(italiatv) Nei giorni della Coppa del Mondo a Campiglio, Stefania Fava ha avuto un “caminetto” con Matteo Lunelli, Ferrari: montagna e sci, una relazione profonda. Buona lettura >
D: Buonasera Lunelli. Vorrei esplorare un legame speciale tra bollicine e sci. Quando avete lanciato “Perlé Zero” l’ho paragonato a una discesa alle 8:30 sulla direttissima dello Spinale: concorda?
R: Buonasera a lei. È una bellissima associazione! Lo scorso Natale ho avuto il piacere di trascorrere alcuni giorni a Madonna di Campiglio e spesso mi trovavo anch’io alle 8:30 alla partenza della cabinovia dello Spinale: il fascino della prima sciata la mattina con la neve perfetta, ancora con le orme del gatto delle nevi che ricorda il velluto, davvero mi fa pensare alla verticalità del Trento DOC che è molto legato alla montagna e che come una pista perfettamente preparata offre la stessa sensazione di eleganza, armonia e precisione, da sempre caratteristiche ricercate nei nostri vini. Quando scendiamo su una pista liscia e ben curata, cerchiamo la stessa armonia che si trova in un sorso di Perlé Zero: un vino che non solo celebra la montagna, ma racchiude anche la perfezione tecnica che si ritrova in una sciata ben eseguita.
D: Qual è il legame tra le bollicine e la montagna?
R: Il Trento DOC è definito come “bollicine di montagna” e i nostri vigneti si trovano tra i 400 e i 700 metri sul livello del mare. Durante il giorno il clima mediterraneo favorisce la maturazione aromatica, mentre le fresche notti mantengono un’acidità bilanciata, grazie anche all’influenza delle montagne come il Monte Bondone vicinissimo. Questo contrasto crea la cifra stilistica unica dei nostri vini. Giulio Ferrari, il fondatore delle Cantine Ferrari, intuì che il Trentino offriva le condizioni ideali per coltivare Chardonnay e Pinot Nero come base spumante.
La montagna è il cuore pulsante della nostra produzione che appunto offre le condizioni climatiche ideali per ottenere uve pregiate. Credo di poter affermare che il nostro vino rappresenti un ponte tra la natura e l’eleganza, tra la forza delle montagne e la delicatezza del gusto.
D: La montagna è anche un luogo di convivialità, accoppiata ideale per i vini Ferrari…
R: La montagna è il luogo del relax, della festa e degli incontri con gli amici, dai momenti di silenzio durante una passeggiata nei boschi, alle cene conviviali o al divertente après-ski. Qui a Campiglio, e in altre località come Val Gardena e Val Badia, le nostre bollicine sono sinonimo di celebrazione perché sono perfette per un brindisi sulla terrazza di un rifugio soleggiato, ma anche per accompagnare un intero pasto con eleganza.
D: Armonia e sci: restiamo sul raffronto confronto tra sci e vino…
R: Una sciata armonica ha un ritmo, è pulita e ben disegnata, come una curva perfetta in carving e anche un grande vino è una sinfonia dove aromi e i profumi devono dialogare tra loro, senza stonature in un preciso bilanciamento. Trovo che per esempio, il nostro Perlé Zero possa ricordare una sciata fluida e precisa su una pista impeccabile e ogni vino abbia una personalità unica, proprio come ogni pista da sci; il Perlé Nero mi fa pensare a una pista ghiacciata, tecnica e stimolante, che richiede precisione; la Riserva Lunelli, invece, è come una discesa in neve fresca, avvolgente, morbida e ricca di sorprese per la sua ricchezza gustativa; infine il rosè potrebbe essere il corto raggio. Poi si spazia in tutti i modi perché con le grandi annate e le grandi riserve si possono fare i salti, le gare, si può fare davvero di tutto.
D: Oltre al Trento DOC, durante la cena con i campioni della Coppa del Mondo a Campiglio, avete proposto vini rossi come il Carapace…
R: Il Carapace è un omaggio all’Umbria, con il Montefalco Sagrantino, famoso per il suo tannino importante, che abbiamo cercato di rendere più vellutato e godibile, pur mantenendone il carattere deciso. Il nostro obiettivo è stato domare la potenza del tannino per creare un vino equilibrato e avvolgente grazie al lavoro in campagna e in cantina insieme al nostro team di esperti. Parallelamente, il Pinot Nero di Maso Montalto rappresenta la montagna: è delicato, fine e gioca su note leggere e questa diversità è come nello sci.
D: Tornando al suo rapporto con lo sci…
R: Durante l’inverno trascorro i fine settimana quando posso a Madonna di Campiglio e per me lo sci è una grande passione che mi diverte e mi permette di migliorare continuamente. Mi piace iniziare presto la giornata, godermi le piste quando sono ancora perfette e concludere con una pausa allo Chalet Spinale per un brindisi con gli amici al sole sulla terrazza, per un momento di festa e condivisione che rispecchia lo spirito del Ferrari Trento DOC.
Sciando si impara a conoscere la montagna, a rispettarla e a vivere i suoi momenti più intensi perché lo sport richiede disciplina, ma offre anche momenti di grande libertà e amo questa dualità, la porto anche nel mio lavoro, dove cerco sempre di unire tecnica e creatività.
D: Si può parlare di un “carattere montano” che influenza anche il suo approccio alla vita e al lavoro?
R: Assolutamente. La montagna ti insegna a rimanere con i piedi per terra, ma ti invita anche a sognare e ammirando le cime si impara a guardare lontano e a aspirare sempre a qualcosa di più alto, mantenendo un atteggiamento umile ma ambizioso e penso che questo carattere si rifletta nei nostri vini e nel nostro modo di vivere e lavorare.
Essere cresciuti tutti noi Lunelli in un contesto montano ha plasmato la nostra identità: la montagna è fatica, ma è anche soddisfazione e credo che ciò che abbiamo imparato dai nostri genitori, tutti sciatori, lo portiamo nella creazione dei nostri vini: una costante ricerca della perfezione, senza mai perdere di vista le radici.

_________________________
