(italiatv) Ogni anno arriva puntuale il Vinitaly, sempre tra mille novità e qualche difficoltà del mercato, quest’anno più che mai per la sua 57esima edizione. Il tema però vuole e deve essere un altro, anche a sostegno del momento difficile verso il quale la produzione italiana potrebbe andare incontro: il romanzo del vino italiano raccontato da passioni, persone e chilometri (quelli macinati all’interno della grande area espositiva) per visitare le ben 4000 aziende presenti.
Il concetto del vino italiano come pilastro dell’economia è sicuramente indiscutibile e va ben tenuto a mente tra opportunità di nuovi mercati e difficoltà negli Usa soprattutto in questa edizione, dove questi due punti chiave rappresentano la base fondante, senza dimenticare il focus sul cambiamento climatico che, comunque la si pensi, è ormai tangibile.
“Siamo lo strumento per la promozione del vino italiano nel mondo e puntiamo sull’estero e sui mercati come la Cina, il Sud America e i mercati emergenti” racconta il DG di Veronafiere Adolfo Rubichini al quale è stata anche affidata la realizzazione del piano “One Verona Fiere 2024-2026”. “Osserviamo i mercati per capirne le opportunità di sviluppo e per aumentare le opportunità di crescita per i nostri espositori, supportandoli quindi anche in questo modo” conclude Rubichini, supportato anche dalle condivise opinioni a riguardo, del governatore Zaia che ne sottolinea l’importanza per Verona e per tutto il Veneto.
Da segnalare anche la crescita di “Vinitaly and the City”, il fuori salone tra eventi di degustazione e di cultura in giro per la città di Verona tra Piazza dei Signori, il Cortile del Mercato vecchio e il Cortile del Tribunale, con gli oltre 70 appuntamenti tra masterclass, degustazioni e spettacoli.

OPERA WINE.
Ad aprire le danze, la prestigiosa manifestazione Opera Wine, svoltasi il 5 aprile presso le Gallerie Mercatali di Verona, dove si può partecipare esclusivamente su invito e che racchiude le migliori aziende (131 quest’anno) selezionate dalla prestigiosa rivista Wine Spectator, testata che costituisce un’autorità riconosciuta a livello internazionale nel settore vitivinicolo.
Un po’ come Sanremo, torna immancabile il leitmotiv dell’esserci o meno, del parlarne oppure no, che però dura solo fino al varcare della soglia di questa area espositiva: chi riesce a partecipare porta a casa un’esperienza qualitativa altissima, mentre chi non ci riesce…prova invano a fare finta di nulla. Ma non è solo l’esperienza del bere magistralmente bensì anche il poterlo raccontare, viverlo come momento esclusivo, dove ogni azienda è rappresentata personalmente dai suoi importanti titolari, tra imprenditori e aristocratici del vino.
Assaggi indimenticabili tra i quali l’emozionante Sassicaia 1993, Biondi -Santi Tenuta Greppo del 2018, Ornellaia Bolgheri Superiore del 2015, Guado al Tasso Bolgheri Superiore Marchesi Antinori 2021 raccontato da Albiera Antinori, la Gorgona proposta e raccontata dal Marchese Lamberto Frescobaldi, e Joe Bastianich che parla del suo Ape regina. Sergio Zingarelli narra invece della sua fantastica Gran Selezione Chianti Classico 2011 che prende il suo nome, poi l’incantevole Barolo Ravera G.D. Vaira 2016, mentre la famiglia Lunelli ha proposto un Ferrari Perlè del 2001 e a raccontarlo Camilla, Matteo, Marcello e Alessandro, a testimonianza dell’importanza dell’incontro che vale la pena fare e del sorso inebriante di questa bollicina di montagna.
Poi Flaccianello della Pieve di Fontodi del 2016, un meraviglioso Il Poggio del Castello di Monsanto del 2006, Felsina Rancia Chianti Classico Riserva del 2015, Verdicchio Castelli di Jesi Riserva Plenio del 2016, Argiano Brunello di Montalcino 2019 e Bellavista Alma Assemblage 1, Mastroberardino Greco di Tufo Stilema 2019, un Etna Bianco Planeta del 2022.
Impossibile elencarli tutti ma possibile invece portare a casa il ricordo personale di ciascun sorso insieme al tocco glamour dell’evento.
E fin qui come chilometri non si è esagerato anche se la stanchezza si è comunque fatta sentire, ma la passione e le persone narranti hanno sicuramente dato un senso ai quei quasi 9000 passi fatti.


MY VINITALY
Il Vinitaly invece rappresenta un’infinita caccia al padiglione e allo stand dell’azienda da visitare e qui i chilometri in un solo giorno sono stati ben 14, dove sorsi e passione hanno mantenuto alta l’attenzione e l’esercizio fisico.
