(italiatv) E’ sera a Campiglio, luci ed emozioni si accendono e dopo il sorteggio dei pettorali dei campioni ecco la start list della prima manche:

Ci siamo: grande fermento, campioni di una volta e atleti di oggi si confondono tra le vie del paese, tra la mascotte della gara Trudy e un bicchiere di bollicine di montagna di Cantine Ferrari, come a suggellare l’effervescenza delle bollicine e la discesa sul Canalone Miramonti. Molti anche gli appassionati e i turisti che hanno voluto essere presenti non solo alla manifestazione ma anche a tutte le esperienze legate alla Night Slalom.
Evento esclusivo su invito è la cena presso lo Chalet Spinale a 2100 metri, una location mozzafiato che vede partecipare i nomi dello sci di sempre, gli organizzatori della gara tra cui il presidente della 3Tre Lorenzo Conci e il presidente dell’APT di Madonna di Campiglio.
La cabinovia Spinale apre solo per gli invitati e l’atmosfera è elettrizzante: campioni che per me hanno sempre rappresentato il sogno, il Mito: Ingmar Stenmark, Gustav Thoeni, Piero Gros, Ivano Edalini, Giorgio Rocca, Paolo de Chiesa, Marc Girardelli, e si, c’è anche Alberto Tomba “la bomba”. Sempre emozionante scambiare due parole con lui: “Alberto, so che siamo anche colleghi sommelier…”; “Sì dai…, ormai ho girato più cantine che piste da sci”.
Vino. Ovviamente non poteva mancare il coinvolgimento di Cantine Ferrari che hanno bagnato la cena con fiumi di Perlé Trento Doc e Carapace Montefalco Sagrantino; cena in quota, ottima, servita dal ristorante dello Chalet Spinale.
Il Carapace è un vino intenso di un rosso rubino, pieno sentori di viola, ciliegia e spezzatura garbata che in bocca entra con la tipica tonicità del Sagrantino, che però risulta ben dosata per un finale armonico persistente e di grande gradevolezza.
Il Perlè Trento Doc brillante, dal perlage fine e persistente e che saluta il palato allegro e pungente: praticamente un racconto nel bicchiere di questa serata.


C’è anche Giovanni Veronesi co autore del docufilm “La valanga azzurra” che è stato proiettato nel pomeriggio al pala congressi: “C’è la neve nei miei ricordi, c’è sempre la neve e mi diventa bianco il cervello se non la smetto di ricordare, tanto qui sotto nulla è peccato…“; inizia così il docufilm che non solo parla dei campioni ma racconta la passione profonda del regista.


