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ITALIA TV. Vendemmia. Ci mancava lo scarabeo giapponese…

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ITALIA TV. Vendemmia. Ci mancava lo scarabeo giapponese…

(italiatv) Adriano Romano ci aggiorna sulla più recente delle minacce sulla vendemmia di quest’anno: lo scarabeo giapponese. Buona lettura >

Popillia japonica, lo scarabeo giapponese arrivato in Europa nel 2014 nei pressi di Malpensa, ha imparato a nutrirsi di viti. Dopo aver colonizzato orti e frutteti in Lombardia, Piemonte e Valle d’Aosta, l’anno scorso è comparsa per la prima volta nei vigneti terrazzati del Nebbiolo, ed è stata segnalata anche nel Veronese del Soave e nel Trevigiano, a ridosso del Prosecco.
Lungo circa un centimetro, con elitre bronzo e torace verde metallico, l’insetto ha un comportamento gregario: centinaia di esemplari possono concentrarsi sulla stessa pianta. “Se non controllato, è in grado di defogliare in pochi giorni una intera vite, compromettendo la capacità di sintetizzare nutrienti e dunque di produrre uva”, spiega Simone Lavezzaro, tecnico del Centro di Saggio Agricola 2000. La defogliazione espone i grappoli al sole e riduce la fotosintesi: il rischio non è un raccolto più scarso, ma uva che non matura affatto.

L’insetto, che si nutre di oltre 300 specie vegetali, è nella lista dei parassiti prioritari UE. Per l’entomologa Daniela Lupi, in Italia, Svizzera e Germania è ormai radicato: l’obiettivo è contenerlo, non eradicarlo. Ministero dell’Agricoltura e Regioni mantengono toni di emergenza contenuta, tra migliaia di trappole di monitoraggio già attive e bandi come l’SRD06 lombardo, che finanzia reti anti-insetto e trattamenti. I viticoltori, spiega Lorenzo Bazzana di Coldiretti, si affidano soprattutto ai pesticidi, efficaci ma poco durevoli sui terreni scoscesi e dannosi per i predatori naturali delle larve. Trappole a ferormoni, finanziate dalle regioni ma impiegabili fuori dai vigneti, e rimedi naturali (terra di diatomee, olio di neem) restano le alternative meno invasive, ma di efficacia ancora poco documentata sulla qualità del Vitis vinifera.

Nessun rischio per l’uomo, ma per la vitivinicoltura la minaccia è concreta, in un mercato del vino già in difficoltà.
Adriano Romano

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