(italiatv) La nuova Cantina del Cabreo segna un passaggio strategico per Ambrogio e Giovanni Folonari Tenute, un progetto che unisce architettura, memoria familiare e visione futura, ideato per garantire continuità alle nuove generazioni. Inaugurata il 16 maggio scorso la nuova Cantina del Cabreo a Greve in Chianti che apre una fase nuova per Ambrogio e Giovanni Folonari Tenute, una realtà che ha contribuito in modo importante e alla crescita qualitativa e all’immagine internazionale del vino toscano.
Il progetto, firmato dall’architetto fiorentino Carlo Ludovico Poccianti, ridisegna il luogo produttivo del Supertuscan toscano e nasce con una visione dichiaratamente lungimirante, quella cioè di consegnare ai figli e ai nipoti della famiglia Folonari uno strumento di lavoro moderno, solido e coerente con il territorio, capace di accompagnare l’azienda nei prossimi decenni. Durante la cerimonia il sindaco di Greve in Chianti, Paolo Sottani, ha conferito ad Ambrogio Folonari la cittadinanza onoraria, riconoscendone il ruolo nella valorizzazione del Chianti e nella rinascita del vino toscano.
La cantina, realizzata con un investimento di 7 milioni di euro, è stata concepita come un luogo in cui produzione e accoglienza convivono in modo armonico. Il percorso segue il vino dalla vinificazione alla barricaia, fino alle due sale conclusive: quella dedicata alle annate storiche, che custodisce la memoria del lavoro della famiglia Folonari, e quella destinata all’accoglienza, pensata come spazio conviviale e rappresentativo. Materiali locali come cotto dell’Impruneta, pietra toscana e legno naturale dialogano con acciaio e bronzo brunito, mentre la luce diventa elemento narrativo, accompagnando il visitatore lungo un percorso immersivo che unisce tecnica e suggestione.
“Un luogo volutamente bello e pulito” spiega Giovanni Folonari” perché attraverso la bellezza percepita dai visitatori, il vino racconterà maggiormente la sua qualità”.
Una storia lunga tre secoli.
La storia della famiglia Folonari attraversa quasi tre secoli evolvendo sempre una ricerca della qualità e verso la moderna enologia italiana. Le origini risalgono alla fine del XVIII secolo, quando i primi Folonari operano come récoltant-commerçants in Val Camonica. Da lì, grazie alla visione dei discendenti del capostipite Lorenzo, la famiglia si afferma come una delle realtà più dinamiche dell’imprenditoria vinicola lombarda. Il passaggio decisivo arriva alla fine dell’Ottocento: nel 1882 i fratelli Francesco e Italo trasferiscono la sede a Brescia e nel 1911 acquistano la storica casa vinicola Ruffino, simbolo del Chianti Classico esportato nel mondo. Sono tra i primi a portare il Chianti negli Stati Uniti e a consolidare la presenza dei vini toscani nei principali mercati europei. Negli anni Sessanta Nino Folonari introduce un cambio di passo: abbandona le grandi produzioni per puntare sulla qualità e sulle denominazioni, ispirandosi al modello francese e a lui si devono l’acquisto delle Tenute del Cabreo (1967) e della Tenuta di Nozzole (1971), che diventeranno le basi fondanti dell’azienda. Nel 2000 Ambrogio e Giovanni Folonari fondano l’azienda attuale, rilevando cinque tenute toscane tra Chianti Classico, Bolgheri, Montalcino e Maremma. Oggi Giovanni è Presidente, Ambrogio Presidente Onorario, mentre Francesca e Angelica Folonari guidano i progetti legati all’enoturismo e alla wine hospitality. La nuova cantina è stata pensata con un occhio alla generazione successiva, quella dei figli e dei nipoti: un investimento che guarda oltre il presente e che mette al centro la continuità familiare come valore fondante del progetto.
2016–2020: gli anni della trasformazione
Negli ultimi anni l’azienda ha attraversato una fase di rinnovamento profondo. Nel 2016 nascono i B.S.T. cioè i Baby Super Tuscans, vini immediati e moderni, non affinati in legno, pensati per un pubblico giovane e curioso.
Nel 2017 prende forma il rilancio della Tenuta di Nozzole, con una gamma completamente rinnovata e un ritorno deciso al Sangiovese in purezza.
Il 2018 segna la nuova identità delle Tenute del Cabreo, con Cabreo Il Borgo, La Pietra e Black Toscana IGT ripensati in chiave più elegante e contemporanea.
