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ITALIA TV. Firenze e il valore della Parte Guelfa

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ITALIA TV. Firenze e il valore della Parte Guelfa

(italiatv) La Festa delle Insegne, la solenne ricorrenza che la Parte Guelfa celebra ogni anno, si è svolta il 28 febbraio nella tradizionale Chiesa di San Carlo in Via Calzaioli a Firenze. Con questa celebrazione, la Parte Guelfa rinnova ogni anno la memoria delle proprie origini medievali, riafferma la continuità della propria missione storica e spirituale e ribadisce il valore delle insegne non solo come simboli araldici, ma come impegno attivo alla tutela del bene comune, delle tradizioni civiche e delle radici cristiane dell’Europa.

Le origini di Parte Guelfa

Parte Guelfa è nata come cavalleria militare e fu formalmente istituita da Papa Clemente IV. La consegna delle Insegne è collegata alla ricorrenza della battaglia di Benevento combattuta nel 1266, evento decisivo nella storia politica dell’Italia medievale e momento fondativo dell’egemonia guelfa in Toscana e a Firenze. La battaglia, combattuta tra le forze angioine guidate da Carlo d’Angiò e l’esercito svevo di Manfredi di Hohenstaufen, segnò la definitiva affermazione della causa guelfa sostenuta dal Papato, aprendo una nuova fase nei rapporti tra Firenze, la Chiesa e il potere imperiale. In tale contesto storico si colloca il profondo legame tra la Parte Guelfa e il Pontefice Papa Clemente IV, promotore e garante dell’alleanza guelfa.

Infatti, in seguito alla vittoria sugli Svevi e Turchi il Papato fu salvo e Papa Clemente IV conferi’ ai Capitani di Parte Guelfa le Insegne della Sua Famiglia e la Bolla Papale ” Ordo Partis Guelfae” che riconobbe l’Arciconfraternita come Ordine al Servizio del Papato. 

Parte Guelfa oggi

Parte Guelfa è un’organizzazione non governativa indipendente e senza fini di lucro, operante fin dal 1549, anno dell’incarico ricevuto da Cosimo I de’ Medici attraverso la ‘Legge dell’Unione’ nella gestione del territorio del Granducato di Toscana. L’istituzione è stata ufficialmente riattivata nel 2015 con un atto pubblico firmato nel Palagio dei Capitani di Parte Guelfa a Firenze, in occasione dell’antico Capodanno fiorentino. La riattivazione è avvenuta con l’approvazione statutaria dell’amministrazione comunale guidata dal sindaco Dario Nardella, che ha sostenuto il ripristino dell’antica istituzione riconoscendone il valore storico e culturale per la città e per la tradizione toscana.

L’Arciconfraternita è oggi un’organizzazione prestigiosa di livello internazionale, con membri e delegazioni presenti in più di 50 Paesi. La sede istituzionale si trova nel Palagio dei Capitani di Parte Guelfa a Firenze, che è il centro storico e operativo dell’Arciconfraternita.

Tra le attività principali svolte oggi da Parte Guelfa ci sono la salvaguardia ambientale e la tutela delle tradizioni storiche fiorentine. Due attività chiave che contraddistinguono l’anima attuale dell’Arciconfraternita: il suo forte legame con la comunità locale ed internazionale, e la sua vocazione alla contemporaneità, testimoniato dal supporto ai progetti di ricerca e dall’utilizzo delle moderne tecnologie per i progetti ambientali.

La Cerimonia di concessione delle Insegne.

Cuore della celebrazione è la cerimonia di concessione e benedizione delle insegne, segni visibili di autorità, continuità storica e responsabilità morale, che si svolge secondo un rituale codificato e tramandato nel tempo. 

Tutto l’evento ha un carattere solenne, complice la bellissima Chiesa di San Carlo, gioiello del Trecento con struttura in stile gotico, ricca di opere di grande valore storico e culturale, tra cui l’antico crocifisso in legno policromo attribuito a Orcagna (XIV secolo) e gli affreschi quattrocenteschi riportati alla luce durante i lavori di restauro della chiesa nel 2006, che hanno reso la manifestazione ancora più suggestiva.

Ma l’evento ha anche un’anima conviviale: l’accoglienza verso i partecipanti, anche cittadini e curiosi, esterni all’Associazione, è davvero calorosa e coinvolgente, e la distribuzione dei berlingozzi è un momento di condivisione anche con finalità rievocativa. Il berlingozzo (la cui ricetta è stata recuperata dal Console Luciano Artusi) infatti, è un dolce della tradizione fiorentina semplice ma ricco di storia: una ciambella profumata con scorza di agrumi e spesso decorata con zucchero o glassa. In passato veniva preparato soprattutto nel periodo di Carnevale, quando a Firenze era consuetudine offrirlo in segno di festa e convivialità.

