(italiatv) C’è un piccolo territorio incastonato tra il Piemonte e la Valle D’Aosta. circondato dall’Anfiteatro Morenico di Ivrea, dove il freddo la fa da padrone. Secoli fa qui c’era il ghiaccio, con fiordi e insediamenti marini e dove da tempo si coltiva la vite: vini rappresentativi del territorio a tutto tondo.
Il Canavese poggia su suoli estremamente poveri, terreni acidi tipici delle colline moreniche con grosse pietre, sassi, sabbie, limo e una piccola quantità di argilla che ha avuto origine appunto dall’erosione del grande ghiacciaio Balteo. Si coltiva Nebbiolo (qui chiamato Picutener), Barbera, Bonarda, Freisa e Neretto, oltre all’Erbaluce. Tutti vitigni comunque piemontesi ma che in questa zona acquisiscono caratteristiche particolari, donate dal clima rigido di un ghiacciaio dove il freddo diventa un alleato fondamentale per la riuscita dei vini prodotti.
Il Consorzio di Tutela e Valorizzazione Vini Caluso DOCG, Carema e Canavese Doc nasce nel 1991 e al momento conta 39 soci e 107 comuni di appartenenza, racchiudendo cantine di altissimo livello qualitativo in un territorio di sorprendente unicità e bellezza.
La forma di allevamento è la tipica pergola che nasce dall’alteno dove le viti erano tenute alte e sorrette da altre piante come olmi e salici e che oggi si chiama topia, sorretta da legni di castagno.
Note di degustazione.
Un viaggio immaginario tra le DOC Canavese e Carema che vuole far scoprire tanto i vini quanto i territori dove vengono coltivati, in un’atmosfera delicata e profonda, come il carattere di chi cresce in mezzo al freddo, sia uomini sia vini.
Cantina della Serra, Serra Blu Canavese spumante Doc.
Un metodo Charmat lungo, dove l’Erbaluce si esprime con tutta la sua acidità e mostra un brillante giallo verdolino delicato, mentre al naso note di fiori bianchi e agrumi che accompagnano il sorso pungente e lungo.
Alberta Luciana, Grecale Canavese Doc 2023.
Veste un calice giallo verdolino verso il paglierino tenue, sentori erbacei e una spiccata nota minerale che si incanala in una leggera ammondorlatura finale effetto dei tannini dell’erbaluce, chiude poi con una bella lunghezza gustativa.
DonnaLia, Roc Della Regina Canavese bianco 2018.
Brillante e giallo paglierino, mostra come questo vitigno regga bene il passare degli anni. Note di pietra focaia, roccia riscaldata al sole, poi pera william e zagara. Sorso completo e armonico con la sua mineralità intrigante.
Le Masche, Roccia Canavese Nebbiolo Doc 2023.
Qui siamo in una piccola enclave custodita tra le montagne vicino al Gran Paradiso. Rosso rubino con sfumature ancora violacee, ciliegia fresca e note erbacee. Al palato elegante e con un tannino soft e non rugoso.
Luca Leggero, Maura Nen Canavese Nebbiolo Bio Doc 2021.
Rubino molto scarico con accenni granati, naso espressivo di sottobosco, erbe officinali, cuoio e vaniglia. Bocca ricca, tannini giovani e bella acidità e potenza.
Cantine Crosio, Gemini Canavese Nebbiolo Doc 2021.
Rosso rubino intenso con accenni granati luminosi, viola e rosa appassite, speziatura dolce in chiusura. Potente all’assaggio, tannini giovani e acidità spiccata, molto rappresentativo del territorio del Canavese.
Tenuta Roletto, Nobilis Canavese Nebbiolo Doc 2020.
Affascinante rosso rubino scarico e elegante. Al naso ciliegia, sentori vegetali tipici del nebbiolo, poi terra, cuoio e speziatura più piccante lasciano spazio a sbuffi di cuoio e corteccia. Bocca più arcigna, corpo leggero e tannini ancora turbolenti che poi però si sciolgono in bocca per un risultato molto dinamico.
Figliej, Darecà Canavese Rosso 2019.
Siamo nella zona nord di Carema per questa 2019 di grandi soddisfazioni. Rubino scarico e luminoso, al naso rilascia note di erba secca, fieno, cuoio antichizzato, corteccia di china. Bocca più spigolosa ma molto affascinante e tannini integrati per un corpo quasi esile che però non ne frena l’evoluzione.
Cantina Produttori Nebbiolo di Carema, Carema Doc 2020.
Il carattere della gente di Carema, chiusi e introversi, si riflette nei vini che produce. Rubino tenue e molto scarico. Approccio olfattivo di ciliegia, spezie dolci, pepe e cardamomo, tabacco fresco e sensazioni vegetali. Qui la potenza non è a tutti i costi ma il vino riesce a esprimersi e a parlare.