(italiatv) L’accordo di partenariato commerciale tra Unione Europea e India, formalizzato a gennaio, ha introdotto una discontinuità strutturale per il comparto vinicolo italiano. La riduzione progressiva dei dazi federali dal 150% al 30% per le etichette premium (valore superiore a 10 euro) ha rimosso la principale barriera d’accesso a un mercato da 1,4 miliardi di persone, aprendo una nuova fase di stabilità per l’export.
Fino a tutto il 2025, i flussi consolidati si sono attestati su una media di circa 750.000 bottiglie equivalenti annue, riflettendo un mercato di nicchia estrema. Con il nuovo regime tariffario, le proiezioni indicano un potenziale imminente di 2.800.000 bottiglie eq. La distribuzione è presidiata da grandi operatori come Brindco Sales Limited, Aspri Spirits e Hema Connoisseur, che gestiscono l’ingresso di marchi quali Donnafugata, Zonin, Antinori, Frescobaldi e Masi. La penetrazione è focalizzata nei poli del lusso di Mumbai, Nuova Delhi e Bangalore, con un’attenzione specifica al settore HoReCa di alta fascia.
Dal punto di vista tecnico, l’adeguamento normativo è imminente: dal 1° luglio 2026, l’autorità indiana FSSAI renderà obbligatorio indicare in etichetta la Standard Drink Unit. Secondo i nuovi standard, una “unità alcolica standard” è definita come la quantità di bevanda contenente 12,7 ml (circa 10 g) di etanolo puro. Le aziende dovranno inoltre integrare il logo FSSAI dell’importatore e le avvertenze legali sulla salute in caratteri non inferiori a 3 mm. Questa armonizzazione, sebbene richieda un aggiornamento del packaging, è il passaggio necessario per stabilizzare la presenza italiana in un mercato che vede nel Prosecco e nei grandi rossi di Toscana, Sicilia e Piemonte i propri nuovi riferimenti di consumo.