“La fotografia non è solo un mezzo per rappresentare il mondo, ma per cambiarlo”
(italiatv) – La storia della fotografia perde un gigante, ma a ben vedere la fotografia è stata l’arte che gli ha consentito di esprimere al meglio i suoi veri talenti: creatività visionaria e maestria nella provocazione, che gli hanno consentito di raggiungere vette di notorietà da rock star. Ma non solo per le foto tecnicamente perfette, quanto per i messaggi che ogni sua campagna, per decenni, lanciava. Se n’è andato all’età di 82 anni dopo una malattia importante.
Nato a Milano il 28 febbraio 1942, Toscani si è formato presso l’École des Beaux-Arts e l’Università d’Arte e Design di Zurigo, dove ha affinato la sua capacità di combinare arte e tecnica fotografica. Fin dagli esordi, il suo lavoro si è contraddistinto per la capacità di rompere gli schemi convenzionali.
Toscani pubblica la sua prima foto all’età di 14 anni soffermandosi sul volto dolente di Rachele Mussolini durante la tumulazione di quest’ultimo dove andò con il padre. La fama internazionale di Toscani è legata principalmente alle sue campagne pubblicitarie per United Colors of Benetton, realizzate tra gli anni ’80 e ’90. Le immagini iconiche che ha creato, spesso accompagnate da messaggi sociali forti, hanno ridefinito il concetto di pubblicità. Tra le campagne più discusse si ricordano quella che ritraeva un malato di AIDS in fase terminale, una serie di condannati a morte e un bacio tra un prete e una suora. Ogni scatto, più che vendere un prodotto, mirava a stimolare il dibattito pubblico su temi controversi.
Oliviero Toscani ha ridefinito il ruolo del fotografo, trasformandolo in quello di un narratore visivo capace di influenzare il pensiero collettivo. Le sue opere, esposte nei musei e nelle gallerie di tutto il mondo, continuano a ispirare nuove generazioni di creativi e a suscitare discussioni su tematiche di rilevanza globale.
Nel 2004 crea il centro di ricerca della comunicazione moderna “La Sterpaia” all’interno della riserva naturale del Parco di San Rossore a Pisa, un laboratorio dove, seguendo la metodologia del workshop, gli allievi vengono orientati da esperti ai corsi per fotografi, grafici, scrittori e registi.
Saatchi and Saatchi lo premia come Creativ Hero durante la serata dei Clio Awards a Miami; poi nel 2007 Toscani inaugura il progetto “Razza Umana”, una ricognizione fotografica sulle diverse morfologie e condizioni umane, per censire tutte le espressioni e le caratteristiche somatiche, sociali e culturali del genere umano, iniziando da più di 100 comuni italiani, poi Israele, Palestina e il Guatemala.
“La fotografia non è solo un mezzo per rappresentare il mondo, ma per cambiarlo”, ha dichiarato Toscani in numerose interviste. Questo approccio si riflette in tutta la sua carriera, dove le immagini sono utilizzate come strumenti di denuncia e riflessione. Il suo linguaggio visivo diretto, a volte crudo, ha spesso generato polemiche, ma ha anche avuto il merito di spingere le persone a confrontarsi con realtà scomode”.
Uomo di spicco, di contraddizioni, di capacità infinite, di politica (candidato per la Camera dei Deputati nelle file dei Radicali nel 1996 e la lista Marco Pannella), denunciò Fratelli d’Italia per aver utilizzato senza autorizzazione una sua foto in una campagna contro le adozioni gay.
Una cartiera senza fine, un personaggio discusso perché geniale nella sua creatività, immaginazione e professionalità . Nel 2010 si dimette dalla carica di assessore per un forte contrasto con il sindaco Vittorio Sgarbi nel comune di Salemi e via senza fine verso grandi avventure umane e successi anche contraddittori. Le sue foto e la sua personalità continueranno a parlare di lui e per lui in tutto il mondo.