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ITALIA TV. Chianti Classico Collection 2026. Wine is Culture (ita/eng)

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ITALIA TV. Chianti Classico Collection 2026. Wine is Culture (ita/eng)

(italiatv) Chianti Classico Collection 2026 Wine is Culture (ita/eng)

Il 16 e il 17 febbraio scorso, la Chianti Classico Collection 2026 ha riportato come ogni anno alla Stazione Leopolda di Firenze l’anteprima del Gallo Nero, uno degli appuntamenti più attesi nel panorama enologico italiano: in presentazione le nuove annate col marchio simbolo del vino italiano nel mondo.
Il tema quest’anno “Wine is Culture” ha voluto evidenziare il ruolo del vino come un collante tra storia, paesaggio e lavoro agricolo che diventa
condivisione e accoglienza. Il Chianti Classico è una colonna portante per la Toscana, sotto ogni punto di vista: economico, sociale e naturalmente identitario. Una storia che inizia nel 1716, anno del bando di Cosimo III dove i confini di questa denominazione furono definiti per la prima volta. Per comprendere bene l’importanza di questa data basti ricordare che per la Rivoluzione Francese si dovette attendere altri 73 anni… 73.
Come ha sottolineato il Presidente del Consorzio Giovanni Manetti “Il vino è cultura perché c’è uno stretto rapporto, in quanto il vino significa
salvaguardia dell’ambiente e della storia a esso collegata e valorizzazione dei patrimoni artistici dei luoghi di produzione. Ha inoltre
l’importantissimo compito di promuovere l’incontro tra le persone e quindi la socializzazione intorno a un calice di vino”.

I numeri e i mercati
Numeri particolarmente significativi per questa edizione: ben 223 produttori soci (numeri record per la Collection) con 680 etichette, circa
400 giornalisti nazionali e internazionali, oltre a una spiccata presenza di operatori di settore e appassionati di vino.
Presentate le Annata 2024, le Riserva e Gran Selezione 2023, 2022 e per alcuni anche precedenti; di scena tutte le 11 Unità Geografiche Aggiuntive, che hanno fatto da cornice a scambi di opinioni, considerazioni sui numeri e sul momento storico del vino.
Anche l’Olio DOP Chianti Classico ha occupato una posizione altrettanto centrale all’interno della Collection con 32 diversi oli in assaggio.

In un contesto di mercato complesso dovuto a problematiche geopolitiche, ai dazi Usa e a un rallentamento dei consumi del vino, soprattutto tra i giovani, il Consorzio ha ribadito la traiettoria di valorizzazione tutte le tipologie prodotte e la centralità dell’identità territoriale, oltre
all’intenzione di voler sottolineare una continua e sempre maggiore comunicazione diretta e semplificata.

I numeri sono decisamente dalla parte di questa denominazione: una crescita in valore del 2,6% rispetto al 2024, risultato importante
considerato appunto le suddette difficoltà grazie anche alla Riserva e alla Gran Selezione. Il Nord America rimane il mercato di riferimento con una marcata spinta del Canada che cresce dal 10% al 12%.
In Europa, Germania e Paesi Scandinavi segnano consumi significativi, mentre risulta particolare l’interesse per la Francia verso la Gran
Selezione. I nuovi mercati asiatici rappresentano sicuramente una possibilità di crescita e di differenziazione dell’export e il Consorzio sta
lavorando concretamente in questa direzione.

Rilancia Manetti: “Nonostante situazioni critiche economiche e politiche i nostri volumi sono aumentati e questa è un’ottima notizia per noi, grazie anche all’interesse profondo che certe aree come Gli Stati Uniti e il Canada mantengono nei confronti del nostro prodotto”.
Anche la nomina del giornalista polacco Tomasz Prange Barczyński a Ambasciatore ad honorem del Gallo Nero per il 2026 si pone come punto
di valore verso i mercati dell’Est e va a aggiungersi agli altri 12 Ambasciatori ad honorem nel mondo.

L’andamento delle vendemmie
Le vendemmie degli ultimi anni sono state caratterizzate da un apprezzabile equilibrio. La 2024 è stata un’annata piuttosto armonica che
ha regalato ai vini aromi intensi, freschezza e finezza. La 2023 decisamente difficile per le condizioni climatiche e con bassissime rese ha,
donato se ben gestita, freschezza e nitidezza ai vini, mentre la 2022, decisamente calda e secca è stata poi mitigata dalle piogge di agosto
donando ai vini armonia e piacevolezza. La capacità del Sangiovese di resistere, adattarsi e di dare il meglio di sé anche in stagioni difficili e
diverse risulta sempre l’asso nella manica.

Le interviste
Abbiamo incontrato due voci autorevoli come la Presidente del Consiglio Regionale della Toscana Stefania Saccardi e Sergio Zingarelli dell’azienda Rocca delle Macie, anche ex Presidente del Consorzio del Chianti Classico.
Saccardi ha chiarito l’impegno della regione nel confronti dei produttori, il forte interesse nello sviluppo dell’enoturismo in Toscana e la ferma
convinzione che il vino e tutto ciò ruota intorno a esso, sia parte fondante della produzione italiana, insieme al paesaggio e alle tradizioni che lo
accompagnano. Si è inoltre espressa in modo critico riguardo ai fondi destinati all’espianto delle vecchie vigne previsti nell’ultimo pacchetto
vino approvato dall’Unione Europea, ritenendo che l’approccio giusto sia invece quello di valorizzarle.
Zingarelli, in qualità di produttore, ha condiviso alcuni dati sulla produzione e sulle annate presentate soffermandosi sulle caratteristiche
climatiche degli ultimi anni e sulle conseguenti scelte enologiche. Ha inoltre espresso la sua valutazione sull’andamento dei mercati, sul
posizionamento dei produttori e sulle prospettive future, sottolineando la necessità di investire sempre più nella qualità.