Arriva il momento della cerimonia e il pubblico assiste con partecipazione e raccoglimento. Il Console ricorda come, dopo oltre sette secoli, la Parte Guelfa sia oggi più attiva che mai. Il solenne motto di Cavalleria “Marzocco! Marzocco! Marzocco!” introduce quindi la celebrazione officiata dal Cappellano Maggiore monsignor Vasco Giuliani, che esordisce ricordando come anche Dante Alighieri fosse guelfo, sebbene appartenente alla fazione dei Bianchi. Un momento emozionante e ricco di significato, al quale ha presenziato anche il Console Luciano Artusi, che ha tenuto le insegne.

Tra l’altro è importante ricordare che la scena di Papa Clemente IV che consegna la bandiera al Console di Parte Guelfa è raffigurata in un dipinto presente al centro del soffitto del Salone de’Cinquecento in Palazzo Vecchio. 

Dopo la cerimonia parte il corteo che attraversa il centro storico di Firenze, da via Calzaiuoli passando per Piazza del Duomo e Piazza della Signoria. Un momento particolarmente suggestivo. I confratelli e le consorelle sfilano indossando il tradizionale mantello verde, mentre il Gonfalone di Parte Guelfa guida solennemente il corteo, conferendo alla processione un forte valore simbolico e storico. E’ davvero uno spettacolo coinvolgente non solo per i fiorentini ma anche per i turisti, che infatti osservano numerosi con curiosità ed interesse.

Al termine del corteo, le celebrazioni hanno proseguito nella Chiesa di San Carlo, accompagnate dal concerto di musica barocca a cura della Cappella Musicale di Parte Guelfa guidata da Giacomo Granchi.

A seguire, uno dei momenti più attesi della giornata, la presentazione del ritratto del Console Luciano Artusi ad opera del pittore e artista Albert Edwin Flury. Luciano Artusi è un personaggio emblema di Firenze, studioso e divulgatore che ha dedicato la sua vita all’amore per la città, raccontando con passione le vicende storiche e le tradizioni che si tramandano nei secoli. Flury, che è Console di Parte Guelfa dal 2024, ha raccontato la genesi di questa opera, un autentico tributo alla centralità ed importanza del Console Luciano Artusi. “Fu il Barone Umberto di Moschitta a suggerirmi di realizzare questo ritratto; e un personaggio di tale rilevanza, anche a livello di pubblico, necessitava uno studio approfondito sulla sua vita, le sue passioni, le sue opere. Luciano Artusi rappresenta Firenze nella sua essenza. Per questo ho ambientato il ritratto con lo sfondo di Santa Maria del Fiore, simbolo di Firenze, e la splendida Cupola del Brunelleschi. I colori dominanti sono il verde, un richiamo al colore all’identità di Parte Guelfa, ed il rosso, che appare nello stemma del mantello, mentre il giglio riconduce alla storia e tradizione di Firenze.  Che però deve proiettarsi al futuro. Questa tensione verso la contemporaneità emerge tra l’altro dall’uso dei colori in stile “fiabesco” – come affermava Sgarbi –  con tonalità accese che segnano la continuità tra la tradizione, segnata dagli antichi Maestri,  fini ad arrivare ai nostri tempi, identificati appunto da colori vivi e accesi. Ma nell’opera affiora anche il mio legame con l’Inghllterra, la mia passione per le opere di Sir Thomas Gainsborough, ed ovviamente la passione per il Maestro Leonardo da Vinci, grande ritrattista”, ha raccontato Albert Edwin Flury.

“E’ stato un onore poter ritrarre il nostro Console” – ha continuato Flury – “La difficoltà che ho riscontrato è stata proprio raffigurarne l’espressività nel ritratto ad olio, cogliere il suo sorriso nonostante la posa solenne. Spero proprio di aver colto questo aspetto di Luciano”.

Il Console Luciano Artusi è inoltre coautore, insieme al Capitano Generale Andrea Claudio Galluzzo, del testo dell’ Inno alla Parte Guelfa, musicato dal giovane organista di Villa Cortese Thomas Edwin Flury, e presentato durante la giornata della festa delle Insegne. Flury, recentemente nominato cavaliere dell’ordine, è organista liturgico nella chiesa parrocchiale di Villa Cortese e studia pianoforte al Conservatorio Giacomo Puccini di Gallarate sotto la guida del maestro Francesco Di Marco. L’inno è stato eseguito dallo  stesso Thomas Edwin Flury all’organo insieme alla sorella Emily Elizabeth Flury, soprano del coro di voci bianche del Teatro alla Scala di Milano. Alla serata era presente anche il maestro Giacomo Granchi, rientrato dal Festival di Sanremo.

