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ITALIA TV. Vino, le 5 settimane del destino. Parola a 23 produttori.

Bene la settimana piovosa, ma non basta: le terre del vino chiedono altra acqua.
Nei programmi per la sostenibilità la chiave anche per difendere le viti dalla siccità.

italiatv.it – 4 Aprile 2022 – E’ un momento delicato; più di altri. Le piogge dell’inizio di primavera in Italia sono arrivate dopo un centinaio di giorni di siccità, giorno più giorno meno. Rara la grandine e solo in certe zone, è piovuto nel modo giusto quasi dappertutto; ma non abbastanza. Spietati i dati: quest’inverno l’Italia ha ricevuto il 60% di neve e l’80% di pioggia in meno rispetto alla media stagionale. Già a Gennaio i millimetri di pioggia rilevati erano dieci volte in meno dell’anno scorso, 46 vs 450. All’assenza di precipitazioni si associa un fine inverno caldo: la media stagionale è di 1.7° C in più rispetto al trentennio 1981-2010.

Il clima è cambiato, fa e farà più caldo, lo stress per le piante è aumentato nell’ultimo ventennio. L’eco-catastrofismo, il terrorismo ambientale non è una risposta al cambiamento climatico, ne è solo un grido d’allarme. Andiamo alle idee per rispondere agli eventi, in particolare cosa possono fare i produttori di vino, per difendersi dalla siccità e non solo.

Prima azione di difesa per le aziende è la presa di coscienza, la consapevolezza del dover prendere in mano la situazione; quindi avviare un programma per la sostenibilità, che rafforza le difese, ottimizza i costi e conferisce la medaglia d’oro della reputazione.

In primis, bisogna “aggiornare la fotografia”, misurare, verificare i processi produttivi e la salute del capitale naturale aziendale (vigne, boschi, suoli…). Con una gestione accorta ed esperta le piante si rafforzeranno e risponderanno meglio anche alla siccità.

Ho chiesto a 23 produttori vinicoli di questa pioggia, e a che punto stanno le loro vigne, quanto le piante sono pronte alla nuova vita; (e al rischio di Aprile).

Azienda per azienda, la situazione.

Giacomo Bartolommei, Caprili, Montalcino (SI):

Una mansanta, ma non sufficiente! Nella zona di Tavernelle sono caduti circa 25mm che dopo 120 giorni sono pochissimi. Avevamo bisogno di almeno 100mm per tornare in equilibrio. Tuttavia la pioggia è caduta bene, non ci sono state delle burrasche e questo è positivo poiché l’acqua era filtrata bene nel sottosuolo. Prima della pioggia eravamo nella fase fenologica del pianto, che stava a significare la ripresa dell’attività vegetativa con molte gemme già in fase cotonosa, ovvero pronte a sbocciare. Abbiamo già ad oggi un bel po’ di gemme schiuse e crediamo che a fine settimana prossima saremo al 99% a gemme schiuse. Abbastanza in linea con gli ultimi anni.

Stefano Cinelli Colombini, Fattoria dei Barbi, Montalcino (SI):

Alla Fattoria dei Barbi sono venuti 25-30mm, per ora sufficienti. Bisogna tenere conto che i terreni di Montalcino ormai ovunque sono molto più “vivi” e ricchi di materiale organico rispetto a venti o trenta anni fa, e tengono molto di più l’umidità.

Francesco Monari, Argiano, Montalcino (SI):

Pioggia importante, desiderata, ma non sufficiente. Ci vorrebbero 15gg di pioggia così come ha fatto la settimana appena passata; altre due settimane, con 100mm a settimana. In totale saranno venuti 25mm oltretutto distribuiti in piccole tranche da 7-9mm. Al terreno profondo occorrono piogge più sostanziose più lunghe. Siamo ancora in tempo ma per adesso niente. Le viti stanno germogliando in questi giorni, la fase fenologica è corretta per il periodo. Per il momento, almeno ad Argiano, non vedo motivi di preoccupazione; farà caldo, serve acqua, ma le nostre scelte agronomiche hanno rafforzato molto le piante in questi ultimi 5 anni.

Giacomo Neri, Casanova di Neri, Montalcino (SI):

E’ piovuto…, non tanto; ma per il momento basta. Speriamo in altre pioggia in Aprile. A Tenuta Nuova le piante sono partite, le altre vigne stanno iniziando a germogliare adesso. Tutto sotto controllo.

