(italiatv) L’invasione del granchio blu lungo le nostre coste è una vera emergenza, non solo per l’ambiente ma anche per l’economia dei pescatori. Da Orbetello all’Adriatico, questo vorace animale arrivato da mari lontani sta svuotando i nostri fondali. Mangia vongole, cozze e piccoli pesci con una rapidità impressionante. Inoltre, si riproduce a ritmi spaventosi e con le sue potenti chele distrugge quotidianamente le reti da pesca, causando danni enormi a chi vive di questo mestiere.
La natura, tuttavia, offre spesso soluzioni efficaci. Chi lavora in mare ha notato che il granchio blu ha un nemico formidabile: il polpo. Le recenti osservazioni confermano che il polpo riesce a cacciare questo invasore con estrema facilità. Anche un esemplare di piccole dimensioni possiede la forza e l’astuzia per catturare il granchio, rappresentando oggi la nostra migliore difesa naturale contro questa emergenza.
Il vero ostacolo a questa difesa, però, è l’uomo. La pesca eccessiva, unita troppo spesso a comportamenti fuori dalle regole, ha ridotto moltissimo la presenza di polpi nei nostri mari. Pescandoli in modo continuo, impediamo loro di crescere e di concentrarsi nelle zone a rischio. Così facendo, stiamo eliminando dal mare l’unico animale in grado di fermare l’avanzata del granchio.
Per superare questa crisi non basta pescare i granchi per portarli sulle nostre tavole. Serve un cambio di rotta: dobbiamo tutelare il polpo, limitando la sua cattura e rispettando il suo ambiente. La natura ha già fornito la cura al problema, spetta a noi permetterle di funzionare.
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