Home RADAR ITALIA TV. Decreto Sicurezza, l’aggravante della destrezza

ITALIA TV. Decreto Sicurezza, l’aggravante della destrezza

0
ITALIA TV. Decreto Sicurezza, l’aggravante della destrezza

(italiatv) Il furto con destrezza: un’aggravante che premia l’abilità del ladro. Nel Codice Penale italiano, “con destrezza” qualifica un furto commesso con particolare abilità, astuzia o sveltezza, superando la vigilanza ordinaria della vittima. Non basta la rapidità: serve un “quid pluris” di perizia, come nel borseggio, che renda vano il normale controllo del bene da parte del proprietario.

Nel decreto-legge sicurezza approvato ieri dal Consiglio dei ministri la “destrezza” è richiamata solo in relazione al furto con destrezza, non come concetto autonomo distinto dalla nozione codicistica già esistente. Nel testo (schema di decreto-legge “disposizioni urgenti in materia di sicurezza pubblica…”) la destrezza è citata nel paragrafo: “Disposizioni per il contrasto del furto con destrezza e della rapina commessa da un gruppo organizzato”.
Qui si interviene sull’art. 625, comma 1, n. 4 c.p., precisando che:

  • Il furto commesso con destrezza torna ad essere procedibile d’ufficio in alcune ipotesi tipizzate, “modificando quanto previsto dalla c.d. riforma Cartabia”.
  • Le ipotesi in cui scatta la procedibilità d’ufficio sono quando il furto con destrezza è commesso sottraendo:
    • mezzi di pagamento, anche elettronici;
    • documenti di identità;
    • strumenti informatici o telematici o telefoni cellulari;
    • denaro o beni “di valore tale da determinare un danno patrimoniale di rilevante gravità”.

Cosa cambia rispetto a prima

  • Prima, dopo la riforma Cartabia, il furto con destrezza era in linea generale procedibile a querela della persona offesa, salvo aggravanti particolari. Le nuove norme riportano alla procedibilità d’ufficio in presenza dei beni indicati o di danno di particolare gravità.
  • La nozione di “destrezza” non viene ridisegnata dal decreto: resta quella dell’art. 625 c.p. (condotta caratterizzata da particolare abilità nel sorprendere l’attenzione o eludere la vigilanza della vittima), ma se ne amplia l’impatto processuale, collegandola a categorie di beni ritenuti sensibili (cellulari, carte, documenti, ecc.).

Pena prevista.

Secondo l’art. 625, n. 4 c.p., la pena base del furto semplice, viene sensibilmente aumentata quando il fatto è commesso con destrezza. In questo caso, la reclusione va, nella formulazione più aggiornata, indicativamente da 1 a 6 anni, con multa che può superare i 1.000 euro, mentre ulteriori aggravanti (ad esempio in abitazione o con violenza sulle cose) possono spingere la cornice edittale fino a 3-10 anni di reclusione. La ratio è punire più severamente chi, grazie a una particolare abilità nel distrarre o superare la vigilanza, rende inefficaci anche le cautele più normali.
Questo reato, diffuso soprattutto in contesti urbani affollati, resta ancora oggi una delle forme più tipiche di criminalità predatoria minuta, dal borseggio in metropolitana alle sottrazioni in esercizi commerciali, dove la destrezza del ladro si misura sulla capacità di sfruttare ogni minima distrazione della vittima.

Il furto con destrezza nel cinema italiano.

La rappresentazione del furto e della truffa “di strada” attraversa molta commedia all’italiana, spesso con toni ironici che però fotografano con precisione l’abilità del piccolo criminale. In “Così parlò Bellavista” di Luciano De Crescenzo, le celebri scene sulla “causa per truffa” e sui furti d’auto e autoradio restituiscono il clima di una Napoli dove il confine tra arrangiarsi e reato è sottile, e il raggiro si consuma in pochi gesti rapidi e astuti. “Pacco, doppio pacco e contropaccotto” di Nanni Loy, costruito a episodi, porta sullo schermo il sistema del “pacco” napoletano: scambio fulmineo di buste, confusione creata ad arte, complicità tra più soggetti e vittima disorientata, elementi tipici delle truffe e dei furti che si avvicinano, per struttura, al furto con destrezza. In entrambi i film, la comicità non cancella ma anzi esalta il dato giuridicamente rilevante: la speciale abilità nel distrarre, confondere e sostituire oggetti o denaro in una manciata di secondi, esattamente ciò che il legislatore punisce più severamente quando in gioco non è più solo furbizia, ma patrimonio altrui.

leggi anche: www.italiatv.it