(italiatv) Come nasce Castelluccio Dream Experience? Nasce dal dolore, o meglio da un sogno che Angela ha avuto durante la degenza a seguito di un intervento chirurgico. Reduce inoltre dalla conclusione di un’esperienza lavorativa, ha avuto il desiderio concreto di realizzare un progetto che valorizzasse il territorio ferito, ma dalle tante risorse sopite.
Sono con Angela, una splendida ragazza di 48 anni, che sembra uscita da un libro di fiabe: occhi grandi e sorriso che ti abbraccia, argento vivo addosso, creatura fortemente e orgogliosamente legata alle sue radici montane, che ci accoglie nei locali de “La Stanza delle Pastocchie”, in piazza a Castelluccio di Norcia.
Angela è figlia di pastori da generazioni, ultima tra le bimbe del paese a vivere la Transumanza e proprio tra queste montagne trova la sua dimensione, si sente a casa; ed è qui, mi confessa, che custodisce le esperienze ed i ricordi più belli.
“Nei dieci giorni di permanenza ospedaliera ho cominciato a comporre questo progetto, che prende vita velocemente, ispirato propria dalla e alla sofferenza, personale e del territorio stesso”. Quindi è un progetto animico e di autodeterminazione che, nel giro di pochissimo tempo, prende luce e ha un’immediata e sorprendente risposta di pubblico.
“Castelluccio Dream Experience è il viatico” – mi spiega – “della Tradizione, Custodia e Cura per chi viene qui e vuol conoscere il borgo del Parco”. Borgo che non esiste più ma che Angela racconta ai turisti, tra i sentieri dei percorsi che si snodano dalla piazza del vecchio paese, con guide rigorosamente qualificate che accompagnano i tantissimi visitatori ogni fine settimana, spiegando la particolarità dei fenomeni carsici, raccontando delle biodiversità e del microclima, del particolare ecosistema, organizzando periodicamente workshop ed incontri a tema, che rispettano la Storia e le preziose tradizioni locali.
Esperienze sensoriali ed immersive nella flora e fauna, concerti all’aperto di musica popolare, per conservare, custodire e condividere un patrimonio antichissimo che rischierebbe fortemente di andare perduto.
Quindi i racconti, le leggende e i misteri dei Sibillini sono il motivo conduttore delle visite guidate, anche in notturna, per continuare a difendere, diffondere e valorizzare questi luoghi che affondano le proprie radici, come agglomerato urbano, dalle prime incursioni di popolazioni nomadi celtiche. Dalle Pastocchie, antiche fiabe narrate dalle nonne in dialetto umbro, ai corsi di Yoga e meditazione, corsi survival nel bosco, alle esperienze diretta di vita rurale e di pastorizia, e maestria caseari trekking e astro-trekking, bike, artigianato squisitamente locale, il tutto traghettando gli ospiti in un’atmosfera popolare ed accogliente.
Un progetto quindi ad ampio respiro che offre al turista un’esperienza vivida ed originale, valore aggiunto alla semplice gita domenicale. Una creatura che ancora dovrà crescere, con un ulteriore progetto di accoglienza: un ostello per i lunghi cammini, rivolto ai pellegrini e guide escursionistiche, punto di riferimento per gli itinerari culturali della via Francigena, Cammino della Marca, Cammino francescano, il cammino delle Terre Mutate da Fabriano a l’Aquila.
In un’epoca in cui la modernità spesso sembra spazzare via le radici più profonde, progetti come questo rappresentano un prezioso ponte tra passato e futuro. Valorizzare le tradizioni rurali non significa solo preservare usi e costumi, ma anche rafforzare l’identità culturale delle comunità, promuovendo sviluppo sostenibile e senso di appartenenza. Grazie all’impegno di Angela, che crede nel valore delle proprie origini, il patrimonio culturale si tramanda alle nuove generazioni, arricchendo il presente e gettando solide basi per il domani. Continuare a coltivare questo progetto significa dunque investire in un futuro che sappia rispettare la storia e celebrare le proprie radici, quelle di una terra ferita e urla rinascita.
