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ITALIA TV. L’oro e la luce divina del Beato Angelico. La mostra a Firenze

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ITALIA TV. L’oro e la luce divina del Beato Angelico. La mostra a Firenze

(italiatv) La mostra sul Beato Angelico, che si svolge tra  Palazzo Strozzi e il Museo di San Marco a Firenze, che si svolge dal 26 settembre 2025 al 25 gennaio 2026, ha messo insieme le opere del famoso monaco arrivate da musei di tutto il mondo oltre che da proprietà private. Si tratta di un percorso che, in questo modo, celebra la sua figura in dialogo con altri artisti come Masaccio, Filippo Lippi, Lorenzo Ghiberti e Michelozzo. Oltre 140 opere, tra cui capolavori restaurati proprio per questa occasione e pale d’altare smembrate e disperse da secoli, riunite per la prima volta.

Gli eccellenti curatori e grandi studiosi C. B. Strehle, S. Casciu e A. Tartuferi, sono nomi eccellenti nel mondo dell’arte, che sono riusciti a mostrare ai tantissimi visitatori non solo le opere di questo artista ma anche a prevedere un percorso magistrale tra il Museo di San Marco e appunto Palazzo Strozzi. Proprio nel Museo il percorso si arricchisce di alcune delle opere più famose di fra Giovanni da Fiesole, (detto appunto Beato Angelico), prima fra tutte l’Annunciazione, ma regala anche la possibilità di scoprire il mondo dell’antico convento domenicano che ospita le celle dei monaci e quella di Domenico Savonarola, che qui risiedette fino alla sua crudele condanna.

La celeberrima “Annunciazione”

risale al XV secolo e il frate ci lavorò su incarico di Cosimo dei Medici per decorare gli spazi destinati ai frati. E’ considerata uno dei capolavori del Rinascimento, con i suoi toni chiari di azzurro e rosa che parlano di serenità e purezza, mentre le ali iridescenti dell’angelo conducono chi lo osserva verso la gloria di Dio. Il moto di stupore delle Vergine che accetta l’alto compito al quale è chiamata a aderire, si evince dal tenere le mani in grembo conserte, mentre l’arcangelo Gabriele sembra appena atterrato con le sue ali variopinte e si inchina alla futura Madre di Dio.

Per le sue opere Beato Angelico rappresenta il maestro del colore e della prospettiva, importante creatore di una nuova visione del rapporto tra l’uomo e Dio.  Nei suoi dipinti l’eredità della tradizione si unisce alle novità rinascimentali: l’oro e i suoi colori brillanti diventano tutt’uno con la nuova attenzione allo spazio.

Ne ”L’incoronazione della Vergine”

esposta invece a Palazzo Strozzi, proprio l’oro ci parla della luce divina presente in Paradiso dove Maria viene glorificata. Il cielo dorato, Cristo al centro che la incorona seduta accanto a lui, gli angeli e i santi disposti in cerchi concentrici creano una nuova prospettiva rinascimentale e un senso ordinato e perfetto dell’ordine celeste.

“Cristo come Re dei re”

è sempre illuminato dall’oro e racconta il divino nella sua lucentezza spirituale: il volto di Cristo è coronato di spine e rigato dal sangue ma emerge dall’oscurità con uno sguardo profondo e diretto, mentre il colore rosso rimanda al martirio.

“Il Giudizio Universale”,

realizzato intorno al 1431 per il convento di San Domenico a Fiesole, rappresenta una delle opere più complesse e teologicamente dense. Organizzata in cerchi orizzontali con il alto il Cristo e in basso la separazione tra i beati e i dannati e Maria e Giovanni Battista ai lati, sprigiona una forza narrativa forte, ma chiara e incisiva. Toni vividi e luminosi raffigurano il Paradiso mentre per l’Inferno vengono usati colori cupi e drammatici. Tante scene minuziose del Paradiso e dell’Inferno sono raccontate nel dettaglio, aumentando ancora di più la forza emotiva di quest’opera.

 Impressionante per i particolari e i colori tra oro, azzurro, rosso e marrone scuro, la tempera su oro e tavola è “Scene della vita di Cristo dall’Armadio degli Argenti”.

Realizzato tra il 1451 e il 1453 è oggi conservato al Museo di San Marco ma per la mostra è stato spostato a Palazzo Strozzi. Le scene illustrano la vita di Cristo dalla nascita alla resurrezione, i meticolosi dettagli sono dipinti con colori luminosi e le figure sono tutte armoniose. L’armadio custodiva oggetti sacri e reliquie, per la contemplazione dei misteri cristiani.

Tra gli esempi più significativi delle sue opere  ci sono la Pala di S. Marco,

dipinta nella sua maturità tra il 1438 e il 1442 che doveva decorare l’altare maggiore della chiesa sita a Firenze e “Compianto su Cristo morto” datata tra il 1436 e il 1441 che unisce intensità emotiva e tono meditativo, tra devozione sacra e rappresentazione.

Questi sono solo alcuni accenni alle straordinarie opere del Beato Angelico ma ovviamente nessuna parola o descrizione può restituire pienamente la bellezza e la spiritualità che si respira tra le sale della mostra e la sua visita diretta resta il solo modo per cogliere la meraviglia nella sua totalità. Raccontare di questo artista è descrivere la luce che sprigiona dai colori dei suoi dipinti e l’armonia delle scene ritratte.