(italiatv) La storia della famiglia Follador è intrecciata con quella del vino, del Prosecco, di Valdobbiadene. Nel lontano 1769, Giovanni Follador ricevette dal Doge di Venezia, Alvise IV Mocenigo, un’onorificenza per la straordinaria qualità dei suoi vini. Da allora l’inizio di una storia che dura fino ai nostri giorni, una storia che i Follador, con umiltà e dedizione, portano avanti seguendo la loro passione con cura e rispetto per la tradizione e sempre con l’obiettivo della qualità.
È stato Gianfranco Follador, discendente di Giovanni, a segnare una svolta nella storia di famiglia, orientandosi con lungimiranza verso la spumantizzazione. Tra le prime famiglie della zona di Valdobbiadene a compiere questa scelta, Gianfranco e la moglie Italia hanno portato avanti con convinzione e sacrifici una tradizione che oggi è nelle mani della nona generazione: Emanuela, che segua l’amministrazione e le relazioni esterne, Francesca, l’enologa della famiglia, Maria Cristina, Sales and Marketing Director e Michele, responsabile della produzione esterna, interna e della vinificazione.
La prima testimonianza della parola Prosecco risale al 1754 e è contenuta all’interno del “Roccolo Ditirambo”, un poemetto dell’accademico vicentino Aureliano Acanti, pubblicato a Venezia e pietra miliare per la storia di questo spumante. Nel 1769 viene istituita l’Accademia di Conegliano, un circolo culturale formato da proprietari viticoli, tecnici, studiosi e intellettuali che si riuniscono per discutere dei problemi legati alla coltivazione delle vigne. Dopo tre anni il Prosecco verrà messo in relazione al Conegliano Valdobbiadene, segnando l’esordio del Territorio. Giovanni Follador conosceva la viticoltura e sapeva che la vite poteva resistere anche a temperature estremamente basse e fu sua l’intuizione di convertire i terreni a vigneto, visione futuristica per il Conegliano Valdobbiadene.
L’azienda Follador è un esempio di un profondo legame familiare, fatto di garbo e gentilezza e incentrato su valori fortemente legati al passato, dove la tradizione e la passione per la propria storia si mescola con l’attenzione al futuro e alla continua innovazione.
Nei racconti di Maria Cristina si sente forte l’orgoglio di appartenere a una famiglia unita nel lavoro e negli affetti e la riconoscenza verso il padre Gianfranco e la mamma Italia, che rappresentano il faro familiare, uniti da una lunga storia d’amore frutto di un colpo di fulmine che ancora dura. Si conobbero nel 1965 a una festa e nel 1970 si unirono in matrimonio, dando vita all’attuale famiglia Follador, testimone di più di 250 anni di storia, tra vicende storiche, umane e personali, tra gli alti e bassi della vita, intrecciata alla storia italiana.
“Sono estremamente orgoglioso di raccontare 250 anni di storia durante i quali si sono avvicendate diverse generazioni. I nostri avi conducevano un’esistenza semplice, laboriosa e regolata dalle stagioni, con la volontà di assicurare alla propria discendenza un futuro migliore”, racconta Gianfranco nelle pagine del libro “Noi Follador” pubblicato nel 2019 per festeggiare i 250 anni della storia aziendale.
“Ho la fortuna di avere al mio fianco una donna straordinaria, mia moglie Italia Libera Rossi, che mi ha sempre affiancato e spronato anche quando mangiavamo pane e lacrime, via via verso pane e speranza”.
Follador è sinonimo di qualità e attenzione ai dettagli, grazie anche al “Metodo Gianfranco Follador” una specifica procedura, protetta, che fonda il suo metodo sulla crio macerazione per esaltare al meglio gli aromi evitando l’ossidazione con l’aiuto del sistema Krios che prevede l’impiego di un’attrezzatura dove convogliare le uve appena uscite dalla pigiatrice.
La sede dell’azienda si trova a Col San Martino, zona nota per le favorevoli condizioni del microclima e per la composizione del suolo di argilla e roccia. I vigneti si trovano proprio nel centro della zona del Prosecco e abbracciano le tre Torri di Credazzo, con il suo paesaggio suggestivo e un terroir altamente vocato.

La famiglia Follador continua a scrivere una storia di passione, facendo del Prosecco un’arte di famiglia; questa la degustazione dei vini:
FERDER Prosecco Doc Treviso Extra Dry. Glera e Chardonnay.
Brillante giallo paglierino con riflessi verdolini, perlage fine e elegante. Al naso note di fiori bianchi, arancia, fiori di mandorla e melograno. Al sorso morbido e vellutato, di piacevole lunghezza sapida.
XZERO Valdobbiadene Prosecco Superiore Millesimato Docg Extra Brut 2023. Glera e Chardonnay.
Luminosissimo giallo delicato, perlage fine e persistente. Bouquet olfattivo intenso, di mela, pera e biancospino. In bocca entra pungente e verticale, sapore dinamico e piacevolmente secco, sostenuto da una bella freschezza che si sviluppa in un’ottima persistenza.
NANI DEI BERTI Rive Col San Martino Valdobbiadene Prosecco Superiore Millesimato Docg Brut 2023. Glera e Chardonnay.
Un’ omaggio all’energia e all’intraprendenza di Giovanni (Nani) Follador, padre di Gianfranco. Un bel giallo paglierino scarico, perlage fine dall’intenso bouquet di agrumi, mandorla e fiori di acacia. Palato fine di estremo equilibrio tra fragranza e freschezza.
TORRI DI CREDAZZO Cru Valdobbiadene Prosecco Superiore Millesimato Docg 2023 Extra Dry. Glera e Chardonnay.
Le torri di Credazzo segnano il cuore del territorio del Valdobbiadene e della produzione Follador. Uno Charmat lungo, che si presenta brillante con un perlage finissimo di colore giallo paglierino. Sentori di mela, pesca e rosa delicata e note di pasticceria, grazie alla sosta sui lieviti che lo rende complesso. Entra in bocca intenso e ampio, chiude sapido, fresco e lungo.


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