(italiatv) L’ appuntamento del festival di quest’anno a Merano ha visto lo svolgersi di seminari e masterclass di alto valore che hanno confermato l’alto livello enologico della manifestazione.
” Intrecci di Vite” è il nome di una serie di incontri esclusivi dedicati a stampa ed esperti del settore che si sono svolti nel prestigioso Castello di Principesco di Merano e che ha visto avvicendarsi produttori e enologi di fama internazionale: tra queste quella intitolata “Cinelli Colombini e Ricasoli 1141”. Due mondi toscani a confronto con la presenza di Donatella Cinelli Colombini e il Barone Francesco Ricasoli che, con la preziosa mediazione di Oscar Farinetti, hanno presentato una verticale di 3 Brunello di Montalcino e tre Gran Selezione tutte invece del 2018.
La signora Donatella, presidente del Movimento Donne del Vino Toscana, ideatrice del Turismo del Vino e di Cantine Aperte, è una donna che ha saputo sviluppare nella sua vita attività innovative che sono in seguito state abbracciate da tutto il mondo vinicolo. Cuore legato alla produzione di Brunello, coltivato da parte dei suoi antenati dal 1592 e che lei nel 1998 è riuscita a rilevarne una parte per l’inizio del suo meraviglioso viaggio, ripartendo da un rudere del padre. Sua volontà principale è sempre stata quella di valorizzare le donne che fanno il vino; donne che con il passare del tempo sono diventate anche grandi consumatrici. La sua azienda solo donne, a partire da lei stessa e passando per l’enologa, le impiegate e altre figure aziendali.
All’assaggio le annate 2018, 2019 e 2020, che hanno tutte confermato il valore produttivo in un risultato di grande piacevolezza e armonia secondo le linee guida aziendali. In particolare la 2019, sostenuta da una vendemmia eccellente, ha saputo raccontare i colori del territorio di Montalcino, con un rosso rubino scarico e luminoso e accenni granati, ampio al naso con note di terra, china, caffè, rosa appassita e arancia sanguinella per un assaggio dal tannino vellutato e integro, garbato e di sicura armonia.
Francesco Ricasoli, ha raccontato con orgoglio la storica produzione di vino da parte della sua famiglia dal 1184 e in seguito il riacquisto dell’azienda dagli australiani proprio da parte sua nel 1993. Ha presentato le sue tre Gran Selezione 2018 tutte provenienti da diversi terroir all’interno della sua azienda a Gaiole in Chianti, che, con le identiche tecniche produttive, hanno saputo raccontare perfettamente le caratteristiche diverse a secondo della provenienza: Colledila, Roncicone e Cenniprimo. Tutti nella zona di Gaiole in Chianti, tutti 100% Sangiovese ma diversi tra loro proprio appunto per il vigneto dal quale provengono. Tutti e tre ben fatti, fini ed eleganti, più frutta come prugna e soffio di terra nel primo, maggiori sentori di erbe come rosmarino e poi eucalipto nel secondo mentre nel terzo infine maggiore complessità al naso, luminosissimo nel calice e voluttuosità intrigante.
Nell’ambito delle masterclass, quella moderata sempre da Oscar Farinetti “Bolla contro Bolla”, il cui titolo si è rivelato decisamente azzeccato per una degustazione di bollicine di diversa provenienza ma tutte Metodo Classico e che un’attenta analisi comparativa ha evidenziato le diverse espressioni regionali e la maestria enologica che le caratterizza:
Bersi Serlini 2020 Cuvee n.4 Franciacorta
Enrico Serafino 2010 Zero 140 Plutone Alta Langa
Ferrari 2016 Riserva Lunelli Trento Doc
Fontanafredda 2017 Alta langa Docg Vigna Gatinera Roiserva Blanc de Noir 72
Giorgi s.a. 1870 T.o.p. Zero Oltre Po’ Pavese
Maso Martis Blanc de Blanc Trento Doc
Monsupello Rosè Oltre Po’ Pavese
Monte Rossa s.a. Cabochon Fuoriserie n.7
Diverse bolle quindi da diversi territori, alcuni provenienti da zone più alte e fredde, altre più rotonde con un clima più clemente ma tutte ben fatte nella propria peculiarità capaci di accontentare i diversi gusti del consumatore finale.
Il tema dell’importanza e della vendibilità all’estero delle bollicine italiane verso lo Champagne ha sollevato un tema forte ormai di vecchia data, quello cioè di presentarsi uniti all’estero come bollicine italiane.
Marcello Lunelli per Cantine Ferrari Trento DOC, ha evidenziato in modo “deciso” la vecchia e mai risolta difficoltà di presentazione insieme alla Franciacorta nel mercato estero, sottolineando i tentativi fatti in passato che però ancora non hanno portato appunto a una immagine coesa agli occhi del mercato straniero.
Tema caldo e importante scaturito in un confronto speriamo costruttivo per il futuro delle bollicine italiano oltre confine.