Ventiventi 2020
Tre figli e un papà emiliani che nel 2020 sono riusciti a dar vita a un progetto ambizioso, Vittorio Razzaboni e i suoi figli Riccardo, Andrea e Tommaso, Vicino Modena, precisamente a Medolla, i vigneti tutti biologici della famiglia danno vita a vini tipici della zona, uno su tutti il Lambrusco, qui proposto come Metodo Classico che è sicuramente il tratto che definisce questa azienda.
Salamino Lambrusco Salamino di Santa Croce DOC spumante brut.
È il colore delle feste emiliane, dei sorrisi e dello gnocco fritto che sposa perfettamente il Lambrusco. Un rosso rubino spumeggiante che emana sentori delicati di frutti di bosco, fiori freschi e una nota dolce finale. Al palato entra come solo il Lambrusco sa fare, fresco, spumeggiante e inebriante.
Tenute Tomasella
Le Tenute Tomasella sono situate tra il Friuli e il Veneto, tra la DOC Friuli e la Prosecco DOC Treviso, godendo delle contaminazioni di questi due diversi territori, con 10 ettari in Friuli e 40 in Veneto. Due regioni che condividono storie profonde e che Tomasella riesce a raccontare le specifiche di ogni area attraverso i vini prodotti, lasciando che sia solo la terra a dare voce.
Bastic Friulano Friuli Grave Riserva 2016.
Giallo dorato luminoso, fiori gialli, ananas, salvia e zafferano, poi vaniglia e note balsamiche a chiudere. Al palato avvolgente e sapido, finale lungo e ben strutturato, davvero un assaggio di grande valore.
La Farra
“Vogliamo che nel bicchiere si senta e si beva solo quello che il terreno produce”. Questo è la visione secondo la quale i fratelli Adamaria, Innocente e Guido Nardi producono i loro vini. Nel 1997 decidono di continuare la tradizione vitivinicola di famiglia, a Farra di Soligo, nelle Colline del Conegliano Valdobbiadene. 20 ettari di terreno a conduzione familiare dove ogni fratello ha un ruolo, dal seguire i vigneti dalla terra alla cantina e poi in bottiglia fino al lavoro commerciale.
La Farra Prosecco Superiore Extra Dry Docg Rive di Farra di Soligo Glera 100%.
Giallo verdolino brillante con qualche leggera sfumatura paglierino, perlage fine e persistente. Naso complesso con sentori di mela e pera, fiori bianchi freschi e nota agrumata. Al palato entra vivace e fresco, accarezza il palato con la sua cremosità sorretta però da una decisa sapidità finale.
Cantele
Siamo in Salento per ascoltare una storia affascinante di una migrazione al contrario: Teresa Manara ed il marito Giovanni Battista Cantele, provenienti da Imola, rapiti dall’atmosfera e profumi della terra pugliese, decidono di trasferirsi mentre i migranti partivano verso le grandi città del nord. Nel 1979 il figlio Augusto fonda la cantina e oggi i suoi figli Paolo e Gianni e i suoi nipoti Umberto e Luisa, continuano l’attività tra tradizione e innovazione.
Rohesia Metodo Classico Rosè Pas Dosè I.G.P Puglia Negramaro 100%.
Rosa intenso cerasuolo luminosissimo, perlage fine e lungo. Al naso sprigiona note decise e eleganti di fragola, ciliegia e lampone, poi rosa e viola, con un tocco leggermente agrumato e chiude con un rimando minerale. Al sorso coinvolge il palato con la sua rotondità e eleganza, sapido e persistente il finale per un risultato complessivo armonico e piacevolissimo.
St.Michael-Eppan
Ci troviamo a Appiano in Alto Adige, nel cuore della provincia di Bolzano, tra terrazzamenti e pendii affascinanti che arrivano fino a una altezza di 700 metri. Fondata nel 1907 da pochi vignaioli decisi a unire le forze per migliorare la loro produzione, oggi la cantina cooperativa conta circa 350 soci e rappresenta un colosso di questo territorio e non solo. Gewürztraminer, Müller Thurgau, Riesling, Pinot Bianco, Lagrein, Pinot Nero, Schiava, poi Sauvignon e Chardonnay.
Pinot Nero Riserva 2020 The Wine Collection Pinot Nero 100%.
La linea The Wine Collection rappresenta un fiore all’occhiello della Cantina, con limitate produzioni di non più di 3000 bottiglie per vitigno e qui possiamo godere dell’ espressione più significativa del Pinot Nero di questa zona. Luminosissimo rosso rubino scarico con una leggera sfumatura aranciata. Al naso sprigiona un intenso bouquet di piccoli frutti di bosco, ciliegia, mora e speziatura di cannella, soffio mentolato in chiusura. Al palato netto e deciso, trama tannica morbida ma di rilievo, finale sapido, fresco per una lunghezza armonica e intrigante.
