(italiatv) Sabato 16 novembre al Palazzo Chigi di Formello, la presentazione del libro “L’Eco della Gentilezza”, di Claudio David. Sarà presente l’autore. Il giornalista Marco Rho coordinerà il talk su bullismo, cyberbullismo e violenza di genere al quale parteciperanno, oltre le autorità locali, Giovanna Pini, presidente del Centro Nazionale Bulli Stop, e il noto avvocato Giuseppe Montoro.
L’evento si inserisce nella giornata della Festa di San Martino ed è patrocinato dalla Regione Lazio, e dal Comune e Proloco di Formello.
Temi delicati e attuali come la violenza di genere, il bullismo e il cyberbullismo, analizzati con esperti e rappresentanti istituzionali che condivideranno le loro prospettive e risponderanno a domande su come la gentilezza possa diventare una vera forza di cambiamento.
Claudio David, autore del libro:
D. Perché ha scritto questo libro?
R. Per offrire un messaggio di speranza e uno strumento concreto di riflessione e cambiamento. Credo fermamente che la gentilezza abbia un potenziale trasformativo, soprattutto in una società in cui i rapporti sembrano dominati da conflitti e tensioni. Ho voluto esplorare come, anche attraverso piccoli gesti, la gentilezza possa avere un “eco” che si espande, influenzando positivamente la vita delle persone e creando un ambiente più sicuro e accogliente. In un periodo storico complesso, il libro nasce dall’urgenza di ricordare l’importanza di riscoprire e praticare valori autentici e universali.
D. Il recente caso di Napoli, ma non solo, alza ancora l’asticella della gravità: a scuola armati e coltellate a chi pesta le scarpe; non solo nelle zone ad alta incidenza mafiosa. Drammaticamente, la gentilezza sembra qualcosa di… stonato, e altrettanto necessario: come si innesca il cambio di tendenza?
R. Il cambio di tendenza può iniziare solo riscoprendo e coltivando il valore della gentilezza, non come qualcosa di “debole” o marginale, ma come una vera e propria forza sociale. Per invertire la rotta, è fondamentale partire dall’educazione, creando nelle scuole spazi di dialogo e riflessione, dove la gentilezza sia riconosciuta come un comportamento normale e necessario, piuttosto che eccezionale. Non è sufficiente dirsi che “bisogna essere gentili”: serve un impegno collettivo da parte delle istituzioni, delle famiglie, degli educatori e della comunità per dare ai ragazzi strumenti concreti per affrontare i conflitti con rispetto e dialogo. Solo così possiamo ridurre la violenza e instillare un nuovo modello di relazione basato sulla comprensione e sul rispetto reciproco.
D. Il bullismo spesso ha radici in contesti familiari difficili: quanto è importante lavorare sui genitori del bullo?
R. E’ fondamentale, è la base. I ragazzi assorbono dai genitori e dalla famiglia i primi modelli comportamentali, sia positivi che negativi. Quando manca un ambiente stabile e affettuoso, o quando i genitori trasmettono modelli di violenza e prevaricazione, è più probabile che i figli riproducano comportamenti di bullismo a scuola o altrove. Ecco perché è essenziale coinvolgere i genitori nelle campagne anti-bullismo: non solo con iniziative di sensibilizzazione, ma anche con strumenti pratici, come corsi di gestione emotiva o gruppi di sostegno per famiglie che attraversano difficoltà. Aiutare i genitori a gestire meglio i conflitti e a trasmettere ai figli valori positivi può fare una grande differenza.
D. Politiche anti-bullismo sembrano mancare o non essere efficaci: il fenomeno è in crescita. Quali sono le sue proposte alla Politica?
R. Alle politiche anti-bullismo servono più concretezza e continuità. Le scuole e le istituzioni locali dovrebbero implementare programmi continuativi e ben strutturati di educazione emotiva e civica. Servirebbero sportelli di ascolto e supporto psicologico stabili nelle scuole, formati per riconoscere e intervenire nelle dinamiche di bullismo fin dal primo segnale. La Politica dovrebbe promuovere iniziative di sensibilizzazione che coinvolgano sia i ragazzi che le famiglie, dando priorità a progetti di prevenzione. Propongo anche di incentivare progetti educativi su temi come il rispetto e l’empatia, oltre a introdurre percorsi di mediazione tra pari. Infine, non possiamo trascurare l’importanza di un controllo più attento del mondo digitale e dei social media, dove il cyberbullismo sta dilagando.
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🕓 Quando: 16 novembre, ore 16:30
📍 Dove: Palazzo Chigi, Formello

