Home Attualità ITALIA TV. Mucha a Roma, imperdibile. Quelle poche volte che ci si può dire sazi

ITALIA TV. Mucha a Roma, imperdibile. Quelle poche volte che ci si può dire sazi

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ITALIA TV. Mucha a Roma, imperdibile. Quelle poche volte che ci si può dire sazi

(italiatv) Donne come icone e muse come divinità, sono il tema delle opere di Alphonse Mucha in esposizione presso le splendide sale di Palazzo Bonaparte a Roma, in cui si celebra il trionfo della bellezza e della seduzione; un itinerario d’epoca tra eleganza e raffinata sensualità del mondo dell’Art Nouveau e Liberty, con 150 capolavori esposti. Tra litografie, quadri, allegorie, monili, sculture ed arredi d’epoca, la mostra è un capitolato d’effetto della cultura europea di inizio ‘900, che si snoda in quello che fu l’appartamento privato di Donna Letizia, madre di Napoleone, del quale è anche visitabile il celebre loggiato.
Mucha traduce il tempo ed i contenuti in un originale e riconoscibilissimo stile, a lungo copiato anche oltre oceano, l’Art Déco che ha attraversato la cultura di un’intera epoca attraverso la ricerca del sublime e la celebrazione del femminile, proprio a ridosso di un conflitto che infiammerà tutta l’Europa.

Libero indagatore ed artista eclettico, attratto dallo Spiritualismo e dalla Libera Muratoria, di cui fu anche Maestro Venerabile in patria, Mucha nacque sotto il dominio austro-ungarico in terra Ceca. Presto trovò domicilio artistico a Parigi dove risiedette a lungo, dove sviluppò il suo genere innovativo e, notato dalla Divina Sarah Bernard, ne divenne presto il protegé, celebrandola con tavole a grandezza naturale, divenute famose in tutto il mondo, ante litteram dei poster. E ancora cartine per sigarette, confezioni di cioccolateria e biscotteria, profumi e porcellane sono i capolavori esposti, ispirati alle linee muliebri di Botticelli e alle delicatezze di Boldrini o alle imperatrici ieratiche dei mosaici ravennati sorprenderanno lo spettatore, accompagnato soavemente dalle musiche di Fauré, di sala in sala.
Interessanti sono le ultime produzioni, l’Epopea Slava, dedicate alla sua patria d’origine, alla quale dedicherà una ricca produzione, esaltandone le bellezze ed i valori, professandosi un fervente nazionalista, per riaffermare i concetti di unità culturale, pace e fratellanza, all’indomani della dichiarazione di indipendenza della Cecoslovacchia.

Nel corso del tempo quindi Mucha evolve da uno studio figurativo iniziale, attingendo dai maestri rinascimentali, per poi arricchire le sue figure ispirate da motivi botanici, floreali, giapponesi e dalle linee decorative celtiche, incarnando il principio di armonia universale, assecondando l’entusiasmo dell’arte e della moda di tutto il mondo, senza dissolvenza, rimanendo ancora estremamente attuale e godibilissimo.
A Roma dall’8 ottobre 2025 all’8 marzo 2026