“Monito ime goronte enamai”. Il nostro territorio non è in vendita.
(italiatv) Attivista 41enne, insignita del Premio Goldman, il Nobel degli ambientalisti, è cofondatrice di Amazon Frontlines. E’ cresciuta senza elettricità né acqua corrente, seguendo le tradizioni Waorani, indigeni nella foresta amazzonica dell’Ecuador, di caccia e raccolta. Ha imparato dalla nonna a difendere il territorio e conoscere le piante medicinali.
Da giovane si è resa conto che petrolio, deforestazione e compagnie minerarie stavano entrando nel territorio Waorani. Nel 2012 ha mobilitato la comunità del suo popolo contro l’estrazione del petrolio nella regione ecuadoriana di Pastaza. Ha alternato le manifestazioni locali ai ricorsi legali. Nel 2016 ha cofondato Ceibo Alliance, un’alleanza di 4 nazioni indigene dell’Amazzonia per difendere 11 milioni di acri di foresta. Il 26 aprile 2019 ha ottenuto lo stop formale delle trivelle dalla Corte di Giustizia, annullando le concessioni petrolifere su mezzo milione di acri di territorio Waorani.
Ha raccolto in un libro “Un giorno saremo dei giaguari” le lotte che ha dovuto portare avanti negli anni. “Per noi Waorani il giaguaro è il messaggero divino. Ci avverte, attraverso i sogni degli sciamani, in caso di minacce, di agguati dei nemici, di catastrofi. Il compito di noi indigeni è essere giaguari. Trasmettere al mondo il messaggio del pericolo ma anche delle possibilità di salvezza. La mia vittoria legale è stata un precedente prezioso per altri popoli indigeni. Il lavoro più difficile e più importante è quello di costruire la comunità”.
Ha dimostrato, avendo la possibilità di parlare direttamente alle Nazioni Unite e ai governi, che la difesa della foresta funziona meglio quando la guidano gli indigeni che ci vivono.