(italiatv) C’è ancora caldo a Rodi ad ottobre, tanto da poter fare il bagno al mare. Le spiagge a nord dell’isola, ricoperte di ciottoli, si affacciano di fronte alle colline brulle della costa turca. La città vecchia è ancora gremita di turisti, prevalentemente europei, che si aggirano tra le bancarelle di oggettistica e occhi di Fatima di tutte le possibili grandezze, tra vicoli ombreggiati da oleandri e ibisco, con i localini tipici della cucina greca ma dai nomi prevalentemente italiani. Perché ancora forte è l’impronta italiana tra i rodioti, a seguito dell’esito del conflitto italo-turco del 1912, quando l’isola fu annessa come “possedimento Italiano”, ed in molti la scelsero per allontanarsi dai venti del regime fascista, fino alla fine del 1946, quando numerosi italiani preferirono ritornare in patria. Da allora, l’isola ha subito un sostanziale declino urbano e culturale, scivolando sempre più in un sensibile decadimento.
I fasti della cultura urbanistica e il gusto italiano sono sempre rimasti nel cuore di Rodi, e ancora riecheggiano nella memoria locale e nelle evocazioni linguistiche. Al di fuori delle mura storiche l’isola si sviluppa su un territorio aspro e dolce al contempo ed è facile, lungo le strade tra la vegetazione che le costeggia, imbattersi in gruppi di cervi o caprette che popolano le campagne. Le case sono prevalentemente coloniche, tipicamente bianche e azzurre, a ricordare i colori del vessillo nazionale.
Oltre ai resti archeologici dell’antica città greca, culla di maestri scultori come Pitocrito, padre della Nike di Samotracia e maestri di retorica, come Apollonio ed Eschine , molti sono i monasteri di osservanza ortodossa da visitare, tutelati da monaci solitari, che custodiscono gelosamente gli affreschi e i paramenti medioevali sacri, e circondati sempre da ordinati ubertosi giardini odorosi.
Patrimonio Mondiale dell’Umanità, nel centro storico domina un’atmosfera medioevale, suggestiva, ed è facile perdersi nei vicoli, tra le note di un sax o di un violino degli artisti di strada che creano atmosfere di squisita malìa mediterranea. Da non perdere è il Collachium, il castello sede del comprensorio dei Cavalieri e di ospedali e locande per i pellegrini, il museo archeologico che ospita la splendida statua di Afrodite, il Palazzo dei Cavalieri, risalente al XIV secolo, il Museo bizantino dedicato all’arte delle icone e l’Hammam di Solimano il Magnifico, ancora aperto al pubblico.
Una tappa obbligata è quella di Lindos, incantevole angolo costiero e pittoresco, famoso anche per gli interessanti resti del tempio di Atena. Nel culto rodiota, terra ricca di numerosissime chiese solitarie specialmente sulle alture, spicca il Monastero dell’Arcangelo Michele a Panormitis, nella vicina isoletta di Simi, una delle sette tappe della linea micaelica: un gioiellino dalle abitazioni colorate che richiamano alla mente le nostre coste amalfitane. Qui, tramite un servizio di navigazione locale, sbarcano quotidianamente molti devoti del culto greco-ortodosso, che conservano il rituale di “spazzar via” i malesseri prima di arrivare al cospetto dell’icona dell’Angelo con una piccola scopa di saggina, lasciata in dono ai piedi dell’immagine sacra; ma a farla da padrone sono i profumi dei negozietti di essenze e incensi e delle piante indigene. Si è spesso avvolti dall’odore dei pistacchi e dei frangipani, e l’occhio è rapito dalle picchiettature di colore intenso delle buganville e delle lantane, tra olivi carichi di gemme preziose, vanto di un olio pieno di sentori unici e pungenti.
La cucina tipica fa fede allo Tzatzichi e all’Hummus, alla Feta e allo Yogurt e agli involtini di foglia di vite e riso, fino alle carni stufate di capra e alla Pita Gyros, la versione greca del Kebab ma di maiale, e naturalmente alla Moussaka a base di melanzane.
Rodi è una meta che vanta una lunga storia ed interessanti vestigia archeologiche, come il famoso Colosso, statua simbolo dell’antica grandezza greca del porto di Mandraki, ed è chiamata l’isola del Sole, poiché, oltre ad essere l’antico luogo di culto di Ra e presumibile città atlantidea, vanta splendide spiagge e numerosi alberghi moderni, con il clima decisamente piacevole per gran parte dell’anno.
Tutto questo rende Rodi una tappa meritevole di un viaggio, alla scoperta della storia anche italiana. Rodi sa avvolgere il viandante con la sua aspra bellezza e al tempo stesso con l’accoglienza dei suoi residenti. Una destinazione generosa di meraviglie naturali e culturali, visitabile tutto l’anno, la cui atmosfera, come sospesa, è il viatico ideale per il Kairos, per un tempo di qualità.