Il 2020 vede altri importanti progetti come il restauro della Cantina del Cabreo, nuova Enoteca a Nozzole e nascita della Biblioteca Enologica Folonari, che custodisce oltre 40.000 bottiglie storiche. In parallelo, l’azienda consolida un modello di ospitalità di alto profilo, con Borgo del Cabreo e Pietra del Cabreo che diventano punti di riferimento per un turismo internazionale attento e preparato.
La degustazione
A dar voce enologia al momento dell’inaugurazione, due verticali di Cabreo Il Borgo Toscana IGT e La Pietra Chardonnay Toscana IGT guidate da Giovanni Folonari e dall’enologo Roberto Potentini.
La Pietra
Primo Supertuscan bianco prodotto solo con uve Chardonnay. Iniziale fermentazione in acciaio con travaso in legno a metà processo e matura almeno 24 mesi in tonneau prima di affinare in bottiglia
1985
Brillante dorato ambrato, consistente. Naso intenso e complesso con note di miele di castagno, zafferano, arancia candita, fiori appassiti, speziature dolci e chiusura fumée finale. Sorso ancora fresco e con una sapidità elegante che chiude con una persistenza incredibile. Assaggio di grande qualità nella sua longevità indiscussa.
1995
Brillante dorato, intenso all’olfatto, schiude sentori di fiori gialli appassiti, frutta esotica matura, salvia, miele, arancia candita e pietra focaia e tostatura. In bocca entra fresco e diretto e poi sviluppa la sua sapidità nella lunghezza accompagnata da una piacevole sensazione di mineralità.
2001
Bella luce dorata nel calice. Al naso richiami di ginestra, speziatura dolce, frutta gialla matura e pietra bagnata nel finale. Sorso subito godibile, caldo, sapido e persistente.
2013
Altro assaggio di altissimo livello insieme alla 1985. Brillante giallo paglierino con belle sfumature dorate, accoglie il naso con profumi di ginestra, agrume, timo, speziatura dolce garbata e una nota di idrocarburo che ne caratterizza la personalità. In bocca pieno ma comunque di bella freschezza, avvolge il palato lasciando una persistenza sapida infinita.
2023
Brillante giallo paglierino con qualche sfumatura dorata appena accennata molto suggestive.
Note di fiori di camomilla, salvia, erbe officinali e buccia di limone, mentolato e balsamico. In bocca fragrante con un equilibrio costruito sulla freschezza che ne caratterizza l’assaggio con una finale leggermente ammandorlato, leggermente ammandorlato e sapido nella sua persistenza.
Cabreo Il Borgo
Cabreo è l’espressione storica dell’azienda da oltre 40 anni. Vitigni di Sangiovese, Cabernet Sauvignon e Merlot rispettivamente per un terzo ciascuno dal 2016 in poi, mentre prima era 70% sangiovese e 30% Cabernet Sauvignon. Fermentazione in acciaio e macerazione di 4 settimane in barrique prima di affinare in bottiglia.
1988
Rubino denso con sfumature mattone. Intenso al naso sprigiona note di pot-pourri di fiori rossi, arancia rossa, prugna secca, sottobosco, cuoio e chiusura balsamica. Al sorso tannini vellutati e molto gradevoli, ancora di bella acidità, molto vivo e supportato da una buona sapidità. Molto persistente ancora, un assaggio elegante e sorprendente.
1995
Bel colore rubino aranciato luminoso e scarico. Note di fiori rossi secchi, arancia sanguinella, prugna, terra, tostatura di caffè e finale balsamico. Al palato sapido e fresco, tannino setoso che ancora si fa ben sentire, chiude lungo nella sapidità.
2001
Rubino più impenetrabile con sfumature aranciate. Subito tanta frutta come ribes rosso e nero, mora, prugna, chiodi di garofano, caffè e chiusura balsamica. Sorso pieno, fresco piacevolmente, tannini ben presenti integrati, sapido e persistente.
2016
Rubino pieno limpido e scarico, con sfumature leggermente granate. Rosa appassita, viola, ribes rosso, arancia rossa, tante erbe aromatiche e sempre un finale balsamico che caratterizza questo vino. Bella bevibilità sorretta da una decisa freschezza e un tannino magistrale, la percentuale di Merlot regala finezza e armonia. Sapido e lungo, un assaggio molto godibile.
2022
Rubino luminoso con accenni color porpora. Rosa rossa al naso, viola, ciliegia marasca, mirtilli e prugna. Poi vaniglia, cannella, cioccolato fondente, incenso, speziatura delicata e sbuffo mentolato.
Tannini fitti e vigorosi regalano all’esame gustativo una sensazione di calore e struttura solida. Nonostante l’annata molto calda e siccitosa, dimostra una spalla acida importante che lo bilancia molto. Finale lunghissimo, intenso e sapido.