(italiatv) Si parte da zero.
La firma del Trattato di Libero Scambio tra l’Unione Europea e l’India, avvenuta il 27 gennaio 2026, avrebbe dovuto rappresentare un punto di svolta per l’industria vinicola italiana, ma malgrado il risultato ottenuto sia buono, partiamo praticamente da zero. Questo accordo apre un corridoio preferenziale verso un mercato di circa 1,45 miliardi di persone, destinato a diventare uno dei principali motori del consumo mondiale nel prossimo decennio, ma che non ha ancora un rapporto culturale e commerciale con l’Italia del vino.
Numeri bassi. L’analisi della situazione attuale evidenzia uno squilibrio significativo tra il potenziale dei due mercati. Nel 2024, le esportazioni di vino italiano verso l’India hanno registrato un volume di circa 557,1 migliaia di chilogrammi, 750.000 bottiglie da 0,75 equivalenti, per un valore monetario pari a 2,6 milioni di euro. Nonostante una flessione congiunturale nell’ultimo anno, la domanda indiana di vini italiani è cresciuta negli ultimi cinque anni del 41,7% in volume e del 49,4% in valore, anche perché i numeri sono talmente piccoli che… Al contrario, le importazioni di vino indiano in Italia rimangono statisticamente irrilevanti.
Dazi. Il trattato introduce un modello di riduzione tariffaria basato sul prezzo delle bottiglie. Per i vini con un prezzo all’importazione inferiore a 2,50 euro, il dazio resterà al 150% per proteggere i viticoltori locali. Nella fascia media, tra 2,50 e 10 euro, il dazio del 150% verrà dimezzato al 75% all’entrata in vigore, per poi scendere gradualmente fino al 30% in sette anni. Per i vini premium sopra i 10 euro, la riduzione sarà ancora più marcata, arrivando a un’aliquota finale del 20%.
Tutele. Oltre alla riduzione dei costi, le aziende dovranno affrontare nuove sfide normative. Dal 1 luglio 2026, diventerà obbligatorio indicare in etichetta il numero di unità alcoliche (standard drink) contenute nella bottiglia. Il trattato garantisce inoltre una protezione legale contro l’uso improprio di nomi come Prosecco o Chianti, tutelando le indicazioni geografiche italiane.