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ITALIA TV. Fèlsina, dal Granduca di Toscana ai Poggiali: la sorprendente verticale dal 1993

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ITALIA TV. Fèlsina, dal Granduca di Toscana ai Poggiali: la sorprendente verticale dal 1993

(italiatv) Fèlsina tra storia e natura, situata a Castelnuovo Berardenga, è la tenuta più estrema della zona del Chianti Classico. Situata a pochi metri da Castelnuovo Berardenga in provincia di Siena, Felsina è attraversata proprio dalla strada che delinea l’ultima zona del Chianti Classico con quella invece dei Colli Senesi. L’occhio corre al Monte Amiata, fino a Montalcino in lontananza fino alla Maremma e al mare. Un territorio di confine quindi Felsina, collocata al margine Sud orientale del Chianti Classico che arriva con i vigneti fino alle Crete Senesi, con terreni ottimamente esposti in un’area molto luminosa e ben ventilata. L’azienda conta oggi 500 ettari totali di cui 72 dedicati alla viticultura.
Una storia importante: appartenuta ai Granduchi di Toscana, poi all’antica famiglia fiorentina Busatti e infine dal 1966 di proprietà della famiglia Poggiali, quando Domenico, uomo d’affari di Ravenna con la passione della caccia e del Sangiovese, decide di acquistarla poco dopo la fine della mezzadria.
Acquistata inizialmente solo come tenuta di caccia, con un’estensione che ne permetteva l’attività, si trasformò pian piano quando Domenico cercò di renderla produttiva anche per la coltivazione di vino.
L’attività viene poi portata avanti da Domenico e il figlio Giuseppe che cercano di valorizzare le potenzialità dei vigneti con mirate azioni e investimenti, dando vita nel 1983 alla prima annata di Fontalloro e di Rancia.

Le radici romagnole della famiglia però restano sempre vive dettando tante scelte in questo luogo toscano del cuore e l’accento di Giovanni (primogenito di Giuseppe e oggi alla guida dell’azienda) non mente.
“Mi sono sempre trovato fin da piccolo a passare mesi qui a Felsina, vivendo esperienze tra i campi e seguendo mio nonno e mio papà nelle loro attività agricolo e vitivinicole, il sangiovese è sempre stato il filo conduttore della mia famiglia” racconta Giovanni. “Lasciai i miei amici di Ravenna, della scuola e del mare della riviera, e scelsi di studiare legge, come mio nonno e mio padre, però a Siena, proprio per rimanere più vicino a questa terra, che mi stava via via formando con i suoi rumori, odori e fasi delle stagioni così diversi dalla Romagna paludosa. Aimè dopo sei mesi però decisi di lasciare l’università perché erano gli anni 90, il mondo del vino stava decollando e io sentii di dover lavorare in azienda, frequentando la mia “università” tra i campi e i vigneti per iniziare a raccogliere i frutti degli investimenti compiuti”.
La famiglia Poggiali, venuta da Ravenna, con nel sangue il Sangiovese, è riuscita, con la volontà del nonno Domenico e poi dei successori, a trasferire la vitalità della terra di Romagna nei vigneti supremi di Felsina, nella Toscana di confine tra il Chianti Classico e i Colli Senesi.
Giovanni si definisce l’anello di congiunzione tra Ravenna, Siena e Firenze, sentendo in qualche modo la responsabilità di voler restituire nella vita e nell’azienda la grande fortuna ricevuta, il patrimonio culturale e geografico della terra toscana.

GLI ASSAGGI DELLA VERTICALE RANCIA.
100% Sangiovese, coltivato tra i 400 e i 420 metri s.l.m. maturazione in barrique nuove e di secondo passaggio.

Caratteristiche di ciascuna annata in degustazione, che delineano Rancia Gran Selezione (lo diventa nel 2021 mentre prima era una Riserva) sono un costante livello di tannino sempre ben lavorato che non risulta mai aggressivo, ben delineato ma mai sgraziato o troppo invasivo, un richiamo di speziatura di tabacco che ne diviene la nota tipica, una freschezza sempre molto presente, tipica del Sangiovese che piace.

-2021 rubino scarico luminoso che rapisce, assaggio completo e brioso, mentolato, floreale di rosa e viola, arancia rossa nel finale. Fresco con chiusura sapida, equilibrio magistrale. Molto elegante

-2018 bouquet aromatico intenso, al palato forse meno persistente ma in generale convincente

-2015 facile qui per questa annata magistrale: rosso rubino scarico quasi brillante verso il granato in sfumatura, speziatura garbata, tabacco, tannino vivo ma ben integrato, fresco e lungo nella sapidità

-2009 rubino più pieno nel calice, note boschive, frutti rossi e neri, tabacco più stanco e sbuffo di eucalipto. Finale persistente e ancora piacevole acidità.

-2005 rubino deciso, rosa e viola appassite, liquirizia, tabacco, sbuffo balsamico, odore di terra polverosa. Assaggio decisamente completo, magistrale nella costruzione tannica e nella persistenza fresca e sapida. Lunghissimo.

-1999 bellissimo rosso granato luminoso, mostra ancora vivacità decisa. Petalo di rosa secca, spezie orientali colpiscono l’olfatto, curcume e tè, cardamomo e nota mentolata finale. Assaggio pulito, ancora verticale e di assoluta freschezza.

-1993 prima annata di Giovanni Poggiali all’interno dell’azienda familiare.
Luminoso rubino granato nel bicchiere, pot-pourri di fiori rossi, frutta rossa, liquirizia e tabacco. Bocca potente ancora coniugata con una bella eleganza, colpisce la freschezza non intaccata, un tannino ben presente ma ovviamente garbato e la lunghezza decisa. E’ l’assaggio più sorprendente insieme alla 2021 e la 2005.

Una nota di merito anche a Colonia Gran Selezione 2009 coltivato a 420 mt s.l.m. proprio poco sopra ai vigneti di Rancia. Vino molto elegante e equilibrato, si scoprono sentori di rosa e viola appassite, tabacco, chiodi di garofano, alloro, cardamomo, eucalipto e chiusura mentolata. Assaggio molto convincente che conferma il lavoro attento sui tannini e sulla freschezza decisa e lunga.