Wine is Culture.
On February 16 and 17, the Chianti Classico Collection 2026 returned to the Stazione Leopolda in Florence. This annual preview of the Gallo Nero (Black Rooster) remains one of the most anticipated events on the Italian enological calendar, showcasing the latest vintages under the iconic symbol of Italian wine worldwide.
This year’s theme, “Wine is Culture,” highlights the role of wine as a vital link between history, the landscape, and agricultural labor, ultimately fostering a spirit of sharing and hospitality. For Tuscany, Chianti Classico serves as a fundamental pillar across economic, social, and identity-driven sectors. This heritage dates back to 1716, when the edict of Cosimo III first defined the boundaries of the denomination. To put the significance of this date into perspective, it would be another 73 years before the start of the French Revolution.
Consortium President Giovanni Manetti emphasized that wine is culture due to the intrinsic relationship between production and the protection of the environment and history. He noted that wine valorizes the artistic heritage of its production sites and serves the essential social function of bringing people together.

Market Data and Performance.
The 2026 edition saw record participation, featuring 223 member producers and 680 labels. The event drew approximately 400 domestic and international journalists, alongside a significant presence of industry professionals and enthusiasts. On display were the 2024 Annata, as well as the Riserva and Gran Selezione from 2023, 2022, and select older vintages.
All 11 Additional Geographic Units (UGAs) were represented, providing a framework for industry discussions and market analysis. Furthermore, Chianti Classico DOP Olive Oil maintained a central role, with 32 different oils available for tasting.
Despite a complex global landscape marked by geopolitical tensions, US tariffs, and a slowdown in consumption—particularly among younger demographics—the Consortium remains committed to a strategy of valorizing all production tiers and emphasizing territorial identity. The goal is to move toward increasingly direct and simplified communication.
The figures support this direction. The denomination saw a 2.6% growth in value compared to 2024. This performance was bolstered significantly by the Riserva and Gran Selezione categories. North America remains the primary market, with Canada growing from 10% to 12%. In Europe, Germany and Scandinavia report significant consumption. France has shown a specific and notable interest in the Gran Selezione. Asian markets represent a strategic opportunity for export diversification, a priority the Consortium is actively pursuing.
President Manetti noted that despite economic and political volatility, volumes have increased, driven by sustained deep interest in the United States and Canada. Additionally, the appointment of Polish journalist Tomasz Prange Barczyński as the 2026 Honorary Ambassador of the Gallo Nero strengthens ties with Eastern European markets.

Harvest Trends.
Recent harvests in the region have demonstrated an appreciable balance:
2024: A harmonious vintage resulting in wines defined by intense aromas, freshness, and finesse.
2023: A challenging year climatically with very low yields; however, careful management produced wines of clarity and freshness.
2022: A hot and dry season, mitigated by August rains, resulting in harmony and approachability.
The resilience of the Sangiovese grape and its ability to adapt and excel even in difficult, diverse seasons remains the region’s greatest asset.

Industry Perspectives.
Key insights were shared by Stefania Saccardi, President of the Tuscany Regional Council, and Sergio Zingarelli of the Rocca delle Macie estate.
Saccardi reaffirmed the region’s support for producers and its commitment to developing enotourism. She described wine as a fundamental component of Italian production, inextricably linked to the landscape and local traditions. Notably, she criticized EU wine package funds designated for uprooting old vineyards, arguing that the focus should instead be on their valorization.
Zingarelli provided a producer’s perspective on recent vintages and the resulting enological choices dictated by climate trends. He concluded by stressing the necessity of continued investment in quality to maintain market positioning and future prospects.

Would you like me to draft a more detailed editorial focusing specifically on the market performance of the Gran Selezione in the French market?


https://www.youtube.com/@italiatvofficial

Il Consorzio Olio DOP Chianti Classico nasce nel 1975 sulla scia del Consorzio di tutela dell’omonimo vino. Dal 2001 tutela e promuove la denominazione DOP seguendo gli stessi criteri qualitativi che da oltre trent’anni stabiliscono se un olio extravergine può fregiarsi della denominazione DOP Chianti Classico. Il Consorzio assiste i produttori nel loro costante sforzo rivolto alla creazione di un prodotto che mantenga sempre alti livelli in quelle componenti che partecipano attivamente alla salvaguardia della nostra salute e regalano al prodotto profumi e sapori “classici”. 
Caratterizzato da un buon sapore fruttato, sentori di carciofo crudo ed erba fresca e gradevolmente piccante in gola, l’olio DOP Chianti Classico è frutto ed espressione del territorio del Chianti Classico in cui viene prodotto dagli oltre 200 soci del Consorzio. L’attività del Consorzio Olio DOP Chianti Classico non si esaurisce però tra gli olivi e nei frantoi, ma allarga il suo raggio d’azione in altri ambiti, promuovendo l’extravergine del Gallo Nero attraverso eventi scientifici e divulgativi in giro per il mondo.

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