(italiatv) C’è un posto che esprime gentilezza e dolcezza con una natura florida tra le sue colline inerpicate: il Valdobbiadene, in provincia di Treviso. Scoprire una città inaspettata, anche se lontanamente raccontata da chi c’è nato e ci vive: un andamento lento che coccola chi ci arriva per la prima volta, un senso della vita “rotondo” e fluente, che trascina da un ponte all’altro, dalle sue piazze e lungo i buranelli che prendono il nome dal legame con l’isola di Burano, alla scoperta di un vivere quieto e ordinato.
Chiamata la Venezia della terraferma, Treviso è la città dell’acqua, a testimonianza di un forte legame con la Serenissima. La bellezza dei suoi numerosi mulini, di cui almeno 4 all’interno delle mura medievali, riporta a tempi lontani in un mondo lento e sincero.
Da Piazza dei Signori, cuore storico della città circondata da palazzi medievali, il Palazzo dei Trecento ricostruito dopo i bombardamenti del 1944 saluta da fuori, ma al suo interno preziosi affreschi realizzati tra il XIV e XVI secolo a opera di artisti veneti richiamano a una visita all’interno.
Poi la chiesa di San Francesco con le tombe del figlio di Dante Alighieri e la figlia di Petrarca, San Niccolò con gli affreschi gotici e il primo affresco con un uomo che porta gli occhiali.
Una calma “rotolante” che trascina verso un luogo vicino, quello del Valdobbiadene che con il suo paesaggio idilliaco, fatto di colline verdeggianti, vigneti che si inerpicano eroicamente su alture impervie e piacevoli borghi, si è guadagnato il titolo di Patrimonio dell’Unesco. Tra panorami che lasciano senza fiato con cime innevate a fare da cornice, le colline del Prosecco Superiore offrono vigneti a perdita d’occhio, offrendo possibilità di passeggiate rigeneranti. Rigenerante è la parola giusta per descrivere la sensazione che si prova in questo territorio, dove natura, attenzione e lavoro duro si mescolano in un tocco magico con la storia della sua gente e la passione per il vino.
Più di 93 milioni di bottiglie di Prosecco Valdobbiadene prodotte nel 2023, numeri da capogiro che fanno del Prosecco il vino più venduto al mondo, dove sempre più emerge una ricerca della qualità come elemento distintivo nei confronti della produzione più classica.

Andreola produce Prosecco Valdobbiadene DOCG tra le verdeggianti colline di San Martino dal 1984, anno in cui Nazzareno Pola decide di fondare la cantina “Andreola Orsola” per produrre vini con una propria etichetta partendo dai terreni della madre (a cui si deve il nome iniziale dell’azienda) nei quali lavorava già da anni. L’azienda fa della viticoltura eroica il suo elemento distintivo, producendo proprio in quei vigneti inerpicati sulle colline circostanti, dove la vigna può essere curata soltanto a mano e la vendemmia effettuata con particolari carrucole che riescono a far arrivare in cantina uve perfette.
Tra il 2009 e il 2010 Stefano Pola, figlio di Nazzareno, diventa ufficialmente il nuovo proprietario e da qui inizia un cammino verso il rinnovamento: acquisizioni di nuovi vigneti, utilizzo di nuove tecnologie e un restyling della bottiglia e del brand che da ora si chiamerà soltanto Andreola. Stefano decide di rinunciare al termine Prosecco, per identificarsi con un prodotto superiore, pura espressione del territorio. Nel tempo l’azienda diventa una delle più famose per la produzione di menzioni “Rive” da singola vigna, in grado di raccontare nel calice le diverse sfumature del territorio.
“La mia vita scorre tra casa e cantina dove impegno tutto me stesso e dove sono esattamente dove vorrei essere. E’ una storia di famiglia che porto avanti con orgoglio, sperando che i miei tre figli vogliano a loro volta impegnarsi in questo cammino per continuare la storia di Andreola verso il futuro”, racconta Stefano con il suo modo semplice e pacato che lo caratterizza.
“Fluidità e dinamismo sono le caratteristiche di Andreola, che sempre con un occhio alla tradizione cerca la spinta in avanti. Sono molto soddisfatto della creazione della Experience Room che offre ai visitatori un’esperienza multi sensoriale alla scoperta del territorio e dei nostri vini tramite un approccio didattico e informativo, con tre diverse tipologie di tour nei nostri vigneti.” continua Stefano.
Accanto a lui dal 2011 l’enologo pluripremiato Mirco Balliana che si occupa dell’intera produzione aziendale: “Il Valdobbiadene ha bisogno di essere riconosciuto come una delle eccellenze mondiali: dietro ogni bottiglia c’è il lavoro di generazioni di viticoltori, la fatica di chi coltiva le colline eroiche e il desiderio di portare nel mondo un Prosecco che sia espressione autentica del nostro straordinario terroir.”
Il viaggio da Treviso ad Andreola attraversando il Valdobbiadene, non può non terminare con un calice di questo prodotto iconico e la scelta ricade sul “Mas de Fer”, Valdobbiadene Docg Rive di Soligo 2023 Extra Dry che brilla luminoso con il suo perlage elegante fine e persistente. Bouquet aromatico di fiori d’arancio, agrumi, mela verde e piacevole speziatura in chiusura. Al sorso teso e esile, verticale e armonicamente equilibrato.