Tenuta Baccinello
La Tenuta Baccinello si trova nel cuore della maremma Toscana, in provincia di Grosseto, tra Scansano e Paganico, sotto il Monte Amiata che dona generosamente la sua protezione e il suo clima fresco. Un territorio affascinate e storicamente vocato per la produzione del vino grazie anche alla sua vicinanza al mare e per i terreni ricchi di ferro. Dopo diversi proprietari la Tenuta Baccinello nel 2022 viene acquistata da una coppia appassionata: Danilo Calabrò e Ludmila Junqueira, rispettivamente originari della Puglia e del Brasile ma entrambi di adozione toscana, vivendo da più di venti anni in questa regione. Profondamente appassionati di questo territorio e di enologia, raccontano la volontà di preservare e ampliare il patrimonio vinicolo a oggi presente e di mantenere l’alta qualità dei vini, voce di un racconto il più possibile pulito e autentico di questo luogo di provenienza, con l’aiuto dell’agronomo e enologo Gabriele Gadenz.
Tenuta Baccinello Morellino di Scansano Docg Sangiovese e altre uve a bacca rossa.
Colore rosso rubino luminoso con leggere sfumature violacee. Al naso intenso impatto di ciliegia, lamponi, frutta rossa matura, macchia mediterranea e soffio balsamico finale. Al palato potente, trama tannica viva ma non invadente che accompagna verso una freschezza decisa che sorregge il sorso lungo e elegante.
Tenuta Cavalier Pepe
Un vero sogno nel cuore dell’Irpinia, dove Milena ha raccolto circa venti anni fa l’eredità del padre Angelo che dal Belgio aveva acquistato dei terreni nella zona di origine. Una storia al femminile fatta di difficoltà, disagi, pregiudizi verso una ragazza straniera che, dopo aver studiato enologia in Belgio, decide di creare il suo vino. 70 ettari di vigneti dove si coltivano i più famosi vitigni campani, come il Greco di Tufo, il Fino di Avellino ma soprattutto l’Aglianico che dà vita al Taurasi, l’anima dell’Irpinia.
Opera Mia Taurasi 2017 Docg Aglianico 100%.
Rosso rubino profondo con riflessi leggermente granati. Naso complesso e intenso che richiama note di rosa e viola in appassimento, poi frutti di bosco maturi, amarena, mirtillo, pepe nero, caffè, cioccolato e sbuffo balsamico. Sorso pieno e corposo, tannino sincero e fine, lunga persistenza sapida per un risultato fine e elegante.
Corte Aura
La Franciacorta raccontata da Corte Aura è quella di una storia che nasce dalla volontà di produrre solo vino di qualità, curato e definito in ogni minimo dettaglio. L’azienda nasce nel 2009 per volontà di Federico Fossati e di sua madre Federica Massagrande per produrre in un territorio altamente vocato un prodotto di alto livello e l’incontro con Pierangelo Bonomi, consulente tecnico specializzato nell’ambito della spumantizzazione, da vita a questo incantesimo.
Blau Blanc de Noir 2016 Extra Brut Millesimato Pinot Nero 100%.
Veste il calice con un color giallo dorato brillante e vivace con qualche riflesso ambrato. Il perlage numeroso, sottile e persistente arricchisce l’emozione visiva. Al naso accenni di pesca bianca, mirtillo, leggero agrume e rosmarino, tocco finale burroso. Sorso importante, cremoso e fresco per un finale lungo e intrigante.
Cantine Ferrari
Tenuto per ultimo un grande incontro a chiudere questo viaggio nel migliore dei modi, un viaggio che percorro da molti anni ormai sotto molte angolazioni, dalle degustazioni dei preziosi spumanti, alle chiacchierate con Camilla, Marcello, Matteo e Alessandro fino ai brindisi durante la Coppa del Mondi di sci a Madonna di Campiglio, regno indiscusso di queste bollicine di montagna. Nuovo stand al Vinitaly per il Gruppo Lunelli che ha accolto esperti, stampa e wine lovers in un vero e proprio giardino e all’interno pareti decorate con cime innevate. Sempre nel mio cuore quindi, per sorsi eccellenti.
Riserva Lunelli 2016 Extra Brut Chardonnay 100%.
Proveniente da uve di Chardonnay ei vigneti di Villa Margon accuratamente selezionate. Ammaliante giallo dorato, elegante perlage fine e decisamente persistente che illumina il calice. Nota fumè che presenta un bouquet aromatico complesso arricchito da sentori di frutta esotica, agrumi, miele, nocciola, tabacco, creme brulè e vaniglia. Gusto fresco e piacevolmente minerale per un finale elegante e armonico e prolungato all’infinito.