Gigliola Giannetti, Le Potazzine, Montalcino (SI):

Si, è piovuto abbastanza, soprattutto è piovuto bene, lentamente, così da filtrare in modo omogeneo nel terreno. Le nostre viti sono gemmate, non sono ancora germogliate e le temperature basse faranno sì che per altri giorni restino così; e a noi questo piace molto…

Alex Bianchini, Ciacci Piccolomini d’Aragona, Montalcino (SI):

Per fortuna dopo quasi 2 mesi di assenza di precipitazioni sono venuti giorni di pioggia leggera che sono stati davvero un toccasana ma sicuramente non sufficienti a riequilibrare la carenza idrica, quindi speriamo in altre precipitazioni ad Aprile. Le piante sono tutte con gemme cotonose e siamo alle porte del germogliamento, ma per il momento in linea con l’andamento fenologico. Bene così; con una settimana di pioggia tranquilla ancora meglio.

Lorenzo Magnelli, Le Chiuse, Montalcino (SI):

La pioggia è sempre la benvenuta in questo periodo, soprattutto dopo mesi di siccità. Bisogna anche dire che a 30cm di profondità la terra era umida, fa da riserva idrica per la stagione. Se piovesse ancora sarebbe opportuno, perchè la stagione è lunga e farà caldo. Le piante si stanno svegliando, le gemme si stanno gonfiando: se si alza di qualche grado la temperatura “scoppia tutto” in un attimo.

Santiago Marone Cinzano, Col d’Orcia, Montalcino (SI):

A Col d’Orcia questo autunno-inverno abbiamo visto poco più di 300mm di pioggia. I terreni avevano un gran bisogno di ulteriore pioggia per “ricaricare” la riserve idriche, la pioggia della scorsa settimana è un buon punto di partenza, sia per il vigneto che per tutto l’ecosistema. Lo stato vegetativo delle viti sta iniziando ad entrare in primavera, come al solito in modo più precoce rispetto ad altre zone di Montalcino, in particolar modo i vigneti a guyot sono più avanti di quelli a cordone speronato. Presto per fare previsioni, ma serve che piova ancora.

Daniele Giorgi, Corte dei Venti, Montalcino (SI):

Più di qualsiasi commento parlano i numeri: 30mm di acqua su terreni lavorati e impianto nuovo sono una benedizione, perchè è piovuto bene, senza danni. Se piove ancora un pò ancora meglio. Stiamo piantando la vigna nuova e le barbatelle sembra sentirle ringraziare il cielo. Nelle vigne le piante sono in partenza vegetativa.

Monica Tiezzi, Tiezzi, Montalcino (SI):

Si, è piovuto e ci voleva. A Montalcino ieri è anche nevischiato. Nevischio misto ad acqua. L’acqua ancora non basta, ne serve ancora, serve quella “buona” , senza eccessi. Non servirebbe il nevischio, la grandine o la gelata, il freddo intenso; insomma abbiamo sempre paura ultimamente delle gelate primaverili, che possono veramente danneggiare le viti che sono appunto “partite”.

Giovanna Neri, Col di Lamo, Montalcino (SI):

E’ piovuto molto bene ma non è ancora sufficiente. Saranno caduti circa 25mm. Le viti per adesso stanno gemendo ma non hanno germogliato; solo alcune anche perché la notte è freddo. Speriamo che nelle prossime settimane ci siano altre piogge. Comunque per adesso è stata una vera benedizione!

Matteo Benvenuti, Quercecchio, Montalcino (SI):

Ottima settimana di acqua giusta, ma ancora poca: a Quercecchio un’altra settimana così ora sarebbe gradita. Le piante: noi non abbiamo potato e quindi non ti so dire con precisione quando partiranno. L’anno scorso lo scherzetto della gelata ci ha fatto propendere quest’anno per una misura più prudente e quindi potatura senza nessuna fretta. Acqua: serve altra pioggia.

Fabio Tassi, Tassi, Montalcino (SI):

L’acqua ha fatto molto bene, non pioveva più da troppo tempo. Soprattutto l’acqua ha aiutato in zone con problemi di stress idrico come le vigne a Velona. Le vigne sono partite alcune sono un po’ avanti, ma se non arriva il gelo dell’anno scorso è tutto sotto controllo e siamo sulla tabella di marcia.

