(italiatv) È uno dei momenti più affascinanti e se vogliamo simbolici della vita della vite: il pianto. In vigna, dopo le settimane di potatura, in questi giorni le prime lacrime. Ma che cosa succede? La pianta cicatrizza la ferita della potatura con una linfa ricca di antiossidanti, polifenoli e zuccheri; infatti se la assaggiamo, la sentiamo dolce. Per capire bene questo fenomeno, ne parliamo con uno dei consulenti più noti Gabriele Gadenz, in questi giorni nelle vigne di Baccinello, la boutique winery maremmana. Trascrizione del video >
“Ciao Dario, buongiorno! Un grande piacere sentirti. Mi fai una domanda molto gradita riguardo a questa fase così straordinaria nel ciclo annuale della vigna, ricca di di simbolismi e attesa anche da noi addetti ai lavori. Il pianto fisiologicamente rappresenta la ripresa dell’attività, il risveglio vegetativo della pianta che si manifesta con questa classica colatura di linfa dai tagli di potatura”.
Gabriele cosa fa esattamente la linfa?
“La funzione diciamo più rilevante di questa fase è proprio trasferire le sostanze di riserva dagli organi permanenti alle gemme, per consentire proprio alle gemme stesse di svolgere quelle fasi, che ovviamente hanno un costo energetico per la pianta e che poi determinano la ripresa vegetativa; dalla sezione di taglio hai questa vera e propria colatura che nelle fasi immediatamente precedenti alla chiusura delle gemme diventa anche cospicua.
Quest’anno si comincia proprio in questi giorni ad osservare il fenomeno nei vigneti. Ovviamente queste sono giornate molto piovose pertanto talora si confonde il pianto con con la presenza di acqua di pioggia sulle piante. Interessante è assaggiare questa linfa che fuoriesce dalla sezione di taglio e e scoprire che è dolciastra, a testimonianza del fatto che in questa in questa linfa troviamo delle delle sostanze zuccherine, fonti appunto di energia e che tra le altre, oltre a tutta l’altra serie di sostanze utili a alla ripresa delle gemme, contribuiscono ad alimentare tutti i processi biochimici che sono poi alla base della ripresa vegetativa stessa”.