperienza attiva dei laboratori in loco, direttamente con i più piccoli, alimentando la loro fantasia interpretativa.
- Martina, come promuovete i giovani editori?
Dando tanto spazio a tutti coloro, sia giovani e non, che hanno voglia di scrivere e che abbiano uno spessore creativo, come ad esempio Lorenzo Lapomarda, autore anagnino e presente anche nel nostro ufficio stampa, davvero talentuoso, al quale abbiamo rivolto un grande supporto pubblicitario. Ed ogni anno scegliamo un nuovo autore da promuovere, in linea con nostri obiettivi, sempre condividendone appieno i contenuti proposti. Quindi offriamo loro la possibilità di emergere attraverso podcast, interviste, presentazioni nei circoli culturali e recensioni. E l’avventura iniziata insieme prosegue proficua, mantenendosi affettuosamente intatta nel tempo, come con Federico Bonati che molto generosamente ci ha omaggiato, inserendo i nostri nomi tra i personaggi del suo ultimo lavoro “Influencer”, cosa che ci ha riempito di un sincero orgoglio.
- Sabrina, che formule nuove intendete utilizzare in futuro?
Sicuramente il panel, che toglie la centralità del testo, senza diminuirne l’importanza ma che coinvolge più autori all’interno delle discussioni aprendo confronti e riflessioni più poliedriche, come ad esempio il tema della violenza, attraverso interventi anche di esperti psicologi ed educatori. In questo caso non vogliamo creare nessun tipo di dualismo di genere, quindi diamo spazio a chiunque abbia voglia di creare cultura, senza scopo di lucro, ma che abbia voglia di contribuire ad una crescita collettiva di valori emozionali.
Vi aspettiamo quindi il 13, 14 e 15 giugno ad Anagni, per il Giubileo letterario nella suggestiva cornice di Piazza Papa Innocenzo III.
