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ITALIA TV. Roma Vescovio, “pizza Cecchin”: sfida alla malasorte

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ITALIA TV. Roma Vescovio, “pizza Cecchin”: sfida alla malasorte

(italiatv) A piazza Vescovio, Roma, nella notte tra il 28 e 29 Maggio del 1979, un giovane militante della destra romana, Francesco Cecchin di quasi 18 anni, “cadeva” da una terrazza condominiale a seguito di una fuga da un gruppo di militanti di sinistra che lo avevano riconosciuto. Dopo 19 giorni di coma il ragazzo muore. La sentenza della Corte d’Assise dice che fu gettato, ma non individua i colpevoli. Il giardino al centro della piazza è dedicato a Francesco Cecchin.

La premessa per dire che nel quartiere questo fatto “ha segnato molto”, e dopo 4 decenni c’è ancora una “presenza” del fattaccio. I militanti di destra hanno conservato e curato questo punto del marciapiede per così tanto tempo, anche perchè accanto alla terrazza della morte di Cecchin c’era una libreria/sede di “ispirazione Evoliana”; oggi c’è un ortofrutta nord-africano, “ma sempre di colonie parliamo”, come dice Bruno, umarell di zona.

Oggi riapre la pizzeria che fa appunto angolo con la terrazza della morte. E’ sempre stata una pizzeria al taglio, fino a diversi anni fa si chiamava “Il Triangolo”. Oggi riapre senza nome, con un master impastatore che viene dalle piramidi, dalla pregevole scuola egizia.
E infatti la pizza è buona. Oggi solo gusti base e debutto, poi si vedrà.

Ma se per recensire la pizza si tornerà più volte, ciò che fa notizia nel quartiere è che quello è un “punto maledetto”, uno di quei posti “sfortunati”, o appunto maledetti.
Il fatto è che c’è il fattaccio Cecchin: questa zona è ad alta densità di sostenitori di una certa destra nostalgica, qui si fanno i saluti romani strillati le notti di anniversario della morte di Cecchin, schierandosi a plotone in piazza; sui muri siamo ancora negli anni ’70.

La riapertura non fa notizia perchè è un immigrato a gestire un luogo sacro alla memoria nazionalista, perchè come detto “il vero fascista è colonialista…”; no: fa notizia perchè è un punto sul quale insiste il peso della maledizione di quella notte.
Naturalmente massima fiducia e auguri alla nuova gestione (anche perchè dai palloncini scelti per l’apertura promette bene).

La concorrenza è spietata, ma la scelta potrebbe essere anche intelligente; infatti solo 20 metri più in la c’è la pizza al taglio che fa angolo e 50 metri oltre la piazza Infarinare, il top di zona; ma anche La Piadineria, il siciliano… e via così.
Il punto è che la riapertura di oggi è a 20 metri dalla piazza, non in piazza, il che fa una differenza fra 1500 e 4000 Euro/mese di affitto…: potrebbe essere stata un buona scelta tecnica, ma c’è sempre una maledizione da battere.