(italiatv) Si è appena concluso l’evento dedicato alla DOC Valdarno di Sopra, una denominazione giovane creata nel 2011, ma profondamente radicata nella storia vitivinicola toscana. Per la prima volta, il Consorzio del Valdarno di Sopra ha scelto di dividersi dal gruppo de “L’Altra Toscana” scegliendo una giornata esclusiva dedicata alla stampa di settore al fine di dare una maggiore visibilità alle produzioni del Valdarno di Sopra, luogo già celebrato, per la sua vocazione vinicola (insieme a Chianti, Pomino e Carmignano) nell’Editto di Cosimo III del 1716.
Una DOC che sta evolvendo sempre più e che vuole identificare i propri vini verso l’assoluta qualità, anche adottando nuove qualificazioni per i cru di maggiore rilievo che, dal 2024, godono dell’appellativo “Vigna”; ciò vuole esprimere una identità territoriale più solida e significativa. Il Presidente del Consorzio Luca Sanjust e il Direttore Ettore Ciancico hanno evidenziato questa svolta chiarendo come l’intenzione sia quella di esaltare i vini che nascono nelle vigne migliori rafforzando sempre più il legame con il territorio che ha peculiarità diverse. Quindi alle sfide future, strategicamente la DOC Valdarno di Sopra punta sulla “sua microzonazione”, alla valorizzazione delle differenze e del particolare.
Il territorio del Valdarno di Sopra ha come grande protagonista il fiume Arno che lo divide in due parti, la sponda di destra e quella di sinistra, regalando ai vini caratteristiche diverse molto interessanti. La riva sinistra si sviluppa sotto il massiccio montuoso del Pratomagno che blocca i venti freddi ma che allo stesso tempo risente di un clima più freddo e genera vini dal carattere più deciso e strutturato mentre la riva sinistra si estende verso le dolci colline della zona del Chianti e i vini risultano più armoniosi. Una cosa è certa, qui il Sangiovese è davvero di casa nelle sue differenti espressioni, vinificato come da disciplinare sia in purezza sia in blend con Cabernet Sauvignon, Canaiolo, Merlot e Fogliatonda.
L’evento ha visto la partecipazione di nomi di rilievo nel panorama enologico come Daniele Cernilli, Armando Castagno, Walter Massa, Michele Antonio Fino, Sergio Marchi, Francesco Olivella e Stefania Saccardi, vicepresidente della Regione Toscana e Assessore all’agricoltura. Nei panel di discussione sono stati affrontati temi cruciali, come il futuro del vino tra norme e esigenze di cambiamento e l’individuazione di possibili risposte concrete ai cambiamenti climatici.
Il “Senso di Identità” il titolo della masterclass condotta dalla Master of Wine Susan Hulme, che ha saputo presentare un’eloquente panoramica di questo territorio attraverso la degustazione di diversi campioni “Vigna” provenienti da entrambe le rive, approfondendo la specificità dei due diversi terroir, incastonando magistralmente il sorso con l’ambiente di produzione, il contesto vitivinicolo e il risultato finale percepito.
Un momento di rilievo la consegna del premio “Beatrice Torrini” al documentario Rai “DiVine” di Sara Catalini, che racconta il cammino di rinascita di 5 donne che si ritrovano per diversi motivi sulla via del vino tra Lazio e Toscana.
Susanna D’Amico, Carla Benini, Joy Kull, Domenica Luppino e Silvia Fuselli vengono narrate partendo dalle proprie storie personali, attraverso difficoltà, sogni e soddisfazioni, arrivando a ricoprire un posto privilegiato nel mondo della viticoltura. Su Rai 3 il 28 febbraio alle 16.10.

I MIGLIORI ASSAGGI: DOC Valdarno di Sopra
Tenuta Sette – Ponti Vigna dell’Impero 2019. Un incontro con un rosso rubino luminoso e intrigante, estrema pulizia al naso con note di ciliegia, frutti piccoli come ribes e lampone, pepe e una gradevole chiusura speziata finale. Al palato ricco sostenuto da un tannino elegante e integrato.
Il Borro – Polissena Vigna Polissena 2020. Rubino concentrato, al naso intenso e complesso con rimandi di ciliegia matura, cedro, petalo di rosa appassito, pepe nero, liquirizia, sandalo e rabarbaro. Vino di piacevolissima beva, riempie la bocca per poi alleggerirsi verso una chiusura persistente, composta e elegantissima.
La Salceta – Vigna Ruschieto 2021. Di un rosso rubino scarico, irrompe con ricordi di rosa rossa e viola, lampone e ciliegia, poi un leggero refolo balsamico. Mediamente di corpo presenta una bella acidità sorretta da una trama tannica elegante e ben ordinata per un finale persistente e armonico.
Petrolo – Bòggina C Vigna Bòggina 2021. Luminoso e intrigante, naso intenso di prugna matura, frutti rossi piccoli, speziatura di cannella sul finale. Al palato torna il frutto, entra vibrante e teso retto da tannini decisi ma ben integrati, gustoso e sapido per un risultato avvolgente e fine.
Tenuta San Jacopo – Vigna Mulino 2022. Bel rubino pieno, al naso lampone, ribes, ciliegia e un tocco di viola e polvere di caffè. Assaggio convincente fatto di lunghezza e piacevole sapidità, tannini vivaci ma levigati.
E’ Jamu – Vertigine 2023. Scarico e intrigante, attacco al naso elegante e intenso con rimandi immediati al lampone, erbe aromatiche, ginepro e cioccolato, molto pulito. Al palato vibrante e diretto, tannini scattanti chiude con una media lunghezza.
Fattoria Fazzuoli – Riserva 2018. Rubino pieno, al naso prugna cotta, pot-pourri di fiori secchi, confettura, arancia rossa e ricordo terroso. In bocca entra avvolgente, retto da una trama tannica bilanciata, chiude con una sensazione di arancia rossa.
Vigna delle Sanzioni – Riserva 2023. Vino potente, anche nel colore. Note di viola, mora, amarena, arancia rossa, lavanda, erbe selvatiche e speziatura piccante. Vino di corpo, ravviva il palato con tannini levigati, chiude fresco e lungo.
Podere Carnasciale – Ottantadue 2022. Intrigante rubino scarico, al naso pulito e diretto, apre con note di rosa fresca, alloro, caffè e eucalipto in finale. Sorso longilineo che esprime una freschezza sostenuta da tannini ben fatti e integri, sapidità e lunghezza di beva per un risultato fine e elegante.
Tenuta Scrafana – Sarrocchino Riserva 2018. Bel rubino intrigante con lievi sfumature aranciate. Attacco olfattivo intenso e complesso, con immediate sensazioni di rosa rossa, ciliegia e prugna, poi erbe spontanee, alloro, chiusura speziata di tabacco dolce. Tannini morbidi completano il sorso pieno e armonico.
Merita una menzione speciale il Metodo Classico Bolle di Borro Rosato 2018, che ha saputo rallegrare la degustazione con la sua brillante presenza e il suo perlage fine e persistente. Note di fiori freschi, fragolina, lampone, crosta di pane, agrumi e vaniglia sul finale. Entra in bocca fresco e delicato, per poi ammorbidirsi via via nel finale lungo e soddisfacente. I sessanta mesi sui lieviti si avvertono tutti!