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ITALIA TV. Vino, le alternative al vetro non reggono. SPECIALE sugli imballi

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ITALIA TV. Vino, le alternative al vetro non reggono. SPECIALE sugli imballi

(italiatv) Il giro d’orizzonte sui contenitori alternativi al vetro per il vino, sia in chiave ecologica sia in chiave commerciale, ci restituisce un sostanziale senso di delusione. La verità è che non c’è nessuna alternativa degna del vetro e soprattutto non c’è alcuna speranza che materiali plastici a vario titolo possano essere percepiti come di valore: “se non è nel vetro non vale niente”. Ma la delusione maggiore è quella di scoprire che tutta quelle plastiche e altri materiali, alla fine non sono così riciclati come si presume.
No, quando si parla di vino c’è solo il vetro. Quando la bottiglia di vetro (o,75l) è scelta responsabilmente dal produttore, ovvero al massimo di 500gr, poi il vetro si ricicla benissimo e di fatto completamente. E’ energivora la produzione, impatta, ma bisogna essere pragmatici: le alternative non sono migliori. Per movimentare il vino in vetro forse la giusta via è quella che si definisce “sistema vincolato”: vetro leggero, imballo potente; dove però l’imballo è sostenibile. E allora facciamo un giro d’orizzonte sugli imballi: Polistirolo espanso (EPS), NakPack, Polpa di cellulosa stampata, Cartone ondulato e alveari. Una di queste è “quella giusta”.

Polistirolo espanso (EPS): efficienza tecnica ma forte impatto ambientale. Il polistirolo espanso rappresenta tuttora lo standard di riferimento per la protezione termica e meccanica. Grazie a doti eccellenti di assorbimento degli urti, isolamento termico e leggerezza, l’EPS riduce al minimo il rischio di rotture, supportando efficacemente anche le bottiglie a spessore ridotto nelle spedizioni singole o nei canali e-commerce.
Le criticità emergono sul piano della sostenibilità e della reputazione aziendale. Essendo un polimero derivato dal petrolio e non biodegradabile, il polistirolo presenta filiere di riciclo complesse ed è soggetto a crescenti restrizioni normative da parte dell’Unione Europea. Di conseguenza, pur offrendo prestazioni tecniche ineccepibili, l’EPS risulta commercialmente incoerente per le cantine che promuovono una transizione ecologica certificata.

NakPack: la transizione ecologica del cartone strutturato. Il sistema NakPack rappresenta un’evoluzione radicale del cartone in chiave biologica. Interamente privo di componenti plastiche e riciclabile al 100% (con certificazione Plastic Free), questo modello impiega nastri sigillanti in PLA biodegradabile e compostabile, garantendo una contrazione delle emissioni.
Se i vantaggi reputazionali e ambientali sono evidenti, permangono alcuni limiti strutturali. La resistenza alle sollecitazioni meccaniche più severe, in particolare nei casi di impatto verticale, non eguaglia i livelli di assorbimento del polistirolo. Per ovviare a tale vulnerabilità, gli operatori logistici devono spesso integrare la struttura con soluzioni geometriche interne, quali alveari e doppie pareti, necessarie nei contesti di movimentazione più aggressivi.

Polpa di cellulosa stampata: il compromesso termo-meccanico. Gli inserti in polpa di cellulosa (pulp packaging), ottenuti dal riciclo di fibre cartacee, si propongono come l’alternativa diretta ai blocchi di polistirolo. Questi supporti sagomati offrono un’elevata capacità di assorbimento degli urti e un’ottima stabilità in transito, garantendo la totale biodegradabilità del materiale a fine ciclo.
I fattori limitanti risiedono nei costi industriali e nella logistica interna. La produzione richiede stampi dedicati per ciascun formato di bottiglia, un elemento che vincola la sostenibilità economica a volumi di scala elevati. Inoltre, lo stoccaggio a magazzino di questi elementi preformati richiede spazi superiori rispetto alle soluzioni in cartone piatto, incidendo sui costi fissi di gestione delle cantine.

Cartone ondulato e alveari: l’efficienza standard per i grandi volumi. Il cartone ondulato, abbinato ad alveari separatori interni, costituisce l’asse portante della logistica vinicola globale. Economico, universalmente accettato dai vettori e facilmente riciclabile, il formato a doppia parete offre una resistenza alla compressione ottimale per il trasporto standardizzato su pallet, ideale per i mercati internazionali e la grande distribuzione.
Il limite intrinseco di questa soluzione si manifesta nella logistica parcellizzata e nell’e-commerce, dove le cadute accidentali e gli impatti sugli spigoli possono superare la capacità di assorbimento del cartone.

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La sintesi strategica: il sistema vincolato. Sul fronte del contenitore primario, l’industria vetraria ha già validato soluzioni ad alta tecnologia (come le linee alleggerite sotto i 450 grammi), dimostrando che la riduzione dell’impronta di carbonio è perseguibile senza rinunciare al vetro. La fragilità intrinseca delle bottiglie alleggerite sposta l’asse della sfida sulla progettazione dell’imballaggio esterno. Il futuro del comparto risiede nel “sistema vincolato” (l’unione tra una bottiglia in vetro leggero e un imballo esterno ingegnerizzato in cartone o polpa di cellulosa). Solo questa combinazione consente di preservare il valore percepito del prodotto e la neutralità enologica del contenitore, riducendo drasticamente l’impatto ambientale e i costi di trasporto dell’intera filiera.

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NakPack