Stefano Bambagioni, Fossacolle, Montalcino (SI):

La pioggia è stata veramente utile ha un po’ riequilibrato la situazione dando un importante aiuto alla pianta in questo momento di ripartenza. Noi non avevamo una situazione pericolosa prima di questa pioggia: qualche millimetro in più di pioggia poteva essere ancora più utile ma l’assenza di eccessi piovosi è comunque una vittoria. Le mie piante quest’anno sono state potate tardissimo anche considerando la gelata dello scorso anno quindi sono appena appena partite.

Samuele Falciani, I Tirreni, Bolgheri (LI):

Piovuto, e anche grandinato da noi, ma per fortuna ancora non c’è vegetazione. Ancora non è sufficiente per poter dire che non sarà un annata siccitosa perché anche in autunno di pioggia ne è venuta ben poca. Se continua negli anni questo clima anche le falde si ritireranno e l’irrigazione di soccorso impossibile. Serve almeno un’altra settimana così, di pioggia senza grandine intendo. Altri 100mm. Ancora le piante sono ferme e le gemme neanche rigonfie. È un dato che oramai ci accompagna da qualche anno, il germogliamento avviene a metà Aprile. Si tratta di una risposta fisiologica anche questa al cambiamento climatico. Si sa che le gemme iniziano a contare le ore sotto ai 4 gradi al momento dell’entrata a riposo per capire quanto è finito l’inverno. Dopodiché contano le ore calde fino a raggiungere un certo “fabbisogno” per germogliare. Sulla costa gli inverni non sono più sufficientemente freddi per raggiungere le ore e quindi sono solo le giornate di caldo intenso a favorire il germogliamento che è non solo ritardato ma anche disomogeneo. Aumenta il rischio gelate per via del clima perché in realtà il germogliamento tardivo sarebbe un vantaggio. Aumentando l’energia nel sistema è più probabile che un enorme massa di aria fredda si sposti da Siberia o artico e arrivi in poche ore sull’Italia come è successo lo scorso anno. Noi si cerca di potare prima il guyot lasciandolo però da piegare e poi si pota il cordone. Se germoglia il guyot germoglia la gemma distale in alto sul capo a frutto e le altre qualche giorno dopo. Si sacrifica una gemma in pratica ma una sola. Inoltre lasciamo due speroni sul guyot invece di uno per essere sicuri di avere materiale per l’anno successivo.

Eleonora Pieri, Poggio Stenti, Montecucco (GR):

Finalmente! Possiamo dire che le piogge di questa settimana (35 mm circa) siano state assolutamente provvidenziali soprattutto per le piante giovani, che non esplorano ancora strati molto profondi del suolo. I terreni lavorati hanno incamerato tali piogge come una spugna ed almeno in parte grazie a queste piogge abbiamo superato lo stato di stress da carenza di pioggia, che purtroppo l’inverno secco ed asciutto ha provocato. Adesso bisogna sperare in un inizio primavera piovoso, che ci permetta di rimpinguare le riserve idriche dei terreni nell’ottica di un estate lunga ed asciutta, come le ultime annate ci hanno abituato a sopportare.

Massimo Pastura, Cascina La Ghersa, Colli Tortonesi (AL):

Si, bene ma non benissimo; è piovuto ma speriamo non sia tutto qui: con 10mm ci si fa poco. Le temperature, soprattutto di notte, sono scese, anche a zero ed in alcuni punti poco sotto. Nel basso Monferrato c’è stata la grandine… In vigna le piante stanno piangendo, siamo in linea col periodo. Ora, con la fase vegetativa, il timore è sempre e solo uno, la gelata. Qui da noi in passato è successo anche a Maggio; le prossime sei settimane sono quelle della vita/morte di un’intera annata. Spero ricominci a piovere, l’ideale qui sarebbero almeno altri 50mm in una settimana, costante, silenziosa, salvifica.

Sergio e Gabriella Dezzutto, Santa Clelia, Mazzé (TO):

Ahimè sulle nostre colline, pioggia quasi inesistente per l’Erbaluce! Per ora ancora tutto fermo, sia perché fa ancora freddo, sia, soprattutto, perché essendo asciutto la pianta non lavora. Per ora situazione gestibile, molto preoccupato per il proseguo della stagione. Terra ormai arida e non c’è assolutamente umidità dal basso!