Molto toccante la cerimonia di concessione delle nuove investiture onorarie, un momento solenne e rituale con cui la Parte Guelfa riconosce a personalità del mondo della scienza, della cultura, dell’impresa e della società civile i loro particolari meriti al servizio dei cittadini. Si tratta di una testimonianza del legame che l’Associazione mantiene con la contemporaneità e con le sfide della società di oggi. Quest’anno, tra gli altri, Luigi Ciatti, padre di Niccolò Ciatti – il giovane ucciso a Lloret de Mar – è stato insignito del Cavalierato Onorario, in riconoscimento del suo impegno civile e della sua instancabile ricerca di giustizia. 

L’impegno per la sostenibilità e l’ambiente: un legame profondo e autentico con la natura e i territori.

Parte Guelfa svolge oggi un ruolo importante dal punto di vista sociale con le sue iniziative per la protezione delle risorse naturali e paesaggistiche attraverso varie e strutturate iniziative di salvaguardia ambientale e di promozione della sostenibilità. Tra i progetti più importanti, la creazione di un’App per il monitoraggio ambientale sviluppata col contributo del Ministero dell’Ambiente, la pulizia dei parchi pubblici, in convenzione con il Comune di Firenze, e la collaborazione con la Protezione civile, che si è concretizzata ad esempio in occasione dell’alluvione del novembre 2023.

Tra le iniziative più recenti legate alla ricerca tecnologica, da segnalare il percorso di sperimentazione e formazione dedicato all’utilizzo dei droni come strumenti di supporto alla tutela ambientale, lanciato a novembre 2025.  Un esempio di utilizzo della tecnologia come elemento di prevenzione ambientale e come strumento chiave per affrontare in modo più consapevole e tempestivo le criticità ambientali.

Tra le iniziative recenti dedicate all’ambiente, il 14 marzo Parte Guelfa ha partecipato alla quarta edizione della MARCIA PER L’AMBIENTE, il pellegrinaggio dedicato alla salvaguardia ambientale organizzato dalla Arciconfraternita di Parte Guelfa e dalla Diocesi di Pistoia in collaborazione col Comune di Serravalle Pistoiese e col Comune di Pistoia. Durante il percorso lungo i sentieri delle colline pistoiesi,  i Dragoni di Parte Guelfa hanno effettuato un servizio di monitoraggio ambientale utilizzando l’apposita applicazione in dotazione, con la quale vengono segnalate anomalie e criticità alle autorità preposte.

Tra i prossimi eventi di rilievo, il 20 e 21 marzo l’escursione a cavallo nel Parco Equituristico della Valle di Comino, iniziativa organizzata da ASD Sulle Orme del Brigante, Cavalieri dei Tratturi della Valle di Comino e Gessy Ranch, e promossa dall’Arciconfraternita di Parte Guelfa, che sostiene il progetto come occasione di incontro tra tradizione equestre, cultura del territorio e tutela ambientale.

Memoria storica e impegno sociale. Perché è così importante oggi il lavoro svolto da Parte Guelfa, ed il valore delle rievocazioni storiche e le antiche tradizioni.

In un mondo colpito oggi da eventi traumatici e continue involuzioni, è  fondamentale preservare e valorizzare il patrimonio della storia e delle tradizioni locali, che non devono essere dimenticate o sacrificate in nome di una modernità globale spesso orientata all’omologazione. In un contesto dominato dal turismo di massa e da logiche di mercato che tendono ad appiattire le differenze, mantenere vive queste tradizioni significa difendere le identità culturali, la memoria collettiva e la ricchezza delle diversità che caratterizzano i territori. Le rievocazioni storiche non sono soltanto uno sguardo al passato, ma rappresentano anche un modo per rafforzare il senso di appartenenza delle comunità e per trasmettere alle nuove generazioni valori, conoscenze e tradizioni che fanno parte della loro storia. In una realtà come Firenze, oggi fortemente segnata dagli effetti del turismo di massa, l’impegno e la dedizione di coloro che custodiscono e tramandano il patrimonio storico e le tradizioni locali assumono un valore fondamentale. Grazie al loro lavoro, questo patrimonio continua a vivere nel tempo e può essere trasmesso alle nuove generazioni, preservando l’identità e la memoria della comunità.