(italiatv) Nei giardini della splendida Casa del Jazz, si è svolto il concerto di tre dei musicisti più raffinati dell’attuale scena europea: Paolo Fresu, Richard Galliano e Jan Ludgren. E’ la quarta tappa di un itinerario musicale, Mare Nostrum, che nasce circa 20 anni fa: un viaggio emotivo che fonde le esperienze personali di tre esponenti di assoluto rilievo, un vero e proprio triunvirato, che parte dal Mare del Nord, alla Francia fino alla Sardegna. Uno straordinario intreccio di sonorità, di fraseggi armoniosi tra jazz, tango e melodie squisitamente francesi, per un raffinatissimo programma di qualità.

Il concerto presenta un trio in un perfetto connubio di bellezza, senza eccessi individuali, senza sovrapposizioni interpretative, ma una magica fusione di suoni e melodie. Hanno regalato perle come una diversa interpretazione de “La Vie en Rose”, la bellezza di un suono misurato di “Lili”, una languida ninnananna scritta da Galliano per la sua nipotina, che diventa un omaggio al nome della futura bimba di Ludgren. E le suggestioni di “Windmills of your mind” dal flicorno di Fresu, che scorre con un lirismo vellutato, la “Belle ile en Mer” al bandoneon, “Alone for you” con un pianoforte struggente e la melancolica “Colette”. Un’intelaiatura di brani tra pianoforte, tromba e bandoneon dove i pianissimo ed i silenzi sono accenti visivi, in sospensione ipnotica.
Quello che era iniziato come un esperimento musicale si è rivelato un progetto ampio, acclamato nelle sale più importanti d’Europa a conferma della non spettacolarizzazione, ma un di un perfetta simbiosi artistica, attraverso un dialogo misurato e godibilissimo, di tre interpreti che la musica ha legato anche in una profonda amicizia personale. Si potrebbe considerarlo un fenomeno di spazio interiore a cui l’ascoltatore lega un proprio territorio emotivo. Un fil rouge, che trasporta le tradizioni musicali europee in un viaggio collettivo.
Mare Nostrum si conferma un’esperienza musicale intensa e coinvolgente di tre mostri sacri, Fresu Galliano e Ludgren, non solo un talento tecnico unico, ma anche una narrazione emozionale che va ben oltre la semplice esecuzione. Un concerto che ha lasciato il segno, sulle radici culturali e sull’universalità del linguaggio musicale, un sussurro di bellezza tutta europea.

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“Fuori sacco”: il trio con Monica Bucci intenta ad apparecchiare la cena dopo concerto.
