Home VinOggi ITALIA TV. Badoglio, l’offesa e il vino.

ITALIA TV. Badoglio, l’offesa e il vino.

0
ITALIA TV. Badoglio, l’offesa e il vino.

(italiatv) “Sei un Badoglio!” è un’offesa: molto più diffusa negli ambienti della destra italiana, è però nota un po’ a tutti. Evidente che ci si riferisce a quello che fu considerato il triplice tradimento del Maresciallo d’Italia, ovvero per i fatti dell’estate del ’43.
Subito dopo essere stato nominato capo del governo, Badoglio dichiarò pubblicamente: “La guerra continua a fianco dell’alleato germanico”, mentre in segreto avviava le trattative di resa con gli Alleati. Per fascisti e nazisti Badoglio incarnava il tradimento supremo dell’alleanza. Ma poi anche per come scappò: soldati lasciati senza ordini, italaini allo sbando, la sua fuga da Roma fu vergognosa. “Sei un Badoglio” è un’offesa perchè equivale a vigliacco e infame.

Al netto del giudizio storico, esiste però un filo storico che unisce il Maresciallo d’Italia al vino. Tutto inizia nel Monferrato, a Grazzano dove nacque Badoglio (ribattezzato Grazzano Badoglio nel 1938). All’epoca, il comparto vitivinicolo piemontese operava in regime di autarchia fascista: le sanzioni del 1935 bloccarono le importazioni, spingendo le cantine storiche a dominare il mercato nazionale. Barbera, Vermouth e spumanti locali beneficiarono di quel “ban” e sostituirono i prodotti francesi sulle note del nazionalismo mussoliniano.

Il legame fra Badoglio e il vino divenne tangibile nel 1936, quando la città di Asti donò a Badoglio la “Villa della Vittoria” a San Marzanotto, comprensiva di una vigna di 3 Ha. Badoglio, fu militare e non vignaiolo, non curava i filari né coltivava passioni enologiche: la tenuta era un esclusivo buen retiro estivo.

Con l’8 settembre e la precipitosa fuga a sud, il Maresciallo perse il controllo dei suoi possedimenti. La villa, in posizione dominante sulla valle del Tanaro, venne occupata dai partigiani e sfruttata come punto d’osservazione. Nel dopoguerra Badoglio non vi fece ritorno: decise di donare l’intera proprietà alla Provincia di Asti per farne un preventorio infantile, un complesso che oggi versa in completo abbandono.

Se il Piemonte ha rappresentato la proprietà vitivinicola produttiva, il Friuli-Venezia Giulia incarna l’odierna valorizzazione. La discendenza, con il nipote Alessandro, risiede al Castello di Flambruzzo. Qui la famiglia Badoglio non opera nella produzione vitivinicola, ma si dedica alla promozione del territorio, ospitando regolarmente eventi e degustazioni per supportare i viticoltori locali.

www.italiatv.it