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ITALIA TV. Norberto Naummi dopo 30 anni pronto ad esporre

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ITALIA TV. Norberto Naummi dopo 30 anni pronto ad esporre

(italiatv) Scolpire significa dedicare importanti risorse economiche e una parte consistente del proprio tempo libero a questa intensa attività, anche nel caso in cui ci si dedichi solo saltuariamente nei ritagli di tempo. Così ci racconta Norberto Naummi, scultore che abbiamo incontrato a Valtournenche in Valle d’Aosta e che presto svelerà le sue opere in una prima mostra.

“Ho iniziato a scolpire grazie ai corsi che la Regione Valle d’Aosta ha istituito molti anni fa. Ho iniziato nel 94, primo anno che ho fatto il corso di intaglio nel 94 a Courmayeur. Poi dopo Courmayeur sono arrivato qua a Valtournenche e sono andato avanti in questa attività. Le mie opere per lo più sono in legno perché ovviamente qui ho imparato la scultura sul legno. E poi ho sperimentato la radica di thuia, che è un legno molto particolare, in realtà non sarebbe un legno da scultura perché la radica per la sua conformazione sarebbe più adatta a dei lavori con dei macchinari. Infatti la radica normalmente viene utilizzata ad esempio per fare delle pipe, ma a me piaceva come legno e ho provato a fare questa testa d’aquila qua. Poi oltre al legno ho lavorato anche la pietra, la creta e ho fatto anche fusioni in bronzo”.

E come ti definisci? Un artista emergente?

“Io mi definisco un appassionato di scultura. A me la scultura piace, mi piace guardarla, mi piace vedere le opere di altri scultori, mi piace studiare gli scultori storici e mi piace a mia volta provare a modellare la materia, che sia legno, pietra o creta, qualunque essa sia. Come tipo di scultore io sono curioso, quindi ho iniziato dal figurativo e spesso torno al figurativo, però ho sperimentato anche degli stilizzati e anche dei soggetti astratti. Mi piace spaziare in tutti i campi, così come in tutti i materiali, padroneggiare diverse tecniche”.

Ecco, ma quante sculture hai nel tuo atelier?

Allora, diciamo che Gian Giuseppe Barmasse, il mio maestro, è noto per non solo per la qualità delle sue opere ma anche per delle opere abbastanza grandi, da monumentali a comunque di dimensioni rilevanti. Io avendo imparato da lui, anch’io ne ho abbastanza di opere abbastanza grandi. Diciamo che quelle, escluse quelle iniziali dove erano delle prove, erano dei momenti di apprendimento, quelle che adesso ho accumulato che posso ragionevolmente pensare di esporre quando deciderò e quando riuscirò a fare una prima mostra, sono una trentina”.

Ecco e infatti mi hai anticipato la prossima domanda, c’è forse una novità che ci vuoi raccontare?

“Sì, beh diciamo che io per trent’anni ho lavorato e fatto opere che portavo a casa senza farle vedere. Le mie opere le ha viste solo chi è venuto a trovarmi a casa mia, chi è arrivato in laboratorio mentre le stavo facendo o solo ultimamente che ho aperto il mio sito internet, se qualcuno le vuole andare a vedere può andarle a vedere in questo sito qua, ma dal vivo non le ha mai viste. Per cui adesso che ho un numero di opere che possono essere sufficienti a fare una mostra adeguata, sto in effetti pensando di iniziare a farle vedere”.

Ecco, ma perché questa decisione? Cioè perché per trent’anni c’è stato il silenzio e adesso questa decisione?

“Mah…. è una scelta che ho fatto. Io ho visto che normalmente gli altri artisti, che siano pittori, che siano disegnatori, scultori o fotografi, devono impiegare molte risorse per apprendere queste tecniche qua, quindi devono investire molto tempo e molti soldi e conseguentemente giustamente la maggior parte se non tutti, finita qualche opera la fanno vedere e cercano di venderla per avere un riscontro del pubblico giustamente e anche per avere un ritorno economico, ed è una cosa ottima e giusta. Solo che io in questo ho trovato una cosa che a me non piaceva, cioè io ho visto che molti di questi artisti quando facevano vedere le loro opere, magari non so esponevano cinque opere ne vendevano due, quelle due che vendevano erano quelle che molto più probabilmente venivano replicate da loro e questo a mio avviso era un rischio che poteva bloccare la crescita personale. Allora visto che io potevo permettermi di scolpire per passione perché avevo un’altra professione, mi sono deciso a seguire un mio percorso personale, tenere tutto per me e non avere influenze esterne. E adesso dopo trent’anni, dopo aver accumulato un numero di opere di questo tipo, come una sorta di moderna Wunderkammer, volevo provare ad aprire questo mondo che mi sono creato per vedere che riscontri poteva avere”.

Bene e quindi non ci anticipi nulla però ci saranno dei prossimi passi a breve?

“Sì i passi li sto già facendo nel senso che la prima cosa è stata acquisire una tecnica sufficiente per fare delle opere insomma da poter esporre abbastanza tranquillamente, il secondo è stato fare un sito internet che ho pubblicato e adesso sto cercando di trovare la maniera per fare una mostra”.

Bene quindi saremo i primi noi ad avere delle notizie su questa mostra. Probabilmente dove sarà? Dalle tue parti o qui in Valle d’Aosta? Perché ricordiamo che tu sei emiliano di Parma.

“Io sono emiliano di Parma però come scultura sono cresciuto qua in Valle d’Aosta, qua a Valtournenche. A me piacerebbe fare la prima in Valle d’Aosta perché la vedrei come un ringraziamento che io do alla Valle d’Aosta perché se io ho imparato, se io mi sono avvicinato a questo mondo e ho imparato a lavorare in questa maniera, la mia scuola è assolutamente totalmente valdostana e quindi mi sembra quasi… lo farei come una sorta di riconoscimento, di omaggio alla Valle d’Aosta. Poi ciò non toglie che mi piacerebbe farlo anche a Parma essendo io di Parma. Certo”.

Allora grazie Norberto, aspettiamo le date. Speriamo il più presto possibile.

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