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ITALIA TV. Campiglio. “Il senso dell’acqua”. Intervista ad Alessandro Lunelli

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ITALIA TV. Campiglio. “Il senso dell’acqua”. Intervista ad Alessandro Lunelli

(italiatv) Madonna di Campiglio, notte della 3Tre. Sul Canalone Miramonti è andata in scena una delle gare più spettacolari della stagione di Coppa del Mondo: una sfida tirata fino all’ultimo centesimo, tra riflessi di ghiaccio, luci potenti e il tifo caldissimo che ha accompagnato la discesa dei migliori slalomisti del mondo. Tra i simboli di questa tappa trentina c’è anche Surgiva, l’acqua ufficiale della manifestazione, da anni legata alla 3Tre in un rapporto che va oltre la semplice sponsorizzazione.
Proprio a margine della gara abbiamo incontrato Alessandro Lunelli, vicepresidente di Surgiva e volto di una famiglia che ha fatto dell’eccellenza e del legame con il territorio un tratto distintivo.

Classe 1978, laureato con lode in ingegneria all’Università di Padova, Lunelli ha iniziato il suo percorso in McKinsey & Company, per poi passare al marketing internazionale di Unilever tra Milano e l’Estremo Oriente. Nel 2009 il rientro in Italia e l’ingresso nel Gruppo Lunelli, dove affianca i cugini nella gestione delle Cantine Ferrari e delle altre società del gruppo. Oggi è consigliere delegato di Ferrari per la programmazione, amministratore della Tenuta Castelbuono e vicepresidente di Surgiva. In passato è stato anche presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria Trentino Alto-Adige.

D. Dottor Lunelli, lei presenta Acqua Surgiva con un’identità precisa: un’acqua pensata per accompagnare il cibo e il vino senza mai rubare la scena. Da dove nasce questa intuizione?

R. «Risale a oltre quarant’anni fa, quando mio padre e i miei zii compresero che l’acqua, sulla tavola, ha un ruolo fondamentale quanto il vino o il cibo. Se è sbagliata, può coprire tutto; se è giusta, diventa quasi invisibile. Surgiva è proprio questo: un’acqua “di sottrazione”, discreta ed essenziale, che accompagna senza sovrastare. Nasce nel cuore del Parco Naturale Adamello Brenta, a 1.134 metri di altitudine. È una zona incontaminata, protetta, dove sopra la sorgente ci sono solo montagne. Le rocce granitiche rilasciano pochissimi sali minerali e questo conferisce all’acqua una leggerezza straordinaria, con un residuo fisso molto basso. È proprio questa purezza che la rende ideale per la ristorazione di alto livello – tanto che è stata scelta dall’Associazione Italiana Sommelier come acqua ufficiale».

D. Parliamo di design e sostenibilità: anche l’immagine di Surgiva è diventata un tratto distintivo.

R. «Quando lanciammo la bottiglia in vetro bianco fu una scelta audace. Non c’erano cascate o richiami paesaggistici, ma un design pulito, moderno, ideato da mio zio insieme a un designer. Volevamo un simbolo di eleganza e autenticità, capace di parlare la stessa lingua dei nostri vini e del nostro territorio. Sostenibilità e responsabilità ambientale sono il nostro asse strategico. Surgiva utilizza solo vetro a rendere e ha raggiunto la neutralità carbonica, grazie a investimenti in energie rinnovabili e all’uso esclusivo di energia verde. Ricicliamo il 99% dei rifiuti e lavoriamo con tutta la filiera per ridurre l’impatto ambientale. Ma il nostro impegno non si ferma alla produzione: collaboriamo con la SAT – la Società Alpinistica Trentina – e sosteniamo progetti di ricerca sui ghiacciai, che sono i veri termometri del cambiamento climatico».

D. La 3Tre e il legame con la montagna: è una vetrina internazionale, ma per voi rappresenta anche qualcosa di più personale.

R. «Assolutamente. Mio padre era maestro di sci, quindi per noi la montagna è casa. Vedere Surgiva accanto alla gara di Coppa del Mondo sul Canalone Miramonti è un ritorno alle origini. È un evento che incarna i nostri valori: precisione, eleganza, controllo, rispetto per la natura».

D. Ha usato una metafora molto efficace per descrivere questo legame…

R. «Sì, l’aquila. È elegante e fiera, ma anche precisa e capace di volare con controllo assoluto, proprio come uno sciatore sulla pista del Miramonti. È il simbolo del Trentino e rappresenta perfettamente l’unione tra acqua, territorio e sport. Surgiva nasce a pochi chilometri da quelle piste: non è un legame da costruire, ma da raccontare».

Tra le parole di Alessandro Lunelli emerge un filo conduttore: l’idea di un rapporto autentico e istintivo con la montagna, che si riflette in ogni scelta dell’azienda. Ed è forse proprio questa coerenza – discreta e potente come l’acqua che rappresenta – a rendere Surgiva una presenza capace di raccontare il Trentino senza mai alzare la voce.