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ITALIA TV. Jacquesson: visione contemporanea tra nuove cuvée e identità di Maison. Intervista a Jean Garandeau

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ITALIA TV. Jacquesson: visione contemporanea tra nuove cuvée e identità di Maison. Intervista a Jean Garandeau

(italiatv) Il 5 maggio scorso a Milano Pietro Pellegrini, presidente dell’omonima azienda bergamasca di distribuzione che da oltre 25 anni importa Jacquesson in Italia, ha presentato Jean Garandeau, Managing Director della Maison Jacquesson, per la sua prima visita in Italia. La Pellegrini S.p.A., attiva nel settore vinicolo fin dal XIX secolo e oggi punto di riferimento per la distribuzione Ho.Re.Ca., porta avanti una tradizione familiare che affonda le radici nel 1904, anno della costruzione delle prime cantine a Cisano Bergamasco.
La maison Jacquesson, fondata nel 1798 da Claude e Memmi Jacquesson, si sviluppa in maniera importante con Adolphe Jacquesson, tra il 1820 e il 1830 (che nel 1826 inventa e brevetta il muselet, la gabbietta in metallo usata per gli champagne). Dal 1834 al 1843 Johann Joseph Krug come maestro di cantina prima di fondare la sua Maison. Nel 1974 viene acquistata dai figli di Jean Chiquet e nel dicembre del 2022 l’azienda viene acquisita da Artèmis Domainos di proprietà delle famiglie del lusso Pinault e Henriot La Rouzière e che oggi si pregia di 36 ettari vitati coltivati in biologico tra Côte des Blancs e Vallée de la Marne.

La filosofia Jacquesson: rigore, parcelle e fedeltà al millesimo

Nel presentare la Maison, Garandeau ha sottolineato il concetto fondante di come le nuove cuvée rappresentino in modo fedele lo spirito della Maison, tra finezza, eleganza e capacità di interpretare ogni annata nella sua espressione autentica, fin dal 2005, anno della nascita della Cuvée 700. La Maison da anni porta avanti un lavoro rigoroso e parcellare, orientato a valorizzare l’unicità di ogni vendemmia attraverso pratiche agronomiche rispettose e interventi essenziali in cantina, con l’obiettivo di creare un grande vino che rifletta il carattere dell’annata. In questa prospettiva si inserisce il progetto delle Cuvée 700, costruite su un unico millesimo di base, quello cioè dell’ultima vendemmia, arricchito da vini di riserva selezionati tra le cuvée precedenti. Vinificazioni in legno, assenza di filtrazioni e chiarifiche, attenzione alla purezza espressiva completano un metodo che negli anni ha definito l’anima di Jacquesson.

Il Programma 2016

La Cuvée 749 Extra Brut, è costruita sull’annata 2021 piuttosto complessa ma che è stata risolta da una vendemmia tardiva che ha regalato equilibrio e finezza. Prevalentemente a base Chardonnay, integra vini di riserva dalle cuvée 748 a 743, con un dosaggio di 2 g/L (i bassi dosaggi sono tipici di Jacquesson) per un gusto teso e elegante.

La Cuvée 744 Dégorgement Tardif, nata dall’annata 2016, ha rivelato invece la dimensione evolutiva della Maison. Qui il Pinot Nero risulta capace di dare voce alla maturità del millesimo e dopo 92 mesi sui lieviti, con tappo di sughero, si distingue per una interessante profondità aromatica sorretta da una bella  struttura e una sapidità notevole.

A chiudere il percorso, la cuvée parcellare Avize Champ-Caïn 2015, proveniente da una singola parcella storica coltivata a Chardonnay e dove viene utilizzato il sistema di potatura Chablis al fine di esaltare la qualità. L’annata calda del 2015 emerge in pienezza e armonia, grazie a una gestione attenta del vigneto che ha permesso di ottenere una maturità aromatica equilibrata e precisa.

Intervista a Jean Garandeau

D.: Parliamo del suo lavoro dal 2022 a oggi e degli obiettivi futuri della maison, considerando i cambiamenti climatici e degli stili di consumo.

Jean Garandeau: Allora, dal 2022 abbiamo cercato proprio di investire molto nella parte tecnica, con nuove installazioni per la parte viticola, nuove macchine per il dégorgement, e nuove installazioni anche in cantina per avere tutta la termoregolazione.
Questo serve anche per far sì che, se abbiamo vendemmie un po’ più calde, si possano trattare le uve un po’ più rapidamente e mantenere l’uva fresca. L’idea, per quanto riguarda la vigna, è proprio quella di piantare più vegetazione, portare un po’ più di ombra e mettere in atto anche tutto un dispositivo per lottare contro le gelate primaverili.

D.: E la “Linea 700”?

Jean Garandeau: La Cuvée 700 è una cuvée che innanzitutto riflette un’annata di base, che ha il DNA di un millesimo con tutta la componente meteorologica che, per natura, è diversa ogni anno. In seguito, cerchiamo di avere davvero questa “colonna vertebrale” tra vini che siano aperti, maturi, espressivi e, allo stesso tempo, che abbiano anche molta energia, molto kick e molte vibrazioni, per poter durare nel tempo.

D.: E infine, verso dove sta andando Jacquesson?

Jean Garandeau: Jacquesson continua di fatto sulla scia dei nostri predecessori, cercando di spingersi ancora oltre sulla precisione, anche se il livello è già davvero al top; ed anche di avere vini che siano il riflesso del loro territorio: espressivi, golosi, complessi e che offrano, naturalmente, molto piacere ai grandi appassionati.

D.: Passione, come ha detto lei.

Jean Garandeau: La passione prima di tutto, certamente, certamente.

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