Vittorio Garda, Il Sorpasso, Carema (TO):

Non è stato sufficiente perché sono piovuti in media 10-15mm, ossia una minima parte di quello che sarebbe dovuto piovere nella media annuale (150-300mm almeno negli ultimi 2 mesi, dei quali una parte ideale in neve). Le viti sono partite comunque ma i problemi si stanno notando con le viti vecchie, molte delle quali muoiono a causa dello stress eccessivo… Non un buon inizio diciamo.

Mario Notaroberto Futani, Albamarina, Palinuro (SA):

Una settimana di pioggia a giorni alterni non ha risolto i problemi, ma almeno per il momento ha dato una boccata d’ossigeno ad una vigna che stentava a partire. A differenza dello scorso anno, causa il clima abbastanza freddo dei primi 2 mesi dell’anno la fioritura è in ritardo almeno di un mese. Ritardo dovuto in parte anche alla mancanza di acqua.

Alberta Nesci, Nesci 1898, Palizzi (RC):

Non è sufficiente,ma è già qualcosa. Per fortuna noi abbiamo i pozzi all’internò della tenuta, per aiutare la pianta però il cambiamento climatico non è cosa da non tenere in considerazione. I vitigni autoctoni, rispetto a quelli internazionali, possono gestire meglio la siccità. Però le piante, come gli uomini , dopo un po’ hanno necessità di bere. Quest’anno si presume possa essere una fioritura miglior della precedente. Fino ad ora sta procedendo bene, germogliamento in ritardo ma solo di circa 10 giorni. Ci si augura un altro poco di pioggia e poi un periodo che non veda caldo afoso come la scorsa stagione.

Marco Muscari Tomajoli, Muscari Tomajoli, Tarquinia (VT):

Finalmente questi ultimi giorni è arrivata la tanto desiderata pioggia. Dopo diversi mesi di siccità. E’ sempre più chiaro, anche nella nostra zona, di un radicale cambio nelle condizioni climatiche. Infatti i temporali sono stati brevi ma molto intensi arrivando fino, purtroppo, a forti grandinate. Per fortuna soltanto il vermentino si trovava nella prima fase del germogliamento, correndo un bel rischio, mentre le varietà rosse sono attualmente ancora in fase dormiente. Sono convinto che questi cambiamenti, ormai evidenti, imporranno a tutti di rivedere gli approcci agronomici e le strategie in campo. Nonostante l’evidente siccità che ci troveremo ad affrontare in futuro, il nostro approccio rimarrà lo stesso, lasciando che le piante trovino da sole un proprio equilibrio, senza nessun tipo di aiuto esterno.

Giulia D’Alema, La Madeleine, Narni (TR):

Le piogge di questi giorni sono state assolutamente ben accolte ma insufficienti. Nel nostro territorio non pioveva da Gennaio e il terreno non è ancora completamente soddisfatto. Ad oggi le nostre piante non sono ancora partite. Stiamo subendo ritardi nel germogliamento a causa delle basse temperature registrate a Marzo.

Maurilio Chioccia, enologo, Lazio e Umbria:

“Si finalmente è piovuto per alcuni giorni, in modo equilibrato, lentamente e la terra ha assorbito bene e per chi ha lavorato la vigna (erpicatura del terreno) sicuramente i benefici saranno migliori, con miglior assorbimento, dando così maggior agio alla vite. La quantità di acqua al momento è da considerarsi sufficiente ma sarà necessario che entro fine Aprile e prima decade di Maggio ne venga altra. L’acqua primaverile è molto utile per la vite e per l’agricoltura in genere. Non ci sono state grandinate dannose se non in qualche zona, ma pallini come vaghi di pepe che non hanno causato danni. Sui rilievi oltre i 500mt. è apparsa di nuovo la neve. Ad oggi non si registrano gelate dannose. Le varietà precoci sia nell’alto Lazio sia in Umbria, soprattutto zona lago Trasimeno, hanno già messo le foglioline (1-2cm). Fortunatamente al momento non si lamentano danni”.

Dario Pettinelli

(dir chiocciola italiatv punto it)

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