(italiatv) Manca pochissimo alla scadenza dell’ultimatum fissato per le ore 17:01 di oggi, venerdì 27 febbraio 2026, che segna il punto di rottura definitivo tra il Pentagono e Anthropic. Questo articolo è rilasciato alle ore 16.
Il Segretario alla Difesa Pete Hegseth ha intimato formalmente a Dario Amodei, CEO e co-fondatore della società, di rimuovere ogni clausola di salvaguardia che impedisca l’uso del modello Claude per “ogni scopo legale”, includendo esplicitamente operazioni militari cinetiche e sorveglianza di massa. Anthropic, fondata da Amodei con l’obiettivo di sviluppare un’intelligenza artificiale sicura e allineata ai valori umani, opera come Public Benefit Corporation ed è considerata il principale baluardo etico del settore, con una valutazione che ha raggiunto i 380 miliardi di dollari.
La tensione è esplosa dopo il raid di gennaio a Caracas per la cattura di Nicolás Maduro, durante il quale Claude è stato utilizzato, tramite la piattaforma Palantir…, per la pianificazione tattica di un attacco che ha causato circa 80 vittime.
Amodei ha confermato ufficialmente il proprio rifiuto alle richieste governative, sostenendo che l’attuale tecnologia non possiede la robustezza necessaria per gestire decisioni letali autonome e che la sorveglianza indiscriminata violerebbe il mandato di sicurezza pubblica dell’azienda.
Di fronte a questo diniego, Hegseth ha minacciato ritorsioni estreme: la risoluzione immediata di un contratto federale da 200 milioni di dollari, la designazione di Anthropic come “rischio per la catena di approvvigionamento” — etichetta che ne bloccherebbe l’operatività con partner come AWS — e l’invocazione del Defense Production Act per obbligare legalmente la società a fornire il codice sorgente privo di filtri.
Questo scontro si inserisce nella crisi descritta dall’imprenditore Andrea Pignataro, secondo cui l’adozione di questi modelli sta già portando alla “disintermediazione” di settori strategici come la consulenza e il legale, poiché le aziende, utilizzandoli, “insegnano” involontariamente all’IA la grammatica dei propri processi produttivi, alimentando un sistema destinato a renderle superflue.