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ITALIA TV. The Gin Corner is back. Riapre il tempio del Martini Cocktail

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ITALIA TV. The Gin Corner is back. Riapre il tempio del Martini Cocktail

(italiatv) I 10 secondi del mixing glass concentrano la differenza fra chi sa fare un cocktail impeccabile e chi fa un Martini Cocktail. E’ uno dei passaggi nella preparazione de re dei cocktail e, a ben vedere, è proprio li che la magia prende forma. Com’è noto, il Martini Cocktail “non è una cosa da bere” (cit. Mauro Lotti): è il cocktail con la storia più affascinante, assurto ad icona, la cui preparazione si può apprendere. Ma il fascino del Martini Cocktail non sta in un presunto corretto dosaggio delle parti, che paradossalmente non esiste, quanto nella consapevolezza di barman e cliente. Consapevolezza di partecipare ad un rito pagano plurisecolare e colto.

In quei 10 secondi del mixing glass, quando tutto è stato scelto, dosato e preparato, si consuma l’attesa del piacere; un’attesa nella quale si aggiunge la componente empatica, ed appunto consapevole; contemplativa. A volte invece quei 10 secondi, senza quel momento di riflessione e memoria, sono solo “l’ultimo passaggio prima dell’accomodamento in coppa”: un cocktail tecnicamente perfetto magari, ma senz’anima.

La recente riapertura del The Gin Corner a Roma è stata una notizia felice per i martiniani, della Capitale e in visita, perché dopo nomi altisonanti della mixology (D’Addezio, Pistolesi, De Valeri…), al di la della barra sono arrivati 3 professionisti di rara eleganza stilistica, un trio di druidi che sa interpretare la cultura del del Gin e del suo principale cocktail: il Martini.
La forzata pausa di Covid e ristrutturazione si è conclusa qualche sera fa con l’inaugurazione ad invito: l’Hotel Adriano che ospita il tempio del Gin è restituito alla città in forma smagliante, con novità degne di nota. Restando in tema mixology, sono due adesso i cocktail bar: il The Gin Corner al piano terra e il bar del roof garden. Si alterneranno stagionalmente ma sempre sotto la sapiente guida di Daniele Valeri, Max La Rocca ed Alex Mulè. Ma la novità non è solo questa.


Barbara Ricci, anima, cuore e sacerdotessa di questo tempio, sfida se stessa: The Gin Lady ha chiesto ai suoi druidi il coraggio di andare anche oltre il Gin e di saper declinare lo stile di Hotel e Bar anche nel mondo del Whisky, della Vodka, del Tequila e del Mezcal. Il Martini e il Gin sono i padroni di una casa oggi abitata anche dalle altre grandi tradizioni.
The Gin Corner resta uno dei bar con la più ampia scelta di Gin in Italia, il rito del Martini Cocktail si celebra qui; seppur ancillari, le storie e le culture degli “altri grandi” oggi trovano un loro luogo romano. Una terza novità è che il The Gin Corner ora ha un house Gin Premium, fatto in Toscana su misura: una degustazione ad hoc prossimamente.

Autore di “Get spicy” (manuale di spezie del mondo), con alle spalle lo Stravinsky bar dell’Hotel de Russie, Casa Coppelle, Amaro del Melìa Villa Agrippina…, Daniele Valeri ha ricevuto l’incarico della Proprietà di comporre carta e lista, con la mission di cui sopra.
“Spezie e erbe aromatiche come strumenti per un viaggio nella memoria. Non solo quelle più esotiche ma anche il profumo di una foglia di basilico è un aereo supersonico nella memoria, che ci riporta magari al pentolone di sugo della domenica che vedevamo dal basso in alto. E’ questo che ricerco per una clientela colta, educata al bere e al bello, confidente e consapevole. Viaggi e gusto, momenti di contemplazione intima, da condividere”.
D. E’ l’ondata salutista? E i no-low people?
R. “Siamo pronti. The Gin Corner ha una scelta di cocktail analcolici per chi volesse partecipare alcol free. Per noi dietro la barra sono sfide di viaggio anche quelle, e siamo pronti”.

International bar-manager, giudice di gara e formatore, Max La Rocca è una star della mixology. Molto seguito anche nei social, è stato proposto da Massimo D’Addezio e Daniele Valeri, che hanno pensato a lui per il ruolo di bar-manager e che lo conoscono dai tempi dell’Hotel de Russie. La Rocca rimbalza dal Mandarin Oriental di Barcellona a Dublino, dai corsi agli eventi come brand ambassador.
“La Proprietà mi ha chiesto di far diventare il passaggio al The Gin Corner un’esperienza, non solo un momento ricreativo. Qui si sentono a casa gli appassionati con mille domande, i cultori del prodotto ricercato ed introvabile, i viaggiatori adulti; in breve, i clienti premium”.
D. Per la sua grande esperienza internazionale, dove sta andando la mixology? E’ la tendenza no-low che riscriverà le regole?
R. “Sono concentrato nell’approfondimento dei Vermouth e dei liquorosi che, interpretati come immagino ovvero con toniche scelte, garantiscono un’esperienza fresca e rinfrescante. Ma prima ancora di questo o quel componente, è importante che il cocktail no-low abbia lo stesso rango dei tradizionali, proprio visivamente. Se ad un tavolino c’è magari una spremuta and tonic senza cura estetica, quel cliente vivrà una pessima esperienza, perché sarà visivamente percepito come il triste e sfortunato del gruppo”.

Se le parole chiave del nuovo The Gin Corner sono esperienza e viaggio, ecco che Alex Mulè diventa “il cacio sui maccheroni”. Esperienza di volo in Inghilterra, ottima preparazione tecnica, sorriso magnetico, il terzo druido sarà il “resident” propriamente detto.
“Sono romano, ma per tanti (mia moglie dice troppi) anni a Londra e mi sono perso l’epopea del The Gin Corner: arrivare qui, da resident, è per me toccare un altro cielo, quello della mixology”.

Da Pasqua il The Gin Corner è tornato. Qui sono passati molti dei grandi, sia come resident sia negli eventi. Qui è nato il Club dei Martiniani della città, è qui che il più grande, Mauro Lotti, ha scelto di raccontare cos’è davvero il Martini Cocktail; un evento fu quello tanto raro da rappresentare per i martiniani una sorta di passaggio di consegne, di dono delle Tavole. Qui una delle ultime performance del compianto Dom Costa, maestro dei due mondi, indimenticabile re della miscelazione.

A nome del socio fondatore 009 del Club dei Martiniani, bentornato The Gin Corner!

(in foto: a sinistra Mauro Lotti, a destra Dom Costa)