(italiatv) La vendemmia italiana è un racconto a tappe che attraversa il Paese dall’alto al basso: dalle coste calde del Sud e delle isole, dove i primi tagli sono iniziati tra fine luglio e inizio agosto, fino ai vigneti in quota del Nord, dove la vendemmia è agli sgoccioli. Sul piano stagionale, l’anno ha mostrato un meteo più gestibile perché si è avuto un caldo anticipato, poi piogge primaverili utili alle riserve idriche e temporali estivi a zone alterne, quindi sembrerebbe una situazione da manuale per l’alta qualità.
Trentino. Ferrari Trento ha aperto la vendemmia il 18 agosto. Qualità attesa positiva e produzione nella norma, dopo una stagione calda all’inizio, piovosa in primavera e con temporali estivi mitigati da reti antigrandine. In cantina sono state usate nuove presse Coquard e sistemi di visione con algoritmo per affinare il controllo qualità, raccolta esclusivamente a mano come da disciplinare Trento doc.
Friuli. Gradis’ciutta. L’annata si distingue per l’equilibrio climatico della prima parte della stagione, la maturazione anticipata delle uve e un livello qualitativo elevato sia per i vini bianchi che per i rossi. Dopo un germogliamento regolare e una primavera ideale, caratterizzata da un’alternanza equilibrata di sole, pioggia e vento, i vigneti hanno beneficiato di uno sviluppo vegetativo ottimale. Le piogge di luglio hanno reso la gestione in vigna più impegnativa, ma la ripresa del bel tempo e le escursioni termiche di fine estate hanno favorito la maturazione delle uve e l’intensità aromatica dei grappoli. La raccolta è iniziata con circa una settimana di anticipo rispetto alla media, tra il 20 e il 25 agosto e si è conclusa entro la fine di settembre, confermando un’annata equilibrata e armoniosa.
Langhe. Fontanafredda l’11 agosto 2025 è ufficialmente iniziata la vendemmia, racconta Giorgio Lavagna, enologo di Fontanafredda. I primi grappoli raccolti sono stati quelli destinati ai nostri Alta Langa: Pinot Nero in primis, seguito quasi in contemporanea dallo Chardonnay, varietà che quest’anno ha anticipato i tempi di maturazione. L’uva si presenta molto bella e sana in tutte le varietà, con una buona produzione sia dal punto di vista qualitativo che quantitativo.
Franciacorta. Montina Il 19 agosto è iniziata la vendemmia , che si preannuncia, salvo imprevisti meteorologici, come un’annata molto promettente. I vigneti si presentano in condizioni sanitarie ottimali, con un equilibrio vegeto-produttivo ideale: uve sane, di elevata qualità e con una buona resa anche sul piano quantitativo.Dal punto di vista climatico, l’estate ha favorito condizioni ottimali per la maturazione, anticipando di tre giorni rispetto al 2024 l’avvio della vendemmia. L’equilibrio tra calore, freschezza e disponibilità idrica ha garantito uno sviluppo regolare delle piante, ben nutrite e mai sottoposte a stress, con grappoli che presentano un accumulo zuccherino superiore alla media e ottimi livelli di acidità: caratteristiche ideali per la produzione del Franciacorta.
Alto Adige. San Michele Appiano. Iniziata la vendemmia nei primi giorni di settembre con un anticipo di circa una settimana rispetto al 2024. L’inverno è stato mite, mentre giugno e luglio hanno registrato precipitazioni regolari e ben distribuite . L’annata 2025 ad Appiano può essere considerata ideale, grazie al clima, Chardonnay, Pinot Nero e Sauvignon presentano grappoli più spargoli rispetto al solito, una caratteristica particolarmente positiva. Il profilo gustativo delle uve appare quest’anno molto promettente.
Toscana. Marchesi Frescobaldi descrive un’annata di equilibrio e qualità: inverno mite senza gelate, primavera piovosa, L’estate ha completato il suo un ciclo vegetativo con temperature miti e qualche pioggia ben distribuita. A Castello Pomino la vendemmia è iniziata a agosto per lo chardonnay e il pinot nero destinati alle basi spumante del Leonia, (il metodo classico dell’azienda) con mosti profumati e acidità marcata, in Maremma è iniziata i primi di settembre la raccolta per il syrah per il rosato Aliè, mentre sull’Isola della Gorgona il vermentino è stato raccolto verso la seconda settimana di settembre e l’ansonica la terza di settembre.
Alberto Fusi, Ceo & Winemaker Arillo in Terrabianca, con i suoi Chianti Classico e Supertuscan, ci anticipa: “La vendemmia 2025 si sta rivelando molto promettente. Le uve raccolte finora nei nostri vigneti di Massa Marittima e Pienza mostrano un profilo aromatico complesso e una maturazione equilibrata, frutto di un’estate calda ma ben ventilata. A Radda abbiamo iniziato lunedì 6 ottobre: abbiamo atteso l’arrivo di notti più fresche per favorire l’accumulo di aromi e la maturazione delle bucce, elementi fondamentali per ottenere vini eleganti e longevi. Ci aspettiamo di terminare la raccolta entro il 14 di ottobre”.
Matteo Benvenuti, Antica Grancia di Quercecchio Montalcino: “Vendemmia di qualità superiore, grandi aspettative. Siamo sotto pressione per i dazi USA anche noi, ma i nostri importatori americani hanno rinnovato gli ordini e in ogni caso per Quercecchio il mercato principale è il nord Europa e i suoi clienti storici e fidelizzati”.
Campania. In Irpinia la Tenuta Cavalier Pepe segnala una vendemmia anticipata di circa una settimana, quando si è cominciato la prima settimana di settembre con le basi spumante, a seguire poi la coda dì volpe e il greco di tufo, in ultimo l’aglianico. Le uve sono apparse in splendida forma contribuendo a creare mosti di altissima qualità: tutto lascia presagire un’ottima annata e la stagione in generale è stata asciutta e poco piovosa con un giugno caldo ma luglio e agosto non caldissimi, evitando così lo stress delle piante. Infine, qualche pioggia in agosto e settembre ha aiutato molto. Le temperature più fresche di settembre hanno creato le condizioni migliori per una ottima maturazione aromatica.
Sicilia. La vendemmia 2025 in Sicilia è ancora in corso e i primi riscontri raccolti dal Consorzio di Tutela Vini DOC Sicilia restituiscono un quadro incoraggiante. Dopo un 2024 segnato da forti contrazioni, la produzione mostra segnali di recupero, con un incremento stimato attorno al 10%. Restiamo però ancora lontani dai livelli medi del passato, con volumi inferiori di circa il 40%, un dato che continua a evidenziare le criticità strutturali connesse ai cambiamenti climatici e al loro impatto sulla viticoltura. Quest’anno l’andamento stagionale più stabile ha favorito un’evoluzione ottimale dei vigneti: le uve si presentano sane e con un eccellente equilibrio tra zuccheri e acidità. Ci aspettiamo quindi vini di grande finezza, freschi e longevi. Anche se i volumi resteranno più contenuti, la qualità si preannuncia eccellente.